Governo
RadarPolitico analysis of Governo: topic intensity, 24-hour trend, source diversity and documentary timeline.
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Documentary timeline
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18:03
AGI - "Unità - Per cambiare l'Italia" è il titolo scelto per l'assemblea nazionale del Pd che domani è chiamata a modificare l'articolo 8 dello Statuto per consentire alla segretaria di guidare il partito almeno fino alle elezioni politiche. Un passaggio che sembra scontato, visti i numeri in campo. Al termine delle primarie del 2023 Elly Schlein aveva 333 delegati, Stefano Bonaccini 267, Gianni Cuperlo 20. Sono passati quasi quattro anni da allora e le carte nel Partito Democratico si sono rimescolate facendo del vantaggio iniziale di Schlein un vero e proprio dominio dentro il parlamentino dem. Bonaccini, che era inizialmente il capo della minoranza interna, ha adottato un approccio sempre più collaborativo con la segretaria, sua vice presidente ai tempi della giunta in Emilia Romagna. Stesso si dica per Gianni Cuperlo, candidato della "sinistra ortodossa" del partito alle scorse primarie, conflitto a sua volta nel "correntone" della maggioranza di Montepulciano. Il numero dei delegati In totale 620 delegati ai quali si aggiungono altri componenti dell'assemblea: i segretari fondatori del Pd, da Veltroni a Franceschini, da Bersani a Enrico Letta; gli ex segretari nazionali del Pd iscritti; gli ex Presidenti del Consiglio iscritti (Paolo Gentiloni ed Enrico Letta). È ancora: i segretari regionali, i segretari provinciali, i segretari delle federazioni all'estero, delle città metropolitane e regionali, la Portavoce della Conferenza nazionale delle donne, i coordinatori Pd delle ripartizioni estero, il segretario dei Giovani Democratici; cento tra deputati, senatori ed europarlamentari aderenti al partito indicati dai rispettivi Gruppi, i sindaci delle città metropolitane, dei comuni capoluoghi di provincia e di regione e i presidenti di regione iscritti e in corso di mandato. In tutto 960 membri. All'ordine del giorno c'è la relazione della segretaria. I dem attendono indicazioni sui prossimi passi da compiere in vista del voto: dal programma alle primarie di coalizione. La modifica dell'articolo 8 e la proroga del mandato Il culmine della giornata sarà la modifica all'articolo 8 dello Statuto nazionale del partito che disciplina la durata dei mandati del Segretario nazionale e dell'Assemblea nazionale: i mandati del Segretario nazionale del Partito e di ciascun componente dell'Assemblea nazionale durano infatti quattro anni al termine dei quali il Presidente dell'Assemblea nazionale indice le procedure per il rinnovo delle cariche alla scadenza del termine. Il mandato di Schlein scade a marzo 2027, appena prima delle elezioni politiche. Il Pd si troverebbe nella condizione di non avere una guida in piena corsa elettorale. Una prima assoluta, visto che nessun segretario prima di Schlein era arrivato a completare un mandato intero. Da qui la necessita' di modificare l'articolo per prevedere una proroga del mandato e consentire alla segretaria di partecipare alle primarie, prima, ed eventualmente sfidare Meloni da leader della coalizione. All'interno dell'articolo 8, il comma 3 è stato oggetto di discussione nelle ultime settimane, soprattutto per iniziativa dei riformisti Pd. Si tratta del passaggio che assegna al solo segretario il ruolo di candidato alle primarie di coalizione e alla guida del governo. I riformisti hanno avanzato delle proposte, anche durante l'assemblea che si è tenuta a inizio del mese a Prato, perché si prevedesse una seconda candidatura. L'altra richiesta è che le primarie di coalizione prevedessero un doppio turno che avrebbe permesso a un secondo candidato - si era fatto il nome di Giorgio Gori - di correre al primo turno per convergere al secondo turno sulla candidatura della segretaria. In questo modo, e il ragionamento della minoranza dem, si sarebbe potuto allargare il consenso a Schlein anche agli elettori moderati. Ieri, l'area riformista ha tenuto una riunione dalla quale è emersa la volonta' di non andare allo scontro in assemblea. Sempre che ci sia un percorso di confronto, viene riferito, e che la maggioranza non proceda per forzature. In caso contrario, i riformisti faranno sentire forte la loro voce, viene aggiunto. Stando a quanto si apprende, interlocuzioni sarebbero in corso in queste ore e l'ipotesi e' che si possa arrivare a una gestione ordinata dell'assemblea. I riformisti interverranno, in ogni caso, soprattutto per tenere alto il tema dell'Ucraina e dell'Europa, in chiave di sostegno a Kiev - anche con la fornitura di armi - e di maggiore integrazione politica dell'Unione Europea. Se di "Unita'" si parla, e' il ragionamento della minoranza interna, si cominci dall'assemblea.
18:01
Dal palco di piazza del Popolo, il segretario della Cgil rilancia la mobilitazione insieme agli studenti e attacca il governo su precarietà, sicurezza sul lavoro, fisco e spese militari
13:56
In piazza anche i leader del campo largo. Chisura a piazza del Popolo con Landini
13:56
In piazza anche i leader del campo largo. Chisura a piazza del Popolo con Landini
13:56
In piazza i leader del campo largo. L’abbraccio tra Schlein e Conte. La leader dem: “Qui lo spirito del referendum, costruiamo l'alternativa insieme”. Il presidente M5S: “Su Kiev troveremo una sintesi”
12:52
Il ministro della Difesa alla Bbc ha promesso che il sostegno del governo continuerà, ma sarà “più difficile” che il Parlamento approvi ulteriori consegne con l'avvicinarsi delle elezioni
01:00
La Commissione europea approva la proposta del governo italiano per calmierare i prezzi a impresee famiglie. No invece alle richieste sugli Ets. Meloni: “Ottimista su flessibilità per il deficit”
01:00
Il presidente dell’Abi Patuelli respinge la richiesta di 5 miliardi: “Più tasse, noi mazzolati”. Secondo le prime stime a sborsare di più saranno Intesa e Unicredit. Dbrs conferma il rating A dell’Italia
21:33
AGI - Dopo due giorni di lavori serrati, che hanno visto i leader Ue impegnati su dossier importanti e divisivi come il prossimo bilancio europeo, il contenimento dei prezzi dell'energia e la gestione delle frontiere esterne, la premier italiana Giorgia Meloni lascia Bruxelles mostrando soddisfazione per i risultati ottenuti. In un punto stampa conclusivo, la presidente del Consiglio ha espresso particolare soddisfazione per l'accordo raggiunto con la Commissione europea sul decreto bollette, che "ci consente di intervenire sulla formazione del prezzo dell'elettricità e sull'impatto che il costo del gas ha sul prezzo dell'elettricità e quindi, soprattutto, ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette". Meloni si è detta anche "ottimista" dopo il confronto avuto con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen "sulle richieste che l'Italia ha fatto in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che chiaramente tutti gli Stati membri stanno affrontando. Mi pare che si stiano facendo significativi progressi e penso che ci siano i margini per avere maggiore flessibilità". I costi dell'energia e la deindustrializzazione Ai leader degli Stati membri "ho provato a spiegare anche con degli ausili grafici come alcune scelte, da un certo anno in poi, abbiano fatto lievitare i costi dell'energia per le nostre imprese e come questo abbia comportato un processo di deindustrializzazione in Europa". Le conseguenze sulle importazioni Si tratta di "industrie che producevano beni che oggi importiamo da Paesi che non hanno i nostri stessi standard ambientali", ha spiegato Meloni. La revisione delle regole "Quindi, quando le regole producono delle distorsioni, quelle regole vanno corrette. È il lavoro che l'Italia cerca di fare dall'inizio. Anche su questo mi pare che stiamo facendo passi in avanti". Le priorità sulla competitività Il clima è quindi quello della soddisfazione e, nelle conclusioni del vertice sulla competitività, "il Consiglio europeo ha recepito diverse priorità promosse dall'Italia", scriveva in mattinata Palazzo Chigi. In particolare, la necessità di ridurre i costi dell'energia, tutelare la produzione industriale europea e intervenire, nel quadro della revisione in corso del sistema Ets, sulla volatilità dei prezzi della CO2 e sul loro impatto sui costi dell'elettricità, in linea con il contributo di riflessione italo-ceco presentato alla vigilia dell'appuntamento europeo. Le frontiere esterne e la migrazione Anche sul fronte migratorio Meloni registra un avvicinamento alle posizioni italiane, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza delle frontiere esterne, dove ha trovato un'alleata di ferro nella premier danese Mette Frederiksen, che ha attaccato il premier spagnolo Pedro Sanchez. La crisi di Ceuta A dare linfa alla discussione sul tema sono state proprio le immagini dell'estate provenienti da Ceuta, dove circa 80 mila persone hanno attraversato la frontiera spagnola senza che vi fossero efficaci misure di contenimento. Scene che hanno preoccupato i governi europei e che, nel caso di Roma, hanno portato alla sospensione di Schengen con la Spagna. La collaborazione tra Italia e Spagna L'Italia ha rinnovato la sospensione per altri sette giorni e, in un quadro di rinnovata collaborazione con il governo spagnolo, i ministri dell'Interno dei due Paesi lavoreranno insieme per individuare una soluzione comune che garantisca la sicurezza. Quello sulla migrazione sarà un dibattito che proseguirà fino al prossimo Consiglio europeo, ma Meloni registra positivamente l'annuncio della Commissione europea di nuove misure e di una valutazione con gli Stati membri per definire una cornice che consenta di fornire risposte immediate in caso di crisi. L'importanza delle misure sulla sicurezza "Per noi è molto importante perché ricorderete che abbiamo posto il problema mesi e mesi fa, molto prima anche della crisi di Ceuta, e l'abbiamo fatto con uno dei nostri disegni di legge sulla sicurezza", ha detto. Il confronto sul quadro finanziario pluriennale Sul dossier più complesso del vertice, quello relativo al prossimo quadro finanziario pluriennale, Meloni ha convocato, insieme alla Romania, 17 Paesi che difendono la politica di Coesione. Una formazione che ha l'obiettivo di proteggere i fondi destinati alle regioni e all'agricoltura. Un blocco che si contrappone ai Paesi frugali, i quali chiedono invece una riduzione significativa dei principali capitoli di spesa del bilancio europeo. La discussione è talmente polarizzata che la negotiating box presentata appena una settimana fa dalla presidenza irlandese è stata già accantonata e la palla è tornata nelle mani del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che presenterà una nuova proposta in vista di un Consiglio europeo straordinario previsto per novembre. Se l'obiettivo di Costa resta quello di chiudere l'accordo entro la fine dell'anno, i Paesi frugali non escludono di prolungare il negoziato pur di ottenere concessioni sui contenuti del bilancio. Se l'Italia può tornare a casa soddisfatta per i segnali ricevuti, sul tavolo dei leader i fascicoli rimangono aperti e in attesa di ulteriori approfondimenti.
18:42
Il governo italiano ha raggiunto un accordo preliminare con la Commissione sulle misure contenute nel testo. Meloni festeggia: “Trattativa lunga ma costruttiva, potremo contenere i prezzi”
18:32
AGI - "La Cernobbio delle donne" chiude il sipario con una platea di 500 manager e rappresentanti delle istituzioni che hanno animato la due giorni dedicata al tema della geopolitica dell'incertezza. La 26esima edizione del seminario internazionale "Donna, Economia & Potere", organizzato dalla Fondazione Marisa Bellisario, si è svolta anche quest'anno presso le Corsie Sistine del complesso Santo Spirito in Sassia a Roma. Il tema scelto per quest'edizione, "Geopolitica dell'incertezza", ha fatto da filo conduttore a due giorni di lavori che hanno riunito esperti, imprenditrici, rappresentanti istituzionali, ambasciatori, manager e giornalisti, articolati in 12 tavoli tematici. Fin dal suo esordio, l'appuntamento è stato appunto definito la "Cernobbio delle donne". Lella Golfo: "La parità non è una concessione" Ad aprire i lavori è stata la presidente della Fondazione, Lella Golfo, che ha incentrato il suo intervento sul nesso tra leadership femminile e competitività del Paese. "La parità non è una concessione né un costo: è crescita, produttività, innovazione e una condizione indispensabile di competitività", ha dichiarato Golfo. "Il potere più autentico non è occupare uno spazio, ma allargarlo e rimandare giù l'ascensore per generare opportunità per le giovani". Sul fronte geopolitico, Golfo ha chiesto un'Europa più coesa: "Il futuro passa dalla pace", ha sottolineato, "e sulla guerra in Ucraina è arrivato il momento che l'Europa smetta di andare in ordine sparso e trovi un negoziato unico". Ha citato il rapporto Draghi sulla competitività come "un appello tanto applaudito quanto inascoltato" e ha messo in guardia sui rischi legati all'intelligenza artificiale: "L'IA è una forma di sovranità che rischia di essere progettata da un'industria a predominanza maschile, moltiplicando pregiudizi e stereotipi. Serve spingere le donne nelle materie STEM e nei luoghi in cui si scrive il codice del futuro". Un passaggio amaro è stato dedicato alla fuga dei giovani: "Oltre 630 mila ragazzi hanno lasciato l'Italia dal 2011 a oggi. Non è una semplice fuga, è un giudizio sulla mancanza di meritocrazia". Il messaggio di Papa Leone I lavori si sono aperti con la lettura, da parte di Golfo stessa, del messaggio inviato da Papa Leone XIV. "È per tutti noi un grande privilegio aprire i lavori di questa 26ª edizione con le parole del Santo Padre, che assicura il ricordo nella preghiera ed esorta alla testimonianza evangelica nei diversi settori professionali", ha detto Golfo. Nel testo, il Pontefice ha invocato la protezione della Vergine Maria e impartito la benedizione apostolica a tutti i partecipanti. La platea ha accolto le parole con un lungo applauso, in segno di vicinanza al Papa, ricoverato al Gemelli dopo l'asporto di un nodulo polmonare. Golfo ha rivolto a sua volta un pensiero al Pontefice: "Oggi il nostro pensiero e le nostre preghiere vanno al Santo Padre, a cui auguriamo di cuore buona salute". Il saluto di Giorgia Meloni Tra i messaggi istituzionali letti in apertura, ampio spazio ha avuto quello della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Cara Lella, carissimi, anche quest'anno avete scelto di focalizzare l'attenzione sulle principali sfide della nostra epoca e di riflettere sulla profonda incertezza che caratterizza i nostri giorni", ha scritto Meloni. "La nostra Nazione può contare su una marcia in più. La risposta all'incertezza non è quella di chiudersi, ma di intessere nuove relazioni e saper guardare oltre gli schemi tradizionali". La premier ha ricordato il ruolo storico della Fondazione: "Ha reso visibili modelli che prima non lo erano e ha portato nel dibattito politico temi per troppo tempo rimasti marginali". Meloni ha poi fatto riferimento alla propria esperienza personale: "Il 25 ottobre di quattro anni fa, quando in Parlamento ho illustrato le dichiarazioni programmatiche del mio governo, ho ringraziato tutte quelle donne che con il loro esempio hanno costruito la scala che mi ha permesso di diventare la prima donna a ricoprire l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri. Marisa Bellisario appartiene a questa storia e da oltre 35 anni la Fondazione a lei intitolata continua ad aggiungere gradini perché le donne di oggi e di domani possano trovare la strada già aperta". I lavori aperti da Pichetto Fratin Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha aperto i lavori insieme a Golfo intervenendo su più fronti. Sul tema della parità di genere, ha preso le distanze dalle quote: "Non credo tanto alle quote quanto alla capacità del mondo donna. Non è uno spazio da dare, ma rendersi conto che la valutazione è di merito e quindi sono le donne che stanno conquistando quello che meritano", ha dichiarato. Sul dossier energetico e industriale, il ministro ha puntato il dito contro le politiche europee: "Credo sia abbastanza evidente, a livello europeo, un eccesso di ambizione che ha menomato il sistema dell'automotive. I percorsi di cambiamento verso la decarbonizzazione devono essere compatibili con la realtà e non eccessivamente ambiziosi, altrimenti il rischio è una crescita dell'inflazione per famiglie e imprese". La rotta indicata dal Governo per garantire competitività e sicurezza energetica punta sul "nuovo nucleare, per arrivare a quell'indipendenza e sicurezza energetica" necessarie a "dare speranza di futuro alle nuove generazioni". L'esortazione di Roberta Metsola Dal Parlamento Europeo sono arrivati due contributi distinti. La presidente Roberta Metsola, in un messaggio scritto, ha esortato le giovani donne: "Fatevi avanti, partecipate, candidatevi. Il cambiamento arriverà soltanto se sarete voi a renderlo possibile, altrimenti saranno gli altri a decidere per voi". Metsola ha ricordato i traguardi normativi ottenuti dall'Eurocamera (le direttive sull'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione e sulla trasparenza retributiva) e ha lanciato un invito: "Portate le vostre proposte non solo a Roma, ma anche a Bruxelles e Strasburgo". Le parole di Antonella Sberna La vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, intervenuta alla tavola rotonda moderata dalla direttrice dell'AGI Rita Lofano, interrogata sulle prospettive dell'UE ha insistito sulla necessità di una politica estera comune: "L'Unione Europea in questo momento ha un'occasione storica che non ha mai avuto finora. Dobbiamo arrivare a una sola voce nella politica estera e di sicurezza comune", ha detto. "Nessuno di noi può fare a meno dell'Europa o augurarsi un'Europa debole". L'intervento di Daniela Fumarola La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha portato la prospettiva sindacale: "Non valorizzare il capitale umano femminile è un errore che impoverisce il Paese: se le donne fossero valorizzate, come è giusto che sia, il Pil aumenterebbe almeno del 6%", ha dichiarato. Sul tema della conciliazione, Fumarola ha sottolineato che "quando si ha un bambino, spesso la donna rinuncia al posto di lavoro per problemi di conciliazione. Bisogna invece condividere la genitorialità". Sulla manovra economica, la leader sindacale ha chiesto "un'ulteriore riduzione delle tasse sia sul lavoro sia sulle pensioni", indicando come priorità "lavoro, pensioni, famiglie e imprese sane che investono nonostante le crisi".
13:49
Il taglio delle tasse per il ceto medio si allontana dai radar del governo. Nel documento inviato all’Europa le prime indicazioni con molte misure di portata più piccola
12:02
“Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste mette in campo risorse concrete e risposte immediate per sostenere i territori colpiti dalla Xylella e rilanciare l’olivicoltura pugliese. Il ripristino del potenziale produttivo è una priorità fondamentale del governo Meloni: grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia e a procedure veloci e trasparenti, accompagniamo insieme ad Agea […] L'articolo Xylella: 30 milioni per rigenerazione olivicola proviene da FDI.
10:59
In una nota, il ministero dei Trasporti spiega che il governo è in contatto con Enav “per approfondire le cause tecniche delle anomalie”. Il leader di Italia Viva lo attacca frontalmente. Il Pd: riferisca in Parlamento
10:50
Interrogativi e illazioni sul cambio di stile e di ritmo lavoro dopo il tumore al polmone. Il cardinale indiano Felipe Neri Ferrao: “I dottori non hanno ancora deciso che tipo di trattamento seguirà. Facciamolo tornare, poi vedremo”. I precedenti di Ratzinger e Bergoglio
20:05
“I dati diffusi oggi dall’Istat confermano che con il governo Meloni la povertà in Italia è in calo. La povertà assoluta è scesa all’8% nel 2025, rispetto all’8,4% del 2024 e all’8,3% del 2022. Anche sul fronte del rischio di povertà o esclusione sociale l’Italia registra un netto miglioramento: nel 2025 il dato è sceso […] L'articolo Istat: povertà in calo, politiche governo efficaci proviene da FDI.
15:54
Dopo i blocchi spontanei in Puglia, Calabria e Sicilia, Unatras e Conftrasporto chiede una convocazione a Palazzo Chigi: “Si rischia il fermo nazionale”
15:54
Dopo i blocchi spontanei in Puglia, Calabria e Sicilia, Unatras e Conftrasporto chiedevano di essere convocati dal governo
10:53
All’origine delle manifestazioni, due recenti delibere del Consiglio dei ministri che impongono il “rispetto della laicità” nell’abbigliamento scolastico con l’avvio di controlli su scala nazionale. A rischio i rapporti con la Turchia, il consigliere di Erdogan: “Inaccettabile, ci aspettiamo passo indietro”
07:43
Il governo anticipa l’impatto delle misure della legge di bilancio nel Dpb trasmesso a Bruxelles e al Parlamento. Nella lista delle coperture anche una nuova spending review
07:43
Il governo anticipa l’impatto delle misure della legge di bilancio nel Dpb trasmesso a Bruxelles e al Parlamento. Nella lista delle coperture anche una nuova spending review
07:43
Il governo anticipa l’impatto delle misure della legge di bilancio nel Dpb trasmesso a Bruxelles e al Parlamento. Spending review per i ministeri
07:43
Il governo anticipa l’impatto delle misure della legge di bilancio nel Dpb trasmesso a Bruxelles e al Parlamento. Spending review per i ministeri
17:54
La scrittrice irlandese ha appoggiato Palestinian Action, gruppo radicale per la causa palestinese definito “organizzazione terroristica” dal governo laburista di Keir Starmer nel 2025
17:54
La scrittrice irlandese ha appoggiato Palestinian Action, gruppo radicale per la causa palestinese definito “organizzazione terroristica” dal governo laburista di Keir Starmer nel 2025
17:48
“L’approvazione della legge sui caregiver familiari rappresenta una svolta storica per l’Italia e un importante traguardo di civiltà. Finalmente riconosciamo il valore di chi ogni giorno assiste un familiare con disabilità o non autosufficiente, affrontando sacrifici e responsabilità spesso invisibili. Grazie al governo Meloni compiamo un passo concreto per dare sostegno alle famiglie, prevedendo misure […] L'articolo Sanità: legge su assistenti familiari riconosce e sostiene categoria proviene da FDI.
17:44
“Registriamo con soddisfazione l’azione del governo italiano e del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che con chiarezza determinazione ha sollevato in Europa la fondamentale questione del sistema Ets. Le proposte presentate dall’Italia, al fianco della Repubblica Ceca, vanno nella direzione di tutelare finalmente il nostro tessuto produttivo e le famiglie da storture non più accettabili. […] L'articolo Energia: Ue sospenda Ets, basta speculazioni su famiglie e imprese proviene da FDI.
15:57
Terzo giorno di mobilitazione delle tute blu che dormono nelle tende sotto il palazzo del governo e nella mattinata hanno bloccato, con i mezzi pesanti, la città
12:55
AGI - "Dobbiamo considerare anche l'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E' una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle citta' ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Difendere i confini non è una colpa" "L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l'Italia". Poi il caso Spagna: "L'Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna sulla base di una valutazione di sicurezza. Considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza ai confini italiani", ha dichiarato la premier. "Surreali le polemiche con la Spagna" "Ricordo - ha aggiunto - che il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli e alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico e di sicurezza. Si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2026 a oggi, gli Stati membri vi hanno fatto ricorso quasi 500 volte e inoltre in 30 casi i controlli hanno riguardato direttamente l'Italia". "La Francia - ha ricordato ancora Meloni - mantiene controlli alla frontiera con noi da oltre 10 anni e quindi è difficile sostenere che l'Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri è una colpa quando riguarda l'Italia". "L'Italia non può versare di più e ricevere meno" La proposta della Presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse, che continuano a penalizzare la nostra Nazione. Non possiamo accettare che l'Italia versi di più al bilancio europeo e, allo stesso tempo riceva di meno. è una semplice questione di equità". "Più sicurezza non significa meno ospedali" "Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo", ha proseguito Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Tanto più - ha aggiunto - se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina".
12:05
Il Parlamento ha votato una legge che cancella le norme che vietavano qualsiasi accenno all’omotransessualità dalle scuole, nei libri e sui media pubblici e privati. Sfruttando quei commi, l’ex primo ministro si era spinto sino a vietare il Pride. Intanto dopo i progressi registrati in questi primi mesi di governo Bruxelles ha ritenuto di poter sbloccare le risorse
12:00
In Aula alle ore 9 l'esame dei seguenti provvedimenti: disegno di legge: Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari (C. 2789-A); disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato) (C. 2958); disegno di legge: Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato) (C. 3076); mozioni Boldrini ed altri n. 1-00599, Della Vedova ed altri n. 1-00600 e Zanella ed altri n. 1-00605 concernenti iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali; proposta di legge: Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici (C. 362-A); disegno di legge: Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (C. 2700-A). Alle 10 la cConsegna del testo delle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026. Alle ore 14 lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato). Alle 15,15 la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026.
