Giustizia
Analisi RadarPolitico su Giustizia: intensità del tema, andamento nelle ultime 24 ore, pluralità delle fonti e cronologia documentale.
Lettura del Radar
Il volume è stabile rispetto alle 24 ore precedenti: 0 contenuti rilevati da 0 fonti. Il Radar Score combina volume, pluralità delle fonti e velocità del tema.
Rilevazione aggiornata al 17/10/2026 22:00. Come calcoliamo il Radar Score.
Cronologia documentale
Le fonti originali sono mostrate per verificare direttamente i fatti e ricostruire l’evoluzione del tema. RadarPolitico aggiunge sopra queste fonti indicatori e analisi quantitativa.
01:00
Dopo il burrascoso passato con la giustizia, il filmato, in cui festeggia con l’amante e due incriminati per frode, mette di nuovo nei guai il candidato conservatore al Senato. A rischio la fortezza repubblicana dove i dem non vincono da 32 anni e che, ora, potrebbe passare a James Talarico
12:00
Martedì 13 ottobre, alle ore 14, la Commissione Giustizia della Camera svolge l'audizione di rappresentanti dell'Unione delle Camere Penali italiane (UCPI), dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto 29 settembre 2026, n. 168, recante "Misure urgenti in materia di giustizia, di funzionalità del Ministero dell'Interno e di impianti di interesse strategico nazionale". Mercoledì 14, ore 14 Roberta Pieri, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Aldo Policastro, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Napoli, e Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli ore 14.30 rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Gli appuntamenti vengono trasmessi in diretta webtv.
12:00
Martedì 13 ottobre, alle ore 14, la Commissione Giustizia della Camera svolge l'audizione di rappresentanti dell’Unione delle Camere Penali italiane (UCPI), dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto 29 settembre 2026, n. 168, recante “Misure urgenti in materia di giustizia, di funzionalità del Ministero dell’Interno e di impianti di interesse strategico nazionale”. Mercoledì 14, ore 14 Roberta Pieri, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Aldo Policastro, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, e Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli ore 14.30 rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).
06:54
AGI – Sullo stesso palco. Non una, ma ben tre volte nel giro di una manciata di ore. Elly Schlein, Giuseppe Conte e il resto della coalizione sembrano volere accelerare nella costruzione della coalizione. Potenza della legge elettorale, in vigore fra due settimane, delle voci che si rincorrono di un voto anticipato (in ambienti Pd si guarda anche a fine aprile) o del combinato disposto di due fattori. Fatto sta che ieri i leader del centrosinistra si sono ritrovati sullo stesso palco al teatro Palladium di Roma, alla festa del Manifesto. Oggi saranno in Piazza del Popolo con Confesercenti (Schlein e Conte) e nel pomeriggio alla festa di Fanpage, alla casa dell'Architettura di Roma. Alla foto di gruppo oltre a Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, rispetto all'ultima occasione c'è anche il segretario di Più Europa Riccardo Magi, impegnato nelle grandi manovre al centro per dare una mano o, meglio, una "gamba riformista" al centrosinistra. Ieri, all'arrivo al teatro Palladium, la segretaria e il presidente M5s si sono lasciati andare a un bacio, sebbene appena accennato causa raffreddore di entrambi. Primarie e programma, i nodi della coalizione I nodi sono sempre due: primarie e programma. Elly Schlein confida nell'unità e giura che "non ripeteremo gli errori del 2022", quando il centrosinistra diviso regalò il Paese a Meloni. La strada, però, è tutt'altro che spianata. Il confronto sull'Ucraina Il confronto parte dall'Ucraina. Per Giuseppe Conte occorre "una svolta negoziale" che interrompa "la linea inerziale" del riarmo. Linea che per il presidente M5s sta portando a una escalation sempre più pericolosa. La segretaria dem rimane sul sostegno con ogni mezzo all'Ucraina e impegno per una via diplomatica che veda l'Europa protagonista. Al di là di questo, "la sintesi si troverà", dicono quasi all'unisono i due leader. La leadership e le primarie Il presidente M5s ha buttato la palla in avanti: "Se ci sarà un confronto serio, possiamo chiudere il programma in due settimane". Un 'pressing' agli alleati che dura ormai da settimane e che non sembra essere gradito al gruppo dirigente del Pd. Assieme al programma, l'altra grana riguarda l'individuazione del capo della coalizione. Conte torna sul terzo nome dicendo che, è vero, lui lo aveva proposto perché in tanti manifestavano dubbi sullo strumento delle primarie. Ma, aggiunge, arrivati a questo punto, non c'è altra strada. E, comunque, "ho fatto il premier con due governi, farlo una terza volta non mi cambia niente". Formula che si presta almeno a due letture. Da una parte il 'distacco' rispetto alla corsa per Palazzo Chigi. Dall'altra la sottolineatura di un curriculum in cui compare la voce Palazzo Chigi. L'impegno, comunque, è che non si tratterà di primarie per la "capocrazia". Ovvero, "cercheremo di farle per rispondere alla destra con la partecipazione democratica, con l'impegno di tutti a lavorare insieme". Lo scetticismo degli alleati Rimangono scettici gli altri alleati. Nicola Fratoianni: "Le primarie non sono lo strumento migliore. Prima si faccia il programma". Angelo Bonelli: "Le primarie non sono utili e rischiano di amplificare differenze. Dobbiamo sfuggire al tranello di Meloni che ha voluto inserire l'indicazione del premier nella legge elettorale". Niente affatto entusiasta nemmeno Riccardo Magi che chiede la convocazione di un tavolo politico di cui offre pure le istruzioni di montaggio. Un foglio modello Ikea, con le istruzioni per montare un tavolo le cui gambe sono: federalismo europeo, giustizia climatica e sociale, democrazia, diritti e libertà. Gli strumenti sono viti e brugole chiamati rispetto, progetto comune e patto di governo. Magi e la lista di centro Magi è alle prese con la costruzione, non meno problematica, della lista di centro, la gamba riformista. Lui che dice "di centro non sono mai stato e tantomeno moderato" ha ascoltato da lontano l'appello di Ernesto Maria Ruffini per mettere a disposizione il simbolo così da ottenere uno "sconto" sulle firme da presentare, da seimila a 1.500, per correre alle urne. Più Europa ha infatti una sua componente in parlamento. Piccola, appena tre deputati, ma sufficiente a ottenere il taglio del numero di firme. Su questa "generosità" conta Ruffini che ne ha parlato esplicitamente alla presentazione di Più Uno. "Ci sono tante possibilità diverse e non c'è nulla di deciso. Mi stanno chiamando in tanti", ha assicurato Magi: "Il mio obiettivo ora è proseguire la lotta per scardinare una delle parti peggiori della legge elettorale, quella che riguarda le firme da presentare per candidarsi". Il confronto su Renzi e Italia Viva Il sentiero per il centro del centrosinistra sembra segnato. Schlein continua a chiedere che al tavolo sieda anche Renzi. Gli alleati sono cauti. Anche Magi sembra frenare, scottato da quanto visto sulla legge elettorale. Italia Viva non ha firmato gli emendamenti né votato gli odg unitari del centrosinistra sulle firme. L'impressione del segretario di Più Europa è che il leader di Iv stia cercando di ottenere una posizione dominante nel centro, forte del fatto che è dispensato dalla raccolta delle firme, avendo gruppi sia al Senato che alla Camera. "Per me deve esserci in questa area riformatrice una lista unitaria, anche con Renzi, io non ho pregiudizi, ho dei giudizi". E sulla base dei giudizi, Magi ha spiegato che "lui ha cercato una posizione dominante nei confronti di chi doveva fare il centro con lui. Non mi va che fai la mossa del cavallo, la mossa del pony nei confronti di chi deve fare una lista con te". Parole a cui risponde, da remoto, Davide Faraone di Iv: "Prendiamo atto che Magi è d'accordo con Conte. Ci fa piacere per loro. Noi invece siamo riformisti".
00:49
Nidal Malik Hasan verrà giustiziato il 3 dicembre. Dopo la drammatica vicenda di Christa Pike sopravvissuta a due iniezioni letali, l’America ora assisterà anche all’esecuzione di un condannato
00:49
Nidal Malik Hasan verrà giustiziato il 3 dicembre. Dopo la drammatica vicenda di Christa Pike sopravvissuta a due iniezioni letali, l’America ora assisterà anche all’esecuzione di un condannato
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Nidal Malik Hasan verrà giustiziato il 3 dicembre. Dopo la drammatica vicenda di Christa Pike sopravvissuta a due iniezioni letali, l’America ora assisterà anche all’esecuzione di un condannato
21:29
Aperta un’inchiesta. La camera arbitraria è nata il 3 marzo e serve a risolvere controversie civili e commerciali. Insorgono Lega e Fn. Il fondatore però spiega: “La legge italiana resta il riferimento”. L’Ucoii: “La giustizia è amministrata dai tribunali della Repubblica, nel rispetto della Costituzione”
18:54
AGI - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia - ai sensi di quanto previsto dall'art. 87 comma 11 della Costituzione - in ordine ai quali il Ministro della Giustizia a conclusione della prescritta istruttoria ha formulato avviso favorevole. Il primo decreto di clemenza individuale è stato adottato in favore di A. A., nato nel 1972, condannato alla pena complessiva di anni sette di reclusione per delitti in materia di stupefacenti e altro. È quanto si legge in un comunicato del Quirinale. Nel concedere la grazia per la pena residua da espiare (anni cinque, mesi cinque e giorni dieci) il Presidente della Repubblica ha tenuto conto dei pareri favorevoli di entrambe le Autorità giudiziarie competenti e delle gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, in ragione delle quali è stato, da tempo, disposto il differimento dell'esecuzione della pena. Gli altri due decreti di grazia Gli altri due decreti di grazia hanno riguardato Guido Gianni, nato nel 1960, condannato alla pena di anni dodici e mesi quattro di reclusione per i delitti di duplice omicidio e tentato omicidio, commessi nel 2008, nell'ambito di un tentativo di rapina di cui è stato vittima all'interno della propria gioielleria. Il Capo dello Stato ha concesso la grazia parziale, che ha estinto anni tre e mesi due di reclusione, tenendo presente il parere favorevole formulato dal magistrato di sorveglianza ed in considerazione del periodo di pena già espiata (cinque anni e tre mesi). Per effetto del provvedimento di grazia parziale, l'interessato dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, tale quindi da consentire al competente Tribunale di sorveglianza l'eventuale applicazione dell'istituto dell'affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 dell'ordinamento penitenziario). G. B., nato nel 1981, condannato alla pena di anni dieci di reclusione per delitti in materia di stupefacenti, commessi tra il 2002 e il 2009. Nel concedere la grazia parziale - che ha estinto un anno e nove mesi della pena detentiva ancora da espiare - il Capo dello Stato ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza, nel quale si e' dato atto del mutamento di vita del condannato, che ha gia' avviato e consolidato un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e familiare, e delle condizioni di salute di una sua figlia minore. Anche in questo caso, a seguito dell'atto di clemenza la pena residua da espiare rientra nel limite che consente l'eventuale concessione della misura alternativa dell'affidamento in prova.
07:01
2013, il corpo del capo della comunicazione di Mps viene trovato sotto la sede della banca a Siena. Per la magistratura fu suicidio, adesso la Commissione parlamentare punta a riscrivere la storia: tesi contrapposte che si rispecchiano negli atti d’indagine
07:01
2013, il corpo del capo della comunicazione di Mps viene trovato sotto la sede della banca a Siena. Per la magistratura fu suicidio, adesso la Commissione parlamentare punta a riscrivere la storia: tesi contrapposte che si rispecchiano negli atti d’indagine
07:01
2013, il corpo del capo della comunicazione di Mps viene trovato sotto la sede della banca a Siena. Per la magistratura fu suicidio, adesso la Commissione parlamentare punta a riscrivere la storia
02:12
AGI - Un incontro. "Come tanti", si affrettano a dire dal Partito Democratico. Normale che Elly Schlein e Giuseppe Conte si vedano. Questa volta, però, c'è un dettaglio in più: il faccia a faccia è avvenuto prima della relazione della segretaria alla direzione del Partito Democratico, dove la leader dem non ha risparmiato stoccate nei confronti dell'alleato, anche e soprattutto sulle primarie quando ha sottolineato che "in tutti i paesi europei a guidare la coalizione è il partito più grande" e facendo capire che quella di accettare le primarie è stato un atto di generosità. Con l'avvertimento: "Generosi sì, ingenui no". Il nodo del timing per le primarie e la variabile voto anticipato Durante il faccia a faccia, stando a quanto si apprende, il leader M5S avrebbe sollevato il problema del timing per arrivare ai gazebo. Il timore è di portarsi troppo a ridosso del voto, specie se – come paventano in molti nel PD – le urne potrebbero materializzarsi a fine aprile o inizio maggio. Più cauti al Nazareno dove invitano a considerare che partiti come Lega e Forza Italia, sondaggi alla mano, faranno di tutto per portare la legislatura a scadenza naturale. In ogni caso, assicurano, al momento il focus della segretaria è sulla legge elettorale. Il tema si lega strettamente a quello delle primarie, con la norma che prevede di indicare preventivamente chi guiderà il governo in caso di vittoria, pena la decadenza delle liste. Una norma che potrebbe finire sotto la lente della Consulta. Da qui l'ipotesi, avanzata durante l'incontro, di attendere il pronunciamento della Suprema Corte prima di avviare l'iter delle primarie. Idea che non convince i Cinque Stelle: se si voterà a maggio, è il ragionamento, si rischia di finire troppo a ridosso del voto e di fare la campagna per le primarie in contemporanea con quella delle politiche. Il responsabile organizzazione del PD, Igor Taruffi, ha indicato il mese di gennaio come quello buono per allestire i gazebo. Il presidente M5S, però, scalpita: "Non possiamo rimanere a tempo indeterminato nella totale incertezza. I tempi sono dettati dalla necessità di essere pronti e di essere preparati", dice ai cronisti che lo interpellano in Transatlantico. "Ne parleremo con gli alleati, stessa cosa sulle modalità e i tempi. Quando si sceglie una via va perseguita anche per coerenza nei confronti degli elettori", aggiunge. Primarie e premiership: sfumata l'ipotesi del "terzo nome" Quello che è certo è che, dopo l'incontro fra i due leader, seconde e terze vie possono dirsi abbandonate. Schlein, ricordano fonti del partito, ha sempre indicato due possibili strade: guida il partito più forte oppure si fanno le primarie. Insomma, è la sintesi, la segretaria non ha mai parlato di un nome terzo. Conte, da parte sua, ha premuto l'acceleratore sulle primarie da poche ore dopo il risultato del referendum sulla giustizia, era il mese di marzo, quando si disse disponibile a partecipare al rito dem per eccellenza. Ma ha anche detto di aver proposto, come terza ipotesi, l'indicazione di un nome terzo per la premiership, incontrando l'opposizione di Schlein. Dunque, l'unica strada che rimane aperta è quella dei gazebo. Il calendario del centrosinistra verso la legge di bilancio Rimane l'incognita del timing. A sentire fonti del Nazareno, è difficile anticipare prima della 'finestra' indicata da Igor Taruffi. Tutti, viene ricordato, hanno anteposto il programma alle primarie e per mettere a terra il programma comune occorre aspettare alcuni passaggi dei partiti. Quello dell'assemblea del PD, il 18 ottobre, che deve dare il via libera alla proroga del mandato di Schlein almeno fino alle politiche. Nella stessa occasione la segretaria illustrerà i punti del programma così come emersi dalla campagna di ascolto lanciata lo scorso aprile e anticipati dalla stessa Schlein alla Festa dell'Unità. Lo stesso giorno AVS si vedrà per presentare il programma uscito da "Decidiamo!", la consultazione online avviata prima dell'estate. Dopo questi appuntamenti, ci sarà poi la tre giorni del correntone dem a Montepulciano. Si arriva così a novembre. Ci sarà bisogno di uno scatto in avanti per convocare il tavolo, che Schlein vuole aperto a tutto il centrosinistra – Matteo Renzi compreso – e soprattutto aperto alla società, "non nel chiuso delle stanze dei partiti". Il 'come' è tutto da stabilire. Un nuovo tour per l'Italia, per presentare le proposte? Una campagna online per emendarle con le idee che arrivano dai territori? Tempo e ancora tempo. Si arriverà al mese di dicembre, mese di legge di bilancio e battaglia parlamentare. Il sospetto che serpeggia tra i Cinque Stelle è che la segretaria PD voglia prendere tempo. Al di là di tutto, che il tema sia sentito dai due leader lo dimostrano anche i contatti tra gli esponenti dei due partiti. Igor Taruffi, l'ambasciatore di Schlein presso alleati e capi corrente ha percorso il Transatlantico in lungo e in largo, soffermandosi in particolare con alcuni Cinque Stelle dell'inner circle di Conte. Il tutto mentre i due leader, incrociandosi nei corridoi, si scambiano appena un cenno. Nessuna tensione, ci tengono a precisare dal PD: "Elly è solo molto raffreddata".
