Immigrazione
Analisi RadarPolitico su Immigrazione: intensità del tema, andamento nelle ultime 24 ore, pluralità delle fonti e cronologia documentale.
Lettura del Radar
L'attenzione sul tema sta rallentando: 3 contenuti nelle ultime 24 ore, 1 in meno rispetto al periodo precedente. Restano attive 1 fonti.
Rilevazione aggiornata al 17/10/2026 22:00. Come calcoliamo il Radar Score.
Pluralità delle fonti nelle ultime 24 ore
Il conteggio descrive la copertura nel dataset monitorato da RadarPolitico e non misura consenso, qualità o orientamento politico.
Cronologia documentale
Le fonti originali sono mostrate per verificare direttamente i fatti e ricostruire l’evoluzione del tema. RadarPolitico aggiunge sopra queste fonti indicatori e analisi quantitativa.
08:23
Sabato e domenica Linea d’ombra e la società civile cittadina non potranno fornire assistenza sociale, legale e distribuire cibo e beni di prima necessità nella piazza della stazione “per garantire le attività di intrattenimento e svago”
08:23
Sabato e domenica Linea d’ombra e la società civile cittadina non potranno fornire assistenza sociale, legale e distribuire cibo e beni di prima necessità nella piazza della stazione “per garantire le attività di intrattenimento”
01:00
Colloquio con lo spagnolo: stop a Schengen per altri sette giorni, poi la riapertura. Scontro al vertice Ue: asse della premier con la danese per una nuova stretta Macron: brutto dibattito
22:29
Cortei e scontri con la polizia in tutta Italia, tre arresti a Torino La premier: no alla violenza. L’opposizione: pensi a dare risposte “Investono sulle armi e non sugli istituti che cadono a pezzi”. Slogan contro il tetto ai migranti
21:33
AGI - Dopo due giorni di lavori serrati, che hanno visto i leader Ue impegnati su dossier importanti e divisivi come il prossimo bilancio europeo, il contenimento dei prezzi dell'energia e la gestione delle frontiere esterne, la premier italiana Giorgia Meloni lascia Bruxelles mostrando soddisfazione per i risultati ottenuti. In un punto stampa conclusivo, la presidente del Consiglio ha espresso particolare soddisfazione per l'accordo raggiunto con la Commissione europea sul decreto bollette, che "ci consente di intervenire sulla formazione del prezzo dell'elettricità e sull'impatto che il costo del gas ha sul prezzo dell'elettricità e quindi, soprattutto, ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette". Meloni si è detta anche "ottimista" dopo il confronto avuto con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen "sulle richieste che l'Italia ha fatto in materia di maggiore flessibilità per affrontare la situazione complessa che chiaramente tutti gli Stati membri stanno affrontando. Mi pare che si stiano facendo significativi progressi e penso che ci siano i margini per avere maggiore flessibilità". I costi dell'energia e la deindustrializzazione Ai leader degli Stati membri "ho provato a spiegare anche con degli ausili grafici come alcune scelte, da un certo anno in poi, abbiano fatto lievitare i costi dell'energia per le nostre imprese e come questo abbia comportato un processo di deindustrializzazione in Europa". Le conseguenze sulle importazioni Si tratta di "industrie che producevano beni che oggi importiamo da Paesi che non hanno i nostri stessi standard ambientali", ha spiegato Meloni. La revisione delle regole "Quindi, quando le regole producono delle distorsioni, quelle regole vanno corrette. È il lavoro che l'Italia cerca di fare dall'inizio. Anche su questo mi pare che stiamo facendo passi in avanti". Le priorità sulla competitività Il clima è quindi quello della soddisfazione e, nelle conclusioni del vertice sulla competitività, "il Consiglio europeo ha recepito diverse priorità promosse dall'Italia", scriveva in mattinata Palazzo Chigi. In particolare, la necessità di ridurre i costi dell'energia, tutelare la produzione industriale europea e intervenire, nel quadro della revisione in corso del sistema Ets, sulla volatilità dei prezzi della CO2 e sul loro impatto sui costi dell'elettricità, in linea con il contributo di riflessione italo-ceco presentato alla vigilia dell'appuntamento europeo. Le frontiere esterne e la migrazione Anche sul fronte migratorio Meloni registra un avvicinamento alle posizioni italiane, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza delle frontiere esterne, dove ha trovato un'alleata di ferro nella premier danese Mette Frederiksen, che ha attaccato il premier spagnolo Pedro Sanchez. La crisi di Ceuta A dare linfa alla discussione sul tema sono state proprio le immagini dell'estate provenienti da Ceuta, dove circa 80 mila persone hanno attraversato la frontiera spagnola senza che vi fossero efficaci misure di contenimento. Scene che hanno preoccupato i governi europei e che, nel caso di Roma, hanno portato alla sospensione di Schengen con la Spagna. La collaborazione tra Italia e Spagna L'Italia ha rinnovato la sospensione per altri sette giorni e, in un quadro di rinnovata collaborazione con il governo spagnolo, i ministri dell'Interno dei due Paesi lavoreranno insieme per individuare una soluzione comune che garantisca la sicurezza. Quello sulla migrazione sarà un dibattito che proseguirà fino al prossimo Consiglio europeo, ma Meloni registra positivamente l'annuncio della Commissione europea di nuove misure e di una valutazione con gli Stati membri per definire una cornice che consenta di fornire risposte immediate in caso di crisi. L'importanza