12:00
I lavori proseguono con l'esame dei seguenti provvedimenti: disegno di legge: Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato) (C. 2958); disegno di legge: Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato) (C. 3076); mozioni Boldrini ed altri n. 1-00599, Della Vedova ed altri n. 1-00600 e Zanella ed altri n. 1-00605 concernenti iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali; proposta di legge: Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici (C. 362-A); disegno di legge: Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (C. 2700-A). Alle 10 la consegna del testo delle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026. Alle ore 14 lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata. Alle 15,15 la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026. La Camera ha approvato il disegno di legge: Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari (C. 2789-A)
12:00
Alle ore 14 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, trasmesse in diretta televisiva, sui seguenti argomenti: Chiarimenti in merito all'accordo transattivo con Jc electronics Italia s.r.l. nell'ambito di un contenzioso relativo alla fornitura di dispositivi di protezione individuale durante l'emergenza Covid-19 (Girelli - PD-IDP); Iniziative per incrementare le risorse del Servizio sanitario nazionale, nonché per migliorare le condizioni retributive e di lavoro per medici e infermieri, anche al fine di ridurre le liste d'attesa (Boschi - IV-CR); Iniziative a favore di imprese e famiglie in relazione ai costi dell'energia, anche favorendo un accordo con la Federazione Russa alla luce della recente decisione dell'Amministrazione statunitense (Ziello - MISTO-FNV-F); Iniziative per la salvaguardia della continuità produttiva e dell'occupazione presso lo stabilimento Ericsson di Genova (Benzoni - AZ-PER-RE); Iniziative volte a rafforzare l'approvvigionamento di alluminio a favore della filiera nazionale (Squeri - FI-PPE); Iniziative di competenza volte a fronteggiare la contrazione della produzione industriale nazionale (Appendino - M5S); Elementi e iniziative a livello nazionale ed europeo in materia di stoccaggio delle materie prime critiche, con particolare riferimento alle prospettive di realizzazione dell’hub italiano (Bignami - FDI); Iniziative per una strategia industriale per il settore automobilistico, al fine di rilanciare gli investimenti e la capacità produttiva in Italia (Grimaldi - AVS); Iniziative di competenza volte a tutelare la produzione e i livelli occupazionali presso gli stabilimenti ex Ilva di Genova Cornigliano e del Nord Italia, nelle more delle procedure di vendita (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); Iniziative volte a individuare soluzioni industriali alternative per gli stabilimenti ex Ilva di Genova Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi, a seguito dello spegnimento dell'altoforno di Taranto (Molinari - LEGA). Per il Governo sono intervenuti il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e il Ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
12:00
Alle 15.15 la discussione sulle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026. Alle ore 14 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata. Nella parte antimeridiana la Camera ha approvato il disegno di legge: “Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari” (C. 2789-A). Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento. Alle 10 la consegna del testo delle Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre 2026.
10:54
AGI - "Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Tanto più - ha aggiunto - se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina". "Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo", ha proseguito Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Tanto più - ha aggiunto - se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina". "Molto rischiosa l'intesa di Trump sul gas russo" Poi il focus sul presidente Usa: "Dobbiamo considerare anche l'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E' una scelta che considero molto rischiosa", ha osservato Meloni. Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle citta' ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Difendere i confini non è una colpa" "L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l'Italia". Poi il caso Spagna: "L'Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna sulla base di una valutazione di sicurezza. Considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza ai confini italiani", ha dichiarato la premier. "Surreali le polemiche con la Spagna" "Ricordo - ha aggiunto - che il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli e alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico e di sicurezza. Si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2026 a oggi, gli Stati membri vi hanno fatto ricorso quasi 500 volte e inoltre in 30 casi i controlli hanno riguardato direttamente l'Italia". "La Francia - ha ricordato ancora Meloni - mantiene controlli alla frontiera con noi da oltre 10 anni e quindi è difficile sostenere che l'Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri è una colpa quando riguarda l'Italia". "L'Italia non può versare di più e ricevere meno" La proposta della Presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse, che continuano a penalizzare la nostra Nazione. Non possiamo accettare che l'Italia versi di più al bilancio europeo e, allo stesso tempo riceva di meno. è una semplice questione di equità". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani.
07:00
02:28
AGI - Eppur si muove: nonostante le tensioni tra i leader, nonostante il caos nell'area centrale dello schieramento, qualcosa sembra muoversi in direzione del programma del campo progressista. Un indizio: la risoluzione unitaria presentata sul Documento programmatico di finanza pubblica. Ventuno punti tra i quali crescita e competitività, revisione radicale degli impegni di spesa Nato, rafforzamento dell'autonomia energetica del Paese, revisione integrale del patto di stabilità, riallineare i redditi italiani a quelli europei. E ancora: piano casa, congedo paritario, risorse alla sanità e alla ricerca, rilancio dell'industria. Non a caso i capogruppo del M5s al Senato e alla Camera sottolineano come il "no al riarmo e alle politiche belliciste del governo Meloni è parte integrante della risoluzione al Dpfp firmata dalle forze di opposizione e sancisce il contenuto programmatico del campo progressista per le prossime elezioni e un chiaro segnale di discontinuità con la postura in politica estera assunta fin qui", spiegano Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini. "Siamo partiti dalla risoluzione sulla clausola di salvaguardia già siglata ad agosto e abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti, inserendo il No al riarmo, non più nelle premesse, ma in impegni chiari e netti. Come Movimento siamo estremamente soddisfatti di questo risultato e continueremo a lavorare in questa direzione". Conte: orgogliosi di aver compattato le opposizioni Soddisfazione che viene manifestata anche dal presidente del Movimento, Giuseppe Conte, in piazza Montecitorio per ascoltare la voce degli studenti mobilitati contro il caro affitti. "Noi siamo veramente orgogliosi di aver compattato le opposizioni sul nostro no al riarmo. Perché con le armi gli italiani non mangiano, non si curano". Boccia e Fratoianni, il nodo Ucraina Ecumenico Francesco Boccia, presidente dei senatori Pd: "Come sempre, la linea testardamente unitaria alla fine paga e consente a tutti di fare un passo avanti. Nella risoluzione comune c'è il contributo di ogni forza politica". Sui contenuti della risoluzione, poi, Boccia sottolinea come essi rappresentino "la sintesi di quattro anni di battaglie condivise e di un'idea di società progressista alternativa alle destre. L'unità", conclude, "non è la vittoria di qualcuno sugli altri: è la forza di un progetto che appartiene a tutti e guarda al futuro del Paese". Asciutto Nicola Fratoianni: la risoluzione "è un programma di Governo ed è sottoscritto da Pd, M5S, Avs, Iv e Più Europa". Manca l'Ucraina, tema sensibile sul quale non c'è ancora un accordo, come sottolinea Fratoianni, "ma ci arriveremo, domani ci saranno risoluzioni diverse, ma è su un argomento circoscritto, quello di oggi è un passo significativo e importante". Verso il programma e le primarie Al di là degli auspici, che il programma del centrosinistra possa arrivare a breve - Giuseppe Conte ha indicato l'entrata in vigore della legge elettorale, fra meno di due settimane, quale deadline - sembra confermato anche dalle voci che arrivano dal Pd. La segretaria, viene riferito da fonti dem, avrebbe chiesto ai dipartimenti del partito di formulare cinque proposte da inserire nel programma che il partito offrirà alla coalizione. Proposte che andranno a sommarsi a quelle raccolte durante il tour di ascolto lungo la penisola iniziato ad aprile scorso e terminato a estate inoltrata. Una volta messo a terra il programma, la strada potrebbe mettersi in discesa anche per le primarie.
23:36
“La riforma della polizia locale è legge. Il Senato ha approvato il testo già vagliato dalla Camera. Mantenuta la promessa: ora, come previsto, entro 12 mesi il governo dovrà attuarla con un apposito decreto. Ciò avverrà entro la legislatura, come avevamo prospettato, perché noi abbiamo una parola sola e la manteniamo.A differenza dei governi precedenti, […] L'articolo Polizia Locale: approvata riforma attesa da decenni proviene da FDI.
22:34
Il presidente del governo spagnolo si è rivolto alla comica italiana che durante l’ultima puntata di “Che tempo che fa” gli aveva dedicato una ironica lettera. E poi rilancia la richiesta sulla guida del campo largo: “Per l’Italia non c’è nessuno meglio di Schlein”
22:34
Il presidente del governo spagnolo si è rivolto alla comica italiana che durante l’ultima puntata di “Che tempo che fa” gli aveva dedicato una ironica lettera. E poi rilancia la richiesta sulla guida del campo largo: “Per l’Italia non c’è nessuno meglio di Elly”
22:00
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AGI - Più sanzioni per chi guida dopo aver bevuto o senza patente, carcere per chi organizza o partecipa a gare clandestine, sconti per chi si mette in regola in fretta e la possibilità di pagare a rate per chi è in condizioni economiche disagiate. Sono alcune delle novità contenute nella bozza del nuovo codice della strada sul tavolo del Consiglio dei ministri, visionata dall'Agi. Il testo interviene anche sulla patente a punti, sulle modalità di accertamento del tasso alcolemico e sui rilievi degli incidenti senza feriti. Per la guida in stato di ebbrezza la bozza mantiene tre fasce. "L'ipotesi di guida con tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro, avente natura amministrativa, resta collocata nella parte del codice dedicata agli illeciti amministrativi. Nel Titolo IV sono invece disciplinate le due fasce penalmente rilevanti: oltre 0,8 e fino a 1,5 grammi per litro, con ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a sei mesi e divieto di guida da sei mesi a un anno; oltre 1,5 grammi per litro, con ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da sei mesi a un anno, divieto di guida da uno a due anni e confisca del veicolo, salvo che appartenga a persona estranea". Come cambia l'accertamento dell'alcol "L'articolo 32 riprende, nella sua prima parte, il contenuto dell'attuale articolo 186, sostituendo la locuzione 'bevande alcoliche' con 'sostanze alcoliche', al fine di estendere l'accertamento anche alla presenza di sostanze non assunte sotto forma di bevanda, che risultano attualmente in fase di diffusione". "Inoltre, la disposizione introduce una disciplina più puntuale delle modalità di accertamento della concentrazione alcolemica - superando il vigente requisito della mera 'concordanza' delle due misurazioni - in coerenza con gli orientamenti della giurisprudenza di legittimità prevalente e con le direttive fornite dagli organi competenti. In particolare, vengono tipizzate le condizioni operative e i criteri da applicare nei diversi casi, prevedendo espressamente che, in presenza di risultati differenti, si assuma il valore più favorevole all'interessato, nonché disciplinando le ipotesi in cui non sia possibile effettuare una seconda determinazione o in cui il dispositivo segnali un volume insufficiente". "Nel complesso, la norma chiarisce e rende più certa la procedura di accertamento, definendo in modo esplicito i criteri di valutazione delle misure acquisite. In particolare, la norma stabilisce che, nei casi in cui non sia possibile effettuare una seconda misurazione o si registrino anomalie nella rilevazione, lo stato di ebbrezza possa essere desunto sulla base di elementi sintomatici, purché adeguatamente documentati dagli organi accertatori, ancorando così la valutazione a criteri oggettivi riferiti allo stato del soggetto e alla condotta di guida". Come cambiano le multe nel Codice Il Codice prevede una generale diminuzione delle multe e, al tempo stesso, un deciso contrasto, voluto dal ministro Matteo Salvini, ai comportamenti che mettono maggiormente a repentaglio la sicurezza di tutti gli utenti della strada. La razionalizzazione delle sanzioni, specifica il Mit al termine del Cdm, oltre alla sospensione dell'adeguamento automatico biennale all'inflazione, vede un arrotondamento al ribasso degli importi rispetto alla legislazione vigente: i minimi edittali più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro. In alcuni casi è previsto un aumento della sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione è aumentata del 20% in caso "di conducente in stato di ebbrezza o dopo l'assunzione di stupefacenti o sostanze psicotrope; gravi danni al patrimonio stradale o alle infrastrutture; conducente di veicoli eccezionali o trasporti in condizioni di eccezionalità". Del 50% per il conducente sottoposto "a divieto di guida a tempo determinato o indeterminato; esibizione di documenti falsi o contraffatti; veicolo senza targa o con targa contraffatta". Viene raddoppiata la sanzione pecuniaria per il "conducente senza patente o sottoposto a divieto di guida permanente; in occasione di sinistro provocato dal conducente con lesioni gravi o gravissime oppure con morte di una o più persone; mancato arresto all'alt, per le violazioni commesse durante il conseguente inseguimento; violazioni commesse con veicolo privo dell'assicurazione obbligatoria". Sono previste anche riduzioni delle sanzioni. "La sanzione è ridotta di un quinto quando l'adempimento richiesto per regolarizzare la posizione del veicolo o del conducente è eseguito entro trenta giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione del verbale. La riduzione è di un terzo quando, nello stesso termine, viene effettuata la revisione straordinaria o la visita e prova richiesta a seguito dell'accertamento di violazioni riguardanti l'efficienza, le modifiche delle caratteristiche costruttive e funzionali o l'alterazione del veicolo. Per le medesime ipotesi, la riduzione è della metà se la revisione o la visita e prova è effettuata entro quindici giorni". La sanzione "è ridotta della metà anche quando la violazione è commessa in occasione o a seguito di un sinistro stradale da un conducente di motociclo o ciclomotore che, al momento dell'accertamento, faceva uso delle protezioni previste". Viene inoltre consentita la rateizzazione delle somme dovute per violazioni accertate con uno stesso verbale, "di importo superiore a 200 euro, nei confronti di soggetti in condizioni economiche disagiate". La patente a punti "All'atto del rilascio della patente sono attribuiti venti punti, che vengono decurtati per le violazioni" indicate; "per le violazioni costituenti reato individuate dalla disposizione è prevista la decurtazione di dieci punti". La perdita di punteggio "è indicata nel verbale ed è comunicata all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida dopo la definizione della contestazione". "In caso di più violazioni accertate contemporaneamente, la decurtazione complessiva non può superare quindici punti, salvo i casi in cui è prevista una sanzione accessoria consistente nel divieto di guida. Le variazioni sono consultabili tramite il Portale dell'Automobilista; la perdita totale del punteggio è invece notificata all'interessato insieme all'avviso di sottoporsi all'esame di idoneità tecnica. Il punteggio può essere recuperato mediante la frequenza dei corsi di aggiornamento e il superamento della relativa prova, secondo le modalità previste dalla disposizione. È inoltre confermato il meccanismo che, in assenza di violazioni comportanti decurtazione per due anni, consente il ripristino del punteggio iniziale o, per chi possiede già almeno venti punti, l'attribuzione di punti ulteriori entro il limite stabilito". Carcere per gare clandestine, taxi e parcheggiatori abusivi "È punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 25.000 a 100.000 euro chi organizza, promuove, dirige o agevola una gara clandestina in velocità con veicoli a motore; la stessa pena si applica ai partecipanti. Se dalla gara derivano morte o lesioni, trovano applicazione le più elevate pene detentive già previste dalla disciplina vigente". È punito "con l'arresto da sei mesi a un anno e con l'ammenda da 3.000 a 8.000 euro chi esercita senza autorizzazione, anche tramite altre persone, o induce altri a esercitare abusivamente l'attività di parcheggiatore o guardiamacchine, quando siano impiegati minori oppure quando il soggetto, già definitivamente sanzionato in via amministrativa, reiteri la condotta. Alla condanna consegue sempre la confisca delle somme percepite". Prevista, inoltre, una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.812 a 7.249 euro chiunque adibisca un veicolo al servizio taxi senza avere ottenuto la licenza prevista Guida senza patente e fuga dopo un incidente "È punito con l'arresto fino a un anno chi conduce un veicolo senza aver conseguito la patente corrispondente, con patente revocata o non rinnovata per perdita dei requisiti fisici e psichici, oppure durante un divieto permanente di guida, quando nei cinque anni precedenti sia già intervenuta una sanzione definitiva per la medesima area di condotte. La competenza appartiene al tribunale in composizione monocratica. All'accertamento consegue il divieto di guida da quattro a otto mesi. Con la condanna è sempre disposta la confisca del veicolo". "Chi, in caso di sinistro con danni alle persone comunque riconducibile al proprio comportamento, non ottempera all'obbligo di fermarsi è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con il divieto di guida da uno a tre anni". Incidenti con soli danni, rilievi agli ausiliari Il nuovo codice consente infine "di affidare al personale ausiliario abilitato la rilevazione degli incidenti stradali, dai quali derivano esclusivamente danni a cose o infrastrutture, che si verificano sulle strade diverse dalle autostrade e dalle strade extra urbane principali". Sule piste ciclabili, infine, si legge: "La disposizione prevede che le corsie di larghezza inferiore a 1,30 metri siano destinate esclusivamente alle biciclette a due ruote e ai monopattini elettrici. Le modalità di segnalazione e le ulteriori caratteristiche tecniche sono definite dal medesimo decreto ministeriale previsto per le piste ciclabili".
18:29
“Questo documento prevede un ulteriore finanziamento al fondo sanitario nazionale, che passa così dai 141,5 miliardi del 2025 ai 160 miliardi del 2029, confermando il primato delle risorse stanziate da qualunque governo al Fondo Sanitario Nazionale. I dati sulla salute degli italiani sono conseguenti e a questo riguardo invito tutti a consultare i dati Ocse, […] L'articolo Sanità: da governo risorse record al sistema nazionale proviene da FDI.
17:40
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16:28
Stasera l’approvazione del governo, come chiesto dal vicepremier in vista del congresso straordinario della Lega
16:28
Stasera l’approvazione del governo, come chiesto dal vicepremier in vista del congresso straordinario della Lega
16:28
All’ordine del giorno anche l’autonomia, come chiesto dal vicepremier in vista del congresso straordinario della Lega
14:26
L’attrice a Roma per Alice nella città dove presenta The Accompanist, opera prima di Zach Woods di cui è protagonista. E dove sarà premiata con il Womenland Award 2026
12:06
AGI - Giorgia Meloni? "Carismatica". Elly Schlein? "Inadeguata". E poi, in un 'gioco' in cui Fabrizio Corona chiede a Roberto Vannacci un aggettivo per descrivere diversi protagonisti della politica, c'è il "furbo" Giuseppe Conte, Beppe Grillo, definito "un comico che non fa ridere" e Silvia Salis, "una che recita", secondo il leader di Futuro Nazionale, che ha concesso un'intervista al canale You Tube di Corona. Un lungo colloquio, in cui l'europarlamentare ex Lega parla anche del rapporto tra il suo nuovo partito e la coalizione del centrodestra. In primis di Giorgia Meloni, spiegando - a proposito di un'eventuale telefonata della premier dopo le prossime elezioni politiche - che "io aspetterei che il telefono suonasse. Non mi autoinvito mai da nessuno, è il padrone di casa che invita". "Volevo vannaccizzare la Lega" Quindi il passaggio sulla Lega, da cui Vannacci è uscito per fondare Fnv. "L'idea era quella di cambiare la Lega, intanto cercare di capirla perchè io vengo da un altro mondo e la mia intenzione era quella di portare la Lega sulle mie posizioni tant'è che mi ero inventato il verbo 'vannaccizzare' la Lega", ha spiegato, rivelando che prima dell'entrata nel Carroccio "c'erano stati dei contatti con Fratelli d'Italia". "Il ministro dell'Interno? No, grazie" A proposito delle sue intenzioni future, Vannacci ha specificato che se Giorgia Meloni gli offrisse di guidare il ministero dell'Interno in cambio di un'alleanza secondo le proprie condizioni, risponderebbe "mi dispiace". "A me con il libro sono arrivati soldi, alcuni, non tutto quello che hanno detto, pero' ne sono arrivati. Ho visibilità ma io non ho cambiato la mia vita. Io non ho nessuno voglia di andare a fare il ministro dell'Interno. - ha detto - Io non ho incominciato a fare politica per fare il ministro dell'Interno, io voglio dare un futuro diverso alle mie figlie. E' quello il mio scopo, non fare il ministro dell'Interno nè della Difesa nè degli Esteri". "Forza Italia? Non è più di destra" Vannacci, sempre parlando del centrodestra, ha riservato delle 'stoccate' a Forza Italia. Un partito che - a parere del leader di Futuro Nazionale - sara' "cambiato" dalla famiglia Berlusconi. "Io non lo riconosco piu' come un partito di destra, l'80% dei voti di Forza Italia in Europa è uguale a quelli del Pd", annota Vannacci. Da qui il giudizio su Marina Berlusconi, definita "usurpatrice", mentre su Piersilvio Berlusconi ha detto: "Si è espresso pochissimo e non lo conosco". "Remigrazione non è deportazione di esseri ma è il sacrosanto diritto di un popolo autoctono di difendere la propria cultura e identita'", ha poi sottolineato, a proposito di uno dei punti centrali del partito di Fnv. "Remigrazione a costo zero. Una semplice legge, un decreto che entrerebbe in vigore immediatamente. Chiunque entri illegalmente non verra' mai regolarizzato. Mai! Eppure questa ipodestra in 4 anni di governo se ne è guardata bene. Anzi, con i decreti flussi altro non hanno fatto che regolarizzare chi era entrato illegalmente in Italia. Noi siamo diversi", ha ribadito, sul tema, in un post sul suo profilo Instagram. Non ha risposto, invece, alla domanda se ha mai ucciso qualcuno nella sua vita, perchè "è una cosa personale". La Decima Mas? "Mi riferisco a quella di prima dell'8 settembre '43", la precisazione.
21:51
AGI – Nel corso del Consiglio federale della Lega a Milano il segretario Matteo Salvini e i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani hanno rassegnato le proprie dimissioni. Nulla di clamoroso, però: si tratta di un passaggio necessario, "già da tempo concordato e previsto", in vista del Congresso straordinario del partito, per procedere a un congresso elettivo". La Lega fa sapere che "il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario, avrà il compito di amministrare" il partito "fino al Congresso straordinario". Salvini: "Nella Lega nessun dissidente" Al termine del consiglio federale a Milano, il segretario dimissionario Matteo Salvini ha detto che nella Lega "non ci sono dissidenti" e che per il Congresso "mi aspetto idee e proposte, se qualcuno decide di non venire, mi spiace per lui. Il congresso è aperto, ci sono persone che chiedono di venire da tutta Italia, ci sono persone che si faranno 800 km per venire ad ascoltare e intervenire e quindi mi auguro che ci sia gente che porta idee e porta proposte, magari alcune di queste proposte sono anche utili". Poi ha ribadito che "il congresso è il momento migliore per mettere delle idee sul tavolo, quindi chiunque le porterà sarà il benvenuto. Ho scelto di dotare la Lega di una segreteria politica per condividere onori e oneri". L'aggiornamento del simbolo della Lega Poi ha rivelato che "sicuramente aggiorneremo anche il simbolo perché il mondo cambia e la Lega corre: siamo orgogliosi delle nostre radici e del nostro passato ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro". Le modalità di voto al congresso Quanto alle modalità di voto al congresso, "il voto segreto lasciamolo al Parlamento e ai franchi tiratori, c'è sempre stato il voto palese. C'è bisogno di una Lega presente, unita, reattiva, di lotta e di governo, leale, ma non seconda a nessuno", ha concluso Salvini.
20:59
“I dati Istat pubblicati oggi confermano il successo storico del turismo italiano: nel 2025 l’Italia conquista il primo posto nell’Unione Europea per numero di presenze (535,5 milioni), superando Spagna e Francia. Rispetto al 2019, quando eravamo quarti, l’Italia rappresenta oggi il 17% del mercato UE e quasi il 20% di quello internazionale. Il trend positivo […] L'articolo Turismo: Italia prima in Ue per presenze, politiche governo lungimiranti proviene da FDI.