12:00
Mercoledì 7 ottobre, la Commissione Giustizia della Camera, nell'ambito dell'esame dei progetti di legge recanti "Modifiche in materia di imputabilità del minore", svolge le seguenti audizioni: ore 15 rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ore 15.15 rappresentanti dell'Unione Camere penali italiane (UCPI) ore 15.30 Patrizia Imperato, Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Napoli ore 15.45 Luca Villa, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano ore 16.00 rappresentanti del Consiglio nazionale dell'ordine degli psicologi (CNOP). L'appuntamento viene trasmesso in diretta webtv.
12:00
Mercoledì 7 ottobre, la Commissione Giustizia, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge recanti “Modifiche in materia di imputabilità del minore”, svolge le seguenti audizioni: ore 15 rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ore 15.15 rappresentanti dell’Unione Camere penali italiane (UCPI) ore 15.30 Patrizia Imperato, Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Napoli ore 15.45 Luca Villa, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano ore 16.00 rappresentanti del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (CNOP).
12:00
Mercoledì 7 ottobre, la Commissione Giustizia, nell’ambito dell’esame dei progetti di legge recanti “Modifiche in materia di imputabilità del minore”, ha svolto le seguenti audizioni: ore 15 rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ore 15.15 rappresentanti dell’Unione Camere penali italiane (UCPI) ore 15.30 Patrizia Imperato, Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Napoli ore 15.45 Luca Villa, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano ore 16.00 rappresentanti del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (CNOP).
12:00
Martedì 6 ottobre, alle ore 11, presso l'Aula del III piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità "Il Forteto" svolge l'audizione, in videoconferenza, di Emanuela Aliverti, già dirigente del Ministero della Giustizia. L'appuntamento viene trasmesso in diretta webtv.
12:00
Martedì 6 ottobre, alle ore 11, presso l'Aula del III piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto” svolge l'audizione, in videoconferenza, di Emanuela Aliverti, già dirigente del Ministero della Giustizia.
12:00
Martedì 6 ottobre, alle ore 11, presso l'Aula del III piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità “Il Forteto” ha svolto l'audizione, in videoconferenza, di Emanuela Aliverti, già dirigente del Ministero della Giustizia.
17:37
Lo dicono i genitori di Chiara in un’intervista a Verissimo. “Ci sono stati cinque processi, ci sono stati ricorsi: se la giustizia non dirà un altro nome, non cambieremo posizione”
21:17
Il Tennessee, che ha provato due volte a giustiziare la donna, adesso cerca di salvarla. Gli appelli: “Commutate la pena”
17:38
AGI - "Caro Direttore, nelle aule del Tribunale di Firenze la giustizia si è capovolta: un feroce boss si è travestito da Pubblico ministero per rilanciare le sue infami accuse senza il minimo contraddittorio, e gli si è permesso di trascinare sul banco degli imputati chi non può nemmeno difendersi". E' quanto si legge nella lettera che Marina Berlusconi ha inviato a “Il Giornale” in cui commenta le affermazioni del boss Giuseppe Graviano, sentito come testimone oggi a Firenze nell'ambito del processo che vede imputato Salvatore Baiardo per calunnia aggravata ai danni del conduttore Massimo Giletti. Marina Berlusconi: "Il processo è un monumento all'ipocrisia giudiziaria" "Questo è diventato il processo fiorentino contro Salvatore Baiardo: un monumento all’ipocrisia giudiziaria. Perché Baiardo, accusato di calunnia, è soltanto un pretesto: i veri imputati sono Silvio Berlusconi e, accanto a lui, Marcello Dell’Utri, costretti a un processo surrettizio che fa scempio delle regole dello Stato di diritto", si legge ancora. "Farneticanti dichiarazioni da uno stragista" "Senza alcun riscontro, si è permesso che le farneticanti dichiarazioni di uno stragista su incontri inesistenti e presunti capitali oscuri all’origine di Fininvest si trasformassero in un’ipotesi da prendere in considerazione. Peccato che decenni di indagini, una quantità sterminata di documenti passati al setaccio e verifiche di ogni genere abbiano sempre prodotto lo stesso risultato: di quegli incontri e di quei capitali non c’è alcuna prova, il nulla più assoluto". "E non potrebbe essere altrimenti, perché non sono mai esistiti. Eppure, si ricomincia ogni volta da capo, in un assurdo eterno ritorno al punto di partenza, dove ciò che è già stato accertato - e che dovrebbe essere definitivamente chiarito - sembra non contare nulla", aggiunge la presidente di Fininvest e del gruppo Arnoldo Mondadori Editore. "E così il grottesco procedimento fiorentino riporta a galla un problema che sembra scomparso dal dibattito pubblico: quello della giustizia". "La giustizia resta una vera emergenza in Italia" "Il No ha vinto al referendum, è un dato di fatto, ma la giustizia resta una vera e propria emergenza di questo Paese. Oggi l’attenzione è concentrata – e anche con buone ragioni – sulla sicurezza. Ma credo sia un grave errore considerarle due questioni separate: sicurezza e giustizia sono, in realtà, due facce della stessa medaglia. Quando la giustizia non funziona, gridiamo subito al tradimento del garantismo, ed è sacrosanto. Raramente, però, ci accorgiamo di quanto sia alto il costo di quell’inefficienza per la sicurezza dei cittadini". "Eppure, come possiamo invocare più risorse contro la criminalità mentre procedimenti insulsi come questo continuano a inghiottire energie, denaro pubblico e anni di lavoro? E come possiamo sentirci davvero al sicuro, se ci troviamo a temere chi viola la legge e allo stesso tempo chi dovrebbe tutelarci in nome della legge? Uno Stato protegge davvero i suoi cittadini quando li difende dai delinquenti, ma anche dagli abusi del potere, dalle condanne preventive e dalla distruzione della reputazione. I tribunali dovrebbero essere uno scudo". "Contro Silvio Berlusconi fango e teoremi paradossali" "Quando diventano un’arma – e talvolta persino un’arma politica – è lo Stato di diritto a venirne ferito. Credo però che lei possa capirmi, caro Direttore, se quel che più continua a indignarmi, da figlia, è il fatto che neppure la morte di mio padre sia riuscita a porre fine all’accanimento nei suoi confronti". "Silvio Berlusconi non solo non ha il diritto di difendersi, ma non può più nemmeno parlare. Eppure, i suoi avversari continuano a inventare teoremi, sempre più paradossali, e a trascinare il suo nome nelle aule giudiziarie e nel fango. Non sono riusciti a sconfiggere l’uomo in vita. Ora cercano di condannarne la storia. Visto tutto quello che Silvio Berlusconi continua a rappresentare ancora oggi, però, anche questo ennesimo assurdo tentativo è destinato a fallire miseramente", conclude la primogenita del Cavaliere.
01:00
Paola e Claudio Regeni, accompagnati dall’avvocata Alessandra Ballerini, parlano per la prima volta dopo la sentenza: “Costretti a questa reazione dalle incertezze dell’esecutivo. Non togliete gli striscioni. La dignità di un Paese non è negoziabile”
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri – PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni – AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello – Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti – AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti – LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi – NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami – FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba – IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa – FI-PPE). Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso – M5S).
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa - FI-PPE). Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso - M5S).
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso - M5S). Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa - FI-PPE).
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso – M5S). Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri – PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni – AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello – Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti – AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti – LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi – NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami – FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba – IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa – FI-PPE).
12:00
Alle ore 15 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, trasmesse in diretta televisiva, sui seguenti argomenti: iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi flegrei (Caso - M5S); iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero dell'interno, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); elementi e iniziative in merito all'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - MISTO-FNV-F); iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); elementi e iniziative in materia di contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); intendimenti in ordine al contrasto alla devianza minorile e alla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI); tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); elementi e iniziative di competenza in relazione alla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Enrico Costa - FI-PPE). Per il Governo sono intervenuti: il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci; il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
02:12
“Non voglio essere messa in correlazione alla vicenda di Regeni”
02:12
“Non voglio essere messa in correlazione alla vicenda di Regeni”
21:12
AGI - Energia e bollette, immigrazione, caso Regeni, rapporti con gli Stati Uniti. Sono i temi toccati dalla premier Giorgia Meloni a Praga, nelle dichiarazioni alla stampa con il primo ministro ceco Andrej Babis e rispondendo alle domande dei cronisti. "Abbiamo lavorato ad un pacchetto comune" sul tema dell'energia e dell'Ets, ha detto Meloni: Italia e Repubblica Ceca "lavorano insieme per scongiurare il rischio che l'Europa non sia in grado di incidere" sulla competitività. "Una convergenza c'è anche sul piano del bilancio Ue e sulle politiche di coesione e sull'agricoltura", ha affermato la premier, "ci siamo trovati d'accordo anche sul tema dell'immigrazione". Sugli Ets - ha spiegato la premier - "abbiamo messo nero su bianco alcune proposte, che crediamo possano affrontare efficacemente questo tema, chiedendo in particolare di proteggere i settori piu' esposti alla concorrenza internazionale intervenendo sui meccanismi di distribuzione delle quote Ets, limitare la trasmissione dei costi di carbonio ai prezzi dell'elettricità, rafforzare la trasparenza e il monitoraggio del mercato delle quote Ets e rinviare l'entrata in vigore di Ets2 che rischia, ovviamente, di impattare anch'esso in modo negativo su un sistema che invece oggi ha bisogno soprattutto di essere liberato. Sono proposte concrete, attuabili e proposte di buon senso che intendiamo portare al prossimo Consiglio Europeo e speriamo di poter condividere con gli altri colleghi, sperando - ha concluso - di poter costruire delle convergenze ampie". Meloni alle imprese: "Tutti gli attori diano una mano" Sull'energia Meloni è tornata anche sul fronte interno: "Mi corre l'obbligo di segnalare che l'impegno del governo agli attori" sul tema dell'energia "è quello di un appello per aiutare le famiglie italiane. Sono stata molto contenta dell'adesione sull'iniziativa del carburante di Eni, Ip e Q8. Oggi il tema si allarga alle bollette. Io spero che gli attori possano dare una mano e fare il proprio meglio. Ringrazio quelli che stanno facendo uno sforzo". La presidente del Consiglio ha sottolineato "la fase particolarmente complessa nella quale le crisi internazionali, che anche noi non abbiamo prodotto, incidono in maniera assolutamente significativa sui bilanci familiari". Meloni ha allargato poi il discorso dal tema dei carburanti a quello delle bollette. "Spero che gli attori sceglieranno di dare una mano rispondendo a un appello a fare del loro meglio, compatibilmente con quello che si può fare, in un momento di difficoltà. E quindi sono soddisfatta e penso che sia particolarmente importante. Ringrazio tutti quelli che stanno cercando di fare uno sforzo", ha detto la premier. Immigrazione e hub nei Paesi terzi Sull'immigrazione, la premier ha spiegato: "Non possiamo risolvere il problema dell'immigrazione scaricandolo sul Paese più vicino, abbiamo lavorato sulla dimensione esterna, un passo futuro della cooperazione penso possa essere quello di utilizzare al massimo le nuove regole, passando per gli hub nei paesi terzi". Il caso Regeni Sul caso Regeni, Meloni ha sostenuto che "chiudere canali con l'Egitto rischia di allontanarci dall'obiettivo" della ricerca della verità. "Siamo assolutamente determinati - ha detto - a cercare la verità su questa vicenda. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici". "Ho un po' il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi", ha concluso. Voglio ovviamente ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla loro richiesta, ovviamente che è anche la nostra, di verità e di giustizia", ha premesso la premier ricordando che lo Stato italiano "è parte civile nel processo. E quindi - ha aggiunto - anche noi siamo assolutamente determinati a cercare la verita' su questa vicenda". Poi ha sottolineato che "la sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo". Il legame con gli Stati Uniti Quanto ai rapporti con Washington, "è molto importante mantenere il legame solido con gli Usa, siamo molto più forti se siamo uniti come Occidente. La solidità dei rapporti tra Italia e Usa non può essere scalfita dall'attualità", ha detto Meloni. Il ricordo di David Sassoli La premier ha ricordato anche David Sassoli: "Da oggi un edificio del Parlamento europeo a Bruxelles porta il nome di David Sassoli. E' il giusto riconoscimento alla memoria di un italiano che ha servito con onore le istituzioni europee e ha creduto profondamente nella democrazia". "Sassoli aveva idee e posizioni politiche diverse dalle mie, ma questo non mi ha mai impedito - aggiunge la presidente del Consiglio - di apprezzarne la serietà, la capacita' e la lealtà. Un uomo di valore e un politico di alto livello, che ricorderemo a lungo".
11:33
AGI - "Marzabotto e le terre attorno a Monte Sole - afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'anniversario della strage avvenuta il 29 settembre 1944 - furono inghiottiti dal più profondo abisso di disumanità. Ottantadue anni sono trascorsi dallo sterminio che le SS naziste, spalleggiate dai fascisti, compirono ai danni della popolazione inerme, senza pietà neppure per i bambini, le donne, gli anziani e i sacerdoti. La forza dei sopravvissuti e lo scorrere delle generazioni sono stati capaci di riaprire i sentieri della vita, ma la memoria di quella spaventosa voragine resta un monito e continua a richiamare alla responsabilità. Le radici dell'orrore nazifascista Aggiunge il capo dello Stato: "Le dinamiche della guerra da sole non bastano a definirne l'orrore. E' necessario scavare alle radici della volontà di dominio, dei miti razzisti, della strategia di annientamento di intere popolazioni. Fu questo impasto a scatenare la ferocia bestiale quando le sorti del conflitto cominciarono a volgere al peggio per gli occupanti e i loro complici. L'Italia repubblicana e democratica, l'Europa che ha saputo porre fine alle guerre fratricide, gli ordinamenti di libertà e il nostro modello sociale hanno le loro fondamenta sul sacrificio di chi si trovò a pagare il prezzo più alto e ingiusto". La memoria come dovere civile «Non dimenticheremo mai e non perdere la memoria - sottolinea il Capo dello Stato - è un dovere più che mai imprescindibile ora che la guerra è ricomparsa anche nel nostro continente e nuove volontà di potenza alimentano mire neoimperiali. Ciò che è accaduto può ripetersi. Le guerre stanno nuovamente travolgendo regole e argini posti a contrastarle, facendo regredire intelligenze e ogni senso di umanità". I valori della Costituzione e della pace "La storia ci ha dato prova che la civiltà di pace si sorregge sulla democrazia, la partecipazione, la cultura della solidarietà e la giustizia. Sono i cardini della nostra Costituzione, che è nata a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell'uomo è stata offesa, è nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza", conclude Mattarella.
01:00
Paola e Claudio parlano dopo la sentenza: “Il governo dia seguito alla decisione. Siamo stati premiati perché resistenti e fedeli ai principi della democrazia”
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L’avvocatessa del condannato per l’omicidio di Garlasco: “Una pagina triste per la giustizia, dopo il suo fermo si indagò solo su di lui. C’è rammarico per quel che poteva essere e non è stato”
12:00
La Commissione Giustizia della Camera svolge le seguenti audizioni: martedì 29 settembre, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2880, recante "Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie" rappresentanti di: ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell'ambito dell'esame della proposta di legge recante "Modifica all'articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso": ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell'Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell'Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell'Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell'Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell'Associazione nazionale forense (ANF), dell'Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF); mercoledì 30 settembre, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante "Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali": ore 10.00 rappresentanti dell'Associazioni sportive italiane (ASI), dell'Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.00 Aniello Tirelli, esperto ore 11.15 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.30 rappresentanti di SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA re 12.30 Leonardo Perrinace, Vicepresidente del Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della provincia di Roma e del Lazio ore 12.45 rappresentanti di Professioni Italiane. Gli appuntamenti vengono trasmessi in diretta webtv.
12:00
La Commissione Giustizia svolge le seguenti audizioni: martedì 29 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2880, recante “Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” rappresentanti di, ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifica all’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”, ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell’Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell’Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell’Associazione nazionale forense (ANF), dell’Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF); mercoledì 30 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”, ore 10.00 rappresentanti dell’Associazioni sportive italiane (ASI), dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.00 Aniello Tirelli, esperto ore 11.15 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.30 rappresentanti di SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA re 12.30 Leonardo Perrinace, Vicepresidente del Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della provincia di Roma e del Lazio ore 12.45 rappresentanti di Professioni Italiane.
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La Commissione Giustizia svolge le seguenti audizioni: mercoledì 30 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”: ore 10.00 rappresentanti dell’Associazioni sportive italiane (ASI), dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.00 Aniello Tirelli, esperto ore 11.15 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.30 rappresentanti di SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA re 12.30 Leonardo Perrinace, Vicepresidente del Collegio dei periti agrari e periti agrari laureati della provincia di Roma e del Lazio ore 12.45 rappresentanti di Professioni Italiane. martedì 29 settembre, ha svolto, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2880, recante “Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” l'audizione di: Ore 10.45 Mariella Mainolfi, Direttore della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale e del dirigente ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifica all’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”: ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell’Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell’Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell’Associazione nazionale forense (ANF), dell’Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF);
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La Commissione Giustizia ha svolto le seguenti audizioni: mercoledì 30 settembre, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 3068, approvato dal Senato, recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali”: Ore 10.15 rappresentanti dell’Associazioni sportive italiane (ASI), dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), di CoLAP (coordinamento libere associazioni professionali), di Confprofessioni e di Confassociazioni ore 11.15 Aniello Tirelli, esperto ore 11.30 rappresentanti di Vivace CISL ore 11.45 rappresentanti di ACTA Coord. Nazionale - Associazione sindacale (Associazione Consulenti del Terziario Avanzato nota come Associazione di freelance) ore 12.00 rappresentanti di Assoprofessioni ore 12.15 rappresentanti di CNA ore 12.30 rappresentanti di Professioni Italiane e del Consiglio Nazionale degli Ingegneri martedì 29 settembre, ha svolto, nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2880, recante “Disposizioni in materia di organizzazione e funzionamento della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie” l'audizione di: Ore 10.45 Mariella Mainolfi, Direttore della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale e del dirigente ore 11.00 Salutequità, ANAAO ASSOMED, Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) e Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ore 11.40 Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO), Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI), Federazione nazionale Collegi professionali Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI); nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifica all’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, in materia di patrocinio a spese dello Stato in favore delle persone offese da reati commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, da cui consegua totale inabilità o decesso”: ore 12.30 rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e UGL ore 13.15 rappresentanti del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) e del Sindacato Italiano Militare Carabinieri (SIM) ore 13.45 rappresentanti della Federazione Italiana Superamento Handicap (FISH) ore 14.00 rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Consulenti e dei Responsabili della Sicurezza sul Lavoro (ANCORS) e dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) ore 14.20 Bruno Giordano, magistrato ore 14.35 Monica Michielin, fondatrice dell’Associazione in memoria di Mattia Battistetti ODV ore 14.50 rappresentanti dell’Associazione Sicurezza e lavoro ore 15.05 rappresentanti di INAIL ore 15.20 rappresentanti del Movimento forense (MF), dell’Associazione nazionale forense (ANF), dell’Organismo congressuale forense (OCF) e del Consiglio nazionale forense (CNF);
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1. Ai sensi dell’articolo 104, quarto comma, della Costituzione e dell’articolo 22 della legge 24 marzo 1958, n. 195, recante norme sulla Costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura, come modificato dalla legge 17 giugno 2022, n. 71, il Parlamento in seduta comune è chiamato ad eleggere 10 componenti il Consiglio superiore della magistratura, secondo procedure trasparenti di candidatura, da svolgere nel rispetto della parità di genere di cui agli articoli 3 e 51 della Costituzione. 2. Ai fini dell'elezione è necessario presentare la propria candidatura che, tenuto conto dei requisiti per l’elezione previsti dalla Costituzione e dalla legge, può essere presentata da: a) i professori ordinari di università in materie giuridiche; b) gli avvocati dopo quindici anni di esercizio effettivo. 3. A pena di irricevibilità, alla candidatura deve essere allegata una dichiarazione resa dall’interessato ai sensi dell'articolo 46 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, circa il possesso dei requisiti di eleggibilità di cui al punto 2, comprensiva di copia fotostatica del documento d'identità. 4. Al fine di assicurare il rispetto della parità di genere di cui agli articoli 3 e 51 della Costituzione, deve appartenere al genere meno rappresentato almeno il quaranta per cento dei candidati. 5. La candidatura deve essere presentata, a pena di irricevibilità, entro le ore 10 di venerdì 23 ottobre 2026: a) direttamente dall’interessato, esclusivamente a mezzo di posta elettronica certificata al seguente indirizzo: csm@certcamera.it; b) per conto dell’interessato, da un numero minimo di dieci parlamentari appartenenti ad almeno due diversi Gruppi parlamentari, a mezzo di posta elettronica istituzionale di uno dei parlamentari all'indirizzo: csm@camera.it oppure a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo: csm@certcamera.it. Anche in tal caso alla candidatura deve essere allegata la documentazione indicata al punto 3. 6. Ove la soglia di cui al punto 4 non sia stata raggiunta, sarà disposta una riapertura del termine per la presentazione delle candidature dei soli soggetti appartenenti al genere sottorappresentato, che dovranno comunque pervenire entro le ore 10 di lunedì 26 ottobre 2026 con le medesime modalità indicate al punto 5. 7. Decorsi il termine di cui al punto 5 e, ove sia stata disposta la riapertura, il termine di cui al punto 6, ulteriori candidature potranno essere presentate, per conto dell’interessato, unicamente da un numero minimo di dieci parlamentari appartenenti ad almeno due diversi Gruppi parlamentari, entro le ore 10 di mercoledì 28 ottobre 2026, a mezzo di posta elettronica istituzionale di uno dei parlamentari all'indirizzo: csm@camera.it oppure a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo: csm@certcamera.it. 8. I candidati sono consapevoli che la loro candidatura sarà oggetto di pubblicazione nei siti internet del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati e che a tale riguardo non verrà richiesta alcuna autorizzazione. 9. L’elenco delle candidature presentate sarà pubblicato con cadenza giornaliera sul sito internet della Camera dei deputati. L’elenco definitivo sarà pubblicato anche sul sito internet del Senato della Repubblica. Lista delle candidature
12:00
La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica hanno pubblicato oggi, nei rispettivi siti internet istituzionali, l'avviso per la presentazione delle candidature, ai fini dell'elezione, di dieci componenti il Consiglio superiore della magistratura, così come disposto dall'articolo 104, quarto comma, della Costituzione e dall'articolo 22 della legge 24 marzo 1958, n. 195, recante norme sulla Costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura, come modificato dalla legge 17 giugno 2022, n. 71. Gli interessati dovranno inviare la propria candidatura esclusivamente tramite posta elettronica certificata agli indirizzi pubblicati nei siti di Camera e Senato. L'elenco delle candidature presentate sarà pubblicato con cadenza giornaliera sul sito internet della Camera dei deputati. L'elenco definitivo sarà pubblicato anche sul sito internet del Senato della Repubblica. LINK AVVISO
18:38
AGI - "La questione educativa non è un tema tra gli altri, né si riduce a programmi e metodologie. Tocca il cuore della nostra convivenza". Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, nell'intervento di apertura del Consiglio Episcopale Permanente della Cei, dedicando ampio spazio alla scuola e alla sua funzione nella società. "Educare significa accompagnare una persona a diventare libera, capace di cercare la verità, di riconoscere il bene, di entrare in relazione con gli altri e di assumere responsabilmente il proprio posto nel mondo", ha spiegato Zuppi, secondo il quale i recenti episodi di violenza devono "spingerci a una presenza rinnovata nel mondo educativo". Zuppi ha ricordato le sfide "non più rinviabili" indicate da Leone nella Magnifica Humanitas. "La prima è quella delle disuguaglianze educative. Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace", ha detto Zuppi. "Superare le disuguaglianze, la persona al centro" Le disuguaglianze e la necessità di politiche capaci di mettere al centro concretamente la persona: è uno dei passaggi dell'introduzione del presidente della Cei. "Le nostre comunità, piccole e grandi, nelle aree interne o nelle grandi città, senza apparire, accompagnano chi arriva, sostengono chi è solo, aiutano a ricominciare, restano vicine a chi è nella sofferenza", ha sottolineato il cardinale, insistendo sulla necessità che la prossimità non rimanga affidata soltanto alla generosità individuale ma "deve trovare espressione nella cultura, nelle leggi, nelle scelte politiche ed economiche". Un principio che riguarda anche "il lavoro, lo studio, gli affetti, le preoccupazioni quotidiane" e le condizioni materiali nelle quali le persone costruiscono il proprio futuro. Il cardinale ha richiamato inoltre la necessita' di contrastare le disuguaglianze educative e sociali: "Non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento". E ha indicato nella scuola "uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace", chiedendo comunità capaci di generare "fiducia, passione e responsabilità" e luoghi "in cui nessuno si senta escluso". Zuppi: "Anche i nostri ambienti soffrono conflitti irrisolti" "Anche i nostri ambienti soffrono divisioni e conflitti irrisolti che si trascinano nel tempo. La nostra credibilità è un tassello per la pace nel mondo", ha sottolineato Zuppi. "Per questo non smettiamo di sperare e di pregare per la pace, dono per tutti e responsabilità di ciascuno", ha detto Zuppi. "Siamo chiamati a convertire le nostre comunità in case di pace e di riconciliazione, senza pretendere di togliere la pagliuzza dall'occhio altrui ignorando la trave nel nostro.
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L’annuncio è stato fatto dal Dipartimento di giustizia americano
12:00
Mercoledì 16 settembre, la Commissione Giustizia della Camera, nell'ambito dell'esame dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/2853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, che abroga la direttiva 85/374/CEE del Consiglio, svolge le seguenti audizioni: ore 15.00 rappresentanti del Movimento Consumatori ore 15.15 Alberto del Noce, presidente dell'Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) ore 15.30 Giorgio Afferni, professore di diritto privato presso l'Università degli Studi di Genova, Giovanni De Cristofaro, professore di diritto privato presso l'Università degli Studi di Ferrara, e Fabio De Dominicis, avvocato. L'appuntamento viene trasmesso in diretta webtv.
12:00
Mercoledì 16 settembre, la Commissione Giustizia, nell’ambito dell’esame dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/2853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, che abroga la direttiva 85/374/CEE del Consiglio, svolge le seguenti audizioni: ore 15.00 rappresentanti del Movimento Consumatori ore 15.15 Alberto del Noce, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) ore 15.30 Giorgio Afferni, professore di diritto privato presso l’Università degli Studi di Genova, Giovanni De Cristofaro, professore di diritto privato presso l’Università degli Studi di Ferrara, e Fabio De Dominicis, avvocato.
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Mercoledì 16 settembre, la Commissione Giustizia, nell’ambito dell’esame dello Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2024/2853 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, che abroga la direttiva 85/374/CEE del Consiglio, ha svolto le seguenti audizioni: ore 15.00 rappresentanti del Movimento Consumatori ore 15.15 Alberto del Noce, presidente dell’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) ore 15.30 Giorgio Afferni, professore di diritto privato presso l’Università degli Studi di Genova, Giovanni De Cristofaro, professore di diritto privato presso l’Università degli Studi di Ferrara, e Fabio De Dominicis, avvocato.
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La testimonianza di Paola Cesaroni nel nuovo libro In nome della verità: “C’erano tre strisce di sangue dietro la porta, poi sono sparite: o è stato il killer o uno che era già lì per ripulire. Poi uno sconosciuto disse: ‘Il peggio deve ancora venire’. Lottiamo per avere giustizia”
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Ha cambiato il simbolo di Sd ed espulso i militanti più impresentabili. Ora punta a farsi nominare ministro della Giustizia
13:21
AGI - È morta a 78 anni Emma Bonino. Ne dà notizia +Europa con una nota: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai", si legge nel comunicato diffuso dal partito. "Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero". Bonino era stata ricoverata lo scorso 7 settembre al Santo Spirito, in terapia intensiva. Ieri aveva lasciato la terapia intensiva per essere trasferita in una struttura privata. La storica leader radicale aveva sconfitto un tumore al polmone che le era stato diagnosticato nel 2015. Per Emma Bonino ci saranno i funerali di Stato "Per Emma Bonino le esequie di Stato si svolgeranno in forma laica. La camera ardente sarà allestita nella Protomoteca del Campidoglio, a Roma, domenica 13 settembre dalle 12:00 alle 19:00 e lunedì 14 settembre dalle 10:00 alle 19:00. Le esequie di Stato in forma laica, con commemorazione ufficiale, si terranno martedì 15 settembre alle ore 12:30, nella Protomoteca del Campidoglio". Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi. Il cordoglio di +Europa e il vuoto politico La scomparsa della storica esponente radicale lascia un vuoto profondo nel panorama politico italiano ed internazionale. Figura simbolo delle battaglie per i diritti civili, dal referendum sull'aborto al divorzio, fino alle lotte europeiste, la Bonino è stata parlamentare, commissaria europea e ministra degli Esteri. Le battaglie storiche e il testamento politico "Emma fu 'scelta dalla politica radicale' quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l'aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l'infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l'autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l'Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d'Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti". "Grazie Emma dal profondo del cuore" "Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore". Lo si legge nella nota di +Europa. Cappato: "Far vivere la sua memoria con nuove lotte di libertà" "Aveva ormai smesso di intervenire, arrabbiarsi, agire, ma solo dopo che la malattia l'aveva portata allo stremo. Per Emma, la passione per le vicende del mondo, per la politica nel senso più alto del termine, era concretamente inestricabile nel quotidiano dalla passione per la vita". Lo dichiara in una nota Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Coscioni, che aggiunge: "Abbraccio la sua famiglia e le persone a lei care. Mi unisco alle tantissime altre che, anche senza averla mai conosciuta, provano oggi un dolore che nasce da una gratitudine intima, avendola sentita come un'amica al proprio fianco in qualche loro scelta importante. Aggiungo la mia gratitudine personale per il suo esempio dai modi bruschi, per la sua sincerità brutale con la quale ho convissuto nel tragitto compiuto da compagni radicali, fatto di innumerevoli sconfitte superabili e pochi ma indimenticabili successi: uno su tutti, la creazione della Corte Penale Internazionale". Cappato ricorda che "non sono mancati, tra noi, scontri e incomprensioni, che ci hanno allontanato, ma senza intaccare rispetto e stima. Per resistere al peggio che rischia di prevalere, in particolare nella 'sua' Europa - sottolinea - sarà utile e importante fare vivere la sua memoria nell'unico modo possibile: con nuove lotte di libertà, da parte di persone, non importa di quale orientamento politico, che siano ispirate dalla tenacia, la chiamava 'tigna', con la quale difendeva la democrazia liberale dalle vecchissime, tragiche illusioni spacciate dai nuovi demagoghi. Grazie Emma", conclude.