16:10
E sulla crisi internazionale: “Mi preoccupa un possibile incidente”
14:57
AGI - La macchina dei ricorsi è già partita. È già pronta una bozza contenente sei punti cardine dei ricorsi contro la nuova legge elettorale. Dal numero di firme per presentare le liste alle elezioni all'indicazione del nome del candidato presidente del Consiglio. "Una macchina straordinaria", come spiega Roberto Zaccaria durante la conferenza stampa della Rete Civica alla Camera. "Noi rappresentiamo la rete per un voto libero e uguale, una rete che serve per la mobilitazione nel Paese. La legge è gravemente incostituzionale. Oggi presentiamo la straordinaria macchina dei ricorsi", spiega in premessa Zaccaria. "L'obiettivo è ambizioso: presentare i ricorsi nell'esatto giorno dell'entrata in vigore della legge", annuncia Pietro Adami per gli avvocati. "La rete degli avvocati conta 99 legali, un numero notevolissimo. Molti avvocati hanno già esperienza di ricorsi elettorali e li hanno messi a disposizione della rete", ha aggiunto. Il numero totale dei ricorsi è trenta, per sei punti che riguardano la legge. I sei punti dei ricorsi contro la legge elettorale Si parte da un punto fermo, sottolineato dal costituzionalista Enrico Grosso: "I ricorsi consentono di eliminare gli aspetti incostituzionali lasciando la legge idonea a essere applicata", spiega: "Mettiamo a disposizione una bozza nella quale avanziamo dei dubbi sulla legge elettorale. Questa bozza potrà essere modificata dagli avvocati che devono sentirsi liberi di redigere l'atto come ritengono", aggiunge Grosso prima di passare a elencare i sei temi su cui ruoteranno i ricorsi: "La prima questione è il premio di maggioranza, sotto l'aspetto del rispetto della rappresentanza sia rispetto al meccanismo di assegnazione dei seggi. Camera e Senato sono eletti ciascuno in maniera indipendente", secondo la Costituzione, "questa legge invece lega l'elezione dell'uno a quella dell'altra". Il terzo titolo riguarda la libertà di voto e selezione degli eletti: "C'è un problema di riversamento dei risultati sui singoli candidati. C'è un problema di incostituzionalità nella selezione degli eletti. Questa legge non consente agli elettori di conoscere gli effetti del voto sul parlamentare". Quarto titolo, parità di accesso ed equilibrio di genere: "I capilista bloccati possono essere anche di un solo genere". Quinto titolo, indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio: "Gli elettori o coloro che intendono candidarsi hanno il diritto di presentare liste con il programma che vogliono, l'indicazione del candidato premier sembra preconizzare il fatto che ciascuno a lista debba per forza candidarsi al governo, ma ci sono liste che possono anche essere elette nella consapevolezza di avere un ruolo di opposizione. C'è poi un problema che attiene alle prerogative del Presidente della Repubblica". Sesto e ultimo punto: "Il numero abnorme delle sottoscrizioni per liste che non sono rappresentate in parlamento rispetto alle liste che sono rappresentate e che, per questo, vengono esentate dalla raccolta delle firme". Tutto ciò, per Grosso, prefigura una "violazione del diritto di pari accesso alla candidatura in ragione al principio di ragionevolezza e candidabilità. Tutti i profili di incostituzionalità consentono alla Corte di intervenire sui singoli punti, lasciando la legge nuova depurata dai punti di incostituzionalità". I ricorrenti e le opposizioni Tra i ricorrenti - che hanno toccato quota 500, al momento - spiccano i nomi di molti esponenti delle opposizioni, presenti in massa anche alla conferenza alla Camera: da Lucia Annunziata a Sandro Ruotolo, da Pierluigi Bersani, a Rosi Bindi, passando per Fausto Bertinotti, Massimo Cacciari, Massimo D'Alema e Anna Finocchiaro. "Abbiamo fatto una battaglia molto dura in Commissione e in Aula, che ha avuto l'esito che avete visto", ricorda Simona Bonafè, deputata Pd in prima linea contro una legge "contestata nel metodo, perché cambia le regole del gioco poco meno di un anno prima delle elezioni". Una scelta che contrasta con "quanto sottolineato dalla Commissione di Venezia". Ancora sul metodo, il Pd "ha contestato il fatto che la modifica è stata fatta chiaramente per interesse di parte e non per interesse generale. Sono state fatte modifiche, è vero, ma queste non hanno tenuto conto del nostro contributo. Contestiamo la legge molto nel merito", continua la dem, "le finte preferenze non consentono all'elettore di scegliere chi lo deve rappresentare in Parlamento; il premio di maggioranza consente alla coalizione che vince di avere un numero di parlamentari abnorme, rispetto ai voti effettivi raggiunti. Abbiamo un premierato mascherato, con una legge ordinaria: l'indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio lede le prerogative del Capo dello stato". Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva ringrazia la rete civica per l'iniziativa presa e ricorda che "le opposizioni hanno fatto un percorso comune, come è evidente. Abbiamo condiviso le questioni critiche in tema di legittimità costituzionali della legge. Non c'è stato un vero coinvolgimento delle opposizioni, non c'è stata la possibilità di un confronto vero. È una differenza importante rispetto alle ultime due leggi elettorali approvate da questo parlamento. Sui profili più critici", conclude Boschi, "penso sin d'ora di potere dire che non tutte le forze politiche avranno lo stesso numero di donne e uomini e che tutto il Parlamento avrà una rappresentanza femminile inferiore rispetto a quella di oggi". Il nodo delle firme L'esponente M5s, Alfonso Colucci, ricorda che "la nostra Costituzione prevede una serie di norme che sono tese a determinare la centralità del Parlamento rispetto agli organi dello stato. Il Melonellum, legge ordinaria ma di rilievo costituzionale altera questi elementi. L'indicazione del candidato a Palazzo Chigi impatta sulle prerogative del Capo dello stato. Il premio di maggioranza fisso e abnorme incide sulla dialettica che la Costituzione impone fra partiti di maggioranza e partiti di opposizione. Per non parlare dei capilista bloccati e delle preferenze false che farà del Parlamento un Parlamento di nominati". Su un tema, la battaglia parlamentare, ha però lasciato strascichi nelle opposizioni: la norma sulla raccolta delle firme è stata contestata e contrastata da Pd, M5s, Più Europa e Avs, ma non da Italia Viva. È stato ricordato en passant da Riccardo Magi e da Colucci. "Le forze politiche" che non hanno ancora componenti in Parlamento "avranno difficoltà di accesso, non già al parlamento, ma alla competizione elettorale con il numero abnorme di firme. Sulle firme, tra l'altro", osserva Colucci, "non abbiamo riscontrato il contributo di Italia Viva". Riccardo Magi, leader di Più Europa, sul tema delle firme ha condotto un digiuno di protesta che è andato avanti per oltre dieci giorni: "Per noi che siamo una piccola forza politica, si vuole creare uno sbarramento insormontabile alla presentazione della lista alle elezioni. Quasi tutte le opposizioni hanno fatto battaglia contro questo punto in Parlamento, io anche con una azione non violenta di digiuno". Quello delle firme, spiega Boschi, non è per Italia Viva "il profilo prioritario. Detto questo, sembra che le firme da raccogliere siano effettivamente un numero molto ampio, soprattutto in alcune regioni in rapporto alla popolazione. Conosciamo, quindi, le criticità che vengono indicate. Il punto è il numero che è molto ampio. Sulla questione in sé, però, non è così inedito che ci sia una differenziazione tra chi ha già dimostrato - candidandosi con il simbolo ed eleggendo - di avere un consenso sul territorio e chi invece, come formazione nuova, deve raccogliere le firme per entrare. Il punto, quindi, è che sono tante le firme". Una alleanza tra politica e società civile "molto proficua" per il rossoverde Filiberto Zaratti. Una alleanza che ora, per Magi, va portata sui territori "con una mobilitazione nel Paese. Stiamo tentando di dare un contributo perché il voto dei cittadini abbia un peso adeguato, non sia manipolato. È stato ricordato Felice Besostri, senatore e avvocato. Ricordo sempre una battuta che lui mi fece: a forza di volere una legge elettorale che ci dia il risultato del voto il giorno stesso del voto, finiremo per averne una che ce lo dirà il giorno prima. È proprio in quella direzione che stiamo andando".
12:14
AGI - Un ringraziamento alle imprese e ai lavoratori, insieme all’impegno per uno Stato che accompagni la crescita industriale. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta all’Assemblea generale di Assolombarda a Milano rivendicando la capacità dell’economia italiana di resistere alle crisi. "Voglio ringraziarvi a nome della nazione per il vostro contributo". Se l’Italia è "forte, autorevole e ammirata nel mondo", sostiene, " il merito è soprattutto delle imprese e dei loro lavoratori, è di chi cerca di non accontentarsi perche' in un mondo che corre sempre piu' rischia di non esserci spazio per chi indietreggia e per chi tentenna". Milano, il mio intervento in diretta dall’Assemblea Generale di Assolombarda https://t.co/aYTTSpLfCv — Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) October 12, 2026 Crescita ancora debole, ma nel 2026 possibile l’1 per cento La premier riconosce che "la crescita italiana è ancora troppo debole", ma sottolinea la capacità dell’economia di reggere l’urto di uno scenario particolarmente complesso e incerto. Secondo Meloni, i dati dei primi sei mesi indicano che nel 2026 la crescita può arrivare all’1 per cento, "in linea con le principali economie europee" e oltre le previsioni. Per crescere, afferma Meloni, l’industria ha bisogno di volontà ma anche di uno Stato che la accompagni. "Un'industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare o addirittura da ostacolare". Per questo "il governo ci sarà quando serve, perché alle volte il migliore aiuto a chi produce e non mettersi di traverso". Intelligenza artificiale, urgente una governance globale L'Intelligenza artificiale, ricorda la premier, "è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni, destinata a rivoluzionare tutto, compresi i processi produttivi e industriali" e "potrebbe rappresentare la più radicale delle rivoluzioni che l'uomo ha conosciuto. Una governance dell'Intelligenza artificiale è urgente ma il tema va affrontato a livello globale". Per questo "considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti cloud. Quindi, voglio annunciare che col ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti". "È un momento difficile ma noi siamo la nazione del fare, fare è la nostra cifra, significa che nessuno come noi può sfidare questo tempo difficile, lo fa chi accende le luci del capannone prima dell'alba, chi ha tenuto aperta l'attività durante la pandemia", ha continuato Meloni parlando alla platea. "Continuate a fare quello che vi riesce meglio, continuate a osare, a credere in questa avventura chiamata Italia. Questa nazione non ha ancora mostrato al mondo tutto quello che sa fare, possiamo provarci ora e quando qualcuno vi dice che è troppo difficile voi reagite come avete sempre fatto, facendolo". Energia, servono risposte strutturali. Sul caro energia, Meloni richiama uno stanziamento di "60 milioni" per "proteggere gli italiani dal caro energia ma se noi non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di essere sempre più in emergenza", spiega. "Con il decreto bollette" ricorda "avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglie e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica e il confronto è in fase avanzata". L'Italia e la Ue: "Abbiamo il diritto di dire quando qualcosa non va" La leader del governo è tornata anche a parlare del ruolo del nostro Paese in Europa e di fronte alle scelte fatte da Bruxelles. "L'Italia in Europa ha diritto di dire quando qualcosa non va, non per indebolirla ma per renderla più forte". L'importanza del Piano Mattei Tra i temi toccati dal discorso c'è anche quello del Piano Mattei e del suo impatto per l'Africa. "Forse è un po' più difficile oggi vedere opportunità in Africa, ma parliamo del continente più giovane del pianeta, un continente ricco di materie prime ed energia, tra i mercati che cresceranno di più nei prossimi decenni. Esserci oggi significa non lasciare ad altri un'opportunità che può essere soprattutto nostra", conclude.
12:00
In Aula alle ore 9, con votazioni non prima delle ore 12,30, l'esame dei seguenti provvedimenti: Documento programmatico di finanza pubblica 2026 (Doc. CCXLIV, n. 2), Al termin l'assegnazione a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 1786 ed abbinata (vedi allegato). A seguire l'esame dei seguenti provvedimenti: mozioni Richetti ed altri n. 1-00582, Della Vedova ed altri n. 1-00585 e De Luca, Scerra, Grimaldi ed altri n. 1-00602 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea (vedi allegato): proposta di legge: Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (Approvata dal Senato) (C. 2830); disegno di legge: Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari (C. 2789-A); disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato) (C. 2958); disegno di legge: Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato) (C. 3076); mozioni Boldrini ed altri n. 1-00599, Della Vedova e Schullian n. 1-00600 e Zanella ed altri n. 1-00605 concernenti iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali (vedi allegato); proposta di legge: Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici (C. 362-A); proposta di legge: Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (C. 2700-A).
12:00
La Camera ha approvato a maggioranza assoluta dei componenti le risoluzioni di maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 (Doc. CCXLIV, n. 2). I lavori proseguono con l'assegnazione a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 1786 ed abbinata. A seguire l'esame dei seguenti provvedimenti: mozioni Richetti ed altri n. 1-00582, Della Vedova ed altri n. 1-00585 e De Luca, Scerra, Grimaldi ed altri n. 1-00602 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea: proposta di legge: Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (Approvata dal Senato) (C. 2830); disegno di legge: Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari (C. 2789-A); disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato) (C. 2958); disegno di legge: Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato) (C. 3076); mozioni Boldrini ed altri n. 1-00599, Della Vedova e Schullian n. 1-00600 e Zanella ed altri n. 1-00605 concernenti iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali (vedi allegato); proposta di legge: Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici (C. 362-A); proposta di legge: Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (C. 2700-A).
12:00
La Camera ha approvato a maggioranza assoluta dei componenti le risoluzioni di maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 (Doc. CCXLIV, n. 2). I lavori proseguono con l'assegnazione a Commissione in sede legislativa della proposta di legge n. 1786 ed abbinata. A seguire l'esame dei seguenti provvedimenti: mozioni Richetti ed altri n. 1-00582, Della Vedova ed altri n. 1-00585 e De Luca, Scerra, Grimaldi ed altri n. 1-00602 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea: proposta di legge: Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (Approvata dal Senato) (C. 2830); disegno di legge: Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari (C. 2789-A); disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (Approvato dal Senato) (C. 2958); disegno di legge: Disposizioni in materia di protezione civile (Approvato dal Senato) (C. 3076); mozioni Boldrini ed altri n. 1-00599, Della Vedova e Schullian n. 1-00600 e Zanella ed altri n. 1-00605 concernenti iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali (vedi allegato); proposta di legge: Disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici (C. 362-A); proposta di legge: Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (C. 2700-A).
06:40
AGI – Saranno molti gli argomenti che saranno trattati al Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, dal caro energia alla difesa delle imprese del Vecchio continente, dalla guerra in Ucraina alla sicurezza e al controllo dei flussi migratori. Mercoledì la premier Giorgia Meloni farà delle comunicazioni alle Camere e il centrodestra sta preparando una risoluzione di cui l’AGI ha potuto visionare una bozza. I passaggi più importanti Ecco i passaggi più importanti, a partire dal contrasto al caro prezzi per l’energia. Caro energia "Il presidente del Consiglio, come da ultimo ribadito nella sua lettera al presidente Ursula von der Leyen, ritiene come condizione di prioritaria urgenza a protezione della nostra industria un intervento decisivo sui prezzi dell'energia unitamente al contenimento dell'inflazione per la tutela dei nostri cittadini". È quanto si legge nella premessa della bozza di risoluzione. "A questo riguardo e in vista del Consiglio Europeo, il presidente del Consiglio ha promosso insieme al primo ministro della Repubblica ceca un documento congiunto in tema di interventi urgenti per alleviare la pressione dei costi energetici su famiglie e imprese", si ricorda. La maggioranza - si legge ancora nel testo visionato dall'AGI - punta ad impegnare il governo "a confermare la competitività europea come priorità, in quanto strumento al servizio delle nostre industrie ed eccellenze produttive, a beneficio dei nostri consumatori e dello status dell'Unione Europea di attore economico globale in grado di competere sulla scena internazionale; a lavorare con gli Stati membri e le Istituzioni europee per l'adozione di misure finalizzate a contenere già nell'immediato i prezzi dell'energia; anche attraverso un sistema Ets più bilanciato, che possa accompagnare la traiettoria della decarbonizzazione, tutelando però settori fondamentali per le economie europee, in particolare quelli energivori, quali la ceramica e l'automotive". "Tali interventi - si legge nella bozza della risoluzione - saranno fondamentali per scongiurare una perdita strutturale di capacità industriale, investimenti e competitività del sistema produttivo europee e si pongono in linea con il sostegno dell'Italia all'azione coordinata in ambito G7 sulle scorte di gasolio e con il rilancio da parte italiana della proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo". La maggioranza inoltre mira a impegnare l'esecutivo "a ribadire che un'azione decisa sui prezzi dell'energia è una questione strategica di protezione delle nostre imprese ed è volta a scongiurare una perdita strutturale di capacità industriale, investimenti e competitività del sistema produttivo europeo". E "a proseguire l'impegno negoziale nelle sedi europee per promuovere una semplificazione del quadro normativo europeo affinché diventi più snello ed efficace e si riducano gli oneri burocratici e amministrativi eccessivi derivanti dalla legislazione europea". Guerra in Ucraina Nella bozza si legge ancora, riguardo alla questione ucraina: "I Capi di Stato e di Governo torneranno a fare il punto sugli sviluppi relativi alla guerra in Ucraina". La discussione verterà su varie priorità "quali la preparazione all'inverno, il sostegno finanziario, gli sforzi di pace attualmente in corso, la pressione sulla Russia per un cessato il fuoco completo, incondizionato e immediato" e la guerra ibrida dopo l'incidente di Lipsia. Per questo motivo nella bozza di risoluzione che il centrodestra sta preparando in vista delle comunicazioni alle Camere della premier Giorgia Meloni di mercoledì si legge che la maggioranza impegna il governo "a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, anche in vista dell'inverno, e a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell'indipendenza dell'Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell'Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale". Inoltre nella bozza visionata dall'AGI si punta a promuovere al prossimo Consiglio Ue "una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l'Ucraina, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell'insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l'Europa". Infine la maggioranza chiederà all'esecutivo - si legge nella bozza - di "non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa". Quadro finanziario 2028-2034 I lavori del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre "si concentreranno" anche "sul negoziato per il quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il Consiglio Europeo esaminerà una nuova proposta di scatola negoziale finalizzata dalla Presidenza di turno irlandese anche a seguito degli incontri bilaterali intercorsi con gli Stati membri. Per l'Italia, un adeguato finanziamento delle politiche tradizionali del bilancio europeo resta un elemento imprescindibile del negoziato". Così in un passaggio della bozza di risoluzione che il centrodestra sta preparando in vista delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni previste per mercoledì. "In questo contesto si inserisce l'azione del presidente del Consiglio sui vari tavoli negoziali. Tale azione viene svolta in sinergia con il gruppo 'Amici della Coesione', di cui l'Italia fa parte, e - si rileva - ha trovato espressione nella dichiarazione dello scorso maggio e, più recentemente, nella lettera indirizzata da 17 Stati membri Ue alla presidenza irlandese di turno su impulso italiano e rumeno". "Il Consiglio Europeo di ottobre costituirà, dunque, un passaggio importante del negoziato - si sottolinea - per il prossimo ciclo di bilancio, prima della riunione del Consiglio Europeo di dicembre e del Consiglio Europeo straordinario che il Presidente del Consiglio Europeo intende convocare a novembre". "La maggioranza - si legge nella bozza - impegna il governo a tenere la giusta pressione sulle istituzioni europee affinché siano concretamente attuate misure efficaci a protezione dell'industria europea e a sostegno della competitività, a partire dal pieno funzionamento del mercato interno con la rapida realizzazione delle proposte relative al regolamento per l'accelerazione industriale (Industrial Accelerator Act, Iaa) e al quadro europeo di diritto societario riguardante il 28 regime (EU inc.); a lavorare per un accordo equilibrato sul prossimo bilancio europeo in termini di risorse, chiavi allocative, cessazione dei rebates, e sistema di entrate, ivi inclusa una riflessione sulle modalità di rimborso dei prestiti Ngeu; l'obiettivo resta quello di finalizzare un bilancio che investa sulle nuove priorità senza che questo avvenga a scapito delle politiche tradizionali che promuovono la convergenza tra gli Stati membri e, quindi, tra le diverse regioni europee, rafforzano il mercato unico e sostengono le aree rurali, quelle meno sviluppate e scarsamente popolate; la tutela della politica di coesione, della Politica agricola comune e della politica comune della pesca restano per l'Italia una priorità irrinunciabile non negoziabile al ribasso". Regolamentazione dei flussi migratori Come si legtge ancora nella bozza, la maggioranza impegna il governo a "proseguire nella riduzione dei flussi migratori irregolari, avendo come priorità la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della cooperazione con i principali paesi di origine e transito; in questo senso, a proseguire l'azione sui diversi tavoli negoziali affinché l'Unione raggiunga ulteriori progressi concreti nell'attuazione di soluzioni innovative e, in generale, nello sviluppo della dimensione esterna della politica migratoria europea". Sicurezza europea In materia di difesa e sicurezza europea, il Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, "richiamando le proprie conclusioni di marzo e giugno 2026 esaminerà la prima relazione annuale dell'Agenzia Europea per la Difesa (EDA) sulla prontezza della difesa. L'incidente in Lituania, che ha visto il dispiegamento dei nostri Eurofighter dell'Aeronautica Militare a fianco degli alleati dell'Europa orientale, nel quadro della missione Nato "Baltic Air Policing" conferma il ruolo di assoluto primo piano dell'Italia nella dimensione europea in materia di difesa e sicurezza; questa deve porsi in piena complementarità con la Nato tenendo conto delle minacce che emergono da tutte le direzioni strategiche e non deve pregiudicare il carattere specifico delle politiche sovrane di tutti gli Stati membri, in piena conformità con i Trattati". Allargamento dell'UE "Il Consiglio Europeo affronterà infine l'allargamento, su due piani: da un lato, i progressi nel percorso di adesione dei candidati; dall'altro, le riforme interne dell'Unione, necessarie non soltanto a garantire il successo del processo, ma anche a preservare e rafforzare la capacità dell'UE di agire in maniera efficace, nell'interesse dei cittadini e delle imprese europee e a sostegno della crescita, della competitività e della prosperità dell'Unione", si legge ancora. La maggioranza impegnerà mercoledì l'esecutivo "a ribadire in sede europea che il processo di allargamento resta un percorso fondamentale verso la piena partecipazione al progetto europeo per tutti i Paesi candidati, e ciò attraverso un sistema basato sul merito; in particolare, a valorizzare i progressi del Montenegro in vista della finalizzazione del processo di adesione entro il 2028 e mantenere un impulso analogo per tutti i Balcani occidentali".
05:00
I decreti sulle accise, il tetto Eni e la vertenza Ericsson: gli interventi della premier salvano la faccia al governo. Ma il Paese ha bisogno di qualcosa di più
12:11
Lo riferisce la portavoce del ministero dell'Interno. Il governo ha convocato una riunione del consiglio di sicurezza
12:11
Lo riferisce la portavoce del ministero dell'Interno. Il governo ha convocato una riunione del consiglio di sicurezza
08:00
Dopo il no al reintegro, il conduttore prepara con i suoi legali le prossime mosse contro la Rai. Sullo sfondo la sospensione disciplinare, la testimonianza sull’attentato e il caso Lavitola. La redazione: «Nessuno lo ha sfiduciato». La giudice: pressioni del governo sui vertici della tv pubblica
06:54
AGI – Sullo stesso palco. Non una, ma ben tre volte nel giro di una manciata di ore. Elly Schlein, Giuseppe Conte e il resto della coalizione sembrano volere accelerare nella costruzione della coalizione. Potenza della legge elettorale, in vigore fra due settimane, delle voci che si rincorrono di un voto anticipato (in ambienti Pd si guarda anche a fine aprile) o del combinato disposto di due fattori. Fatto sta che ieri i leader del centrosinistra si sono ritrovati sullo stesso palco al teatro Palladium di Roma, alla festa del Manifesto. Oggi saranno in Piazza del Popolo con Confesercenti (Schlein e Conte) e nel pomeriggio alla festa di Fanpage, alla casa dell'Architettura di Roma. Alla foto di gruppo oltre a Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, rispetto all'ultima occasione c'è anche il segretario di Più Europa Riccardo Magi, impegnato nelle grandi manovre al centro per dare una mano o, meglio, una "gamba riformista" al centrosinistra. Ieri, all'arrivo al teatro Palladium, la segretaria e il presidente M5s si sono lasciati andare a un bacio, sebbene appena accennato causa raffreddore di entrambi. Primarie e programma, i nodi della coalizione I nodi sono sempre due: primarie e programma. Elly Schlein confida nell'unità e giura che "non ripeteremo gli errori del 2022", quando il centrosinistra diviso regalò il Paese a Meloni. La strada, però, è tutt'altro che spianata. Il confronto sull'Ucraina Il confronto parte dall'Ucraina. Per Giuseppe Conte occorre "una svolta negoziale" che interrompa "la linea inerziale" del riarmo. Linea che per il presidente M5s sta portando a una escalation sempre più pericolosa. La segretaria dem rimane sul sostegno con ogni mezzo all'Ucraina e impegno per una via diplomatica che veda l'Europa protagonista. Al di là di questo, "la sintesi si troverà", dicono quasi all'unisono i due leader. La leadership e le primarie Il presidente M5s ha buttato la palla in avanti: "Se ci sarà un confronto serio, possiamo chiudere il programma in due settimane". Un 'pressing' agli alleati che dura ormai da settimane e che non sembra essere gradito al gruppo dirigente del Pd. Assieme al programma, l'altra grana riguarda l'individuazione del capo della coalizione. Conte torna sul terzo nome dicendo che, è vero, lui lo aveva proposto perché in tanti manifestavano dubbi sullo strumento delle primarie. Ma, aggiunge, arrivati a questo punto, non c'è altra strada. E, comunque, "ho fatto il premier con due governi, farlo una terza volta non mi cambia niente". Formula che si presta almeno a due letture. Da una parte il 'distacco' rispetto alla corsa per Palazzo Chigi. Dall'altra la sottolineatura di un curriculum in cui compare la voce Palazzo Chigi. L'impegno, comunque, è che non si tratterà di primarie per la "capocrazia". Ovvero, "cercheremo di farle per rispondere alla destra con la partecipazione democratica, con l'impegno di tutti a lavorare insieme". Lo scetticismo degli alleati Rimangono scettici gli altri alleati. Nicola Fratoianni: "Le primarie non sono lo strumento migliore. Prima si faccia il programma". Angelo Bonelli: "Le primarie non sono utili e rischiano di amplificare differenze. Dobbiamo sfuggire al tranello di Meloni che ha voluto inserire l'indicazione del premier nella legge elettorale". Niente affatto entusiasta nemmeno Riccardo Magi che chiede la convocazione di un tavolo politico di cui offre pure le istruzioni di montaggio. Un foglio modello Ikea, con le istruzioni per montare un tavolo le cui gambe sono: federalismo europeo, giustizia climatica e sociale, democrazia, diritti e libertà. Gli strumenti sono viti e brugole chiamati rispetto, progetto comune e patto di governo. Magi e la lista di centro Magi è alle prese con la costruzione, non meno problematica, della lista di centro, la gamba riformista. Lui che dice "di centro non sono mai stato e tantomeno moderato" ha ascoltato da lontano l'appello di Ernesto Maria Ruffini per mettere a disposizione il simbolo così da ottenere uno "sconto" sulle firme da presentare, da seimila a 1.500, per correre alle urne. Più Europa ha infatti una sua componente in parlamento. Piccola, appena tre deputati, ma sufficiente a ottenere il taglio del numero di firme. Su questa "generosità" conta Ruffini che ne ha parlato esplicitamente alla presentazione di Più Uno. "Ci sono tante possibilità diverse e non c'è nulla di deciso. Mi stanno chiamando in tanti", ha assicurato Magi: "Il mio obiettivo ora è proseguire la lotta per scardinare una delle parti peggiori della legge elettorale, quella che riguarda le firme da presentare per candidarsi". Il confronto su Renzi e Italia Viva Il sentiero per il centro del centrosinistra sembra segnato. Schlein continua a chiedere che al tavolo sieda anche Renzi. Gli alleati sono cauti. Anche Magi sembra frenare, scottato da quanto visto sulla legge elettorale. Italia Viva non ha firmato gli emendamenti né votato gli odg unitari del centrosinistra sulle firme. L'impressione del segretario di Più Europa è che il leader di Iv stia cercando di ottenere una posizione dominante nel centro, forte del fatto che è dispensato dalla raccolta delle firme, avendo gruppi sia al Senato che alla Camera. "Per me deve esserci in questa area riformatrice una lista unitaria, anche con Renzi, io non ho pregiudizi, ho dei giudizi". E sulla base dei giudizi, Magi ha spiegato che "lui ha cercato una posizione dominante nei confronti di chi doveva fare il centro con lui. Non mi va che fai la mossa del cavallo, la mossa del pony nei confronti di chi deve fare una lista con te". Parole a cui risponde, da remoto, Davide Faraone di Iv: "Prendiamo atto che Magi è d'accordo con Conte. Ci fa piacere per loro. Noi invece siamo riformisti".
22:34
Il tempo stringe per le coperture, martedì va presentata la cornice della legge di bilancio. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di una stretta sulla rivalutazione degli assegni medio-alti
15:52
L'attivista svedese ha partecipato alla manifestazione pro Palestina
13:19
“Il salvataggio dei fondi strutturali della Politica Agricola Comune nel nuovo bilancio europeo è un capolavoro politico e diplomatico del nostro Esecutivo. Grazie all’autorevolezza del presidente Giorgia Meloni e al lavoro incessante del ministro Francesco Lollobrigida, l’Italia ha sventato la scure di Bruxelles, ottenendo ben 10 miliardi in più per la nostra Nazione rispetto all’inaccettabile […] L'articolo Agricoltura: governo salva fondi Pac, 10 miliardi in più all’Italia proviene da FDI.
01:00
L’Italia si era impegnata con la Francia a fornire mezzi “entro ottobre”. Per l’invio serve l’ok del Copasir ma manca la convocazione
12:00
Nella seduta di venerdì 9 ottobre ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti: chiarimenti e iniziative di competenza in merito a recenti promozioni commerciali del gruppo Eni nel mercato libero dell'energia (Bonelli - AVS); iniziative in ordine al completamento e al finanziamento degli interventi infrastrutturali previsti per le province di Forlì-Cesena e di Rimini (Gnassi - PD-IDP). Per il Governo è intervenuta la Sottosegretaria di Stato per l'Economia e le finanze, Sandra Savino.
12:00
La Camera è convocata lunedì 12 ottobre alle ore 14.30 per le seguenti discussioni generali: disegno di legge di ratifica ed esecuzione dei Trattati di estradizione, trasferimento delle persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale tra la Repubblica italiana e la Repubblica Socialista del Vietnam, fatti a Roma il 18 e il 26 luglio 2023 (approvato dal Senato) (C. 2958); disegno di legge:riguardante disposizioni in materia di protezione civile (approvato dal Senato) (C. 3076); mozioni Boldrini ed altri n. 1-00599, Della Vedova e Schullian n. 1-00600 e Zanella ed altri n. 1-00605 concernenti iniziative volte a tutelare l'operato della Corte penale internazionale nonché in materia di crimini internazionali; proposta di legge sulle disposizioni per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici (C. 362-A); disegno di legge sulla delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (C. 2700-A).
09:36
Continuano le polemiche su Kimberly Guilfoyle, ex fidanzata del figlio maggiore del presidente americano. Dopo aver attirato l’attenzione per i suoi rapporti con un lobbista e per aver evocato la caduta del governo greco, nel mirino finisco i suoi messaggi con Eric Deters in cui chiedeva 100mila dollari prima dell’audizione al Senato
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Il governo teme una bocciatura della Corte. E oggi Mattarella va alla Consulta per il libro di un giudice
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Il viceministro dell’Economia Leo: “Dialogo avviato”. L’idea di alzare le imposte anche alle big dell’energia. L’Abi: “La crisi rischia di colpirci”
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Il viceministro dell’Economia Leo: “Dialogo avviato”. L’idea di alzare le imposte anche alle big dell’energia. L’Abi: “La crisi rischia di colpirci”
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Alla vigilia delle elezioni il governo spinge il progetto E1, il più avanzato per collegare le colonie a Gerusalemme. Rendendo difficile tornare indietro a chiunque verrà dopo
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AGI - Incassa la riforma della legge elettorale, "una riforma fatta per l'Italia" e rinvia ogni soluzione su quando andare a votare. "Surreale questo dibattito", afferma Giorgia Meloni arrivando ad Ascoli per presenziare alla cerimonia di inaugurazione del restauro di Palazzo Saladini Pilastri, un palazzo al centro della città di quasi cento stanze con un immenso giardino. Il capo dell'esecutivo, tra il taglio del nastro e il bagno di folla per la prima uscita dopo l'ok allo 'Stabilicum', si avvicina alle telecamere. "Io penso a lavorare", dice, "lascio ad altri queste alchimie". Le priorità del governo e l'ipotesi del voto in primavera Per la presidente del Consiglio la priorità è ora la legge di bilancio, la battaglia in Europa sulla flessibilità, le politiche sull'energia. La decisione, dunque, è 'congelare' la data delle urne, anche - spiega un 'big' di FdI - per non dare alcun vantaggio al centrosinistra impegnato nel dibattito sulle primarie e sulla definizione del programma. È evidente che il partito di via della Scrofa punterebbe alle urne in primavera, "votare a giugno - afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari - consentirebbe di tornare alla normalità del ciclo elettorale e permetterebbe al nuovo governo di fare la legge di bilancio con un minimo di serenità", votare in autunno, invece, "vorrebbe dire ripetere quello che questo governo si è trovato a dover fare nel 2022, con la prima manovra scritta in pochissimi giorni e senza dare al Parlamento i tempi consueti per valutarla". È un 'timing', quello del voto anticipato, già prefigurato da diversi dirigenti di Fratelli d'Italia, a partire dal capogruppo al Senato, Lucio Malan. Ma FI e Lega continuano a frenare. Tajani e Lega contrari alle elezioni anticipate "Votare a giugno? E perché? Fazzolari giustamente ha le sue idee, io credo che si debba votare a fine legislatura, l'opinione di Forza Italia è questa", taglia corto il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani. Anche la Lega è contraria a urne vicine e soprattutto alla possibilità di accorpare le Politiche con le amministrative. Meloni difende lo Stabilicum: «Più potere ai cittadini» Meloni in ogni caso 'spegne' quelle che considera speculazioni. "Manca ancora un anno alla fine della legislatura", glissa rilanciando la soddisfazione per il via libera alla riforma della legge elettorale. E per la compattezza della maggioranza. "Ma - aggiunge - sono soprattutto soddisfatta che quando la prossima volta gli italiani andranno a votare potranno scegliere tutto, potranno scegliere il partito, la coalizione e il programma, il candidato premier, il parlamentare dopo oltre 30 anni che per l'elezione del Parlamento questo non era consentito. E quindi è una legge che semplicemente rimette più potere nelle mani dei cittadini, che garantisce la stabilità, una buona cosa". Le possibili date delle elezioni e l'appello di Vannacci E mentre cala il sipario sulla legge elettorale targata centrodestra, anche se per le opposizioni non si tratta ancora dell'ultimo atto, in attesa di un pronunciamento della Consulta che si ipotizza possa arrivare prima del ritorno alle urne, nella maggioranza - così come nello schieramento opposto - continua a tenere banco nei capannelli in Transatlantico il tema del voto, con chi azzarda già delle ipotetiche date: domenica 30 maggio oppure il 6 giugno. Non è sfuggito, in entrambi gli schieramenti, l'invito alla maggioranza rivolto dal vannacciano Ziello in Aula: "Serve il 42% per avere il premio di maggioranza e tutti i sondaggi dicono che il centrodestra senza Vannacci non può ottenere il premio: noi siamo pronti a un dialogo, però serve da parte vostra rispetto, è arrivato il momento di avviare un'interlocuzione seria".
19:16
AGI - Tra applausi, "vedette", accuse, foto mostrate, citazioni e proteste con tanto di cartelli in Aula, la riforma elettorale targata centrodestra supera anche l'ultimo scoglio del voto segreto e diventa legge. Il proporzionale con premio di maggioranza, capolista bloccati senza obbligo di parità di genere e la possibilità di dare fino a tre preferenze incassa 227 voti favorevoli e 164 voti contrari. Pochissime le assenze in entrambi gli schieramenti, banchi del governo al gran completo (assenti, ma giustificati perché in missione, solo la premier Meloni e il titolare dell'Economia Giorgetti), mentre le opposizioni schierano i leader (da Schlein a Conte, entrambi iscritti a parlare in dichiarazione di voto). I numeri del voto e la tenuta della maggioranza Nessun "brivido" sul voto segreto: come era già nell'aria da alcuni giorni, il centrodestra si presenta compatto e i franchi tiratori si contano sulle dita di una mano (tra 5 e 6 i voti "mancanti", sicuramente non più di 8, anche se i dem arrivano a contarne almeno una decina, e sempre 8 sono i voti in più guadagnati dal fronte del no alla riforma). Insomma, numeri che – sulla carta – non consentono di parlare di divisioni o segnali, dall'una e dall'altra parte. La reazione della premier Meloni e del governo La prima ad esultare è proprio la presidente del Consiglio che, alla vigilia del rush finale sulla riforma, aveva avvisato alleati e deputati: se la legge elettorale non passa si va tutti a casa. E la maggioranza risponde presentandosi compatta all'ultimo appuntamento. "A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così", scrive sui social Giorgia Meloni una manciata di minuti dopo il voto. "Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent'anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani", rivendica ancora la premier. Poi, nel pomeriggio, da un evento ad Ascoli Piceno, ammette: "Sono soddisfatta". Ironizza il ministro di FdI Tommaso Foti: "L'opposizione è finalmente unita, nella sconfitta". Le critiche dell'opposizione e i ricorsi alla Consulta Di tenore opposto le parole del centrosinistra, unito nella convinzione dell'incostituzionalità della legge, tanto che partirà subito l'iter per i ricorsi, puntando a un pronunciamento della Consulta prima del ritorno alle urne. Per Angelo Bonelli "Meloni ha già un piano B: se nessuno raggiunge il 42% scatta il proposizionale puro e lei farà l'accordo con Vannacci". E proprio i vannacciani aprono al dialogo con il centrodestra, che per vincere "ha bisogno di Vannacci", purché il confronto sia "serio e rispettoso", dice Edoardo Ziello in Aula. La leader dem Elly Schlein evidenzia "l'imbarazzo della maggioranza" costretta "sotto ricatto" a votare le stesse norme "bocciate a metà luglio" e lo fanno "perché hanno paura delle elezioni". Ma "cambiatevi pure la legge elettorale da soli tanto noi come alleanza progressista saremo in grado di vincere con qualunque legge", assicura. Ne è convinto anche il leader M5s Giuseppe Conte che si rivolge a Meloni: "Qui c'è un'opposizione forte che ti manderà a casa". Lo scontro tra Conte e Donzelli Duro il botta e risposta che va in scena tra Conte e Giovanni Donzelli di FdI: il primo mostra in Aula le foto del pentastellato Scarpinato – attaccato proprio da FdI che ne chiede le dimissioni dall'antimafia – assieme a Borsellino e Falcone; il secondo replica che "anche nei dipinti dell'ultima cena Giuda è seduto accanto a Gesù". Proteste, cartelli e il caso delle "vedette" in Aula Ma tra accuse reciproche fra i due schieramenti è nel momento del voto che l'emiciclo si infiamma: il presidente Fontana proclama il risultato e la maggioranza – soprattutto i deputati di FdI – esplode in un applauso, tutti scattano in piedi, mentre nella parte sinistra dell'Aula le opposizioni espongono cartelli con su scritto "No all'Imbroglio", "Legge Truffa", e "Con Meloni salari al palo". Come successo già lo scorso luglio, e poi ancora la scorsa settimana per il voto segreto sulle pregiudiziali, tornano in azione le "vedette" di FdI, posizionate negli ultimi banchi in altro dell'Aula. È la stessa leader dem, nel suo intervento, indicando con il braccio teso la parte superiore dell'emiciclo, a segnalarlo: "Avete paura, avete piazzato 5 colonnelli nell'ultima fila per controllare il ditino del vicino". E non è l'unica, tanto che il presidente Fontana più volte durante lo scrutinio invita "i deputati a sedersi, tutti seduti", scandisce. Dopo il voto, ai giornalisti che gli fanno notare di essersi spostato dal suo banco in un banco più in alto, Donzelli replica scherzoso: "Ero andato a telefonare... capita spesso che mi sposto...".
13:13
AGI - Via libera definitivo della Camera alla legge elettorale, a scrutinio segreto. I voti a favore sono 227, i voti contrari 164. Esultano i partiti della maggioranza tra le proteste delle opposizioni. LA LEGGE ELETTORALE APPROVATA TRA APPLAUSI E PROTESTE La legge elettorale viene approvata in via definitiva dalla Camera tra gli applausi del centrodestra e le proteste delle opposizioni, che hanno mostrato in Aula contro la riforma esponendo alcuni cartelli: “No all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni - sanità e + armi”. PROPORZIONALE CON PREMIO Spariscono i collegi uninominali del Rosatellum. La riforma targata centrodestra è un sistema proporzionale con premio di maggioranza, che scatta se la lista o la coalizione incassano almeno il 42% dei voti. Se nessuna lista ottiene il 42% o se l'esito del voto assegna due maggioranze diverse tra Camera e Senato, il premio non si attribuisce e per la ripartizione dei seggi vale il proporzionale puro. In tal caso, nessuno dei candidati delle liste circoscrizionali del premio viene eletto. PREFERENZE E CAPILISTA BLOCCATI Al Senato sono state introdotte le preferenze, anche se restano i capilista bloccati. L'emendamento bocciato con voto segreto durante la prima lettura alla Camera è stato invece approvato in seconda lettura a Palazzo Madama. Fermi restando i capilista bloccati, l'elettore puo' sbarrare fino a tre preferenze, dal secondo nome in lista a scendere per un totale di sei candidati già scritti nella scheda elettorale. L'alternanza di genere non vale per i capilista, mentre è prevista se viene data più di una preferenza. Vale il rispetto della proporzione di genere di 60-40 per la lista di coalizione del premio. COLLEGI PLURINOMINALI E CIRCOSCRIZIONALI Sono previste liste di candidati a livello di ciascun collegio plurinominale, eventualmente coalizzate tra loro. Ai fini dell'eventuale attribuzione del premio, i partiti devono presentare anche liste a livello circoscrizionale, che in caso di una coalizione sono le medesime per tutta la coalizione. Dunque, ci saranno due diverse liste: una di ciascun partito e una unica con i candidati dei partiti della coalizione (la lista che attribuirà i seggi del premio). CONSISTENZA DEL PREMIO il premio di maggioranza aggiudica alla lista o coalizione vincente 70 seggi alla Camera e 35 seggi al Senato, che vengono detratti dal totale dei seggi da distribuire proporzionalmente. Qualora, a seguito dell'assegnazione del premio, la lista o la coalizione che se lo e' aggiudicato ottenga, sommando i seggi conseguiti nel riparto proporzionale e quelli del premio, un totale di seggi superiore a 220 (alla Camera) o a 113 (al Senato), è previsto un meccanismo per cui i seggi eccedenti vengono sottratti nella parte proporzionale.SOGLIE DI SBARRAMENTO: è del 10 per cento per le coalizioni di liste e del 3 per cento per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, del 'miglior perdente'. Al Senato le soglie restano calcolate su base nazionale, ma e' prevista una deroga per le liste che abbiano superato il 20% almeno in una regione. ELIMINATA NORMA ANTI-CESPUGLI È stata eliminata la cosiddetta norma 'anti-cespugli' inserita alla Camera, che aveva l'obiettivo di limitare la frammentazione e le cosiddette 'liste civetta': è stata abolita la soglia del 3% per poter concorrere alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione. Dunque, anche i voti espressi a favore delle liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% saranno conteggiati ai fini dell'assegnazione del premio di maggioranza. OBBLIGO PLURICANDIDATURE Lo stesso candidato può presentarsi nelle liste circoscrizionali per l'assegnazione del premio e, contemporaneamente, in liste di collegio plurinominale fino a un massimo di 5 pluricandidature. Se è candidato in una delle liste circoscrizionali per il premio, ha l'obbligo di candidarsi anche in una delle liste di partito, fermo restando il limite massimo di cinque candidature di collegio, in posizione di capolista o, se già occupata, nelle posizioni successive. CANDIDATO PREMIER Le forze politiche devono indicare, nel programma elettorale che depositano, il nome e il cognome della persona da indicare come proposta per l'incarico di Presidente del Consiglio dei ministri, nel rispetto delle prerogative spettanti al Presidente della Repubblica e del divieto di vincolo di mandato parlamentare. Il nome non compare sulla scheda elettorale. FUORI SEDE: è istituito l'elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Durante l'esame al Senato il voto per i fuori sede è stato esteso anche ai caregiver familiari. VOTO ESTERO Vengono ridotte le attuali 8 circoscrizioni complessive: alla Camera saranno solo due (Europa e extra Ue) e diventa una sola la circoscrizione per il Senato RACCOLTA FIRME Previsto l'esonero dalla raccolta delle firme per chi abbia un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere, ma purché costituito entro il 31 dicembre 2025. Dell'esonero non usufruiranno i partiti che hanno una componente nel Misto in almeno un ramo del Parlamento, come Futuro Nazionale e +Europa, che dovranno raccogliere almeno 1.500 sottoscrizioni. Mentre è stato aumentato notevolmente il numero di firme da raccogliere per i partiti non presenti in Parlamento, come ad esempio i centristi di Progetto civico: per loro il numero di sottoscrizioni sale da 1.500 a 6.000 per collegio. Numeri dimezzati se la legislatura termina anticipatamente.
11:35
Il viceministro dell’Economia: “Il dialogo è aperto”. Sul tavolo la replica dell’intervento messo in campo l’anno scorso per gli istituti di credito
10:09
O sì sono stati 227, 164 i contrari e nessun astenuto. Cartelli delle opposizioni in aula contro il governo
10:09
I sì sono stati 227, 164 i contrari e nessun astenuto. Cartelli delle opposizioni in aula contro il governo
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L’attuale listone di 35 senatori potrebbe ledere il principio sancito dall’articolo 57 della Carta
01:00
Il premier Lecornu tende la mano: “La parola dei ragazzi è preziosa e deve essere ascoltata”. Stop all’uso di granate stordenti da parte degli agenti. Ma la protesta si allarga agli atenei
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L’attuale listone di 35 senatori potrebbe ledere il principio sancito dall’articolo 57 della Carta
01:00
Contatti tra il governo e il colosso petrolifero per il ripristino dei 2,19 euro del diesel. Forti rincari specie tra i piccoli distributori
23:57
AGI - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Si è trattato della terza ed ultima fiducia posta dal governo sulla legge elettorale, in questo caso sull'articolo 3 della riforma, che ridisegna i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Approvato, anche, l'ultimo articolo modificato durante il passaggio al Senato, ma senza ricorrere alla fiducia: con l'astensione di tutte le forze di opposizione viene esteso ai caregiver familiari il diritto al voto fuori sede. Oggi, 8 settembre, a partire dalle 10,30 si terranno le dichiarazioni di voto e a seguire il voto finale che non avverrà prima delle 12.30. Come comunicato in Aula dal presidente di turno Giorgio Mulè, la votazione sarà a scrutinio segreto, con il procedimento elettronico. L'appello delle opposizioni Sono state le opposizioni a chiedere ieri alla presidenza di chiarire cosa intendesse fare per "garantire l'effettiva segretezza del voto". L'appello, nell'Aula della Camera, alla fine dell'esame degli ordini del giorno sulla legge elettorale, è arrivato da Riccardo Magi, segretario di +Europa in sciopero della fame contro il nuovo testo. Nel mirino di Magi e delle opposizioni ci sono quelle che sono state definite le "vedette", posizionate in Aula o sulle tribune per controllare il comportamento dei colleghi ed evitare il rischio di franchi tiratori. "Abbiamo visto in occasione delle votazioni sulle pregiudiziali qualcosa che non ha precedenti nella storia del Parlamento e che credo la presidenza debba evitare si ripeta giovedì mattina", ha aggiunto Magi. "Un sistema di sorveglianza e di pressione nei confronti della libera espressione del voto". La risposta di Mulè L'uso delle urne anziché dei dispositivi elettronici per la votazione è previsto "solo in presenza di un malfunzionamento dei sistemi elettronici che ora risultano perfettamente funzionanti - ha spiegato Mulè -. Non può essere messo in dubbio che la presidenza assicura condizioni di segretezza e libertà nell'espressione del voto", ha detto ancora il vicepresidente della Camera, specificando che "il voto del singolo dipende da ciascuno" e rivolgendo "un appello al senso di responsabilità". Oggi, lo ha ribadito Mulè, "si voterà con il procedimento elettronico secondo quanto stabilisce il regolamento". Dunque, la data cerchiata in rosso è questa dell' 8 ottobre, quando i deputati saranno chiamati a votare il via libera definitivo alla riforma, a scrutinio segreto. Ma l'aria che si respira a Montecitorio è cambiata rispetto allo scorso luglio, quando sempre a scrutinio segreto furono affossate le preferenze, poi ripristinate (pur mantenendo i capilista bloccati) nel passaggio al Senato. Il dibattito sull'election day Nonostante persistano alcuni malumori tra le fila della maggioranza, in particolare delle deputate (a cui ha rivolto un appello la presidente di Azione Elena Bonetti, spronandole a non essere "complici" di una "macello democratico contro le donne"), sono pochi i dubbiosi sull'esito positivo del voto finale: del resto, è il ragionamento prevalente nei tanti capannelli in Transatlantico, dopo che la premier ha detto chiaramente che si dimetterebbe in caso di bocciatura della legge, anche chi aveva la tentazione di votare contro ha fatto marcia indietro. Ma il rischio incidente, viene spiegato, è sempre dietro l'angolo e per questo resta immutato l'ordine di scuderia di essere tutti presenti, non sono ammesse defezioni. Più che la riforma del sistema di voto, ad animare i dibattiti nel palazzo è la data del voto: cresce la convinzione, in entrambi gli schieramenti, che si tornerà alle urne a maggio, con l'election day assieme alle amministrative. Anche se permangono i paletti di Lega e Forza Italia.
20:39
La donna, 87 anni, invalida, era stata sfrattata dalla sua abitazione a Madrid il 23 settembre. Per lei il Paese è sceso in piazza e le pressioni del movimento hanno attivato la crisi di governo
18:47
Il 13 ottobre iniziano le simulazioni di “Steadfast Noon” nei nostri cieli, con simulacri delle bombe tattiche americane. L’interrogazione di Bonelli: “Nessuna comunicazione dal governo. Via le testate Usa dal nostro Paese”
18:47
Il 13 ottobre iniziano le simulazioni di “Steadfast Noon” nei nostri cieli, con simulacri delle bombe tattiche americane. L’interrogazione di Bonelli: “Nessuna comunicazione dal governo. Via le testate Usa dal nostro Paese”
16:23
AGI - L'Aula della Camera conferma la fiducia al governo con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Si tratta della terza ed ultima fiducia posta dal governo sulla legge elettorale, in questo caso sull'articolo 3 della riforma, che ridisegna i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Domani, dalle 10,30, si terranno le dichiarazioni di voto e a seguire il voto finale a scrutinio segreto. Legge elettorale, via libera della Camera anche all'articolo 8 Questa mattina, via libera dell'Aula di Montecitorio anche all'articolo 8 della legge elettorale, che disciplina la possibilità del voto fuori sede estendendola, come da modifica apportata durante l'esame al Senato, anche ai caregiver familiari. I voti a favore sono 214, nessun voto contrario, 126 gli astenuti (tutte le forze di opposizione). Nel pomeriggio l'esame dei 40 ordini del giorno Terminate le votazioni sui quattro articoli della legge elettorale modificati durante il passaggio al Senato, l'Aula della Camera tornerà ad occuparsi della riforma dopo il question time. Dalle 16,15 si svolgerà l'esame dei circa 40 ordini del giorno presentati. Numeri ampi e maggioranza compatta Numeri ampi e maggioranza compatta: il governo, ieri, ha incassato le prime due fiducie sulla legge elettorale con 77 voti di scarto nella prima votazione e 78 nella seconda (226 sì sull'articolo 1 e 227 sull'articolo 2). Pochissime le assenze (in tutto 8 deputati, di cui 4 'giustificati' dalle missioni, compresa la premier Meloni e i ministri Lollobrigida e Giorgetti). Titolari dei dicasteri, viceministri e sottosegretari presenti in massa in Aula a confermare la fiducia all'esecutivo di cui fanno parte. Giovedì il voto finale La data cerchiata in rosso resta quella di giovedì 8 ottobre, quando i deputati saranno chiamati a votare il via libera definitivo alla riforma, a scrutinio segreto. Ma l'aria che si respira a Montecitorio è cambiata rispetto allo scorso luglio, quando sempre a scrutinio segreto furono affossate le preferenze, poi ripristinate (pur mantenendo i capilista bloccati) nel passaggio al Senato. Il dibattito sull'election day Nonostante persistano alcuni malumori tra le fila della maggioranza, in particolare delle deputate (a cui ieri ha rivolto un appello la presidente di Azione Elena Bonetti, spronandole a non essere "complici" di una "macello democratico contro le donne"), sono pochi i dubbiosi sull'esito positivo del voto finale: del resto, è il ragionamento prevalente nei tanti capannelli in Transatlantico, dopo che la premier ha detto chiaramente che si dimetterebbe in caso di bocciatura della legge, anche chi aveva la tentazione di votare contro ha fatto marcia indietro. Ma il rischio incidente, viene spiegato, è sempre dietro l'angolo e per questo resta immutato l'ordine di scuderia di essere tutti presenti, non sono ammesse defezioni. Più che la riforma del sistema di voto, ad animare i dibattiti nel palazzo è la data del voto: cresce la convinzione, in entrambi gli schieramenti, che si tornerà alle urne a maggio, con l'election day assieme alle amministrative. Anche se permangono i paletti di Lega e Forza Italia.