13:11
AGI - È morta a 78 anni Emma Bonino. Ne dà notizia +Europa con una nota: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai", si legge nel comunicato diffuso dal partito. "Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero". Bonino era stata ricoverata lo scorso 7 settembre al Santo Spirito, in terapia intensiva. Ieri aveva lasciato la terapia intensiva per essere trasferita in una struttura privata. La storica leader radicale aveva sconfitto un tumore al polmone che le era stato diagnosticato nel 2015. Per Emma Bonino ci saranno i funerali di Stato Per la storica leader radicale ci saranno i funerali di Stato. Ad annunciarlo è la premier Giorgia Meloni a margine della sua visita a Vercelli per l'inaugurazione della seconda edizione di Risò, il Festival internazionale del riso. "Stiamo predisponendo le esequie di Stato" per Emma Bonino "e anche per l'ex ministro Costa, venuto a mancare questa mattina", ha detto la presidente del Consiglio. Il cordoglio di +Europa e il vuoto politico La scomparsa della storica esponente radicale lascia un vuoto profondo nel panorama politico italiano ed internazionale. Figura simbolo delle battaglie per i diritti civili, dal referendum sull'aborto al divorzio, fino alle lotte europeiste, la Bonino è stata parlamentare, commissaria europea e ministra degli Esteri. Le battaglie storiche e il testamento politico "Emma fu 'scelta dalla politica radicale' quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l'aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l'infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l'autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l'Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d'Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti". "Grazie Emma dal profondo del cuore" "Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore". Lo si legge nella nota di +Europa. Cappato: "Far vivere la sua memoria con nuove lotte di libertà" "Aveva ormai smesso di intervenire, arrabbiarsi, agire, ma solo dopo che la malattia l'aveva portata allo stremo. Per Emma, la passione per le vicende del mondo, per la politica nel senso più alto del termine, era concretamente inestricabile nel quotidiano dalla passione per la vita". Lo dichiara in una nota Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Coscioni, che aggiunge: "Abbraccio la sua famiglia e le persone a lei care. Mi unisco alle tantissime altre che, anche senza averla mai conosciuta, provano oggi un dolore che nasce da una gratitudine intima, avendola sentita come un'amica al proprio fianco in qualche loro scelta importante. Aggiungo la mia gratitudine personale per il suo esempio dai modi bruschi, per la sua sincerità brutale con la quale ho convissuto nel tragitto compiuto da compagni radicali, fatto di innumerevoli sconfitte superabili e pochi ma indimenticabili successi: uno su tutti, la creazione della Corte Penale Internazionale". Cappato ricorda che "non sono mancati, tra noi, scontri e incomprensioni, che ci hanno allontanato, ma senza intaccare rispetto e stima. Per resistere al peggio che rischia di prevalere, in particolare nella 'sua' Europa - sottolinea - sarà utile e importante fare vivere la sua memoria nell'unico modo possibile: con nuove lotte di libertà, da parte di persone, non importa di quale orientamento politico, che siano ispirate dalla tenacia, la chiamava 'tigna', con la quale difendeva la democrazia liberale dalle vecchissime, tragiche illusioni spacciate dai nuovi demagoghi. Grazie Emma", conclude.
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AGI - Il mondo della politica italiana piange Emma Bonino. Tantissimi i messaggi di cordoglio per la storica leader radicale. Le parole di Giorgia Meloni e di Ignazio La Russa "Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione. Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni. "Apprendo con sincero dispiacere della scomparsa di Emma Bonino, già vicepresidente del Senato, ministro degli Esteri nel governo Letta, ministro per il Commercio internazionale nel governo Prodi II, deputata, senatrice e Commissaria europea. Di lei ricordo le numerose battaglie portate avanti con forza e tenacia e che hanno segnato sempre il suo lungo impegno pubblico. Ai suoi familiari, ai suoi cari e alla sua comunità politica giungano le mie più sincere condoglianze e quelle del Senato della Repubblica. Il cordoglio di Tajani e del Presidente della Camera Lorenzo Fontana "Con Emma Bonino se ne va un'autorevole rappresentante della politica italiana. Uno dei volti più noti del radicalismo liberale. È stata mia collega a Bruxelles, una donna intelligente con la quale ho sempre avuto un confronto rispettoso e leale, pur avendo spesso valori e visioni politiche differenti. Ci univa un grande sentimento europeista". Lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in ricorda della politica radicale scomparsa oggi all'età di 78 anni. "La ricordero' per il suo impegno per la moratoria sulla pena di morte e per dare giustizia a tutte quelle donne a cui sono state inferte mutilazioni genitali femminili. Sincere condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Che possa riposare in pace", aggiunge. Esprimo cordoglio per la scomparsa di Emma Bonino. Ai suoi cari e alla sua comunità politica rivolgo, a nome mio e della Camera dei deputati, un pensiero di vicinanza". Lo afferma il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. Alle 11 - ha affermato la presidente di turno Licia Ronzulli, sospendendo poi i lavori per un minuto in ricordo e in "segno di rispetto" - ci sarà il ricordo dell'aula del Senato.
09:56
AGI - È morta a 78 anni Emma Bonino. Ne dà notizia +Europa con una nota: "Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai", si legge nel comunicato diffuso dal partito. "Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero". Il cordoglio di +Europa e il vuoto politico La scomparsa della storica esponente radicale lascia un vuoto profondo nel panorama politico italiano ed internazionale. Figura simbolo delle battaglie per i diritti civili, dal referendum sull'aborto al divorzio, fino alle lotte europeiste, la Bonino è stata parlamentare, commissaria europea e ministra degli Esteri. Le battaglie storiche e il testamento politico "Emma fu 'scelta dalla politica radicale' quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l'aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l'infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l'autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l'Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d'Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti". "Grazie Emma dal profondo del cuore" "Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore". Lo si legge nella nota di +Europa.
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Ex predicatore e insegnante cerca di espugnare al Senato lo Stato conservatore. Un successo lo proietterebbe verso la Casa Bianca
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Kenneth Nacke ricorda il fratello Joey: “Quei passeggeri avevano storie diverse, ciascuno con la propria identità, fede, ideologia. Ma furono capaci di superare ogni cosa per diventare un unico gruppo e sconfiggere i terroristi”
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AGI - "Ho la coscienza a posto e non intendo mollare ". Giorgia Meloni celebra a Bari il record del suo governo, diventato il più longevo nella storia della Repubblica italiana, e rivendica la stabilità dell’esecutivo davanti alla platea di Fratelli d’Italia nella convinzione che "le pagine più belle sono ancora da scrivere". “Mi regalate un’emozione immensa con questa piazza”, ha detto la premier aprendo il suo intervento alla festa del partito, prima di entrare nel merito dei risultati raggiunti e delle prossime sfide del governo. Il presidente del Consiglio rivendica quindi il valore politico della stabilità raggiunta dall’esecutivo, ma senza trasformare il primato di durata in un giudizio automatico sull’operato del governo. “Il governo più stabile non è per forza quello più capace, ma è quello che ha avuto più tempo per essere giudizio, e quel giudizio arriva da voi con questo entusiasmo e quello di milioni di italiani che ci chiedono di non mollare e di andare avanti”. Nel suo intervento Meloni torna quindi sul tema della stabilità, presentata come uno dei principali risultati politici dell’esecutivo. “A loro dico: mettetevi comodi, la stabilità non è stata un peso, ma uno scudo, grazie alla stabilità abbiamo protetto questa nazione”, afferma rivolgendosi alla sinistra. “In anni così una nazione senza una guida, senza visione, senza coraggio, senza idee chiare avrebbe pagato un prezzo altissimo: non il governo, i cittadini l’avrebbero pagato. La stabilità per l’Italia non è stata un vezzo, la stabilità è stata uno scudo”, aggiunge la premier, ricordando quindi i risultati ottenuti dal governo, dal Pnrr — “abbiamo dato una lezione in Europa” — al piano casa, fino ai dati sull’occupazione e ai salari. “Grazie alla stabilità - ha sostenuto - l’Italia ha smesso di essere il caso da sorvegliare in Europa, perché voi lo sapete, c’è stato un lungo tempo in cui la nostra nazione è stata considerata un po’ la malata d’Europa, no? Eravamo quelli che cambiavano governo prima di aver finito qualsiasi cosa. Ogni volta che ci presentavamo a un tavolo internazionale la faccia dei nostri interlocutori tradiva sempre la stessa domanda: e questo mo’ quanto dura?”. Meloni traccia infine una linea politica più netta sul terreno sociale: “Vogliamo essere il governo di chi lavora e di chi si impegna, il governo dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo agli altri”. Sul piano economico, Meloni lega la stabilità del governo alla maggiore fiducia dei mercati e alla riduzione del costo del debito. “Grazie alla stabilità noi abbiamo potuto proteggere questa nazione, abbiamo protetto i risparmi degli italiani quando tanti, diciamoci la verità, speravano nella tempesta finanziaria per mandare a casa questo Governo e invece oggi gli investitori considerano l'Italia una nazione più sicura di altre che un tempo ci davano lezioni”, sottolinea la presidente del Consiglio. La premier cita quindi l’andamento dello spread: “Vi ricordate lo spread, questo numero che la sinistra usava sempre contro i governi di centrodestra, bene - ha aggiunto Meloni - quando ci siamo insediati era 233 punti oggi è stabilmente sotto gli ottanta: significa miliardi di interessi risparmiati sul debito, significa soldi che non vanno ai mercati ma rimangono agli italiani”. Meloni: "Siamo a posto con la coscienza" Meloni insiste quindi sulle difficoltà incontrate dall’esecutivo e sul lavoro ancora da fare. “Siamo a posto con la nostra coscienza, ce la stiamo mettendo tutta. Ci vuole una montagna di coraggio. Non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”, afferma la premier, riconoscendo che “su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano”. La presidente del Consiglio rivendica però la volontà politica del governo: “Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti, ma quello che stiamo cercando di fare non è facile: scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni, convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci. Non è facile, richiede tempo, pazienza e una montagna di coraggio. Ci sono stati giorni che mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato e non intendo farlo adesso. Alla nostra classe dirigente voglio dire: dobbiamo fare di più e meglio”. Il consenso più alto e il senso di responsabilità Meloni rivendica anche la tenuta politica della maggioranza e il sostegno raccolto dal governo nel corso della legislatura. “Abbiamo il consenso più alto del primo giorno di governo”, questo risultato “non sarebbe stato possibile senza il contributo di tutti i leader e i parlamentari del centrodestra”. “Non siamo insieme contro qualcuno ma per affermare le nostre idee”, afferma la premier, “abbiamo ancora la lista di quello che dobbiamo fare”. La presidente del Consiglio chiarisce però di non considerare l’appuntamento di Bari una semplice celebrazione del primato di durata dell’esecutivo. “Non sono venuta Bari per festeggiare, ho il peso della responsabilità. Sono qui per ripercorrere dov'era la nazione il 22 ottobre del 2022 e dov'è adesso perché in democrazia bisogna rendere conto” delle promesse fatte agli italiani, “la stabilità è la prima grande riforma regalata alla nazione”, sottolinea, “quando l'Italia siede al tavolo la nostra nazione viene presa molto sul serio, può dire di no, indicare la rotta”. E ancora: "Le battaglie che l'Italia perdeva oggi le vince, sono conquiste che vogliamo lanciare agli italiani indipendentemente da chi vincerà le elezioni". Il dossier energetico e la Zes Nel discorso trova spazio anche il tema dell’energia, con Meloni che rivendica la scelta di riaprire il dossier del nucleare e annuncia l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi. “Abbiamo rotto il tabù del nucleare”, spiega, per poi aggiungere: “Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari. Non ha senso andare a comprare” il petrolio “in Qatar, se lo possiamo estrarre” per esempio in Basilicata. La premier passa quindi al tema della competitività delle imprese e della semplificazione amministrativa, indicando nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno (Zes) un modello da estendere al resto del Paese. “Non abbiamo protetto le nostre imprese dai dazi Usa per lasciarli in balia della burocrazia italiana. Lo abbiamo dimostrato al Sud con la Zes: oggi un imprenditore non aspetta anni e implora un timbro, ma ha un solo sportello. Vogliamo applicare un meccanismo come questo su tutto il territorio nazionale”. Meloni rivendica poi il cambio di posizione dell’opposizione: “Sono contenta - ha aggiunto - che il Pd prima diceva che era un carrozzone, e ora dice che vuole estendere la Zes, quindi sono contenta perché voteranno con noi...”. La questione dell'Ex Ilva Nel passaggio dedicato alla Puglia, Meloni affronta anche il dossier dell’ex Ilva, definendolo “la più complessa delle questioni”, anche per la contrapposizione tra chi ne chiede la chiusura e chi punta invece a salvaguardare produzione, occupazione e indotto. “Non possiamo non pensare all'ex Ilva, la più complessa delle questioni, anche perché vede sul territorio tanto chi vorrebbe la sua chiusura, quanto chi vorrebbe salvaguardare la produzione, l'occupazione, il valore dell'indotto”, afferma la premier. Meloni richiama poi gli interventi messi in campo dal governo e assicura che il confronto con il territorio proseguirà. “Non devo ricordare, perché - ha aggiunto - è nota a tutti, la situazione che abbiamo trovato, e gli sforzi che abbiamo fatto per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, e quello che continueremo a fare, confrontandoci con le realtà locali, con i sindacati, con le associazioni datoriali. Il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica, ma anche preservare un patrimonio industriale che è importante per la Puglia e per la nazione intera”. Sanità, liste d'attesa e natalità Sul palco Meloni affronta anche il tema della sanità e delle liste d’attesa, respingendo le accuse rivolte al governo. “Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d'attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5, 6 anni fa ma nessuno se ne era occupato. La sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio”, afferma. La presidente del Consiglio rivendica in particolare l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle prestazioni: “Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione. Tutti quelli che ci fanno la morale a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”. Meloni affronta poi il tema della natalità e del calo demografico, rivendicando le misure messe in campo dal governo a sostegno delle famiglie. “Non vogliamo rassegnarci all'idea che l'Italia, l'Europa e l'intero Occidente siano impotenti di fronte al declino demografico”, afferma la presidente del Consiglio. La premier cita quindi i congedi parentali: “Prima per stare con tuo figlio dovevi rinunciare al 70% dello stipendio, oggi per tre mesi prendi l'80%”, oltre "al bonus mamme da 60 euro al mese, al contributo di 1.000 euro per ogni nuovo nato e all’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee fino a 90 mila euro". Immigrazione e integrazione Sul fronte dell’immigrazione, Meloni rivendica il cambio di orientamento avvenuto a livello europeo. “Ci hanno detto che le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà politica europea. Oggi quelle posizioni sono legge europea e quindi sono la civiltà politica europea. Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto. Ecco cosa significa contare in Europa, ecco cosa significa far contare la destra”, afferma la presidente del Consiglio. Meloni si sofferma poi sul tema dell’integrazione, ribadendo il rispetto per tutte le religioni ma rivendicando l’applicazione delle stesse regole su tutto il territorio nazionale. “Rispettiamo ogni religione ma non esiste che ci sia un pezzo di questa nazione in cui valgono altre regole, strade in cui una ragazza debba chiedere il permesso di studiare, come vestirsi, chi amare: la libertà delle donne non è negoziabile. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai doveri di trasparenza e controllo e non esiste tolleranza per la propaganda fondamentalista e per chi forma cellule jihadiste”, afferma la presidente del Consiglio. “Non faremo passi indietro”. Giustizia e femminicidi La premier passa poi al tema della giustizia e del sovraffollamento carcerario, escludendo il ricorso a provvedimenti di clemenza. “Stiamo costruendo nuove carceri perché vogliamo garantire certezza della pena. Non risolveremo mai il sovraffollamento con indulti e amnistie”, sottolinea. Meloni dedica poi un passaggio al tema della violenza contro le donne, richiamando l’ultimo caso di femminicidio. “L'orrore che ha strappato ieri la vita a Lorena ci stringe il cuore e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste. E combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno significa riconoscere che nel femminicidio c'è un aggravante, si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella civiltà europea e cristiana non è previsto”, afferma la presidente del Consiglio. Poi torna ad attaccare l'opposizione: "Sono ottanta anni che la sinistra usa l'antifascismo come arma di distrazione di massa per avere il potere". Poi uno sguardo al futuro che suona come un rilancio del suo impegno in politica. "Continuo a credere che le pagine più belle devono essere ancora scritte. Se siamo arrivati fin qui, significa che possiamo ancora andare avanti", ha detto la premier. "Il nostro traguardo - ha aggiunto - non è mai stato diventare il governo più longevo della storia della Repubblica, il nostro traguardo è sempre stato molto più ambizioso. "Il nostro traguardo è un'Italia nella quale chi ha un'idea possa realizzarle, un'Italia nella quale chi lavora possa permettersi una casa, costruire una famiglia, guardare al futuro con fiducia, un'Italia nella quale nessuno sia costretto ad andarsene per diventare quello che sogna di essere, una nazione nella quale, ovunque si trovi, ogni italiano sia fiero di dire a voce alta da dove viene, un'Italia nella quale chi è partito possa trovare 1000 ragioni per tornare". "Il nostro traguardo è un'Italia che non chiede più il permesso a nessuno". Infine: "Lo so che 4 anni non bastano, ma so che non intendo arrendermi e non intendo accontentarmi semplicemente perché questa nazione lo merita e finché io avrò l'onore e la possibilità di farlo continuerò a combattere, a scommettere e a rilanciare anche quando sarà difficile, perché lo sarà". La conclusione dell'intervento “È un onore per me servire” gli italiani, ha detto Meloni terminando il suo intervento a Bari, alla festa di Fratelli d’Italia per il primato di durata raggiunto dal governo. A chiudere il comizio sono state poi le note di “A mano a mano” di Rino Gaetano.
20:37
AGI - Giorgia Meloni celebra a Bari il record del suo governo, diventato il più longevo nella storia della Repubblica italiana, e rivendica la stabilità dell’esecutivo davanti alla platea di Fratelli d’Italia. “Mi regalate un’emozione immensa con questa piazza”, ha detto la premier aprendo il suo intervento alla festa del partito, prima di entrare nel merito dei risultati raggiunti e delle prossime sfide del governo. Il presidente del Consiglio rivendica quindi il valore politico della stabilità raggiunta dall’esecutivo, ma senza trasformare il primato di durata in un giudizio automatico sull’operato del governo. “Il governo più stabile non è per forza quello più capace, ma è quello che ha avuto più tempo per essere giudizio, e quel giudizio arriva da voi con questo entusiasmo e quello di milioni di italiani che ci chiedono di non mollare e di andare avanti”. Nel suo intervento Meloni torna quindi sul tema della stabilità, presentata come uno dei principali risultati politici dell’esecutivo. “A loro dico: mettetevi comodi, la stabilità non è stata un peso, ma uno scudo, grazie alla stabilità abbiamo protetto questa nazione”, afferma rivolgendosi alla sinistra. “In anni così una nazione senza una guida, senza visione, senza coraggio, senza idee chiare avrebbe pagato un prezzo altissimo: non il governo, i cittadini l’avrebbero pagato. La stabilità per l’Italia non è stata un vezzo, la stabilità è stata uno scudo”, aggiunge la premier, ricordando quindi i risultati ottenuti dal governo, dal Pnrr — “abbiamo dato una lezione in Europa” — al piano casa, fino ai dati sull’occupazione e ai salari. “Grazie alla stabilità - ha sostenuto - l’Italia ha smesso di essere il caso da sorvegliare in Europa, perché voi lo sapete, c’è stato un lungo tempo in cui la nostra nazione è stata considerata un po’ la malata d’Europa, no? Eravamo quelli che cambiavano governo prima di aver finito qualsiasi cosa. Ogni volta che ci presentavamo a un tavolo internazionale la faccia dei nostri interlocutori tradiva sempre la stessa domanda: e questo mo’ quanto dura?”. Meloni traccia infine una linea politica più netta sul terreno sociale: “Vogliamo essere il governo di chi lavora e di chi si impegna, il governo dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo agli altri”. Sul piano economico, Meloni lega la stabilità del governo alla maggiore fiducia dei mercati e alla riduzione del costo del debito. “Grazie alla stabilità noi abbiamo potuto proteggere questa nazione, abbiamo protetto i risparmi degli italiani quando tanti, diciamoci la verità, speravano nella tempesta finanziaria per mandare a casa questo Governo e invece oggi gli investitori considerano l'Italia una nazione più sicura di altre che un tempo ci davano lezioni”, sottolinea la presidente del Consiglio. La premier cita quindi l’andamento dello spread: “Vi ricordate lo spread, questo numero che la sinistra usava sempre contro i governi di centrodestra, bene - ha aggiunto Meloni - quando ci siamo insediati era 233 punti oggi è stabilmente sotto gli ottanta: significa miliardi di interessi risparmiati sul debito, significa soldi che non vanno ai mercati ma rimangono agli italiani”. Meloni: "Siamo a posto con la coscienza" Meloni insiste quindi sulle difficoltà incontrate dall’esecutivo e sul lavoro ancora da fare. “Siamo a posto con la nostra coscienza, ce la stiamo mettendo tutta. Ci vuole una montagna di coraggio. Non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”, afferma la premier, riconoscendo che “su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano”. La presidente del Consiglio rivendica però la volontà politica del governo: “Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti, ma quello che stiamo cercando di fare non è facile: scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni, convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci. Non è facile, richiede tempo, pazienza e una montagna di coraggio. Ci sono stati giorni che mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato e non intendo farlo adesso. Alla nostra classe dirigente voglio dire: dobbiamo fare di più e meglio”. Il consenso più alto e il senso di responsabilità Meloni rivendica anche la tenuta politica della maggioranza e il sostegno raccolto dal governo nel corso della legislatura. “Abbiamo il consenso più alto del primo giorno di governo”, questo risultato “non sarebbe stato possibile senza il contributo di tutti i leader e i parlamentari del centrodestra”. “Non siamo insieme contro qualcuno ma per affermare le nostre idee”, afferma la premier, “abbiamo ancora la lista di quello che dobbiamo fare”. La presidente del Consiglio chiarisce però di non considerare l’appuntamento di Bari una semplice celebrazione del primato di durata dell’esecutivo. “Non sono venuta Bari per festeggiare, ho il peso della responsabilità. Sono qui per ripercorrere dov'era la nazione il 22 ottobre del 2022 e dov'è adesso perché in democrazia bisogna rendere conto” delle promesse fatte agli italiani, “la stabilità è la prima grande riforma regalata alla nazione”, sottolinea, “quando l'Italia siede al tavolo la nostra nazione viene presa molto sul serio, può dire di no, indicare la rotta”. E ancora: "Le battaglie che l'Italia perdeva oggi le vince, sono conquiste che vogliamo lanciare agli italiani indipendentemente da chi vincerà le elezioni". Il dossier energetico e la Zes Nel discorso trova spazio anche il tema dell’energia, con Meloni che rivendica la scelta di riaprire il dossier del nucleare e annuncia l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi. “Abbiamo rotto il tabù del nucleare”, spiega, per poi aggiungere: “Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari. Non ha senso andare a comprare” il petrolio “in Qatar, se lo possiamo estrarre” per esempio in Basilicata. La premier passa quindi al tema della competitività delle imprese e della semplificazione amministrativa, indicando nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno (Zes) un modello da estendere al resto del Paese. “Non abbiamo protetto le nostre imprese dai dazi Usa per lasciarli in balia della burocrazia italiana. Lo abbiamo dimostrato al Sud con la Zes: oggi un imprenditore non aspetta anni e implora un timbro, ma ha un solo sportello. Vogliamo applicare un meccanismo come questo su tutto il territorio nazionale”. Meloni rivendica poi il cambio di posizione dell’opposizione: “Sono contenta - ha aggiunto - che il Pd prima diceva che era un carrozzone, e ora dice che vuole estendere la Zes, quindi sono contenta perché voteranno con noi...”. La questione dell'Ex Ilva Nel passaggio dedicato alla Puglia, Meloni affronta anche il dossier dell’ex Ilva, definendolo “la più complessa delle questioni”, anche per la contrapposizione tra chi ne chiede la chiusura e chi punta invece a salvaguardare produzione, occupazione e indotto. “Non possiamo non pensare all'ex Ilva, la più complessa delle questioni, anche perché vede sul territorio tanto chi vorrebbe la sua chiusura, quanto chi vorrebbe salvaguardare la produzione, l'occupazione, il valore dell'indotto”, afferma la premier. Meloni richiama poi gli interventi messi in campo dal governo e assicura che il confronto con il territorio proseguirà. “Non devo ricordare, perché - ha aggiunto - è nota a tutti, la situazione che abbiamo trovato, e gli sforzi che abbiamo fatto per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, e quello che continueremo a fare, confrontandoci con le realtà locali, con i sindacati, con le associazioni datoriali. Il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica, ma anche preservare un patrimonio industriale che è importante per la Puglia e per la nazione intera”. Sanità, liste d'attesa e natalità Sul palco Meloni affronta anche il tema della sanità e delle liste d’attesa, respingendo le accuse rivolte al governo. “Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d'attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5, 6 anni fa ma nessuno se ne era occupato. La sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio”, afferma. La presidente del Consiglio rivendica in particolare l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle prestazioni: “Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione. Tutti quelli che ci fanno la morale a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”. Meloni affronta poi il tema della natalità e del calo demografico, rivendicando le misure messe in campo dal governo a sostegno delle famiglie. “Non vogliamo rassegnarci all'idea che l'Italia, l'Europa e l'intero Occidente siano impotenti di fronte al declino demografico”, afferma la presidente del Consiglio. La premier cita quindi i congedi parentali: “Prima per stare con tuo figlio dovevi rinunciare al 70% dello stipendio, oggi per tre mesi prendi l'80%”, oltre "al bonus mamme da 60 euro al mese, al contributo di 1.000 euro per ogni nuovo nato e all’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee fino a 90 mila euro". Immigrazione e integrazione Sul fronte dell’immigrazione, Meloni rivendica il cambio di orientamento avvenuto a livello europeo. “Ci hanno detto che le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà politica europea. Oggi quelle posizioni sono legge europea e quindi sono la civiltà politica europea. Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto. Ecco cosa significa contare in Europa, ecco cosa significa far contare la destra”, afferma la presidente del Consiglio. Meloni si sofferma poi sul tema dell’integrazione, ribadendo il rispetto per tutte le religioni ma rivendicando l’applicazione delle stesse regole su tutto il territorio nazionale. “Rispettiamo ogni religione ma non esiste che ci sia un pezzo di questa nazione in cui valgono altre regole, strade in cui una ragazza debba chiedere il permesso di studiare, come vestirsi, chi amare: la libertà delle donne non è negoziabile. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai doveri di trasparenza e controllo e non esiste tolleranza per la propaganda fondamentalista e per chi forma cellule jihadiste”, afferma la presidente del Consiglio. “Non faremo passi indietro”. Giustizia e femminicidi La premier passa poi al tema della giustizia e del sovraffollamento carcerario, escludendo il ricorso a provvedimenti di clemenza. “Stiamo costruendo nuove carceri perché vogliamo garantire certezza della pena. Non risolveremo mai il sovraffollamento con indulti e amnistie”, sottolinea. Meloni dedica poi un passaggio al tema della violenza contro le donne, richiamando l’ultimo caso di femminicidio. “L'orrore che ha strappato ieri la vita a Lorena ci stringe il cuore e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste. E combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno significa riconoscere che nel femminicidio c'è un aggravante, si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella civiltà europea e cristiana non è previsto”, afferma la presidente del Consiglio. Poi torna ad attaccare l'opposizione: "Sono ottanta anni che la sinistra usa l'antifascismo come arma di distrazione di massa per avere il potere". La conclusione dell'intervento “È un onore per me servire” gli italiani, ha detto Meloni terminando il suo intervento a Bari, alla festa di Fratelli d’Italia per il primato di durata raggiunto dal governo. A chiudere il comizio sono state poi le note di “A mano a mano” di Rino Gaetano.