13:13
Devin Ballard, 20 anni, arrestato con l’accusa di aver rapinato e assassinato Anna Yagi, 39 anni, sabato in un hotel della città di Naha. Il caso ha scatenato proteste dei residenti locali e del governo giapponese
12:53
AGI - L'Aula della Camera conferma la fiducia al governo con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Si tratta della terza ed ultima fiducia posta dal governo sulla legge elettorale, in questo caso sull'articolo 3 della riforma, che ridisegna i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Domani, dalle 10,30, si terranno le dichiarazioni di voto e a seguire il voto finale a scrutinio segreto. Legge elettorale, via libera della Camera anche all'articolo 8 Questa mattina, via libera della Camera anche all'articolo 8 della legge elettorale, che disciplina la possibilità del voto fuori sede estendendola, come da modifica apportata durante l'esame al Senato, anche ai caregiver familiari. I voti a favore sono 214, nessun voto contrario, 126 gli astenuti (tutte le forze di opposizione). Nel pomeriggio l'esame dei 40 ordini del giorno Terminate le votazioni sui quattro articoli della legge elettorale modificati durante il passaggio al Senato, l'Aula della Camera tornerà ad occuparsi della riforma dopo il question time. Dalle 16,15 si svolgerà l'esame dei circa 40 ordini del giorno presentati. Numeri ampi e maggioranza compatta Numeri ampi e maggioranza compatta: il governo, ieri, ha incassato le prime due fiducie sulla legge elettorale con 77 voti di scarto nella prima votazione e 78 nella seconda (226 sì sull'articolo 1 e 227 sull'articolo 2). Pochissime le assenze (in tutto 8 deputati, di cui 4 'giustificati' dalle missioni, compresa la premier Meloni e i ministri Lollobrigida e Giorgetti). Titolari dei dicasteri, viceministri e sottosegretari presenti in massa in Aula a confermare la fiducia all'esecutivo di cui fanno parte. Giovedì il voto finale La data cerchiata in rosso resta quella di giovedì 8 ottobre, quando i deputati saranno chiamati a votare il via libera definitivo alla riforma, a scrutinio segreto. Ma l'aria che si respira a Montecitorio è cambiata rispetto allo scorso luglio, quando sempre a scrutinio segreto furono affossate le preferenze, poi ripristinate (pur mantenendo i capilista bloccati) nel passaggio al Senato. Il dibattito sull'election day Nonostante persistano alcuni malumori tra le fila della maggioranza, in particolare delle deputate (a cui ieri ha rivolto un appello la presidente di Azione Elena Bonetti, spronandole a non essere "complici" di una "macello democratico contro le donne"), sono pochi i dubbiosi sull'esito positivo del voto finale: del resto, è il ragionamento prevalente nei tanti capannelli in Transatlantico, dopo che la premier ha detto chiaramente che si dimetterebbe in caso di bocciatura della legge, anche chi aveva la tentazione di votare contro ha fatto marcia indietro. Ma il rischio incidente, viene spiegato, è sempre dietro l'angolo e per questo resta immutato l'ordine di scuderia di essere tutti presenti, non sono ammesse defezioni. Più che la riforma del sistema di voto, ad animare i dibattiti nel palazzo è la data del voto: cresce la convinzione, in entrambi gli schieramenti, che si tornerà alle urne a maggio, con l'election day assieme alle amministrative. Anche se permangono i paletti di Lega e Forza Italia.
02:12
AGI - Un incontro. "Come tanti", si affrettano a dire dal Partito Democratico. Normale che Elly Schlein e Giuseppe Conte si vedano. Questa volta, però, c'è un dettaglio in più: il faccia a faccia è avvenuto prima della relazione della segretaria alla direzione del Partito Democratico, dove la leader dem non ha risparmiato stoccate nei confronti dell'alleato, anche e soprattutto sulle primarie quando ha sottolineato che "in tutti i paesi europei a guidare la coalizione è il partito più grande" e facendo capire che quella di accettare le primarie è stato un atto di generosità. Con l'avvertimento: "Generosi sì, ingenui no". Il nodo del timing per le primarie e la variabile voto anticipato Durante il faccia a faccia, stando a quanto si apprende, il leader M5S avrebbe sollevato il problema del timing per arrivare ai gazebo. Il timore è di portarsi troppo a ridosso del voto, specie se – come paventano in molti nel PD – le urne potrebbero materializzarsi a fine aprile o inizio maggio. Più cauti al Nazareno dove invitano a considerare che partiti come Lega e Forza Italia, sondaggi alla mano, faranno di tutto per portare la legislatura a scadenza naturale. In ogni caso, assicurano, al momento il focus della segretaria è sulla legge elettorale. Il tema si lega strettamente a quello delle primarie, con la norma che prevede di indicare preventivamente chi guiderà il governo in caso di vittoria, pena la decadenza delle liste. Una norma che potrebbe finire sotto la lente della Consulta. Da qui l'ipotesi, avanzata durante l'incontro, di attendere il pronunciamento della Suprema Corte prima di avviare l'iter delle primarie. Idea che non convince i Cinque Stelle: se si voterà a maggio, è il ragionamento, si rischia di finire troppo a ridosso del voto e di fare la campagna per le primarie in contemporanea con quella delle politiche. Il responsabile organizzazione del PD, Igor Taruffi, ha indicato il mese di gennaio come quello buono per allestire i gazebo. Il presidente M5S, però, scalpita: "Non possiamo rimanere a tempo indeterminato nella totale incertezza. I tempi sono dettati dalla necessità di essere pronti e di essere preparati", dice ai cronisti che lo interpellano in Transatlantico. "Ne parleremo con gli alleati, stessa cosa sulle modalità e i tempi. Quando si sceglie una via va perseguita anche per coerenza nei confronti degli elettori", aggiunge. Primarie e premiership: sfumata l'ipotesi del "terzo nome" Quello che è certo è che, dopo l'incontro fra i due leader, seconde e terze vie possono dirsi abbandonate. Schlein, ricordano fonti del partito, ha sempre indicato due possibili strade: guida il partito più forte oppure si fanno le primarie. Insomma, è la sintesi, la segretaria non ha mai parlato di un nome terzo. Conte, da parte sua, ha premuto l'acceleratore sulle primarie da poche ore dopo il risultato del referendum sulla giustizia, era il mese di marzo, quando si disse disponibile a partecipare al rito dem per eccellenza. Ma ha anche detto di aver proposto, come terza ipotesi, l'indicazione di un nome terzo per la premiership, incontrando l'opposizione di Schlein. Dunque, l'unica strada che rimane aperta è quella dei gazebo. Il calendario del centrosinistra verso la legge di bilancio Rimane l'incognita del timing. A sentire fonti del Nazareno, è difficile anticipare prima della 'finestra' indicata da Igor Taruffi. Tutti, viene ricordato, hanno anteposto il programma alle primarie e per mettere a terra il programma comune occorre aspettare alcuni passaggi dei partiti. Quello dell'assemblea del PD, il 18 ottobre, che deve dare il via libera alla proroga del mandato di Schlein almeno fino alle politiche. Nella stessa occasione la segretaria illustrerà i punti del programma così come emersi dalla campagna di ascolto lanciata lo scorso aprile e anticipati dalla stessa Schlein alla Festa dell'Unità. Lo stesso giorno AVS si vedrà per presentare il programma uscito da "Decidiamo!", la consultazione online avviata prima dell'estate. Dopo questi appuntamenti, ci sarà poi la tre giorni del correntone dem a Montepulciano. Si arriva così a novembre. Ci sarà bisogno di uno scatto in avanti per convocare il tavolo, che Schlein vuole aperto a tutto il centrosinistra – Matteo Renzi compreso – e soprattutto aperto alla società, "non nel chiuso delle stanze dei partiti". Il 'come' è tutto da stabilire. Un nuovo tour per l'Italia, per presentare le proposte? Una campagna online per emendarle con le idee che arrivano dai territori? Tempo e ancora tempo. Si arriverà al mese di dicembre, mese di legge di bilancio e battaglia parlamentare. Il sospetto che serpeggia tra i Cinque Stelle è che la segretaria PD voglia prendere tempo. Al di là di tutto, che il tema sia sentito dai due leader lo dimostrano anche i contatti tra gli esponenti dei due partiti. Igor Taruffi, l'ambasciatore di Schlein presso alleati e capi corrente ha percorso il Transatlantico in lungo e in largo, soffermandosi in particolare con alcuni Cinque Stelle dell'inner circle di Conte. Il tutto mentre i due leader, incrociandosi nei corridoi, si scambiano appena un cenno. Nessuna tensione, ci tengono a precisare dal PD: "Elly è solo molto raffreddata".
01:00
I ministri avvertono di possibili attacchi terroristici per l’anniversario. Il leader dell’opposizione Eisenkot, che ha perso un figlio, accusa Netanyahu
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Intervista con il responsabile spagnolo del dicastero degli Affari sociali del governo Sánchez: “I sondaggi dicono che anche una netta maggioranza degli elettori di destra sostiene questo provvedimento”
17:25
AGI - Il governo incassa la fiducia alla Camera sui primi due articoli della legge elettorale, che disciplina il nuovo sistema di voto per l'elezione dei deputati. Alla prima fiducia i voti a favore sono 226, i contrari 147 e 3 astenuti. Alla seconda fiducia posta dal governo sull'articolo 2i voti a favore sono 227, i contrari 149 e 3 gli astenuti. La terza ed ultima fiducia, sull'articolo 3, sarà votata domani. Legge elettorale, la Camera conferma la fiducia al governo sull'articolo 1 La maggioranza si presenta compatta all'appuntamento con il primo voto di fiducia. I presenti alla votazione sulla prima fiducia posta dal governo sull'articolo 1 della legge elettorale sono 376, i votanti 373 (3 gli astenuti, tutti delle Minoranze linguistiche). I voti dell'Aula di Montecitorio I voti favorevoli alla fiducia sono 226, quindi 6 in meno rispetto ai numeri su cui la maggioranza può contare alla Camera (232, non contando il presidente Fontana e la presidente del Consiglio Meloni). Scorrendo i tabulati della votazione, sono 4 i deputati del centrodestra assenti 'giustificati' perchè in missione: 2 di FdI (tra cui il ministro Lollobrigida); 1 della Lega (il ministro Giorgetti) e 1 di Forza Italia (il deputato Orsini). Non hanno invece partecipato al voto ma non risultano in missione 3 deputati della Lega, 1 di FI (la deputata Fascina), 1 di Noi moderati. In tutto, quindi, gli assenti della maggioranza alla prima votazione sono 8 (non considerando però la premier, che risulta in missione). Infine, ai voti a favore devono essere sommati anche i sì di Lorenzo Cesa e Manlio Messina (entrambi del gruppo Misto). Anche nelle fila delle opposizioni le assenze sono minime, tra i deputati in missione e quelli che non hanno partecipato al voto. L'articolo 2 della legge elettorale Sono iniziate nell'Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sull'articolo 2 della legge elettorale, relativo al nuovo sistema di elezione del Senato. Terminate le dichiarazioni di voto, avrà inizio la votazione per appello nominale sulla fiducia posta dal governo sull'articolo due.
16:59
AGI - La Camera conferma la fiducia al governo, posta sull'articolo 1 della legge elettorale, che disciplina il nuovo sistema di voto per l'elezione dei deputati. I voti a favore sono 226, i contrari 147 e 3 astenuti. Legge elettorale, la Camera conferma la fiducia al governo sull'articolo 1 La maggioranza si presenta compatta all'appuntamento con il primo voto di fiducia. I presenti alla votazione sulla prima fiducia posta dal governo sull'articolo 1 della legge elettorale sono 376, i votanti 373 (3 gli astenuti, tutti delle Minoranze linguistiche). I voti dell'Aula di Montecitorio I voti favorevoli alla fiducia sono 226, quindi 6 in meno rispetto ai numeri su cui la maggioranza può contare alla Camera (232, non contando il presidente Fontana e la presidente del Consiglio Meloni). Scorrendo i tabulati della votazione, sono 4 i deputati del centrodestra assenti 'giustificati' perchè in missione: 2 di FdI (tra cui il ministro Lollobrigida); 1 della Lega (il ministro Giorgetti) e 1 di Forza Italia (il deputato Orsini). Non hanno invece partecipato al voto ma non risultano in missione 3 deputati della Lega, 1 di FI (la deputata Fascina), 1 di Noi moderati. In tutto, quindi, gli assenti della maggioranza alla prima votazione sono 8 (non considerando però la premier, che risulta in missione). Infine, ai voti a favore devono essere sommati anche i sì di Lorenzo Cesa e Manlio Messina (entrambi del gruppo Misto). Anche nelle fila delle opposizioni le assenze sono minime, tra i deputati in missione e quelli che non hanno partecipato al voto. L'articolo 2 della legge elettorale Sono iniziate nell'Aula della Camera le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal governo sull'articolo 2 della legge elettorale, relativo al nuovo sistema di elezione del Senato. Terminate le dichiarazioni di voto, avrà inizio la votazione per appello nominale sulla fiducia posta dal governo sull'articolo due.
15:09
La deputata De Biase attacca: "Arrivati a questo punto, una domanda alla presidente del Consiglio appare urgente: ha un problema con la lotta alla violenza sulle donne?"
14:24
Dopo la mancata proroga alla scadenza di mezzanotte, ora l’esecutivo pensa ad allungare gli sconti sui carburanti
12:08
“Le parole del capo economista della Bce, Philip Lane, sono una fotografia chiara: l’economia italiana ha una solidità di fondo che consentirà ai salari di crescere più dell’inflazione nel 2027 e nel 2028, con un miglioramento concreto del tenore di vita per le famiglie. Non lo dice il governo, lo dice Francoforte. Alle consuete grida […] L'articolo Economia: Italia recupera potere d’acquisto, strada è quella giusta proviene da FDI.
12:00
In Aula alle ore 9 le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 e dei relativi allegati, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, comprensivo dell’errata corrige, della proposta di legge: Bignami ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B). Dalle 10.50 la chiama per appello nominale. Al termine esame e votazione dell'articolo 8; a seguire l'esame degli ordini del giorno presentati al provvedimento. Alle 15 svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato).
12:00
In Aula l'esame e votazione dell'articolo 8. In precedenza la Camera ha votato la fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo 3 e dei relativi allegati, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, comprensivo dell’errata corrige, della proposta di legge: Bignami ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B). Dalle 16.15 l'esame degli ordini del giorno presentati al provvedimento. Alle 15 lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato).
12:00
La Camera con 228 voti favorevoli e 144 contrari ha votato la fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo 3 e dei relativi allegati, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, comprensivo dell’errata corrige, della proposta di legge: Bignami ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B). Successivamente è proseguito l’esame della proposta di legge con l'approvazione dell'articolo 8. Il seguito di dibattito è rinviato alla ripresa pomeridiana della seduta. Dalle 16.15 l'esame degli ordini del giorno presentati al provvedimento. Alle 15 lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato).
01:00
Anche Avs favorevole a incentivare gli affitti di lungo periodo. Dal Pd ristrutturazioni green e detrazioni ai bonus del 65%
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ll leader dei popolari Feijóo già sente la vittoria in tasca, ma per andare alla Moncloa deve fare un patto con gli estremisti di Abascal
01:00
L’economista Ocse: “Si esce dalla morsa se le imprese crescono e offrono più soldi a chi cambia impiego”
00:24
Lo Shin Bet mette in allerta il governo: “Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto”. Pakistan e Turchia in soccorso di Riad contro gli Houthi
23:30
“Apprendiamo con sollievo dell’intervento diretto del presidente Meloni con Ericsson. Una telefonata che reso possibile il blocco della procedura di licenziamento collettivo salvando il posto di lavoro di 131 persone e delle loro famiglie. La premier Meloni ed il ministro Urso erano a Genova la settimana scorsa ed hanno potuto verificare con mano la situazione, […] L'articolo Lavoro: intervento governo evita licenziamenti Ericsonn ed Elettrolux proviene da FDI.
22:27
Scade il taglio sul diesel da 6,1 centesimi al litro. Il nodo del deficit frena l’utilizzo del gettito Iva di settembre
18:31
AGI - È stata presentata ufficialmente oggi alla stampa la nascita del movimento politico “Sindaci d’Italia”, fondato ieri ad Assisi da una rete di amministratori ed ex amministratori locali. Il nuovo soggetto si propone di riportare la voce delle comunità e l'esperienza concreta dei comuni al centro dell'agenda politica nazionale, offrendo risposte tangibili alla disaffezione dei cittadini e al crescente astensionismo. Un tema dibattuto Nel corso dell'incontro, il vice Ppresidente del movimento Angelo Alessandri (vice segretario confederale Patto per il Nord, già consigliere comunale a Reggio Emilia, già consigliere provinciale Reggio Emilia, già deputato) ha sottolineato come la discesa in campo dei primi cittadini fosse un tema dibattuto da oltre vent’anni ma mai concretizzato fino a oggi, ricordando che gli amministratori sono i veri eroi di questo Paese e devono tornare a imporre l’agenda politica. Sulla centralità dell'amministrazione locale si è espresso Gianni Pino (già assessore e consigliere della provincia regionale di Messina, sindaco del comune di San Filippo del Mela), il quale ha ribadito che il sindaco rappresenta la prima forma di governo del territorio, con responsabilità e funzioni importanti, proponendo l'estensione di tale esperienza anche ad altre forme di governo. Pino ha evidenziato l'obiettivo di riportare a votare più persone possibili, facendo leva sulla fiducia che i cittadini riposano negli amministratori locali. Amministratori punto di riferimento Ha preso poi la parola Leonardo Grimani (già consigliere comunale e provinciale del Comune di San Gemini, assessore e sindaco del Comune di San Gemini, ex senatore del Partito Democratico), evidenziando l'urgenza di ricercare una nuova spinta da parte degli amministratori, da sempre punto di riferimento ineludibile per i cittadini. Grimani ha ricordato come la principale scuola politica sia quella del consiglio comunale e come il Paese nasca con il tema delle autonomie al centro, auspicando che questa iniziativa sia ben vista da tutta la politica. L'aspetto dell'inclusività e del legame con le comunità è stato ripreso da Paola Carnevale (già vicecoordinatrice provinciale Frosinone Lega noi con Salvini e già responsabile regionale dipartimento attività Produttive del Carroccio), tesoriere del movimento, che ha richiamato l'attenzione sullo scollamento tra il territorio e chi governa a livello nazionale. Carnevale ha spiegato che è il momento di partire, augurandosi che questo movimento sia sempre più partecipativo e inclusivo. Movimento trasversale A portare un caloroso saluto ai fondatori è stato Carlo Bottani (presidente della Provincia di Mantova, sindaco di Curtatone), il quale ha espresso grande gioia nell'essere presente pur non rientrando tra i fondatori ufficiali ma guardando con grande interesse al progetto. Bottani ha definito la realtà un movimento civico, territorialmente trasversale capace di dare risposta al problema della disaffezione dei cittadini alla politica, puntando sulla concretezza e non sugli slogan. Confermando la propria partecipazione all’assemblea nazionale del 27-28-29 ottobre, ha auspicato che da qui possa nascere una grande lista civica nazionale. Successivamente, Paolo Amenta (sindaco del Comune di Canicattini Bagni e presidente Anci Sicilia) ha marcato con decisione il ruolo dei territori, spiegando che i comuni non sono periferie dello Stato ma il cuore pulsante. Amenta ha denunciato la grande emergenza nei territori, legata a problemi finanziari, di personale e alle emergenze climatiche, rilevando come la politica non sia ancora in grado di dare risposte concrete ai sindaci che fanno emergere questi problemi. Sottolineando la necessità di grandi riforme, ha ribadito che non si può più delegare perché la delega in bianco non funziona più. Ispirazione sturziana Infine, il Presidente del movimento Ernesto Magorno (già sindaco del comune di Diamante, ex senatore e già segretario regionale del Partito Democratico) ha ringraziato per l’onore e l’onere di guidare il movimento, sintetizzandone la missione guida: non essere contro nessuno, ma essere per i cittadini. Questo è un movimento di ispirazione sturziana, che pone al centro la sussidiarietà e la valorizzazione dei municipi. Durante la conferenza stampa è stato espresso un sentito ringraziamento ai fondatori che, pur non avendo potuto partecipare all'incontro odierno per motivi personali, hanno condiviso fin dall'inizio il percorso fondativo: Tommaso Barbato, Roberto Bernardelli e Fabio Venturi. Organigramma e soci fondatori Nell'organigramma di "Sindaci d'Italia" figurano Ernesto Magorno (presidente), Angelo Alessandri, (vice presidente), Paola Carnevale (tesoriere). I membri fondatori sono Angelo Alessandri, Gianni Pino, Leonardo Grimani, Paola Carnevale, Paolo Amenta, Ernesto Magorno, Tommaso Barbato, Roberto Bernardelli, e Fabio Venturi.
18:29
AGI - "A seguito delle interlocuzioni avviate personalmente dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i vertici di Ericsson, la società ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che interessava 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova". Così fonti di Palazzo Chigi. L'intervento diretto di Giorgia Meloni e la telefonata con l'AD Andrea Missori La vertenza, ricordano le stesse fonti, "era nata dalla decisione di Ericsson di avviare una procedura di licenziamento collettivo nell'ambito di un processo di riorganizzazione aziendale, suscitando preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive del presidio tecnologico e di ricerca presente a Genova. Di fronte alla strumentalizzazione politica che si è sviluppata attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori, il Presidente del Consiglio è intervenuto personalmente, telefonando all'Amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori. Dall'interlocuzione - spiegano ancora le stesse fonti - è scaturita la decisione dell'azienda di ritirare la procedura, dando vita a una soluzione responsabile che consente di aprire una nuova fase di dialogo sulle prospettive industriali e occupazionali di Ericsson in Italia. La decisione del Gruppo, confermata dallo stesso Amministratore delegato nel corso del confronto tra azienda e Governo, rappresenta un passo importante per superare l'attuale fase di difficoltà e guardare alle prospettive del sito di Genova e del gruppo in Italia. Il Governo continuerà a seguire l'evoluzione della situazione, con l'obiettivo di tutelare l'occupazione qualificata e valorizzare le competenze e il patrimonio tecnologico presenti sul territorio nazionale". Urso, lieto abbia accolto richiesta Meloni "Siamo lieti che l'azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l'attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari". È quanto ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo Ericsson in corso a Roma, dopo l'annuncio dell'azienda.
12:00
In Aula alle 12.10 le dichiarazioni di voto sulla fiducia posta dal Governo sugli articoli 1 e 2 della proposta di legge recante disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B).
12:00
La Camera ha approvato, mediante votazione per appello nominale, la fiducia posta dal Governo sull'articolo 1 della proposta di legge recante disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B). I lavori proseguono con le le dichiarazioni di voto e la votazione per appello nominale sulla fiducia posta dal Governo sull'articolo 2 dello stesso provvedimento.
12:00
La Camera, con 226 voti favorevoli e 147 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo 1 e dei relativi allegati, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, comprensivo dell’errata corrige, della proposta di legge: Bignami ed altri: Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (Approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B). Successivamente la Camera ha votato la fiducia anche sull'articolo 2 dello stesso provvedimento.
01:00
Covid: nonostante i primi pareri contrari, il governo ha chiuso la transazione con Jc electronics, società che ha finanziato FdI
00:52
Gli Usa ritirano i bombardieri dalla base Raf di Fairford. Il capo negoziatore Ghalibaf: "Hormuz resta chiuso"
00:52
Shin Bet avverte il governo: “Hamas pronto ad attacco a ridosso del voto”. Gli Usa ritirano i bombardieri dalla base Raf di Fairford. Il capo negoziatore Ghalibaf: "Hormuz resta chiuso"
16:57
AGI - Un fiume in piena per 66 minuti che "inonda" la Leopolda, centrosinistra e centrodestra con "garanzie e appelli". Matteo Renzi, leader di Italia viva, chiede a Giuseppe Conte, presidente del M5s, tre assicurazioni per cementificare l'alleanza progressista. Un "rilancio" rispetto a quanto aveva detto nella seconda giornata della kermesse: "Non ho bisogno di darle". La premessa al pacchetto di richieste è un patto alla tedesca che garantisca l'intero schieramento. La prima rivendicazione è che "Matteo Salvini non vada più al Viminale"; la seconda "che Giorgetti non vada più in Consiglio dei Ministri" e l'ultima che "non staremo mai dalla parte di Donald Trump". Politica estera e difesa delle istituzioni: Kiev e la solidarietà a Liliana Segre Sempre in tema di politica estera c'è la questione dell'Ucraina. Dal palco della vecchia stazione ferroviaria di Firenze l'ex premier dice: "Non si svende, si difende. Senza armi non ci sarebbe più Kiev. Su questi temi non abbiamo paura di nessuno". Poco dopo si schiera per la seconda volta con la senatrice a vita Liliana Segre, "sempre fiero di essere dalla sua parte", ieri presa di mira sul Ddl antisemitismo dal rapper Fedez. L'appello a Forza Italia e lo scenario verso le Politiche e il Quirinale Renzi nel discorso che ha chiuso la quattordicesima edizione della Leopolda si è "spinto" anche verso una specifica "gamba" del centrodestra. "Il mio è un appello ai riformisti di Forza Italia, lasciatela. Le porte sono aperte, venite a darci una mano". Il conto alla rovescia per le Politiche è ormai iniziato. Renzi di fronte alla sua platea ribadisce che non correrà in un seggio "blindato e sicuro". A suo giudizio, come ha ricordato in più occasioni, la vera posta in gioco non è Palazzo Chigi nel 2027, ma l'elezione del Presidente della Repubblica nel 2029. Sulle conseguenze delle Politiche è categorico, Giorgia Meloni "va il Quirinale o a casa. La partita delle prossime elezioni è secca". C'è solo una ricetta che secondo Renzi possa evitare "questo scenario qui, o ci diamo una mossa o lei vince. Se Pd, centrosinistra e Cinque stelle stanno insieme la partita è chiusa. Vinciamo". In questo caso auspica che al Colle salga "un europeista".
14:49
Il leader di Italia Viva dal palco della kermesse fiorentina sfida i berlusconiani: “Mollate i sovranisti”. E poi frecciate al M5S: “Chiediamo anche noi garanzie a lui: mai più Salvini e Giorgetti al governo”
18:25
La segretaria del Pd dalla Festa dell’Unità attacca la premier: “Dopo 4 anni di governo, l’Italia sta peggio: inflazione al 4% e aumento della spesa militare. Se vinceremo porteremo la spesa sanitaria al 7% del Pil”. E Antonio Decaro: “Oggi ci candidiamo a governare il Paese”
12:50
“Duecento milioni di euro per la Terra dei Fuochi. È una notizia straordinaria per la Campania e, soprattutto, una risposta concreta alle comunità che per troppi anni hanno atteso risanamento, bonifiche e tutela della propria salute.   Voglio ringraziare personalmente Giorgia Meloni per aver mantenuto ancora una volta l’attenzione del Governo sulla nostra terra. Si […] L'articolo Terra dei Fuochi: 200 milioni per bonifica, risposta senza precedenti proviene da FDI.
12:47
AGI - Fendenti a destra, nei confronti della maggioranza di governo. Ma anche a sinistra, verso gli alleati. Elly Schlein indossa l'elmetto sul palco della direzione del Partito Democratico e si toglie molto più di qualche sassolino, come preannuncia. La partenza è subito serrata e prende di petto i nodi della costruzione dell'alleanza. Il programma del centrosinistra e il riferimento a Conte Intanto sul programma: rispedisce al mittente, Conte ma anche i rossoverdi Fratoianni e Bonelli, le ricostruzioni che parlano di un Pd indietro sulla proposta dei temi da inserire nel progetto di centrosinistra. Semmai è il contrario, "noi abbiamo proposto un percorso di ascolto del Paese già nel novembre 2025", ricorda la leader dem, "ma c'è chi ha ritenuto, legittimamente, di partire da solo e ha terminato questo percorso solo a settembre". Manca solo il nome, ma tutti gli indizi portano a Giuseppe Conte e al M5s. Ancora, sul tavolo del programma e il perimetro del centrosinistra, la segretaria torna ad avvertire che non ci possono essere conventio ad excludendum e che al programma partecipano tutti quelli che si riconoscono nell'alternativa a Meloni, centristi compresi. "Il programma si scrive con tutta l'alleanza e bisogna essere inclusivi". "Nella discussione uno non vale uno" E, una volta messo a terra il progetto, esso deve essere "un patto vincolante per tutti", sottolinea prima della stilettata: "Nella discussione uno non vale uno". Tradotto, il Pd è il partito più forte della coalizione, e di questo occorrerà tenere conto perché "a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnato con passione, impegno e fatica a convincere le persone". Un lavoro che ha portato i dem ad avere "il doppio" dei voti "delle altre forze: generosi sì, ma ingenui no", avverte ancora. Una generosità che, per Schlein, si manifesta pure nell'accettare il metodo delle primarie per la scelta del leader, visto che "in qualsiasi altro Paese europeo la guida va al partito che prende un voto in più". E questo, "non è egemonia, ma democrazia. Poi, se qualcuno non riconosce questo principio, noi siamo disponibili e pronti alle primarie e le vinceremo insieme". L'affondo a Meloni: "Vai a casa" Dalle beghe domestiche alla sfida a Meloni. È alla premier che la segretaria dedica la prima parte del suo intervento, di cui la premessa è anche la sintesi: "Vai a casa". La leader dem non vede l'ora di andare al voto: "Prima si fa e meglio è per l'Italia". Dopo quattro anni "di immobilismo", in cui si è sprecata "una occasione storica", per Schlein tocca al centrosinistra "risollevare l'Italia da questa crisi e dal declino". È per questo che la leader dem torna a rivolgersi agli alleati e alle altre forze di opposizione con un appello all'unità: "L'impegno deve essere chiaro: non faremo mai più il favore alla destra di dividerci". "Il cammino non è ancora compiuto del tutto, ma l'alternativa è già realtà concreta". I "sassolini dalle scarpe" e la difesa del lavoro del Pd La terza e ultima parte della sua relazione è quella "dei sassolini dalle scarpe". Sassolini che sono tutti o quasi del Pd. È alla minoranza dem che parla Schlein quando elenca i traguardi raggiunti: "Vorrei chiudere togliendomi qualche sassolino dalla scarpa: abbiamo rilanciato il partito, siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, riaperto e riacquistato sedi storiche, mandato sui territori il triplo delle risorse rispetto agli anni precedenti, abbiamo ricucito legami spezzati con mondi che si erano allontanati, abbiamo risanato il bilancio, il migliore degli ultimi 15 anni, lo abbiamo fatto restituendo dignità ai nostri dipendenti, abbiamo applicato quello che chiediamo al Paese come la riduzione dell'orario a parità di salario, abbiamo fatto ripartire la formazione". E ancora: "Siamo il primo partito nella maggior parte delle regioni". "In questi anni avevano scommesso che ci saremmo scissi e invece siamo più uniti che mai, avevano scommesso che sarei durata sei mesi e invece il 18 ottobre in assemblea nazionale ci poniamo il tema" della proroga del mandato "per la prima volta". "Le uniche regioni che hanno cambiato colore in questi anni lo hanno fatto perché abbiamo vinto noi". L'appello finale alla coalizione Da qui la carica suonata a Pd e alleati: "Manca l'ultimo miglio, il più importante, e vogliamo farlo insieme, fino alla vittoria", aggiunge Schlein. "Vi chiedo di non avere timore, non avere paura, di essere orgogliosi di quanto fatto fino a qui".
12:04
AGI - Una Elly Schlein in tenuta da battaglia quella che si è presentata alla direzione nazionale menando fendenti a destra, verso Giorgia Meloni, e a sinistra, nei confronti degli alleati della coalizione. Il messaggio alla premier è lapidale: "Vai a casa". E poggia sulla constatazione che "in quattro anni questo governo non ha fatto nulla", una "occasione sprecata" visti i numeri di cui la maggioranza gode in Parlamento. E' la risposta alla battuta della premier di due settimane fa, "Elly, di' una cosa vera". La risposta della Meloni E la stessa Meloni non perde tempo e risponde, via social, alla segretaria. "Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità". La controreplica a Meloni arriva nel corso della replica alla direzione: "Visto che Giorgia Meloni mi rimprovera sui tempi di risposta, segnalo che lei ha impiegato quattro anni per ottenere questi risultati", dice Schlein facendo seguire un lungo elenco fatto di "tasse record", "stipendi al palo", "energia carissima", "povertà in aumento", "sanità allo stremo", e giù fino alla chiosa: "Meloni può alzare la voce e sbraitare, ma alla fine i fatti restano, e lo sanno gli italiani che lo vivono ogni giorno sulla propria pelle". Gli alleati Al di là del duello a distanza con Meloni, è agli alleati che la segretaria dedica la maggior parte della sua relazione, rivendicando una primazia del Pd sugli altri azionisti del campo largo, "uno non vale uno". Il Pd, sottolinea, è il primo partito della coalizione, "fa il doppio dei voti degli altri", e in tutti i paesi europei a guidare l'alleanza "è il partito più forte". Detto questo, Schlein sottolinea di aver acconsentito a sceglier e il candidato premier con le primarie perchè è quanto chiedeva Giuseppe Conte. Ma avverte: "Siamo generosi, non ingenui". Infine, l'entrata decisa sul sostegno a Kiev: "Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ucraino dall'aggressione criminale della Russia". I componenti della direzione apprezzano. Compresi i riformisti. In diversi interventi si plaude allo scatto d'orgoglio.
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Il sociologo Robi Morder: “Nella polizia sta succedendo qualcosa. Una parte degli agenti vota Rassemblement National e forse già si sente al potere”
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AGI - Nuovo botta e risposta tra Elly Schlein e Giorgia Meloni. “Prendete atto di aver fallito e andate a casa, prima di volta e meglio è per l’Italia”. Dal palco della direzione del partito la segretaria del Pd ‘dedica’ la prima parte del suo intervento alla premier che a Bari, nel corso della festa per celebrare il governo più longevo della Repubblica, il 4 settembre scorso, aveva ironizzato sugli attacchi della leader dem (“se non trovi argomenti veri te li passo sottobanco”). Schlein snocciola così 10 argomenti (“i numeri sono testardi e non sono di sinistra”). E a stretto giro arriva la controreplica della presidente del Consiglio: "Sono dieci falsità", scrive la premier sui social. Schlein a Meloni: "Vuoi una cosa vera? Ne dico dieci" "E' notizia proprio di ieri che l'inflazione è arrivata al 4,2% e si sta letteralmente mangiando i salari degli italiani. Ecco, siccome Giorgia Meloni recentemente mi ha chiesto di dirle una cosa vera, io gliene sto dicendo 10 coi numeri alla mano perché i numeri sono testardi e non sono di sinistra", scandisce la segretaria del Pd Elly Schlein alla direzione nazionale del partito. "Dicevano che avrebbero abbassato le tasse ma siamo al record di pressione fiscale degli ultimi 12 anni. Abbiamo gli stipendi tra i più bassi d'Europa e il costo dell'energia all'ingrosso più caro d'Europa, provate a negare questo. Quasi 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta, quasi una persona su 10, quindi più di una persona su 10, quindi vuol dire che tra loro ci sono quasi 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi perché le liste d'attesa sono troppo lunghe o perché non se lo possono permettere", prosegue la leader dem. "Nel 2025 sono nati 355.000 bambini, è il numero più basso dal dopoguerra: così si ritrova questa Italia dopo quattro anni di governo. Sulla natalità la destra ha fatto molta retorica e pochissime politiche eppure i dati sono chiari, non è la mancanza di valori a frenare le nascite, è la precarietà del lavoro che colpisce soprattutto le donne, i giovani soprattutto al sud di questo paese, i redditi troppo bassi, le difficoltà ad accedere a una casa, la carenza di servizi di asili nido, la penalizzazione delle madri sul lavoro. Ecco, quando la stabilità si trasforma in immobilismo vuol dire che i nodi vengono al pettine e questi sono i nodi. Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita: questa è l'eredità che lasciano", sottolinea Schlein. Meloni: "Schlein risponde dopo 15 giorni con 10 falsità" Con poche righe affidate ai social, Giorgia Meloni, risponde all’elenco della segretaria dem. "Elly Schlein risponde oggi a una domanda che le ho fatto quasi due settimane fa. Con questi ritmi ce la vedo bene a risolvere i problemi degli italiani. P.S. Ah, e ovviamente lo fa elencando dieci falsità", scrive la presidente del Consiglio su X.
13:40
13:40
12:00
Nella seduta di venerdì 2 ottobre ha avuto luogo lo svolgimento di interpellanze urgenti sui seguenti argomenti: elementi e intendimenti in ordine al rilascio delle autorizzazioni uniche Zes, con particolare riferimento ai profili ambientali e paesaggistici (Bonelli - AVS); iniziative volte a ricostituire il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria e ad affrontare il sovraffollamento carcerario in Liguria (Bagnasco - FI-PPE); iniziative in merito al trattamento economico e giuridico dei lavoratori marittimi (Caramiello - M5S); elementi e iniziative in merito alla gestione dell'impianto di rifiuti urbani della società Ecoenergy ad Airola (Benevento), a seguito dell'incendio del 31 agosto 2026 (Santillo - M5S). Per il Governo è intervenuto il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Luigi Sbarra.
12:00
La Camera è convocata martedì 6 ottobre alle ore 12.10. Nella seduta di lunedì 5 ottobre il Governo ha posto la fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 della proposta di legge sulle disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (approvata dalla Camera e modificata dal Senato) (A.C. 2822-B).
10:10
Partito Popolare, Vox e Junts bocciano il primo provvedimento, in corso il voto sul secondo. Dopo la crisi generata dallo sfratto di Maricarmen, il premier socialista potrebbe convocare il voto già per il 29 novembre ma avanza anche l’ipotesi di nuove contrattazioni per tentare di sfruttare il malcontento nazionale
08:37
L’ex capo della polizia: “Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto. L’ambizione è allargare il centrosinistra”
01:00
Meloni: “Bisogna attendere che la sentenza diventi definitiva”. Replica la famiglia: “Non è vero”
00:01
Non si tratta di studiare la strategia più efficace per battere Giorgia Meloni, ma di chiedersi nel nome di quale idea di società, di Paese e di Europa si può giustificare un ritorno al governo. Altrimenti il campo potrà essere largo, ma resterà vuoto di sostanza politica
21:09
L’annuncio del capo del Pentagono Hegseth. Avrà lo scopo di anticipare gli scenari operativi e sviluppare tutte le armi e gli strumenti necessari a garantire la supremazia militare Usa
15:20
“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei nuovi Lea, il Servizio sanitario nazionale compie un decisivo passo avanti. L’inserimento di circa 800 nuove prestazioni, servizi e terapie, insieme al superamento di quelle ormai obsolete, consente di adeguare l’offerta sanitaria ai progressi della medicina e alle nuove esigenze dei cittadini. Dopo anni di sostanziale immobilismo, il […] L'articolo Sanità: 800 nuove prestazioni, governo aggiorna livelli essenziali proviene da FDI.
15:11
Ieri Palazzo Chigi aveva anticipato le trattative con il gruppo petrolifero e il governo libico. Non viene comunicato alcun tetto alle tariffe
12:37
La premier al Salone Nautico di Genova: “Per risolvere questa vicenda credo sia più utile mantenere i rapporti diplomatici”
12:12
Con un tasso di fertilità pari a 0,87 figli per donna, il governo Wong le sta provando tutte e ora punta su FirstDate: la piattaforma, basata sull’algoritmo del Premio Nobel per l’economia Shapley, propone un abbinamento alla volta
11:00
Un rapporto aggiornato a settembre mostra come l’esecutivo abbia sottratto al Parlamento gran parte dell’attività legislativa
08:42
I manifestanti denunciano la mancanza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici degradati. Accesi scontri con le forze dell’ordine: oltre 600 fermi e 80 agenti feriti Tensioni tra governo e sinistra radicale
03:42
AGI - La legge elettorale torna alla Camera in terza lettura, con il governo che si prepara a porre tre fiducie su altrettanti articoli modificati a Palazzo Madama e Riccardo Magi che annuncia uno sciopero della fame contro quello che definisce "un colpo di stato elettorale che vuole consentire a una minoranza nel Paese di diventare maggioranza schiacciante in Parlamento". La legge elettorale e lo sciopero della fame Il leader di +Europa lancia la protesta durante una conferenza stampa, convocata ieri 30 settembre alla Camera. "Da oggi inizierò un digiuno per ottenere la modifica almeno delle parti peggiori di questa norma e consentire di presentare le liste con la firma digitale", dice. "Noi lotteremo fino all'ultimo per modificare questa legge e se non sarà modificata in Parlamento continueremo la battaglia nel paese attraverso i ricorsi in tribunale", assicura Magi. Che prepara, in parallelo, una serie di "iniziative non violente e ricorsi in sedi giurisdizionali" su cui +Europa "sta già lavorando". I nodi della protesta Al centro dei rilievi, condivisi dalle altre opposizioni, l'equa rappresentanza dei generi, perché "si travolge completamente l'equilibrio di genere nelle candidature" e la norma che introduce un tetto di firme più alto per chi si presenta alle elezioni per la prima volta. "Sono state aumentate a dismisura le firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Di fatto sono necessarie 450.000 firme per una nuova forza politica che vuole cimentarsi con la democrazia elettorale. Una cosa incredibile e sicuramente incostituzionale", osserva il segretario di +Europa. La fase finale del percorso parlamentare del testo In parallelo alla protesta di stampo Radicale di Magi, entra nell'ultima fase il percorso parlamentare del testo, dopo che - a luglio scorso - la maggioranza era 'andata sotto', con il voto segreto, sull'emendamento che introduceva le preferenze, poi passate al Senato. La legge elettorale, ieri pomeriggio, è tornata in Aula alla Camera, dopo l'approvazione del testo e l'ok al mandato al relatore in commissione Affari Costituzionali. Oltre a quelli di maggioranza, ci saranno anche quattro relatori di minoranza: Federico Fornaro (Pd), Filiberto Zaratti (Avs), Carmela Auriemma (M5s), oltre a Magi. Oggi, a partire dalle 12, è previsto un unico voto sulle cinque pregiudiziali di costituzionalità chieste dalle opposizioni. A quanto si apprende, gli emendamenti presentati dalle opposizioni sono circa sessanta, gli stessi depositati in commissione agli articoli del testo modificati in Senato, anche se - con l'apposizione della fiducia - le proposte di modifica decadranno. Comunque, quello di oggi è un primo 'test' d'Aula per la tenuta della maggioranza, dato che probabilmente le minoranze chiederanno lo scrutinio segreto, come era stato a luglio sull'emendamento sulle preferenze, che poi è stato bocciato grazie ai 'franchi tiratori' tra le fila del centrodestra. Sul punto un esponente di centrodestra che segue il dossier dice di "non avere dubbi" sulla compattezza della maggioranza, anche in vista dei voti successivi nell'Aula di Montecitorio. E FdI serra i ranghi. "Mi sembra che Giorgia Meloni sia stata chiara. Se il provvedimento non passa si va a casa. La fiducia è stata messa per questo motivo", dice il capogruppo dei meloniani alla Camera, Galeazzo Bignami. In caso di bocciatura delle pregiudiziali dovrebbe riunirsi già oggi una Conferenza dei capigruppo, per fissare il timing dei lavori. Su tre dei quattro articoli modificati a Palazzo Madama, il governo dovrebbe porre la fiducia, che dovrebbe essere votata venerdì, con il voto palese. Mentre, un'altra 'prova' con lo scrutinio segreto è probabile con il voto finale sul provvedimento, che dovrebbe tenersi la prossima settimana, tra mercoledì e giovedì.
01:00
Apertura di Foti, costretto a precisare. Palazzo Chigi smentisce i media del Cairo: nessun incontro riservato prima dell’udienza finale
01:00
Il governo utilizzerà 14 miliardi di flessibilità per il green. In ballo l’ecobonus al 65%. Vertice con Meloni su conti e manovra
00:30
AGI - I pianeti della galassia progressista si vanno allineando, per usare l'immagine di un dirigente del Pd. Mettendo in fila le prossime scadenze: oggi si tiene la direzione dem, prologo all'assemblea del 18 ottobre chiamata a prorogare il mandato di Schlein fino alle politiche. Lo stesso 18 ottobre Avs presenterà le proposte sul programma elaborate dal maggio scorso, quando è stata lanciata la piattaforma "Decidiamo". Poi, dal 23 al 25 ottobre, l'assise del correntone dem a Montepulciano. E, su tutto, il varo della legge elettorale la cui votazione finale è prevista giovedì 8 ottobre. Sarà quello il momento in cui ci si attende una accelerazione sul tavolo del programma del centrosinistra. Un tavolo che Schlein e il suo stato maggiore vogliono allargato a tutti, centristi compresi, come emerso mercoledì nel corso della riunione della segreteria al Nazareno. Il nodo da sciogliere è quello della 'gamba centrista' nel centrosinistra. Tema che appare decisivo per la vittoria alle elezioni politiche, ma sul quale pesano le diffidenze, quando non le aperte ostilità, fra i leader. Per rendersene conto basta leggere le recenti dichiarazioni di Giuseppe Conte contro la norma inserita nella legge elettorale che porta da 1.500 a 6 mila le firme da raccogliere in ogni collegio per presentarsi alle elezioni. Dopo averla definita una "indecenza", il leader M5s ha assicurato il sostegno del movimento a Psi e a Progetto Civico di Alessandro Onorato per raccogliere le firme. Conte e le garanzie contro i colpi di mano È a Onorato che Conte, fin dall'inizio, ha guardato come potenziale interlocutore di centro per il centrosinistra, anche in chiave anti-Renzi. L'ex premier, non è un mistero, non si fida del leader di Italia Viva e ha chiesto che, in caso di accordo, la coalizione preveda nero su bianco delle garanzie per evitare colpi di mano come quello che portò alla caduta del secondo governo Conte aprendo la strada al governo Draghi. Dal palco della festa di Avs, il leader Cinque Stelle ha fatto sapere di ritenere indispensabile avere la garanzia che i compagni di viaggio non "scartino con disinvoltura" o creino rotture per "ragioni opportunistiche personali o partitiche". Renzi: "In quella foto non ci devo essere" Da parte di Renzi arrivano parole di distensione: "Se vincerà le primarie sosterrò Giuseppe Conte", assicurava appena pochi giorni fa, dopo essersi detto disponibile a farsi da parte e a non partecipare al tavolo della coalizione: "C'è gente che dice 'non voglio vedere Renzi nella foto con Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni'. Vi do una notizia: io in quella foto non ci devo essere e non voglio esserci. Non sono qui per uno strapuntino, ci sono perché porto idee". L'alternativa indicata da Renzi porta a Genova e, in seconda battuta, a Napoli: "Io individuerei un sindaco o una sindaca per stare al tavolo che rappresenti il mondo riformista e poi si va alle elezioni e chi c'ha i voti si vedrà", ha detto Renzi conversando con Dario Franceschini alla Festa dell'Unità, a metà settembre: "Abbiamo già due nomi, Salis e Manfredi". E appare significativa la levata di scudi arrivata dai gruppi parlamentari del Pd a difesa della stessa Salis, esclusa dal palco del Salone Nautico nella 'sua' Genova. La lista unica di centro e la Leopolda In ogni caso, è Renzi ad apparire sempre più il distributore di carte nell'area di centro, proprio in virtù della nuova legge elettorale che consente a chi è già rappresentato in Parlamento di presentarsi senza raccogliere le firme. Nasce da qui l'appello di Riccardo Magi ai riformisti, ma soprattutto a Renzi, per mettere in campo una lista unica di centro in cui tutti abbiano "pari dignità" per sedere al tavolo del programma. Parole dietro le quali sembra di leggere un certo timore che sia Renzi a prendersi il ruolo di leader della lista centrista. Ad oggi, non c'è stato alcun segnale da parte di Casa Riformista, il 'contenitore' creato da Renzi per dare rappresentanza al mondo di centro. Fonti di Più Europa, però, invitano a guardare quanto accadrà alla Leopolda, questo fine settimana: da lì potrebbe arrivare una risposta da parte del leader di Iv. In ogni caso, se non dovesse concretizzarsi l'idea della lista unica di centro all'interno del campo largo, le liste potrebbero essere due. Una che mette insieme Progetto Civico, Psi e Più Europa; l'altra di Renzi. I nomi dei possibili federatori Sono questi i poli di oscillazione dei rapporti interni al centrosinistra ai massimi livelli. Tuttavia, anche qui, pesano i desiderata dei leader. Inizialmente si erano fatti i nomi di Ernesto Maria Ruffini, ex numero uno dell'agenzia delle entrate, oggi leader di Più Uno. Altro nome che era stato inserito tra i potenziali federatori di centro era quello del sindaco Beppe Sala, che piaceva in ambienti dem e di Italia Viva, ma uscito anzitempo dal campo.
22:07
21:09
“Accogliamo con soddisfazione l’approvazione in Commissione della riforma della Rai. Si tratta di un passaggio storico che finalmente sana un vulnus aperto oltre dieci anni fa con la legge Renzi e che il centrosinistra quando era al governo non ha mai voluto riformare. Questa riforma ci restituisce un servizio pubblico radiotelevisivo moderno, libero e finanziariamente […] L'articolo Rai: riforma rende servizio pubblico moderno e plurale proviene da FDI.
20:57
“Con l’approvazione definitiva del decreto Pa il Governo Meloni e la maggioranza mantengono un impegno preso con i territori. I comuni avranno più tempo per rendicontare i contributi per le piccole opere, senza rischiare di perderli per un ritardo burocratico. Le graduatorie della polizia locale resteranno valide quattro anni invece di tre. Il nuovo fondo […] L'articolo Pubblica Amministrazione: decreto rafforza efficienza e qualità dei servizi proviene da FDI.
19:28
AGI - Sui temi della flessibilità in campo energetico "intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione, scrivendo al presidente von der Leyen perché la questione venga trattata nella riunione Ecofin che si terrà la prossima settimana a Lussemburgo e poi ovviamente al prossimo Consiglio Europeo che è fra due settimane. Cioè noi crediamo che a fronte di una crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale, sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in videocollegamento alla seconda edizione di "Oltre le Radici", l'evento annuale del quotidiano Il Gazzettino. La critica al sistema ETS e il rischio deindustrializzazione "Penso alla vicenda annosa che riguarda appunto molte imprese e che il governo italiano porta avanti da molto tempo, gli Ets. In Europa si continua a non percepire l'urgenza. Perché noi abbiamo un sistema che è quello delle dello scambio delle quote di emissione che ha assolutamente bisogno di essere rivisto profondamente". Ha spiegato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Non ce lo possiamo permettere in una fase particolare come quella nella quale stiamo vivendo perché - ha aggiunto - noi non possiamo continuare a gravare con una extra tassazione ambientale sulle nostre imprese manifatturiere, danneggiandole ulteriormente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli. E non capirlo significa banalmente condannare l'Europa alla deindustrializzazione, che è una scelta alla quale io personalmente non mi arrendo". La strategia per la prossima legge di Bilancio "Continueremo nella direzione che abbiamo intrapreso fino a ora, perché noi abbiamo seguito sempre la stessa logica in questi anni: aggiungere anno dopo anno, una pietra in più alla stessa strategia. E quella strategia si è sempre concentrata sui salari e difesa del potere d'acquisto, sostegno alle imprese, protezione della famiglia e incentivo alla natalità e salute". A dirlo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in videocollegamento all'evento annuale de "Il Gazzettino", parlando della prossima legge di Bilancio. In un altro passaggio, sempre sullo stesso tema, ha rilevato che "noi siamo all'inizio del lavoro che ci porterà a definire le misure che comporranno la legge di bilancio, notoriamente non è un lavoro facile e non è neanche un lavoro veloce".