20:04
AGI - Da una parte i festeggiamenti per il record di longevità del governo Meloni, dall'altra i dati che parlano di "un'Italia sempre più povera". Su questo iato si concentra la 'contro narrazione' che le opposizioni cercano di opporre a quella della maggioranza. Così, se Giorgia Meloni rivendica la stabilità non come "un record da esibire", ma come "condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare", i leader del centrosinistra ribattono, quasi in coro: "Meloni festeggia, l'Italia no", come da sintesi di Elly Schlein. Centrosinistra, Schlein: "Meloni festeggia, partono i licenziamenti" Non solo: la segretaria dem sottolinea come, nel giorno del record dell'esecutivo, siano partite le lettere di licenziamento ai lavoratori Ex Ilva: "Mentre Giorgia Meloni festeggia a Bari, partono 2.500 lettere di licenziamento a Taranto destinate ai lavoratori dell'indotto Ex Ilva, ed Electrolux conferma il suo piano di esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi. Anziche' perdere tempo ad autocelebrarsi", avverte, "il governo dovrebbe occuparsi delle vertenze che riguardano lavoratrici e lavoratori, famiglie e imprese, e affrontare i nodi che in questi 4 anni non ha saputo risolvere". Conte: "Quattro anni di nulla" Il leader del M5s, impegnato in un tour nel Mezzogiorno, parla di "quattro anni di nulla, di inerzia" che fanno della longevità dell'esecutivo, "non una nota di merito, ma un'aggravante. Questo passera' alla storia come il governo più longevo, ma che ha aggravato la situazione dell'Italia", aggiunge Conte prima di salire sul palco di Cerisano, in provincia di Cosenza, per parlare di Periferie. "Abbiamo crescita zero, siamo il fanalino di coda in Europa, i costi per le famiglie sono altissimi, la pressione fiscale e' aumentata", è la lista dell'ex premier. Insomma, al governo "brindano con lo champagne", ma "gli italiani non brindano affatto". Bonelli, numeri su inflazione e povertà Stesso leitmotiv seguito da Angelo Bonelli, che sprona il centrosinistra a "salvare gli italiani dalla propaganda di Giorgia Meloni". L'esponente rossoverde ha deciso di 'celebrare' i quattro anni di governo con una conferenza open air davanti Palazzo Chigi, durante la quale ha snocciolato alcuni numeri: "L'inflazione è al 3,3%, l'energia registra aumenti del 17%, 5,7 milioni di persone vivono in poverta' assoluta e circa 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a visite, esami o terapie mediche di cui avevano bisogno". Il video di Renzi Matteo Renzi affida, invece, a un video sui social il suo commento, condito dalla consueta ironia: "Ammazza ao'! Giorgia Meloni oggi non si tiene, è entusiasta, sprizza gioia da tutti i pori", sottolinea il leader di Italia Viva in tenuta da trekking: "Lei è contenta perché il suo governo è il più longevo della storia repubblicana. Prossimo obiettivo, eguagliare Mussolini. Questo le piacerebbe per tanti motivi, ma pensa che sarà molto, molto, molto difficile", sottolinea con un velo di malizia per, poi, rivolgersi agli italiani: "Stiamo meglio o peggio di quattro anni fa? Guardate il vostro conto in banca, il mutuo, lo stipendio, il carrello della spesa, la bolletta, la benzina. L'Italia sta meglio o peggio di quattro anni fa?". Magi: "Nessuna riforma, va tutto peggio" Di "un governo inutilmente e dannosamente longevo" parla Riccardo Magi: "Non ha fatto nemmeno una riforma di quelle annunciate, ne' il premierato, ne' la giustizia, né sull'economia, né sul lavoro, né sulle politiche sociali; anzi, da quando c'è il governo Meloni, causa anche le crisi internazionali provocate o foraggiate dal suo amico Trump, va tutto peggio", continua il leader di Più Europa. Non solo: la cosa più sorprendente, per Magi, è che "mentre festeggiano la longevità del loro governo, ottenuto con la vecchia legge elettorale, tengono in ostaggio il parlamento per cambiare la legge elettorale accampando la scusa della stabilità. Un cortocircuito totale solo per imbullonarsi alla poltrona di Palazzo Chigi". Un punto di vista condiviso dalla leader dem: "L'unica priorità di Meloni è cambiare la legge elettorale per provare a garantirsi la rielezione". L'operato dell'esecutivo? "Quattro anni buttati". Più amaro il commento di Ernesto Maria Ruffini: "Oggi, a ben vedere, i record sono due: quello del governo più longevo della storia repubblicana e quello dell'opposizione piu' lunga allo stesso governo. Forse è arrivato il momento di provare a batterne un terzo: trasformare questa lunga opposizione in una proposta credibile di governo".
19:42
AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il record del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022 Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986. Stabilità e frizioni Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'". Meloni e Tajani Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani". Sicurezza e giustizia Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo. Ddl sicurezza Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano. Reddito di cittadinanza e fisco Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%. Atlantismo Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario. Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana". Braccio di ferro È di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato. La premier su X, "avanti con i piedi per terra e uno sguardo al futuro" "Oggi il nostro Governo diventa il più longevo in carica nella storia della Repubblica Italiana - comincia così un lungo post su X della premier che questa sera celebrerà a Bari il traguardo dei quattro anni a Palazzo Chigi -. È un fatto che accolgo con gratitudine e un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da ostentare, ma la condizione che permette a una Nazione di pianificare, decidere, onorare gli impegni e comandare rispetto. In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, gestire le finanze pubbliche con serietà e restituire all'Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo benissimo quante cose restano ancora da fare. Questa stabilità non è il valore di una singola persona. È il risultato di una coalizione unita, che ha governato per quattro anni con una visione condivisa e che ha scelto di restare unita non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l'Italia". "Non credo sia una coincidenza che, da oggi, i tre governi più longevi nella storia repubblicana siano tutti governi di centro-destra - ha osservato Meloni -. La stabilità si costruisce quando un'alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l'unico motivo per restare uniti è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato la loro fiducia. Un trust che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontato. L'anno prossimo torneremo davanti ai cittadini con ciò che abbiamo fatto, con ciò che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E ancora una volta spetterà a loro decidere se meritiamo di continuare questo percorso. Nel frattempo, il lavoro continua. E questa sera ci vedremo a Bari, insieme alla grande comunità dei Fratelli d'Italia. Sarà l'occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che ci aspetta ancora. Avanti, con i piedi a terra e lo sguardo rivolto al futuro", ha concluso la premier.
17:46
L’avvocato Fiumefreddo, presidente del movimento, invia un dossier alla procura di Roma. La magistratura militare sta già indagando sulla presenza di componenti delle Forze armate nel movimento di Vannacci
17:46
L’avvocato Fiumefreddo, presidente del movimento, invia un dossier ai pm di Roma. La magistratura militare sta già indagando sulla presenza di componenti delle Forze armate nel movimento di Vannacci
08:31
AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il record del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022 Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986. Stabilità e frizioni Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'". Meloni e Tajani Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani". Sicurezza e giustizia Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo. Ddl sicurezza Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano. Reddito di cittadinanza e fisco Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%. Atlantismo Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario. Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana". Braccio di ferro E' di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato. La premier su X, "avanti con i piedi per terra e uno sguardo al futuro" "Oggi il nostro Governo diventa il più longevo in carica nella storia della Repubblica Italiana - comincia così un lungo post su X della premier che questa sera celebrerà a Bari il traguardo dei quattro anni a Palazzo Chigi -. È un fatto che accolgo con gratitudine e un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da ostentare, ma la condizione che permette a una Nazione di pianificare, decidere, onorare gli impegni e comandare rispetto. In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, gestire le finanze pubbliche con serietà e restituire all'Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo benissimo quante cose restano ancora da fare. Questa stabilità non è il valore di una singola persona. È il risultato di una coalizione unita, che ha governato per quattro anni con una visione condivisa e che ha scelto di restare unita non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l'Italia". "Non credo sia una coincidenza che, da oggi, i tre governi più longevi nella storia repubblicana siano tutti governi di centro-destra - ha osservato Meloni -. La stabilità si costruisce quando un'alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l'unico motivo per restare uniti è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato la loro fiducia. Un trust che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontato. L'anno prossimo torneremo davanti ai cittadini con ciò che abbiamo fatto, con ciò che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E ancora una volta spetterà a loro decidere se meritiamo di continuare questo percorso. Nel frattempo, il lavoro continua. E questa sera ci vedremo a Bari, insieme alla grande comunità dei Fratelli d'Italia. Sarà l'occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che ci aspetta ancora. Avanti, con i piedi a terra e lo sguardo rivolto al futuro", ha concluso la premier.
07:28
AGI - Circa 300 i provvedimenti approvati (di cui quasi 140 i decreti legge che hanno ottenuto il via libera finale o ancora da licenziare). Molte le fiducie votate: sono oltre 140 quelle poste dal governo tra Camera e Senato, con una frequenza di poco meno di tre al mese (il 90% sono state poste proprio sui decreti). Sono i macro-numeri della XIX legislatura, avviata il 13 ottobre del 2022 e a un soffio dal compiere il quarto compleanno. Data che è stata di poco anticipata da un altro compleanno: venerdì 4 settembre, il governo Meloni ha toccato quota 1.413 giorni, aggiudicandosi il record di esecutivo più longevo della storia della Repubblica, dal 1948 a oggi. L'attività parlamentare tra decreti e sicurezza Numeri che si incrociano con quelli del Parlamento: luogo in cui approdano i disegni di legge, i decreti, i Trattati, dove si svolgono le comunicazioni della premier e dei singoli ministri, le informative. La maggior parte dei provvedimenti all'attenzione di Camera e Senato sono stati di iniziativa governativa, tra decreti e disegni di legge, poche invece le proposte di legge di iniziativa parlamentare e ancor meno quelle che hanno definitivamente visto la luce (soprattutto quelle presentate dalle opposizioni). In questi quasi 4 anni di legislatura il Parlamento ha esaminato alcune riforme, altre sono ancora all'esame di uno dei due rami. Giustizia, sicurezza, immigrazione, fisco-economia e guerre sono le tematiche su cui si è maggiormente concentrata l'attività parlamentare, anche alla luce delle varie crisi internazionali e delle loro inevitabili ripercussioni sull'attività legislativa (ad esempio i diversi decreti varati per fronteggiare il caro carburanti e il caro energia). Ma è soprattutto il fronte sicurezza ad averla fatta da padrone: tra i primi provvedimenti approvati figurano il decreto Rave e i primi decreti Sicurezza, i decreti Caivano contro le baby gang, il decreto Cutro contro gli scafisti, le norme contro le occupazioni abusive e l'inasprimento di diverse norme nonché la creazione di nuove tipologie di reato (dai blocchi stradali alla "resistenza passiva", alla la legge sulla maternità surrogata come reato universale, per citarne alcuni). Lo stato delle riforme istituzionali Quanto alle riforme, il loro iter è stato in alcuni casi velocissimo, in altri molto più articolato e, infine, alcune sono destinate a non vedere mai la luce. È il caso del premierato, provvedimento inserito nel programma di governo ma dal percorso travagliato, fino a essere 'congelato' in commissione alla Camera dopo essere stato licenziato dal Senato il 18 giugno del 2024. Rapido invece l'iter della riforma sulla separazione delle carriere, poi bocciata dal referendum, svoltosi il 22 e 23 marzo scorsi. Tra le riforme figura anche l'Autonomia differenziata. Sulla legge è poi intervenuta la sentenza della Corte costituzionale del 2024 che ha dichiarato la incostituzionalità di alcune disposizioni. In seguito, il governo ha trasmesso, al Senato, un disegno di legge recante una delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni e, a entrambe le Camere, gli schemi di intese preliminari tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per il trasferimento di funzioni in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica: entrambi i rami, prima della pausa estiva, hanno approvato gli atti di indirizzo relativi agli schemi anzidetti. È di questi ultimi mesi la riforma della legge elettorale, approvata in prima lettura alla Camera e ora all'esame del Senato, dove sarà modificata (forse anche con l'inserimento del ballottaggio) per poi tornare a Montecitorio per l'ok definitivo (nelle previsioni della maggioranza prima dell'avvio della sessione di Bilancio). Fisco, economia, immigrazione e tutele sociali Copioso il carnet di interventi sul Fisco: si va dalla riforma fiscale che introduce una modifica strutturale delle imposte basata sulla semplificazione e la riforma dell'Irpef, con la progressiva riduzione del carico fiscale alle modifiche degli scaglioni di reddito, ridotti da 4 a 3. Poi il taglio del cuneo fiscale (viene reso strutturale il taglio contributivo a favore dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi) e la Flat tax estesa per i lavoratori autonomi e le partite Iva. Infine il superamento del Reddito di cittadinanza, sostituito dall'Assegno di Inclusione (AdI) per i nuclei fragili e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl) per i soggetti occupabili. Da annoverare tra i provvedimenti anche il Piano Mattei, una strategia di cooperazione e partenariato energetico e di sviluppo con i Paesi del continente africano e i vari provvedimenti di revisione e attuazione del Pnrr. Infine il fronte immigrazione: dai decreti migranti al ddl immigrazione con la stretta sui ricongiungimenti, l'Accordo Italia-Albania e in ultimo il decreto di attuazione del Patto Ue. Non sono mancati i provvedimenti approvati in maniera trasversale e unanime dal Parlamento: come la Legge Roccella-Piantedosi che introduce un forte inasprimento delle misure di prevenzione per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica e l'introduzione del reato di Femminicidio, approvato in via definitiva il 25 novembre 2025. È invece ancora fermo al Senato, dopo l'ok unanime della Camera, il provvedimento sulla violenza sessuale sul consenso libero e attuale, ma in corso di modifiche a Palazzo Madama, dopo che l'intesa siglata direttamente dalla premier Meloni e dalla leader Pd Schlein ha iniziato a scricchiolare.
06:30
AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il 'record' del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022 Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986. Stabilità e frizioni Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'". Meloni e Tajani Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani". Sicurezza e giustizia Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo. Ddl sicurezza Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano. Reddito di cittadinanza e fisco Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%. Atlantismo Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario. Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana". Braccio di ferro E' di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato.