14:00
La segretaria del Pd sulla sentenza che ha condannato tre 007 egiziani: “Tajani aveva parlato di una sentenza limitata, non è così. Una parte è immediatamente esecutiva”
12:00
Alle ore 15 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, trasmesse in diretta televisiva, sui seguenti argomenti: iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi flegrei (Caso - M5S); iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero dell'interno, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); elementi e iniziative in merito all'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - MISTO-FNV-F); iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); elementi e iniziative in materia di contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); intendimenti in ordine al contrasto alla devianza minorile e alla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI); tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); elementi e iniziative di competenza in relazione alla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Enrico Costa - FI-PPE). Per il Governo sono intervenuti: il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci; il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
03:54
AGI - Nessun secondo candidato dem alle primarie e schiena dritta al tavolo del programma, a cominciare dal sostegno all'Ucraina. I messaggi di Elly Schlein recapitati dentro e fuori il partito sono la spia di una segretaria decisa a tirare dritta nella corsa a Palazzo Chigi nonostante i segnali di nervosismo che arrivano dal partito e il pressing degli alleati. Da Bruxelles, dove è volata per partecipare all'intitolazione del Palazzo del Parlamento a David Sassoli, Schlein conferma la linea del sostegno con ogni mezzo al popolo ucraino. "Una pace giusta non può essere una resa alle ragioni dell'aggressore", dice la leader dem. E a chi le chiede se i valori europei vadano difesi supportando Kiev, risponde netta: "Sì, certamente. E David Sassoli era stato dichiarato persona non grata" da Mosca "e ne era anche orgoglioso". Il messaggio agli alleati del Pd Un messaggio anche agli alleati della coalizione come Conte, Fratoianni e Bonelli in pressing per la convocazione del tavolo del programma, nonostante la distanza che ancora si registra sul tema delle armi a Kiev. La segretaria, pochi giorni fa, ha elencato in collegamento con la scuola di politica del Pd a Ventotene, le priorità del suo partito. Che corrispondono a quanto messo in campo dal centrosinistra in questi quattro anni, dal salario minimo alla riduzione dell'orario di lavoro, dagli investimenti in sanità al piano casa. Sul piano della politica estera, poi, c'è il comune impegno per la pace in Palestina, oggetto due anni fa della prima mozione unitaria firmata Pd, M5s e Avs. Schleine e l'attesa per la direzione di venerdì Con questi presupposti, nel Partito democratico si guarda a venerdì 2 ottobre, giorno della direzione, con un misto di curiosità e timore. L'ordine del giorno recita relazione della segretaria e nomina del commissario della federazione di Cosenza. Dalla relazione si attende di sapere quando sarà convocato il tavolo del centrosinistra sul programma, di sapere se ci saranno le primarie ed, eventualmente, con quali regole: turno unico o doppio turno, apertura ad altre candidature da parte della segretaria, voto in presenza oppure online. Certo, le regole si stabiliscono con gli alleati della coalizione, come ripete Schlein ai suoi, ma i dem delle varie aree vorrebbero ascoltare l'indicazione della segretaria dalla sua stessa voce. Qualche indizio, o qualcosa di più, è arrivato nelle scorse ore da Igor Taruffi, capo dell'Organizzazione del partito e ambasciatore di Schlein presso le correnti interne. È Taruffi a dire che l'unico nome in campo per il Pd è quello di Schlein, respingendo così il pressing riformista per Giorgio Gori. L'ipotesi Gori e il doppio turno La minoranza interna ha fatto il nome dell'ex sindaco di Bergamo in chiave anti Conte, ma solo in caso di primarie a doppio turno, per non rischiare di finire per favorire il leader M5s: il ragionamento è che, con il doppio turno, Gori potrebbe attrarre i voti di chi non si riconosce nella sinistra come interpretata da Schlein. Al secondo turno, poi, quel consenso tolto ad altri competitor potrebbe tornare a Schlein. Con il turno unico, invece, una candidatura di Gori non farebbe altro che togliere terreno alla leader dem e favorire la vittoria di Conte, una ipotesi da incubo per gli stessi riformisti. Le parole di Taruffi, però, sembrano allontanare definitivamente questa possibilità e anche l'ipotesi di ricorrere al comma 3 dell'articolo cinque dello statuto. La norma prevede che, qualora il Pd aderisca a coalizioni e per l'individuazione del candidato alla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri si utilizzino le primarie, l'assemblea nazionale stabilisce le modalità di presentazione e selezione di eventuali altre candidature, in aggiunta a quelle del segretario nazionale, che saranno ammesse e successivamente presentate alla coalizione. Per farlo, occorre un voto dell'assemblea i cui numeri sono nettamente a favore della segretaria. Difficile, quindi, immaginare un voto che non corrisponda alle indicazioni del Nazareno. Qualche elemento in più rispetto alla direzione di venerdì potrebbe arrivare domani, durante la riunione della segreteria nazionale convocata alle sei di sera. Il nodo Ucraina L'altro nodo che la segretaria è chiamata a sciogliere è quello del tavolo del programma. Gli alleati hanno fatto sapere di essere pronti: "Non ci possiamo riunire da soli", ha ironizzato giorni fa Giuseppe Conte riferendosi all'attesa di un cenno da parte del Pd. Segnale che è arrivato, di nuovo con Taruffi: "Noi siamo pronti da aprile", ha fatto sapere. I punti indicati da Schlein sono quelli che vedono marciare insieme le opposizioni in Parlamento, dal lavoro al salario minimo passando per la sanità e la scuola. Rimane da chiarire la posizione sull'Ucraina. Il no alle armi è un punto dal quale Giuseppe Conte non ha nessuna intenzione di deflettere, e così Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Schlein, invece, si trova a dover difendere la linea del Pd - sostegno pieno all'Ucraina accompagnato da uno sforzo diplomatico che veda l'Unione Europea protagonista con un "negoziatore unico" - dai malumori impliciti e non di pezzi del suo partito, dentro e fuori il Parlamento. Le parole della segretaria dei Giovani Democratici a Reggio Emilia sui disertori e le polemiche che ne sono seguite danno la misura di queste tensioni.
01:00
I genitori ribadiscono la richiesta di fermare subitoi rapporti diplomatici: “Abbiamo adesso una verità”
01:00
Negoziato con la Commissione Ue per quantificare lo scostamento da portare in Parlamento. Giorgetti: “Per fortuna siamo stati attenti al debito”
22:52
Alessandro Di Battista, ospite di diMartedì su La7, fa il punto sulle sue condizioni di salute nella prima apparizione televisiva dopo l'intervento subito a Cuba. "Sto abbastanza bene, alcuni giorni meglio di altri. Oggi sono andato al mare e ho mangiato una bella frittura...", racconta l'ex deputato del M5s. Di Battista si trovava sull'isola "per fare un reportage per il Fatto Quotidiano" quando, alla fine di agosto, ha accusato un malore ed è stato sottoposto a un'operazione d'urgenza prima del rientro in Italia. "Sono andato a Cuba, mi sono sentito male per un edema cerebrale per la presenza di un tumore", spiega. "A Cuba hanno capito, mi hanno operato e hanno rimosso quasi tutto il tumore". L'ospedale senza acqua e l'assedio a Cuba Di Battista racconta anche l'intervento subito sull'isola: "A Cuba mi hanno fatto un'operazione raffinatissima con tecnologie che qua si usavano 30 ani fa, al Gemelli mi hanno detto che hanno fatto un'operazione raffinatissima". E aggiunge: "Sono stato operato in un ospedale senza acqua. A Cuba c'e' un assedio medievale nel silenzio generale, stessa dinamica con l'Iran. Trump spera di vincere le elezioni con lo scalpo. Ma i cubani sono abituati a soffrire, non credo che avra' lo scalpo". Di Battista: "No alla retorica del guerriero" Ora la priorità sono le terapie. "Non dico che ce la farò solo perché combatterò questa malattia democratica che colpisce tante persone... La retorica del guerriero non mi piace, devo fare le cure. Non devono mollare i dottori, non molleranno", afferma Di Battista. La polemica sul volo di Stato L'ex parlamentare torna anche sulle polemiche per il volo di Stato che avrebbe dovuto riportarlo in Italia: "Mentre combattevo tra la vita e la morte, qui c'era quella una polemica indegna sul volo di Stato". E aggiunge: "Il governo e la premier Giorgia Meloni si sono comportati bene con me, Meloni mi ha chiamato e mi ha detto di non badare alle polemiche".
21:12
AGI - Energia e bollette, immigrazione, caso Regeni, rapporti con gli Stati Uniti. Sono i temi toccati dalla premier Giorgia Meloni a Praga, nelle dichiarazioni alla stampa con il primo ministro ceco Andrej Babis e rispondendo alle domande dei cronisti. "Abbiamo lavorato ad un pacchetto comune" sul tema dell'energia e dell'Ets, ha detto Meloni: Italia e Repubblica Ceca "lavorano insieme per scongiurare il rischio che l'Europa non sia in grado di incidere" sulla competitività. "Una convergenza c'è anche sul piano del bilancio Ue e sulle politiche di coesione e sull'agricoltura", ha affermato la premier, "ci siamo trovati d'accordo anche sul tema dell'immigrazione". Sugli Ets - ha spiegato la premier - "abbiamo messo nero su bianco alcune proposte, che crediamo possano affrontare efficacemente questo tema, chiedendo in particolare di proteggere i settori piu' esposti alla concorrenza internazionale intervenendo sui meccanismi di distribuzione delle quote Ets, limitare la trasmissione dei costi di carbonio ai prezzi dell'elettricità, rafforzare la trasparenza e il monitoraggio del mercato delle quote Ets e rinviare l'entrata in vigore di Ets2 che rischia, ovviamente, di impattare anch'esso in modo negativo su un sistema che invece oggi ha bisogno soprattutto di essere liberato. Sono proposte concrete, attuabili e proposte di buon senso che intendiamo portare al prossimo Consiglio Europeo e speriamo di poter condividere con gli altri colleghi, sperando - ha concluso - di poter costruire delle convergenze ampie". Meloni alle imprese: "Tutti gli attori diano una mano" Sull'energia Meloni è tornata anche sul fronte interno: "Mi corre l'obbligo di segnalare che l'impegno del governo agli attori" sul tema dell'energia "è quello di un appello per aiutare le famiglie italiane. Sono stata molto contenta dell'adesione sull'iniziativa del carburante di Eni, Ip e Q8. Oggi il tema si allarga alle bollette. Io spero che gli attori possano dare una mano e fare il proprio meglio. Ringrazio quelli che stanno facendo uno sforzo". La presidente del Consiglio ha sottolineato "la fase particolarmente complessa nella quale le crisi internazionali, che anche noi non abbiamo prodotto, incidono in maniera assolutamente significativa sui bilanci familiari". Meloni ha allargato poi il discorso dal tema dei carburanti a quello delle bollette. "Spero che gli attori sceglieranno di dare una mano rispondendo a un appello a fare del loro meglio, compatibilmente con quello che si può fare, in un momento di difficoltà. E quindi sono soddisfatta e penso che sia particolarmente importante. Ringrazio tutti quelli che stanno cercando di fare uno sforzo", ha detto la premier. Immigrazione e hub nei Paesi terzi Sull'immigrazione, la premier ha spiegato: "Non possiamo risolvere il problema dell'immigrazione scaricandolo sul Paese più vicino, abbiamo lavorato sulla dimensione esterna, un passo futuro della cooperazione penso possa essere quello di utilizzare al massimo le nuove regole, passando per gli hub nei paesi terzi". Il caso Regeni Sul caso Regeni, Meloni ha sostenuto che "chiudere canali con l'Egitto rischia di allontanarci dall'obiettivo" della ricerca della verità. "Siamo assolutamente determinati - ha detto - a cercare la verità su questa vicenda. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici". "Ho un po' il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi", ha concluso. Voglio ovviamente ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla loro richiesta, ovviamente che è anche la nostra, di verità e di giustizia", ha premesso la premier ricordando che lo Stato italiano "è parte civile nel processo. E quindi - ha aggiunto - anche noi siamo assolutamente determinati a cercare la verita' su questa vicenda". Poi ha sottolineato che "la sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo". Il legame con gli Stati Uniti Quanto ai rapporti con Washington, "è molto importante mantenere il legame solido con gli Usa, siamo molto più forti se siamo uniti come Occidente. La solidità dei rapporti tra Italia e Usa non può essere scalfita dall'attualità", ha detto Meloni. Il ricordo di David Sassoli La premier ha ricordato anche David Sassoli: "Da oggi un edificio del Parlamento europeo a Bruxelles porta il nome di David Sassoli. E' il giusto riconoscimento alla memoria di un italiano che ha servito con onore le istituzioni europee e ha creduto profondamente nella democrazia". "Sassoli aveva idee e posizioni politiche diverse dalle mie, ma questo non mi ha mai impedito - aggiunge la presidente del Consiglio - di apprezzarne la serietà, la capacita' e la lealtà. Un uomo di valore e un politico di alto livello, che ricorderemo a lungo".
18:31
Un testo firmato dagli assessori alla scuola di Bologna, Roma, Milano e Bergamo dopo “il messaggio feroce” mandato dal governo. Con l’invito ad aderire a tutte le amministrazioni d’Italia
17:18
Ma il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri dovrà essere votato venerdì dal Congresso: manca l’ok di Junts. Intanto gli attivisti restano in Puerta del Sol. Anche Ada Colau vittima del caro affitti: l’ex sindaca di Barcellona costretta a lasciare la casa
11:39
Il nuovo portale promette di semplificare l’accesso ai servizi federali. Alla Casa Bianca il vertice con i big della tecnologia, da Zuckerberg a Pichai e Huang: sul tavolo sicurezza, regole e competizione con la Cina
10:47
Pronta la bozza delle richieste della amministrazioni locali al governo. Soldi per pagare di più il personale e per continuare a garantire i livelli essenziali di assistenza
09:41
Il price cap avrà una durata di 30 giorni, come quello di Eni e Ip
09:41
La premier Meloni ringrazia il Kuwait, che controlla la società petrolifera. Il price cap avrà una durata di 30 giorni, come quello di Eni e Ip. La protesta degli autotrasportatori: “Riduzioni anche per chi si rifornisce in extra rete”
01:00
Paola e Claudio parlano dopo la sentenza: “Il governo dia seguito alla decisione. Siamo stati premiati perché resistenti e fedeli ai principi della democrazia”
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I distributori indipendenti sul piede di guerra vogliono l’estensione del tettoanche ai prezzi dei prodotti raffinati. I benzinai: subito un incontro con il governo
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Nonostante il pressing della Lega, l’imperativo del Mef è limitare le spese fino a dicembre per garantire che il deficit 2026 resti sotto il 3%
01:00
Per l’ultima tappa aveva invitato tutti i capi di Stato e di governo dei Paesi Ue. Poi cambia programma, partecipando alla messa
00:06
Trump: “Non ho offerto nulla a Teheran”. Araghchi: “Aspettiamo risposta Usa”. I pasdaran al popolo americano: “Il vostro governo pensa a Israele e non a voi”
21:31
AGI - «Abbiamo vinto, abbiamo stravinto». Il deputato uscente Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria e segretario regionale di Forza Italia, e Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale del partito, un'ora dopo la chiusura dei seggi e senza alcun dato ufficiale sul sito Eligendo del Ministero dell'Interno, rompono gli indugi e su X pubblicano un video con il titolo "Vittoria". Vittoria confermata dallo spoglio delle 487 sezioni del collegio uninominale 05 di Reggio Calabria - Camera dei deputati, che ha confermato il successo del candidato del centrodestra Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, (38.359 voti). Frank Benedetto candidato del campo largo si è fermato al 36,59% (27.511 voti); Domenico Giannetta, ex capogruppo di FI nel Consiglio regionale, ora schierato con Futuro nazionale con Vannacci, al 10,94% (8.226 voti), Francesco Toscano, con Democrazia sovrana e popolare, all'1,84% (1.085 voti). Affluenza bassa ma non da record L'affluenza si è attestata al 22,34%, con un notevole calo rispetto alle consultazioni precedenti ma non sul podio dei record negativi, occupato dal collegio di Napoli (9,52% nel febbraio del 2020) Terni (14,51% nel marzo 2020) e Cagliari (15,54% nel gennaio 2019). Un termine di paragone più recente riguarda le elezioni suppletive del Senato nel collegio 06 della Lombardia (Monza-Brianza) del 22 e 23 ottobre 2023 per assegnare il seggio rimasto vacante dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi. L'affluenza definitiva ai seggi (aperti domenica e lunedì fino alle ore 15) fu del 19,23%, mentre nelle consultazioni politiche precedenti aveva toccato il 71% (oltre 50 punti percentuali in meno). La festa del centrodestra a Reggio Calabria In serata, a Reggio Calabria, è esplosa la festa della coalizione con il coro "Cucù, cucù, Vannacci non c'è più" da parte di centinaia di militanti di Forza Italia e del centrodestra reggino. Presenti anche la sottosegretaria Matilde Siracusano, compagna di Occhiuto e protagonista di una foto ritoccata e pubblicata da Vannacci, la capogruppo di Forza Italia al Senato, Stefania Craxi, Claudio Lotito, Mario Occhiuto e altri esponenti politici nazionali e locali. Le parole di Fabio Roscioli "Il centrosinistra ha lasciato qualcosa perdendo a favore di Vannacci - ha detto a caldo Fabio Roscioli - ma il centrodestra, se unito e con una squadra solida, lanciato dal buongoverno di Occhiuto e Cannizzaro, riesce a vincere in maniera convincente. Abbiamo lavorato con spirito di abnegazione in tutte queste settimane e il risultato è giunto. Si tratta di un ottimo segnale per le prossime lezioni politiche - ha concluso il neoeletto alla Camera dei Deputati - e sicuramente il centrodestra ce la farà senza Vannacci". Occhiuto: «Forza Italia conferma la sua forza» Il governatore Roberto Occhiuto ha sottolineato "come Forza Italia confermi, con questo risultato, la sua forza a Reggio e in Calabria. Vorrei evidenziare che tutto ciò è frutto di buongoverno, spirito di sacrificio e soprattutto di unità di tutto il centrodestra. Perchè quando il centrodestra è unito, non ce n'è per nessuno. Vannacci è venuto qui pensando di rubare il capogruppo di Forza Italia - ha proseguito Occhiuto - il quale, voglio ricordare a tutti, aveva avuto 11 mila voti di preferenza. Oggi, con Vannacci, arriva a circa settemila, cioè due terzi in meno dei consensi ottenuti lo scorso anno. Su Vannacci si è parlato molto, più di quanto fosse necessario - è venuto in Calabria pensando di farne la sua Sassonia e invece ha rimediato una sassata elettorale". Cannizzaro rivendica il lavoro della coalizione Francesco Cannizzaro ha sottolineato "il successo ottenuto da una squadra coesa, frutto del buongoverno alla Regione e al Comune di Reggio Calabria. Un esito, questo appuntamento elettorale, che certifica la credibilità politica e amministrativa del centrodestra, dei sindaci e degli amministratori locali del Collegio elettorale. Ci criticavano, il Pd e Vannacci, di avere candidato un non reggino, ma hanno dovuto fare i conti, invece, con una risposta politica elettorale matura dei reggini che hanno individuato in Fabio Roscioli una personalità in grado di irrobustire il progetto per la Calabria e Reggio che stiamo portando avanti, in grado di rivoluzionare non solo la città ma l'intera provincia". "Forza Italia - ha detto ancora il sindaco di Reggio Calabria e segretario regionale di Forza Italia - dimostra di essere in Calabria la locomotiva del centrodestra e colgo l'ennesima occasione per ringraziare gli amici della coalizione per il loro grande contribuito a questa vittoria di Fabio Roscioli. Abbiamo messo in campo una classe dirigente giovane e nuova, che fa politica, produce idee e consenso. Vannacci voleva conquistare Reggio - ha concluso Cannizzaro - e farne la sua Sassonia, e alla fine ha preso sassate elettorali". I commenti di Meloni e Tajani Su X il commento della premier Giorgia Meloni: "Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Complimenti a Fabio Roscioli per il risultato e grazie a tutti gli elettori che hanno scelto di darci fiducia. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori". Sui social anche la soddisfazione del segretario di Fi e vice premier Antonio Tajani: "Forza Italia stravince nelle suppletive di Reggio Calabria, trainando il centrodestra con il nostro candidato Fabio Roscioli. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato straordinario, a cominciare da Roberto Occhiuto e Ciccio Cannizzaro. E diamo il benvenuto, nel nostro gruppo alla Camera, a Roscioli che nei prossimi mesi rappresentera' al meglio le istanze dei reggini e della Calabria". "E' la conferma della forza del nostro partito sul territorio - secondo Tajani - del suo radicamento tra la gente e della capacita' di attrarre cittadini e categorie su idee serie, condivise e popolari. Siamo e ci confermiamo, anche in queste elezioni, un pilastro di quel centrodestra che Berlusconi ha creato, fondato e portato al successo. Benvenuto Fabio, e avanti Forza Italia". Le reazioni degli alleati Secondo la Lega la vittoria di Roscioli è un "ottimo risultato del centrodestra, che conferma la forza, l'unità e la solidità del centrodestra di governo e testimonia ancora una volta il radicamento della Lega sul territorio, grazie al lavoro di militanti, amministratori e rappresentanti locali". Mentre il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, evidenzia che "il centrodestra, senza Vannacci, vince. Vince per il buon governo di Occhiuto e della giunta, vince perché presenta un candidato credibile come Fabio Roscioli, cui vanno i nostri complimenti. Vince perché è unito e valorizza il contributo ed il lavoro dei quattro partiti della coalizione e perché non rincorre alleanze che ne minerebbero la credibilità. E si dimostra come il voto a Vannacci sia solo un voto che al massimo può aiutare la sinistra, come già accade in Parlamento. E' vero che si tratta di elezioni suppletive, storicamente caratterizzate da una bassissima partecipazione, ma è altrettanto vero che su questo voto si era concentrata un'attenzione particolare, quasi come fosse un test nazionale. Bene, diciamo che si tratta di un buon viatico per il futuro". Il campo largo e Vannacci Dal campo largo poche reazioni al risultato, con il candidato Benedetto che ha puntato l'attenzione sulla scarsa affluenza: "Troppe persone non votano, è un problema che bisogna affrontare". In casa Futuro nazionale, invece, il dato vicino all'11% è stato accolto con grande soddisfazione, a Reggio Calabria e a Roma. E in serata è arrivato il commento del leader Vannacci: "Noi siamo appena decollati, voi continuate pure a pensare alle scollature" - dice il generale. "Infrangere il muro del 10% alle prime elezioni col simbolo di Futuro Nazionale", rivendica postando su Facebook l'immagine di un caccia militare, con le insegne del suo partito, che infrange il 'muro del suono'. "Futuro Nazionale vola - spiega allora Vannacci - e conquista l'11%. Senza aver mai rinculato - rivendica - di un millimetro: remigrazione, quoziente familiare, lavoro a 14 anni, stop denaro a Kiev, patriarcato mediterraneo, l'aborto non è un diritto, importazione dell'energia da chi ce la vende a miglior prezzo, no al green deal, via gender e Islam dalle scuole, abrogazione reato di femminicidio, difesa e promozione della cultura e della civiltà italiana".