04:51
AGI - Circa 300 i provvedimenti approvati (di cui quasi 140 i decreti legge che hanno ottenuto il via libera finale o ancora da licenziare). Molte le fiducie votate: sono oltre 140 quelle poste dal governo tra Camera e Senato, con una frequenza di poco meno di tre al mese (il 90% sono state poste proprio sui decreti). Sono i macro-numeri della XIX legislatura, avviata il 13 ottobre del 2022 e a un soffio dal compiere il quarto compleanno. Data che è stata di poco anticipata da un altro compleanno: venerdì 4 settembre, il governo Meloni ha toccato quota 1.413 giorni, aggiudicandosi il record di esecutivo più longevo della storia della Repubblica, dal 1948 a oggi. L'attività parlamentare tra decreti e sicurezza Numeri che si incrociano con quelli del Parlamento: luogo in cui approdano i disegni di legge, i decreti, i Trattati, dove si svolgono le comunicazioni della premier e dei singoli ministri, le informative. La maggior parte dei provvedimenti all'attenzione di Camera e Senato sono stati di iniziativa governativa, tra decreti e disegni di legge, poche invece le proposte di legge di iniziativa parlamentare e ancor meno quelle che hanno definitivamente visto la luce (soprattutto quelle presentate dalle opposizioni). In questi quasi 4 anni di legislatura il Parlamento ha esaminato alcune riforme, altre sono ancora all'esame di uno dei due rami. Giustizia, sicurezza, immigrazione, fisco-economia e guerre sono le tematiche su cui si è maggiormente concentrata l'attività parlamentare, anche alla luce delle varie crisi internazionali e delle loro inevitabili ripercussioni sull'attività legislativa (ad esempio i diversi decreti varati per fronteggiare il caro carburanti e il caro energia). Ma è soprattutto il fronte sicurezza ad averla fatta da padrone: tra i primi provvedimenti approvati figurano il decreto Rave e i primi decreti Sicurezza, i decreti Caivano contro le baby gang, il decreto Cutro contro gli scafisti, le norme contro le occupazioni abusive e l'inasprimento di diverse norme nonché la creazione di nuove tipologie di reato (dai blocchi stradali alla "resistenza passiva", alla la legge sulla maternità surrogata come reato universale, per citarne alcuni). Lo stato delle riforme istituzionali Quanto alle riforme, il loro iter è stato in alcuni casi velocissimo, in altri molto più articolato e, infine, alcune sono destinate a non vedere mai la luce. È il caso del premierato, provvedimento inserito nel programma di governo ma dal percorso travagliato, fino a essere 'congelato' in commissione alla Camera dopo essere stato licenziato dal Senato il 18 giugno del 2024. Rapido invece l'iter della riforma sulla separazione delle carriere, poi bocciata dal referendum, svoltosi il 22 e 23 marzo scorsi. Tra le riforme figura anche l'Autonomia differenziata. Sulla legge è poi intervenuta la sentenza della Corte costituzionale del 2024 che ha dichiarato la incostituzionalità di alcune disposizioni. In seguito, il governo ha trasmesso, al Senato, un disegno di legge recante una delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni e, a entrambe le Camere, gli schemi di intese preliminari tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per il trasferimento di funzioni in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica: entrambi i rami, prima della pausa estiva, hanno approvato gli atti di indirizzo relativi agli schemi anzidetti. È di questi ultimi mesi la riforma della legge elettorale, approvata in prima lettura alla Camera e ora all'esame del Senato, dove sarà modificata (forse anche con l'inserimento del ballottaggio) per poi tornare a Montecitorio per l'ok definitivo (nelle previsioni della maggioranza prima dell'avvio della sessione di Bilancio). Fisco, economia, immigrazione e tutele sociali Copioso il carnet di interventi sul Fisco: si va dalla riforma fiscale che introduce una modifica strutturale delle imposte basata sulla semplificazione e la riforma dell'Irpef, con la progressiva riduzione del carico fiscale alle modifiche degli scaglioni di reddito, ridotti da 4 a 3. Poi il taglio del cuneo fiscale (viene reso strutturale il taglio contributivo a favore dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi) e la Flat tax estesa per i lavoratori autonomi e le partite Iva. Infine il superamento del Reddito di cittadinanza, sostituito dall'Assegno di Inclusione (AdI) per i nuclei fragili e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl) per i soggetti occupabili. Da annoverare tra i provvedimenti anche il Piano Mattei, una strategia di cooperazione e partenariato energetico e di sviluppo con i Paesi del continente africano e i vari provvedimenti di revisione e attuazione del Pnrr. Infine il fronte immigrazione: dai decreti migranti al ddl immigrazione con la stretta sui ricongiungimenti, l'Accordo Italia-Albania e in ultimo il decreto di attuazione del Patto Ue. Non sono mancati i provvedimenti approvati in maniera trasversale e unanime dal Parlamento: come la Legge Roccella-Piantedosi che introduce un forte inasprimento delle misure di prevenzione per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica e l'introduzione del reato di Femminicidio, approvato in via definitiva il 25 novembre 2025. È invece ancora fermo al Senato, dopo l'ok unanime della Camera, il provvedimento sulla violenza sessuale sul consenso libero e attuale, ma in corso di modifiche a Palazzo Madama, dopo che l'intesa siglata direttamente dalla premier Meloni e dalla leader Pd Schlein ha iniziato a scricchiolare.
00:01
Va letto bene, il programma del generale, nelle parti che riguardano giustizia e sicurezza. Perché poi magari era un falso allarme. O un abbaglio mediatico. Però dare un’occhiata più attenta vale la pena. Non sempre la storia la capisci mentre accade
01:00
Dopo il referendum sulla giustizia l’opposizione avrebbe dovuto rendere credibile la coalizione con un programma. Se ci fosse, la questione premiership sarebbe meno incandescente
12:13
L’annuncio del ministero della Giustizia di Belgrado all’indomani della morte in carcere all’Aja del ex militare responsabile di crimini contro l’umanità nella guerra di Jugoslavia
12:13
La decisione del ministero della Giustizia di Belgrado arriva all’indomani della morte in carcere all’Aja dell’ex militare responsabile di crimini contro l’umanità nella guerra di Jugoslavia
01:45
AGI - C'è chi accenna a partire, chi scarta di lato, chi accenna a tornare indietro. Come alla "mossa" del Palio di Siena, i leader del centrosinistra cominciano a disporsi, non senza difficoltà, lungo la linea di partenza, in attesa del "canape" delle primarie. Ci sono Giuseppe Conte ed Elly Schlein, naturalmente, che hanno rotto gli indugi a marzo, nei minuti immediatamente successivi alla vittoria del No al referendum. Ma c'è anche Riccardo Magi, leader di Più Europa che ha aperto alla sua candidatura: "Ci dovrà essere un candidato di Più Europa, io correrei con grande entusiasmo", ha sottolineato appena due giorni fa. E poi i nomi accarezzati dai centristi, a cominciare da Silvia Salis passando per Ernesto Maria Ruffini di Più Uno e al Progetto Civico di Onorato. E nelle ultime ore si è fatta insistente la voce di un candidato o una candidata rossoverde, con la deputata e consorte di Nicola Fratoianni, Elisabetta Piccolotti, in pole. Sulle primarie ancora nessuna certezza Il tutto mentre è ancora buio fitto sulle regole di ingaggio che dovranno governare la corsa. Se ne era accennato durante il pranzo tra Schlein e Conte il 4 agosto, ma, viene riferito da fonti di centrosinistra, al momento nessuna indicazione chiara è arrivata, né sulle regole né sui tempi. E questo nonostante le pressioni di Conte nell'ultimo periodo prima della chiusura dei lavori parlamentari, quando ha messo al centro le primarie e la questione Ucraina: sintomo chiaro di una voglia di accelerare sia sul programma sia sulla scelta del leader. Ben prima, comunque, del timing su cui si ragiona in ambienti Pd, vale a dire nei primi mesi del 2027. Il nodo del ballottaggio Per quello che riguarda le regole di ingaggio, i nodi sembrano riguardare il ballottaggio tra i primi due in termini di consensi e la possibilità di votare online. La prima ipotesi vedrebbe favorevole il Pd: tra i dem c'è la sicurezza che in uno scontro a due la segretaria non avrebbe rivali. Anche perché, al primo turno, è facile immaginare che molti dei voti su cui punterebbe Schlein potrebbero disperdersi nei rivoli centristi. Per lo stesso motivo, Conte sarebbe avvantaggiato da una sfida a un turno solo. Il rebus del voto online per il centrosinistra L'altro nodo, il voto online, è considerato un terreno scivoloso dai vertici del Pd: il M5s è attrezzato meglio e da tempo nell'organizzare la base attraverso le piattaforme. Al contrario, iscritti ed elettori dem considerano i gazebo come un rituale fondamentale nella vita del partito. Ma anche per questo, a sentire fonti dem, il punto di caduta potrebbe essere proprio lo 'scambio' tra ballottaggio e voto online. La questione Ucraina Oltre al nodo delle regole e dei tempi, c'è quello dei temi, con i dossier principali che continuano a far penare i leader del centrosinistra, Ucraina in primis. Da questo punto di vista appare significativo l'ultimo scontro interno nato da una intervista di Conte in cui il leader M5s rinviava alle primarie, e quindi a dopo la scelta della guida del centrosinistra, lo scioglimento del nodo sulla politica estera. Parole che hanno fatto insorgere Schlein, "non funziona così", fino al pranzo "distensivo". La battaglia su legge elettorale Con la ripresa dei lavori parlamentari, tuttavia, ci sarà occasione per i leader di dimostrare la loro capacità di intesa nelle aule parlamentari, ma anche fuori, in occasione della battaglia sulla legge elettorale. "Tutti i leader in piazza il 15 settembre", è l'appello lanciato da Riccardo Magi che spera così di rinvigorire quel "Fronte del No" risultato vincente al referendum sulla giustizia. Una "battaglia per la Costituzione", la definiscono nel Pd, consapevoli che la vera posta in gioco è l'elezione del Presidente della Repubblica, nel 2029: in un Parlamento dominato dalla destra per mezzo di un "premio di governabilità sproporzionato", spiegano i dem, Giorgia Meloni e i suoi avrebbero carta bianca nella scelta del Capo dello Stato.
20:16
AGI - Il consigliere Rai Federica Frangi interviene sul caso Ranucci: "Indipendenza sì, impunità no. Ribadire che nessun ministro debba decidere chi conduce Report è pleonastico, così come sarebbe pleonastico dire che neppure la Presidente di una Commissione di Vigilanza può deciderlo. E allo stesso modo è strumentale invocare l'European Media Freedom Act per trasformare ogni verifica interna su Ranucci in un attacco alla libertà di stampa": Tutela dell'indipendenza editoriale "L'Emfa", sottolinea Frangi, "tutela l'indipendenza editoriale della Rai, non garantisce l'impunità personale di chi ci lavora a fronte di palesi violazioni delle regole aziendali. E non è convincente sostenere che l'unica domanda sia se i rapporti con Lavitola abbiano o meno condizionato i contenuti di Report". "La correttezza professionale non si misura soltanto su ciò che va in onda", sottolinea il consigliere Rai, "riservatezza, rapporti di lealtà e correttezza verso l'azienda, i comportamenti verso la redazione e tutela dell'immagine del programma, sono anch'essi aspetti che la Rai ha il diritto e il dovere di valutare. Se un dirigente Rai invia a un giornalista una comunicazione nell'ambito del rapporto di lavoro e quella comunicazione viene inoltrata all'esterno, è legittimo che la Rai verifichi eventuali violazioni degli obblighi di riservatezza e correttezza professionale". Verifiche sulle responsabilità professionali "Report può essere un valore per la Rai in termini di ascolti e pubblicità", osserva Frangi, "ma il valore del programma non può diventare uno scudo per il comportamento di chi lo conduce. Ranucci è e resta vittima dell'attentato subito, e su quell'attentato spetta alla magistratura accertare fatti e responsabilità, ma non è vittima della Rai. Anche alla luce di quanto sta emergendo, eventuali responsabilità professionali devono poter essere accertate dall'Azienda così come questa ha il dovere di fare nei riguardi di ogni suo dipendente, senza trasformare ogni verifica in un inutile richiamo a un'aggressione alla libertà di stampa. Salvini, "meglio aspettare che si faccia chiarezza" Per il vicepremier, Matteo Salvini, "difficilmente Ranucci può andare in conduzione su una televisione pubblica, con una credibilità, che in queste ore con quello che sta emergendo è limitata. Quindi penso che anche nel suo interesse sia meglio aspettare che emerga la verità. Ranucci - afferma ancora Salvini - è un dirigente pubblico. Quindi, come tutti i dirigenti pubblici pagati con denaro pubblico dei cittadini, dovrebbe avere più attenzioni, più cautele. Se uno dei suoi più cari amici è quello che avrebbe, stando alle dichiarazioni, organizzato un attentato per aiutarlo politicamente e fargli aumentare la scorta".