17:42
AGI - Seggi chiusi per le elezioni suppletive del collegio 05 di Reggio Calabria, lasciato da Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, eletto sindaco del capoluogo nelle elezioni della scorsa primavera. Roscioli (FI) dopo 263 sezioni scrutinate su 487, è al 53,62%. La sua vittoria è data ormai per certa. Si è votato a Reggio e in altri 70 comuni della provincia. L'affluenza è stata del 22,34%, in calo del -27,06%. Quattro anni fa, per le elezioni politiche nazionali nel settembre 2022, aveva votato il 49,40% degli aventi diritto. Nel 2022, però, si votò in un solo giorno, mentre in questo caso si è votato anche nella giornata di oggi, lunedì 28 settembre, dalle ore 7 alle 15. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale dei votanti viene calcolata sulla base di tutti gli elettori aventi diritto, che sono 345.788, ma tra questi 58.729 - circa il 17% - sono residenti all'estero. Il comune del collegio dove si è votato di più è quello di Laganadi (53,48% nelle due sezioni presenti), quello in cui si è votato di meno è Plati' (cinque sezioni), con appena il 4,35%. I seggi allestiti sono stati 487, gli aventi diritto al voto (secondo quanto riportato dal sito Eligendo del ministero dell'Interno), sono 287.719. Meloni: "Il voto premia ancora una coalizione compatta" "Il centrodestra si conferma unito anche nelle suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Complimenti a Fabio Roscioli per il risultato e grazie a tutti gli elettori che hanno scelto di darci fiducia. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori". Così la premier Giorgia Meloni in un post su X. Post di Occhiuto su X: "Vittoria!" "Abbiamo vinto", "Abbiamo stravinto". Le prime parole sono di Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria, ex parlamentare e segretario calabrese di Forza Italia. Le seconde sono di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di FI. In un post su X, con un breve filmato e il titolo "Vittoria", Occhiuto e Cannizzaro festeggiano, tra applausi e abbracci, la vittoria alle suppletive per un seggio alla Camera per Fabio Roscioli, presente alla festa assieme, tra gli altri, a Stefania Craxi, Claudio Lotito e Mario Occhiuto. Forza Italia: "Affermazione netta di Roscioli, nessun effetto Vannacci" "L'affermazione netta di Fabio Roscioli è un risultato importante. Eravamo fiduciosi perché in Calabria il centrodestra gode di ottima salute: ci sono un governo regionale che sta dando risposte concrete ai cittadini e un'amministrazione cittadina che ha avviato un percorso serio di buon governo", dice Stefania Craxi. "Ma nessun risultato va mai dato per acquisito. Ringraziamo quindi i reggini, che ci hanno accordato la loro fiducia, il presidente Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro per il loro lavoro. Dall'altra parte, abbiamo assistito a episodi di trasformismo che meritano una condanna netta. Ma un dato - sottolinea ancora la capogruppo FI al Senato - è chiaro: il risultato ottenuto da Futuro Nazionale è riconducibile più al consenso in ritirata di Giannetta che non a un presunto 'effetto Vannacci' che semplicemente non c'è stato. A Reggio Calabria lo spazio per Futuro nazionale non si è aperto. A Fabio Roscioli vanno quindi le nostre congratulazioni e gli auguri di buon lavoro". I quattro candidati in corsa I candidati, così come riportati sulla scheda elettorale, sono: Francesco Toscano, con Dsp - Democrazia sovrana e popolare; Domenico Giannetta, per Futuro nazionale con Vannacci; Francesco Antonio Benedetto detto Frank, con Partito democratico - Movimento 5 stelle - Casa riformista; Fabio Roscioli, con Fratelli d'Italia - Lega - Noi moderati - Unione di centro - Forza Italia Ppe. Nelle elezioni precedenti (settembre 2022) si votò in un solo giorno, domenica, per una affluenza complessiva del 49,4%. Alle 23 affluenza al 14,97% È stata del 14,97%, alle ore 23 di domenica 27 settembre, l'affluenza ai seggi del collegio 05 di Reggio Calabria per le elezioni suppletive della Camera dei deputati. Alla stessa ora di quattro anni fa, per le elezioni politiche nazionali nel settembre 2022, aveva votato il 49,40% degli aventi diritto. Nel 2022, però, si votò in un solo giorno, mentre in questo caso le urne sono state aperte nella giornata di oggi, lunedì 28 settembre, dalle ore 7 alle 15. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale dei votanti viene calcolata sulla base di tutti gli elettori aventi diritto, che sono 345.788, ma tra questi 58.729 - circa il 17% - sono residenti all'estero. Il comune del collegio dove si è votato di più è quello di Laganadi (40,19% nelle due sezioni presenti), quello in cui si è votato di meno è Platì (cinque sezioni), con appena il 2,34%.
17:15
AGI - Seggi chiusi per le elezioni suppletive del collegio 05 di Reggio Calabria, lasciato da Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, eletto sindaco del capoluogo nelle elezioni della scorsa primavera. In corso lo spoglio delle schede. Si è votato a Reggio e in altri 70 comuni della provincia. L'affluenza è stata del 22,34%, in calo del -27,06%. Quattro anni fa, per le elezioni politiche nazionali nel settembre 2022, aveva votato il 49,40% degli aventi diritto. Nel 2022, però, si votò in un solo giorno, mentre in questo caso si è votato anche nella giornata di oggi, lunedì 28 settembre, dalle ore 7 alle 15. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale dei votanti viene calcolata sulla base di tutti gli elettori aventi diritto, che sono 345.788, ma tra questi 58.729 - circa il 17% - sono residenti all'estero. Il comune del collegio dove si è votato di più è quello di Laganadi (53,48% nelle due sezioni presenti), quello in cui si è votato di meno è Plati' (cinque sezioni), con appena il 4,35%. In attesa di conoscere il verdetto - sono quattro i candidati in pista - la prima certezza riguarda l'affluenza che registra un deciso calo. I seggi allestiti sono stati 487, gli aventi diritto al voto (secondo quanto riportato dal sito Eligendo del ministero dell'Interno), sono 287.719. Post di Occhiuto su X: "Vittoria!" "Abbiamo vinto", "Abbiamo stravinto". Le prime parole sono di Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria, ex parlamentare e segretario calabrese di Forza Italia. Le seconde sono di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di FI. In un post su X, con un breve filmato e il titolo "Vittoria", Occhiuto e Cannizzaro festeggiano, tra applausi e abbracci, la vittoria alle suppletive per un seggio alla Camera per Fabio Roscioli, presente alla festa assieme, tra gli altri, a Stefania Craxi, Claudio Lotito e Mario Occhiuto. Roscioli, dopo 263 sezioni scrutinate su 487, è al 53,62% Forza Italia: "Affermazione netta di Roscioli, nessun effetto Vannacci" "L'affermazione netta di Fabio Roscioli è un risultato importante. Eravamo fiduciosi perché in Calabria il centrodestra gode di ottima salute: ci sono un governo regionale che sta dando risposte concrete ai cittadini e un'amministrazione cittadina che ha avviato un percorso serio di buon governo", dice Stefania Craxi. "Ma nessun risultato va mai dato per acquisito. Ringraziamo quindi i reggini, che ci hanno accordato la loro fiducia, il presidente Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro per il loro lavoro. Dall'altra parte, abbiamo assistito a episodi di trasformismo che meritano una condanna netta. Ma un dato - sottolinea ancora la capogruppo FI al Senato - è chiaro: il risultato ottenuto da Futuro Nazionale è riconducibile più al consenso in ritirata di Giannetta che non a un presunto 'effetto Vannacci' che semplicemente non c'è stato. A Reggio Calabria lo spazio per Futuro nazionale non si è aperto. A Fabio Roscioli vanno quindi le nostre congratulazioni e gli auguri di buon lavoro". I quattro candidati in corsa I candidati, così come riportati sulla scheda elettorale, sono: Francesco Toscano, con Dsp - Democrazia sovrana e popolare; Domenico Giannetta, per Futuro nazionale con Vannacci; Francesco Antonio Benedetto detto Frank, con Partito democratico - Movimento 5 stelle - Casa riformista; Fabio Roscioli, con Fratelli d'Italia - Lega - Noi moderati - Unione di centro - Forza Italia Ppe. Nelle elezioni precedenti (settembre 2022) si votò in un solo giorno, domenica, per una affluenza complessiva del 49,4%. Alle 23 affluenza al 14,97% È stata del 14,97%, alle ore 23 di domenica 27 settembre, l'affluenza ai seggi del collegio 05 di Reggio Calabria per le elezioni suppletive della Camera dei deputati. Alla stessa ora di quattro anni fa, per le elezioni politiche nazionali nel settembre 2022, aveva votato il 49,40% degli aventi diritto. Nel 2022, però, si votò in un solo giorno, mentre in questo caso le urne sono state aperte nella giornata di oggi, lunedì 28 settembre, dalle ore 7 alle 15. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale dei votanti viene calcolata sulla base di tutti gli elettori aventi diritto, che sono 345.788, ma tra questi 58.729 - circa il 17% - sono residenti all'estero. Il comune del collegio dove si è votato di più è quello di Laganadi (40,19% nelle due sezioni presenti), quello in cui si è votato di meno è Platì (cinque sezioni), con appena il 2,34%.
16:58
AGI - Seggi chiusi per le elezioni suppletive del collegio 05 di Reggio Calabria, lasciato da Francesco Cannizzaro, di Forza Italia, eletto sindaco del capoluogo nelle elezioni della scorsa primavera. In corso lo spoglio delle schede. Si è votato a Reggio e in altri 70 comuni della provincia. L'affluenza è stata del 22,34%, in calo del -27,06%. Quattro anni fa, per le elezioni politiche nazionali nel settembre 2022, aveva votato il 49,40% degli aventi diritto. Nel 2022, però, si votò in un solo giorno, mentre in questo caso si è votato anche nella giornata di oggi, lunedi' 28 settembre, dalle ore 7 alle 15. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale dei votanti viene calcolata sulla base di tutti gli elettori aventi diritto, che sono 345.788, ma tra questi 58.729 - circa il 17% - sono residenti all'estero. Il comune del collegio dove si è votato di più è quello di Laganadi (53,48% nelle due sezioni presenti), quello in cui si è votato di meno è Plati' (cinque sezioni), con appena il 4,35%. In attesa di conoscere il verdetto - sono quattro i candidati in pista - la prima certezza riguarda l'affluenza che registra un deciso calo. I seggi allestiti sono stati 487, gli aventi diritto al voto (secondo quanto riportato dal sito Eligendo del ministero dell'Interno), sono 287.719. Post di Occhiuto su X: "Vittoria!" "Abbiamo vinto", "Abbiamo stravinto". Le prime parole sono di Francesco Cannizzaro, sindaco di Reggio Calabria, ex parlamentare e segretario calabrese di Forza Italia. Le seconde sono di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di FI. In un post su X, con un breve filmato e il titolo "Vittoria", Occhiuto e Cannizzaro festeggiano, tra applausi e abbracci, la vittoria alle suppletive per un seggio alla Camera per Fabio Roscioli, presente alla festa assieme, tra gli altri, a Stefania Craxi, Claudio Lotito e Mario Occhiuto. Forza Italia: "Affermazione netta di Roscioli, nessun effetto Vannacci" "L'affermazione netta di Fabio Roscioli è un risultato importante. Eravamo fiduciosi perché in Calabria il centrodestra gode di ottima salute: ci sono un governo regionale che sta dando risposte concrete ai cittadini e un'amministrazione cittadina che ha avviato un percorso serio di buon governo", dice Stefania Craxi. "Ma nessun risultato va mai dato per acquisito. Ringraziamo quindi i reggini, che ci hanno accordato la loro fiducia, il presidente Roberto Occhiuto e Francesco Cannizzaro per il loro lavoro. Dall'altra parte, abbiamo assistito a episodi di trasformismo che meritano una condanna netta. Ma un dato - sottolinea ancora la capogruppo FI al Senato - è chiaro: il risultato ottenuto da Futuro Nazionale è riconducibile più al consenso in ritirata di Giannetta che non a un presunto 'effetto Vannacci' che semplicemente non c'è stato. A Reggio Calabria lo spazio per Futuro nazionale non si è aperto. A Fabio Roscioli vanno quindi le nostre congratulazioni e gli auguri di buon lavoro". I quattro candidati in corsa I candidati, così come riportati sulla scheda elettorale, sono: Francesco Toscano, con Dsp - Democrazia sovrana e popolare; Domenico Giannetta, per Futuro nazionale con Vannacci; Francesco Antonio Benedetto detto Frank, con Partito democratico - Movimento 5 stelle - Casa riformista; Fabio Roscioli, con Fratelli d'Italia - Lega - Noi moderati - Unione di centro - Forza Italia Ppe. Nelle elezioni precedenti (settembre 2022) si votò in un solo giorno, domenica, per una affluenza complessiva del 49,4%. Alle 23 affluenza al 14,97% È stata del 14,97%, alle ore 23 di domenica 27 settembre, l'affluenza ai seggi del collegio 05 di Reggio Calabria per le elezioni suppletive della Camera dei deputati. Alla stessa ora di quattro anni fa, per le elezioni politiche nazionali nel settembre 2022, aveva votato il 49,40% degli aventi diritto. Nel 2022, però, si votò in un solo giorno, mentre in questo caso le urne sono state aperte nella giornata di oggi, lunedì 28 settembre, dalle ore 7 alle 15. Da sottolineare, inoltre, che la percentuale dei votanti viene calcolata sulla base di tutti gli elettori aventi diritto, che sono 345.788, ma tra questi 58.729 - circa il 17% - sono residenti all'estero. Il comune del collegio dove si è votato di più è quello di Laganadi (40,19% nelle due sezioni presenti), quello in cui si è votato di meno è Platì (cinque sezioni), con appena il 2,34%.
12:39
Assopetroli chiede un tavolo al governo per evitare una distorsione del mercato e della concorrenza: “Così rischiamo di chiudere”. Anche la Cisl regole comuni per calmierare i prezzi
12:00
La Commissione Giustizia della Camera svolge le seguenti audizioni: martedì 29 settembre, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2880, recante "Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie" rappresentanti di: ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell'ambito dell'esame della proposta di legge recante "Modifica all'articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso": ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell'Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell'Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell'Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell'Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell'Associazione nazionale forense (ANF), dell'Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF); mercoledì 30 settembre, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante "Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali": ore 10.00 rappresentanti dell'Associazioni sportive italiane (ASI), dell'Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.00 Aniello Tirelli, esperto ore 11.15 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.30 rappresentanti di SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA re 12.30 Leonardo Perrinace, Vicepresidente del Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della provincia di Roma e del Lazio ore 12.45 rappresentanti di Professioni Italiane. Gli appuntamenti vengono trasmessi in diretta webtv.
12:00
La Commissione Giustizia svolge le seguenti audizioni: martedì 29 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2880, recante “Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” rappresentanti di, ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifica all’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”, ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell’Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell’Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell’Associazione nazionale forense (ANF), dell’Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF); mercoledì 30 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”, ore 10.00 rappresentanti dell’Associazioni sportive italiane (ASI), dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.00 Aniello Tirelli, esperto ore 11.15 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.30 rappresentanti di SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA re 12.30 Leonardo Perrinace, Vicepresidente del Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della provincia di Roma e del Lazio ore 12.45 rappresentanti di Professioni Italiane.
12:00
La Commissione Giustizia svolge le seguenti audizioni: mercoledì 30 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”: ore 10.00 rappresentanti dell’Associazioni sportive italiane (ASI), dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.00 Aniello Tirelli, esperto ore 11.15 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.30 rappresentanti di SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA re 12.30 Leonardo Perrinace, Vicepresidente del Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della provincia di Roma e del Lazio ore 12.45 rappresentanti di Professioni Italiane. martedì 29 settembre, ha svolto, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2880, recante “Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” l'audizione di: Ore 10.45 Mariella Mainolfi, Direttore della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale e del dirigente ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifica all’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”: ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell’Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell’Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell’Associazione nazionale forense (ANF), dell’Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF);
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La Commissione Giustizia ha svolto le seguenti audizioni: mercoledì 30 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”: Ore 10.15 rappresentanti dell’Associazioni sportive italiane (ASI), dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.15 Aniello Tirelli, esperto ore 11.30 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA ore 12.30 rappresentanti di Professioni Italiane e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri martedì 29 settembre, ha svolto, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2880, recante “Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” l'audizione di: Ore 10.45 Mariella Mainolfi, Direttore della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale e del dirigente ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifica all’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”: ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell’Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell’Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell’Associazione nazionale forense (ANF), dell’Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF);
11:57
La senatrice a vita: “Anche con le modifiche, mettete da parte le speculazioni e pensate al Paese". Da Zagrebelski a Foa, oltre cento accademici bocciano il testo del governo: “Illiberale e inefficace”
11:57
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Da due giorni centinaia di persone sono accampate in Puerta del Sol, a Madrid, per il diritto alla casa dopo lo sfratto dell’anziana diventata simbolo della lotta. Sul decreto casa, che dovrebbe essere approvato domani, il governo Sánchez si gioca la tenuta
11:04
I consumatori dell’Unc: “Il tetto non basta, il governo faccia la sua parte”. La Cisl: “Diventi automatico e valido per tutti”. E l’Europa chiede di ridurre i consumi di elettricità e gas
11:04
I consumatori dell’Unc: “Il tetto non basta, il governo faccia la sua parte”. E l’Europa chiede di ridurre i consumi di elettricità e gas. La situazione nelle principali città italiane
10:00
Al centro dei lavori i nuovi strumenti adottati dall’UE per il governo dei flussi migratori
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Roma dovrà chiedere al Cairo di eseguirla. E di pagare anche i danni. Aprendo una falla nei rapporti “ricuciti”
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19:25
AGI - "Prima il programma comune, prima di qualsiasi altra discussione il programma comune, quello che oggi si aspettano da noi". Arrivando a Portici (Napoli) per la chiusura della Festa dell'Unità organizzata dal Partito Democratico della Campania, Elly Schlein risponde così ai giornalisti che le chiedono di commentare le istanze emerse dalla prima assemblea nazionale dei riformisti Dem, in particolare sul sostegno all'Ucraina e sui criteri per eventuali primarie. "Non partiamo da zero", aggiunge Schlein, "perché abbiamo messo a terra tante iniziative comuni in questi anni e vorremmo partire da questo, cioè dalla proposta per la visione del futuro del Paese che mettiamo in campo con tutta l'alleanza progressista" L'alleanza progressista e le esperienze di governo La segretaria del Pd segnala inoltre che l'alleanza progressista "governa già insieme in tante città e in tante regioni e funziona. La buona notizia - prosegue - è che non sono saltate delle giunte per divisioni o differenze tra partiti che sono diversi, ma che riescono a mettere davanti il bene comune". Il voto e le critiche al governo Meloni Schlein non ha dubbi: "Prima si va a votare e meglio è, vista la fotografia del disastro che hanno fatto in questi anni. Le imprese non ce la fanno più e le famiglie hanno subito una perdita del potere d'acquisto. Non si sa ancora quando andremo a votare - aggiunge - perché Giorgia Meloni continua a non dirlo e continua a litigare con i suoi alleati anche sulla data del voto". Il tavolo del campo largo "Non vediamo l'ora. Non partiamo da zero e speriamo presto di poter lavorare con tutti gli altri per affinare questo programma", dichiara ancora la segretaria del Pd rispondendo alle domande sul possibile incontro del campo largo. "Credo che tanto sia stato già fatto in questi anni - argomenta - sulle proposte unitarie che abbiamo portato avanti in Parlamento e nel Paese, dal salario minimo al congedo paritario, ai 5 miliardi in più per assumere medici e infermieri che mancano negli ospedali e per abbattere le liste d'attesa, alla battaglia che abbiamo fatto in tema di politica industriale, di semplificazione e di sicurezza".
19:05
AGI - Al tavolo del programma, va bene. Ma con la propria identità. E, soprattutto, con due limiti invalicabili: il sostegno all'Ucraina, anche in armi, contro l'invasione di Putin. E il sostegno al ddl antisemitismo. Da Prato, i riformisti inviano messaggi chiari alla segretaria del Pd. "Siamo leali, ma prendiamoci un po' di libertà", dice Graziano Delrio ricordando la prima assemblea nazionale riformista, quella di un anno fa a Milano. Tempi diversi, non fosse altro che per il fatto che le elezioni sono più vicine di un anno, forse meno. E se allora il discorso di Delrio valeva per il dibattito interno al Pd, oggi acquista un peso nazionale, parla alla coalizione. Identità e valori al centro del confronto Tradotto: non basta essere testardamente unitari, anzi. Si rischia di perdere terreno a tutto vantaggio degli altri azionisti del campo largo. "L'unità va bene, ma solo se il prezzo dell'unità non è la rinuncia ai valori e all'identità del Pd", è la sintesi di Giorgio Gori, in predicato di essere il 'campione' dei riformisti Pd alle primarie di coalizione. E se "Conte detta le sue proposte, noi mettiamo sul tavolo i nostri punti qualificanti", aggiunge l'eurodeputato ed ex sindaco di Bergamo. I punti qualificanti partono dal titolo stesso scelto per l'assemblea: Cambiare! Che significa candidarsi a guidare il Paese dopo gli anni di governo della destra, ma anche cambiare linea, atteggiamento nei confronti degli alleati, rivendicando la propria identità fatta di valori e principi fondanti. Il sostegno all'Ucraina come principio non negoziabile Ad esempio, il sostegno all'Ucraina, anche in armi, mai messo in discussione dal Partito Democratico, nemmeno sotto la guida di Schlein. Un principio "non negoziabile" dice Lorenzo Guerini. E con lui Filippo Sensi: "Non é in discussione il sostegno, anche in fornitura di armi all'Ucraina". Lorenzo Guerini mette in guardia chi pensa di procrastinare la discussione sui nodi e giocare sul tempo: "Non accettiamo prendere o lasciare sull'idea di Europa. Noi non accettiamo il prendere o lasciare sull'Ucraina. Noi spiegheremo le ragioni perché non accettiamo prendere o lasciare, con i disegnini se sarà necessario, se non capiscono". Lo scontro sul ddl antisemitismo L'altro paletto é il ddl antisemitismo. Qui il tavolo del programma non c'entra, C'entra, e tanto, il rapporto tra i riformisti e la maggioranza del partito. La decisione di virare verso il no al disegno di legge, presa al termine di una riunione di gruppo alla Camera di oltre quattro ore, non è digeribile per i riformisti. Nella sala della Casa del Popolo dell'Arci Coiano siede Emanuele Fiano, ex parlamentare del Pd e figlio di Nedo, reduce dai campi di sterminio nazisti. Per lui quel voto sul ddl è "un limite invalicabile". Il rischio, avverte Fiano, non è tanto e non è solo "perdere Fiano", ma perdere "l'identità stessa del Pd". Il peso di quel voto "sarebbe insostenibile", aggiunge facendo capire che uno dei piedi è già fuori dall'uscio. Lorenzo Guerini sottolinea che "ogni volta che qualcuno manifesta a noi un disagio, una difficolta' di appartenenza a questa nostra comunità non possiamo non farcene carico. Chiedo a Lele Fiano di stare con noi, di combattere con noi". Un appello accorato alla segretaria arriva da Walter Verini e Giorgio Gori. "Lele Fiano ha tracciato una linea, il Pd è in tempo per non valicare quella linea", dice Gori schivando, con poco successo, ogni domanda su una sua prossima corsa alle primarie. "Non se ne parlerà qui, oggi", risponde ai cronisti. Che non è un 'no', quindi una apertura. Certo, come ragiona un esponente del Pd, è ancora presto per discuterne. Bisogna vedere, intanto, se le primarie si faranno. E poi con quali regole. Il nodo delle primarie di coalizione Per i riformisti devono essere primarie con il doppio turno, come fu per la sfida Letta-Bindi nel 2012 e come fu per Renzi-Bersani. Anche perché, viene spiegato, avrebbe poco senso schierare Gori in una competizione a turno unico contro Schlein e Conte. Toglierebbe terreno alla segretaria del partito a tutto vantaggio del leader M5s. E una coalizione a trazione Conte, sottolinea un riformista, "sarebbe una tragedia". Il secondo paletto sulle primarie è che si tratti di primarie analogiche. Senza voto online, "sappiamo tutti come l'online possa essere influenzato e difficilmente controllabile"", spiega Delrio. Il fatto che il M5s voglia, al contrario, turno unico e primarie ibride non è affatto casuale. Per vedere Gori in campo, insomma, occorre che almeno sia previsto il doppio turno. In alternativa, occorrerà attendere il prossimo congresso. Nessuno tra i riformisti evoca il congresso del Pd. Non ora, non alla vigilia di elezioni che sembrano sempre più vicine. Se c'è una cosa su cui maggioranza e minoranza del Pd sono d'accordo è che i segnali che arrivano da Palazzo Chigi, dall'abolizione del bollo auto al decreto scuola, portano alle urne. Semmai, suggerisce un esponente riformista, bisogna guardare ad altri e ascoltare certi silenzi 'troppo rumorosi'. Il riferimento è a Roberto Gualtieri, sindaco di Roma su cui sembrano concentrate le attenzioni della minoranza Pd. La sua, è il ragionamento, è una scommessa alla "ti piace vincere facile". E' al termine del mandato, se le cose vanno male per Schlein, potrà candidarsi alla segreteria avendo un certo margine di vittoria e sponsor politici dentro e fuori il Pd (il riferimento è a Giuseppe Conte che ha avuto in Gualtieri il ministro dell'economia del suo secondo governo). Se le cose vanno bene, viene aggiunto, farà il ministro. Dubbi, sospetti e strategie che si affastellano sotto il tetto della Casa del Popolo di Prato dove si compulsano i sondaggi. Gli ultimi sono quelli che danno il Pd sotto la soglia psicologica del 20 per cento e il M5s oltre il 14 per cento. E si sospira: "Testardamente unitari, ma anche meno".
10:31
In tutto il mondo, Calabria inclusa, le brigate dei medici cubani riempiono ospedali e ambulatori che in alternativa rimarrebbero vuoti. Ma adesso anche pagare i loro stipendi espone un governo a rischio sanzioni
09:16
L’azienda ha riconosciuto che numerosi siti istituzionali, soprattutto del governo Usa, potrebbero essere stati hackerati da attività improprie di Ia sfuggita al controllo. Pubblicate inoltre “per errore” 53 immagini caricate dagli utenti. E Thiel attacca il Papa: “Utile idiota della Cina”
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Per Giuseppe Arconzo, ordinario alla Statale di Milano, il provvedimento del governo non ha risorse ed è contraddittorio
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Il governo ringrazia. Il diesel oggi potrebbe toccare quota 2,4 euro. Il Pd: “Il governo non ha politica energetica”. Assotir evoca lo sciopero
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Il governo al lavoro sul testo per definire le coperture. Valditara: “No a classi ghetto”. Striscioni e flash mob in tutta Italia
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Cene, passeggiate in via Caracciolo, iniziative in Villa comunale e a bordo del Vespucci: così il governo si prende la scena. E Sangiuliano fa affiggere anche manifesti di ringraziamento per Giorgia Meloni
19:30
Il price cap sui carburanti divide maggioranza e opposizione. Avs: “Era possibile bloccare i prezzi, avevamo ragione noi”
Radar Score is not a poll and does not express a political judgement. It is a proprietary information-intensity indicator calculated on the monitored dataset: it considers content volume, distinct sources and acceleration versus the previous 24 hours.