05:25
AGI - "La presente proposta non aspira a essere "la" riforma del calcio italiano. Aspira a essere, con maggiore realismo, un intervento di sistema". È la premessa di un disegno di legge presentato dal Pd a palazzo Madama e visionato dall'Agi che porta la prima firma del capogruppo dem Francesco Boccia ed è sottoscritto da tutti i senatori. Tra le proposte avanzate c'è la riduzione delle squadre in Serie A e Serie B, paletti più stringenti per la verifica della sostenibilità economica delle formazioni di calcio, un tetto ai compensi ai procuratori sportivi "al 5 per cento della retribuzione annua lorda del calciatore". Investimenti nei vivai, una ripartizione migliore dei diritti tv, vantaggi fiscali per la ristrutturazione degli stadi, "voucher sport" per le famiglie con Isee inferiore a 15.000 euro e misure di sostegno all'integrazione dei minori stranieri residenti, alcune delle altre principali ricette dei dem che, tra l'altro, notano "la clamorosa assenza di seconde generazioni di cittadini nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri nei vivai e nelle Nazionali giovanili di calcio. Un'assenza che non trova riscontro né nelle altre discipline sportive italiane, né nelle altre Nazionali di calcio europee". "Il confronto fra discipline italiane è evidente - si rimarca nel ddl -: l'atletica leggera azzurra, la pallavolo e la pallacanestro sono Nazionali profondamente integrate, dove le seconde generazioni sono protagoniste e medagliate. Il confronto con le altre Nazionali europee è ancora più netto: la Nazionale francese vincitrice del Mondiale 2018 era composta per oltre il 70 per cento da seconde e terze generazioni, quella belga per circa il 50 per cento, quelle inglese, tedesca e svizzera per quote stabilmente superiori al 30 per cento". "Le cause - si fa notare - sono prevalentemente due: una barriera economica all'accesso alle scuole calcio, con costi medi di iscrizione che, sommati alle attrezzature e alle spese di trasporto, superano i 1.500 euro, escludendo di fatto le famiglie a basso reddito; e una barriera normativa procedurale", da qui la proposta di inserire "quattro princìpi inderogabili ai regolamenti federali: decentramento dell'istruttoria ai Comitati regionali o provinciali; documentazione limitata a quella prevista per i minori italiani; termine di trenta giorni con silenzio-assenso; divieto di adempimenti ulteriori". L'analisi che fanno i dem nel disegno di legge parte da una fotografia impietosa del calcio italiano nella quale si sottolinea "una crisi dei talenti, dei vivai, delle scuole calcio e dell'integrazione". "La terza consecutiva mancata qualificazione ai Campionati Mondiali (2018, 2022 e 2026) non può essere derubricata a frutto di contingenze episodiche. Essa è piuttosto il portato di un sistema in cui i calciatori italiani under 21 selezionabili giocano appena l'1,9 per cento dei minuti nel campionato di Serie A, collocando l'Italia al 49 posto su 50 nella graduatoria. Dei 284 calciatori che hanno giocato almeno 30 minuti a partita nella Serie A 2025/2026, solo 89 sono italiani, dei quali 10 portieri". Si rimarca inoltre "la crisi del campionato maschile di Serie A che si sostanzia in una crisi del valore competitivo del prodotto. La Serie A non attrae più investitori solidi, né calciatori di livello internazionale nel loro pieno svolgimento di carriera. I dati sono impietosi: 730 milioni di euro di perdite annue, 5,5 miliardi di indebitamento complessivo, 194 esclusioni di società dai campionati professionistici dal 1986, 519 punti di penalizzazione inflitti negli ultimi tredici anni. Sul fronte commerciale, il valore di aggiudicazione dei diritti audiovisivi sul mercato domestico è sceso del 7,5 per cento dal picco 2018-2021, in un periodo in cui la Premier League inglese e la Liga spagnola hanno mantenuto o accresciuto i propri valori; sul mercato estero, tra il 2015 e il 2025 la Serie A ha registrato un incremento poco superiore al 30 per cento, contro il 260 per cento della Premier League e il 160 per cento della Liga". Necessità di una risposta legislativa Da qui la necessità di una risposta legislativa. "Le due crisi richiedono risposte radicalmente diverse: per la prima, investimenti strutturali nei vivai sia maschili sia femminili, nelle scuole calcio, negli impianti dei territori, nonché misure di sostegno all'integrazione dei minori stranieri residenti; per la seconda, qualità delle infrastrutture, certezza delle regole per gli investitori e sostenibilità economico-finanziaria delle società". Le tre direttrici del ddl Il ddl "si articola su tre direttrici principali: una premialità positiva verso i club che formano e fanno giocare i giovani calciatori e le giovani calciatrici italiane; il rifinanziamento del Fondo per il professionismo negli sport femminili; il finanziamento strutturale del sistema calcio attraverso il contrasto alla pirateria audiovisiva e il rafforzamento del cosiddetto "decreto dignità" in materia di tutela dai fenomeni di dipendenza da gioco d'azzardo". Diritti televisivi e settori giovanili Il ddl punta, tra l'altro, ad attualizzare la riforma della cosiddetta "legge Melandri" sui diritti televisivi. Il principale meccanismo redistributivo del calcio italiano "già oggi destina il 5 per cento delle risorse al criterio del minutaggio under 23", l'articolo 2 del ddl porta questa quota al 10 per cento e "la vincola a parametri stringenti: minutaggio effettivo di gioco garantito ai calciatori tra i 15 e i 23 anni nei campionati professionistici; numero di calciatori professionisti provenienti da scuole calcio affiliate; numero di giovani calciatori formati dalla società convocati nelle Nazionali giovanili o nella Nazionale maggiore". "È altresì previsto il vincolo di reinvestimento nei settori giovanili di almeno il 50 per cento delle risorse ricevute ai sensi della nuova quota. La tecnica - si spiega - è quella della premialità positiva: chi forma e fa giocare i giovani italiani guadagna di più". L'articolo 3 del ddl istituisce, presso il Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, un Fondo dedicato al potenziamento dei settori giovanili, dell'impiantistica sportiva di base e dell'integrazione dei minori stranieri, alimentato dal 70 per cento dei proventi delle sanzioni Agcom in materia di pirateria audiovisiva. Struttura degli stadi Si interviene inoltre sulla struttura impiantistica: il 93 per cento degli stadi di Serie A è di proprietà pubblica (prevalentemente comunale), con un'età media di 61 anni, "in netta controtendenza rispetto al modello inglese, spagnolo e tedesco", l'osservazione. Credito d'imposta e agevolazioni L'articolo 5 del ddl prevede un credito d'imposta strutturale del 30 per cento sui costi di ammodernamento, ristrutturazione e riqualificazione riservato agli impianti in concessione di durata residua non inferiore a trenta anni e l'azzeramento dell'imposta sul reddito delle società per le ASD/SSD affiliate alla FIGC e gestori di scuole calcio operanti in aree individuate come Aree Interne, ovvero ricomprese nella Zes. Voucher sport e istruttori Si prevede pure l'esonero contributivo per i compensi degli istruttori sportivi, un voucher sport per le famiglie con Isee inferiore a 15.000 euro. Riforma dei campionati L'articolo 8 del ddl impegna la Federazione ad adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, "un piano di riforma dei campionati finalizzato: alla riduzione del numero delle società partecipanti ai campionati di Serie A e Serie B in funzione della sostenibilità economica del sistema; al rafforzamento degli indicatori economico-patrimoniali per l'ammissione e la permanenza nei campionati professionistici, una riduzione del 30 per cento delle aliquote contributive pensionistiche per i giovani calciatori subordinati nei settori professionistici formati nei vivai italiani, alle condizioni ivi previste, e un obbligo di copertura assicurativa privata per gli infortuni con massimali minimi protettivi. Tetto ai procuratori e giustizia federale L'articolo 10 del ddl fissa il tetto ai compensi ai procuratori sportivi al 5 per cento della retribuzione annua lorda del calciatore, con facoltà per la Federazione di stabilire percentuali inferiori a tutela dei minori. Sono altresì previsti il divieto di compensi su contratti di durata inferiore a sei mesi o su prestiti inferiori a una stagione, l'obbligo di istituire un registro pubblico e l'indipendenza della Procura federale e degli altri organi di giustizia endofederale, il pieno riconoscimento giuridico e contrattuale del professionismo arbitrale di vertice. Nuovi criteri per i diritti audiovisivi Dunque, tra le modifiche ai criteri di ripartizione delle risorse derivanti dalla cessione dei diritti di riproduzione audio video del campionato di calcio di Serie A si prevede "che il 10 per cento delle risorse vada alla valorizzazione dei vivai e dei giovani calciatori e delle giovani calciatrici eleggibili per le Nazionali maggiori, maschile e femminile, sulla base di parametri legati al minutaggio effettivo di gioco garantito ai calciatori e alle calciatrici tra i 15 e i 23 anni nei campionati professionistici, sia maschili sia femminili". Divieto di pubblicità per giochi e scommesse Infine il ddl impone paletti più stringenti per il divieto di pubblicità di giochi e scommesse, affinché comprenda "ogni forma di comunicazione, diretta o indiretta, anche per il tramite di soggetti terzi quali testimonial, influencer, partner commerciali, siti di informazione, social media e ogni altra forma di promozione, sponsorizzazione o associazione di marca volta a promuovere giochi e scommesse a pagamento".
20:46
AGI - "Certo che sono soddisfatto del voto su Andrea Delmastro...". Il Guardasigilli Carlo Nordio esce dall'Aula di Montecitorio e non nasconde la sua soddisfazione per il no decretato dall'emiciclo all'utilizzo delle chat tra l'ex sottosegretario alla Giustizia e l'imprenditore Caroccia, il ristoratore romano condannato per legami con la criminalità organizzata. La Procura - argomenta Nordio parlando con l'AGI - "aveva fatto una richiesta generica che riguardava le intere comunicazioni di un parlamentare. Ora, a parte che anche quell'oggetto dell'indagine avrebbe potuto godere della garanzia dell'immunità parlamentare", le altre conversazioni "che non riguardavano in nessun modo l'indagine sarebbero state comunque viste". "È questo - sottolinea il ministro della Giustizia - che nessuno vuole capire: nel cellulare di una persona c'è tutta la sua vita, c'è la dichiarazione dei redditi, ci sono cartelle cliniche non solo proprie ma magari anche altrui. Nel telefonino, nel tablet non ci sono le chat, ma tutta la vita". Nordio: "Ok a cose utili per indagini, ma non vedere tutto" Per Nordio è il momento di intervenire "perché - osserva - bisogna trovare un sistema di selezione preventiva", magari prendendo visione "delle cose che possono essere utili alle indagini senza però dover prendere visione di tutto quello che non riguarda le indagini e che magari coinvolge terzi o magari riguarda cose tue assolutamente intime". Insomma, dice Nordio all'AGI, un intervento sugli smartphone "è necessario". "Pensando agli smartphone, e io lo dico da 30 anni, bisogna tener conto del fatto che in uno smartphone c'è la vita di un individuo. È una questione molto complessa, perché quando tocchi questo tasto ti dicono che vuoi favorire la mafia e non è così". Il ragionamento dell'esponente dell'esecutivo è che si tende a fare "un discorso sul piano puramente emotivo, quando invece deve essere giuridico e logico". "E poi - osserva ancora il Guardasigilli - perché non è facile estrapolare le cose che ti interessano senza prendere visione delle altre...". È - il paragone che utilizza Nordio - "come la libbra di carne del mercante di Venezia di Shakespeare dove il giudice dice: 'sì tu puoi prendere la libbra di carne ma non devi spargere una goccia di sangue...'. Ecco qui bisognerebbe trovare il sistema di prendere le intercettazioni che ti interessano senza prendere visione delle altre" che non interessano. "Perché - dice ancora il responsabile di via Arenula - quando tu hai preso visione delle altre conversazioni" che non sono utili alle indagini, "poi immancabilmente finiscono sui giornali. Comunque nessuno ha diritto di vedere le cose che sono nel tuo telefonino che magari riguardano terzi... Bisogna trovare un sistema". Quando intervenire quindi? "Se ogni volta che cerchi di toccare le intercettazioni ti dicono che vuoi favorire la mafia è un discorso molto difficile...", conclude Nordio.
20:10
AGI - L'Aula della Camera, a scrutinio segreto, ha confermato quanto già votato dalla Giunta delle autorizzazioni, non consentendo alla magistratura di sequestrare e utilizzare le chat dell'ex sottosegretario Delmastro con Caroccia. I voti contro l'uso delle chat e a favore della relazione della Giunta sono 206, i voti a favore del sequestro delle chat sono 133. Stando alle dichiarazioni di voto ufficiali fatte in Aula della Camera, hanno votato per non autorizzare la magistratura all'uso delle chat di Delmastro tutti i partiti di maggioranza e gli 8 deputati di Futuro Nazionale con Vannacci. Hanno invece votato a favore dell'autorizzazione all'utilizzo delle chat le forze di opposizione: Pd, M5s, Avs, Iv, Azione. Schlein: "Il governo si occupi dei problemi del Paese non dei suoi" "Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani e non dei propri problemi, tutte le vostre energie sono concentrate su voi stessi". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula. Conte: "Il centrodestra ha macchiato con disonore le istituzioni" "La vostra idea di giustizia è inflessibili con gli studenti, con gli operai che perdono il lavoro e i minorenni che vengono criminalizzati ma mai con gli amichetti che invece devono potersi sottrarre alla giustizia. Avete macchiato con disonore le istituzioni". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte intervenendo in Aula. Protesta M5s: "Fuori le chat". E mostrano i cellulari "Io ci provo: dai, fuori queste chat, un po' di dignità, tirate fuori i cellulari...", ha detto Conte concludendo il suo intervento. I deputati M5s hanno quindi innalzato e mostrato tutti i cellulari. Contestualmente, viene riferito, anche i senatori pentastellati (in aula per le comunicazioni di Giorgetti) hanno sollevato i cellulari inscenando un'azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento 5 Stelle. Protesta dei deputati Avs, tutti con le bende sugli occhi Protesta in Aula della Camera dei deputati di Avs. Durante la dichiarazione di voto di Elisabetta Piccolotti, che annuncia il voto a favore del suo gruppo al sequestro delle chat di Delastro con Caroccia da parte della Procura, i deputati Avs hanno indossato delle bende bianche sugli occhi. Forza Italia: negare l'autorizzazione non è uno scudo, i magistrati possono procedere Negare l'autorizzazione alla Procura di Roma di utilizzare le chat tra Delmastro e Caroccia non è uno "scudo per ostacolare il lavoro della magistratura" e sostenerlo è portare avanti un "argomento inconsistente e pericoloso". Lo ha detto il deputato di FI Pietro Pittalis, relatore di maggioranza illustrando in Aula la relazione della Giunta per le autorizzazioni approvata a maggioranza. Non autorizzare l'acquisizione della documentazione, ha sottolineato l'esponente azzurro, "non impedisce all'autorità giudiziaria di procedere con gli accertamenti attraverso gli strumenti consentiti dall'ordinamento".
12:00
Nella seduta di mercoledì 5 agosto la Camera ha approvato, in via definitiva, il disegno di legge, di conversione del decreto 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (approvato dal Senato) (C. 3053). In precedenza la Camera ha votato la fiducia sullo stesso provvedimento. Al termine ha approvato il disegno di legge di Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato del Kuwait sulla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 13 gennaio 2026 (Approvato dal Senato) (C. 2957). Nella parte antimeridiana della seduta il Ministro dell'Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha reso all’Assemblea comunicazioni del Governo in merito all’avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. E’ seguito il relativo dibattito, al termine del quale la Camera ha approvato la risoluzione Comaroli, Lucaselli, Pella e Romano n. 6-00287 riformulata e ha respinto la risoluzione Richetti ed altri n. 6-00289, con distinte votazioni la risoluzione Boschi ed altri n. 6-00290 e le risoluzioni Ziello ed altri n. 6-00291 e Della Vedova e Magi n. 6-00292. Successivamente il Vicepresidente della Camera Sergio Costa ha ricordato le vittime della tragedia di Marcinelle nel 70 anniversario; L'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio. E' seguito un breve dibattito cui ha preso parte un rappresentante per gruppo. Ha poi ricordato le vittime della strage di Bologna nel 46 anniversario; L'Assemblea ha osservato un minuto di silenzio. E' seguito un breve dibattito cui ha preso parte un rappresentante per gruppo. Alle 15 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (vedi allegato). A seguire la Camera ha approvato la proposta della Giunta per le autorizzazioni di negare l’autorizzazione al sequestro di corrispondenza nei confronti del deputato Delmastro Delle Vedove (Doc. IV, n. 4-A).
12:00
La Camera è convocata mercoledì 5 agosto alle ore 9 per le Comunicazioni del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in merito all'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Nella seduta di martedì 4 agosto la Camera ha approvato la proposta di legge: Faraone ed altri: “Istituzione della Giornata nazionale «Enzo Tortora» e delle vittime di errori giudiziari” (A.C. 441). Il provvedimento passa all’esame dell’altro ramo del Parlamento. Successivamente la Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, ha ricordato la figura di Giuseppe Gargani, recentemente scomparso. L’Assemblea ha osservato un minuto di silenzio. È seguito un breve dibattito cui ha preso parte un deputato per gruppo. Alla ripresa pomeridiana della seduta è proseguito l'esame del disegno di legge: Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (C. 2670-A). A seguire il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della discussione generale e dopo aver respinto le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate, ha posto, a nome del governo, la questione di fiducia sul disegno di legge, di conversione del decreto 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (approvato dal Senato) (C. 3053). Successivamente la Camera ha approvato il Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 (Doc. VIII, n. 7) e il Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026 (Doc. VIII, n. 8). Al termine la Camera ha approvato i disegni di legge: Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 (C. 3005) e Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026 (C. 3006). I provvedimenti passano ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento. Infine ha.approvato la proposta dell’Ufficio di Presidenza in merito alla costituzione in giudizio innanzi alla Corte costituzionale in relazione a un conflitto di attribuzione elevato innanzi alla Corte costituzionale dal Senato della Repubblica nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano, di cui all'ordinanza della Corte costituzionale n. 94 del 2026.
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 29 luglio, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a una interrogazione sulle notizie di stampa relative alla riferita influenza dell'ex Sottosegretario Delmastro Delle Vedove nella gestione attuale del Ministero della Giustizia (D'Orso - M5S). Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, risponde a una interrogazione sulle iniziative per la riduzione dei prezzi del gas e dell'energia, anche con riferimento alla riapertura dei canali di approvvigionamento con Paesi esteri (Bof - MISTO-FNV-F). Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, risponde a una interrogazione sui tempi di adozione del decreto volto all'individuazione dei comuni montani destinatari dei benefici economici e sulla ripartizione del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Sarracino - PD-IDP). Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, risponde a interrogazioni sull'uscita della Regione Calabria dal piano di rientro dal disavanzo sanitario (Boschi - IV-CR); sulle ulteriori iniziative in materia di servizi di cura della salute mentale della popolazione (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); sulle iniziative volte a garantire il diritto a cure tempestive nel servizio sanitario pubblico (Zanella - AVS); sulle iniziative volte a rafforzare i servizi territoriali di salute mentale, con particolare riferimento al supporto psicologico rivolto ai giovani (Benzoni - AZ-PER-RE); sulle iniziative in materia di prevenzione e cura delle demenze, con specifico riguardo all'accesso alle nuove terapie (Patriarca - FI-PPE); sulle iniziative per la continuità dell'approvvigionamento dei medicinali essenziali e per il rafforzamento della filiera farmaceutica nazionale (Loizzo - LEGA); sullo stato di avanzamento della realizzazione delle case della comunità previste dal Pnrr (Bignami - FDI).
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Il Radar Score non è un sondaggio e non esprime un giudizio politico. È un indicatore proprietario di intensità informativa calcolato sul dataset monitorato: considera volume dei contenuti, numero di fonti distinte e accelerazione rispetto alle 24 ore precedenti.