delle misure sulla sicurezza "Per noi è molto importante perché ricorderete che abbiamo posto il problema mesi e mesi fa, molto prima anche della crisi di Ceuta, e l'abbiamo fatto con uno dei nostri disegni di legge sulla sicurezza", ha detto. Il confronto sul quadro finanziario pluriennale Sul dossier più complesso del vertice, quello relativo al prossimo quadro finanziario pluriennale, Meloni ha convocato, insieme alla Romania, 17 Paesi che difendono la politica di Coesione. Una formazione che ha l'obiettivo di proteggere i fondi destinati alle regioni e all'agricoltura. Un blocco che si contrappone ai Paesi frugali, i quali chiedono invece una riduzione significativa dei principali capitoli di spesa del bilancio europeo. La discussione è talmente polarizzata che la negotiating box presentata appena una settimana fa dalla presidenza irlandese è stata già accantonata e la palla è tornata nelle mani del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che presenterà una nuova proposta in vista di un Consiglio europeo straordinario previsto per novembre. Se l'obiettivo di Costa resta quello di chiudere l'accordo entro la fine dell'anno, i Paesi frugali non escludono di prolungare il negoziato pur di ottenere concessioni sui contenuti del bilancio. Se l'Italia può tornare a casa soddisfatta per i segnali ricevuti, sul tavolo dei leader i fascicoli rimangono aperti e in attesa di ulteriori approfondimenti.
12:59
AGI - "Non occorrono molte parole riguardo alla necessità della difesa comune, procedendo con determinazione e velocità alla interoperabilità dei nostri strumenti militari, sia perché condizione indispensabile per la difesa comune sia per rafforzare la Nato sul versante europeo, per ripristinare l'equilibrio rispetto alla postura della Russia; equilibrio che, nella storia, è sempre stato la garanzia della pace, vanificando tentazioni di aggressività", lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al vertice Arraiolos in corso a Lubiana. "Quadro finanziario Ue sia adeguatamente ambizioso" "Un elemento decisivo è rappresentato dal negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale dell'Unione perché le scelte che compiremo definiranno non solo la distribuzione delle risorse europee, ma anche il livello di ambizione con cui l'Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Mi auguro che sia adeguatamente ambizioso: a responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati, per sostenere le priorità comuni, rafforzare la coesione e tradurre gli obiettivi politici in capacità concreta di azione", ha sottolineato il capo dello Stato. "Più velocità nelle decisioni in Europa" "L'interesse della generazione di oggi e di quelle future richiede che si prosegua con determinazione con le riforme interne necessarie", ha proseguito il Capo dello Stato. "Essendo un anziano presidente - purtroppo non soltanto come incarico - questo è il dodicesimo incontro di Arrajolos cui partecipo". "In questi dodici anni ho visto crescere progressivamente la consapevolezza che l'Unione ha indispensabile bisogno di modalità di decisione più snelle e veloci. Vi concorrono anche due elementi ulteriori: la rapidità con cui, nel mondo, nascono - e si susseguono - problemi nuovi di decisiva importanza, che chiedono risposte tempestive (quelle in ritardo sono di scarsa o nulla efficacia). Senza velocità di decisioni questi problemi, nella vita internazionale, verrebbero decisi da altri soggetti e in Europa ne subiremmo passivamente gli effetti". Accelerare allargamento anche a Ucraina e Moldova E' "necessaria una accelerazione del processo di allargamento" dell'Unione Europea, "dai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e Moldova: Una Unione di ben oltre trenta membri non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione", ha rimarcato Mattarella. La sfide europee hanno conseguenze rilevanti sui cittadini "Quello del futuro del nostro progetto europeo è tema di estrema attualità, come mostra la realtà della congiuntura internazionale, segnata da profonde trasformazioni degli equilibri geopolitici, dal riemergere di conflitti e tensioni alle frontiere dell Europa. L'Unione Europea si trova dinanzi a sfide straordinarie che investono la sua sicurezza, la sua prosperità, la sua capacità di agire con autorevolezza sulla scena internazionale, con conseguenze rilevanti sulla vita dei nostri cittadini", ha detto ancora il presidente della Repubblica per poi aggiungere che "nessuno può pensare a un futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla realtà e, ancor più che un'illusione, un atto autolesionista".
12:55
AGI - "Dobbiamo considerare anche l'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E' una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle citta' ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Difendere i confini non è una colpa" "L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l'Italia". Poi il caso Spagna: "L'Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna sulla base di una valutazione di sicurezza. Considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza ai confini italiani", ha dichiarato la premier. "Surreali le polemiche con la Spagna" "Ricordo - ha aggiunto - che il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli e alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico e di sicurezza. Si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2026 a oggi, gli Stati membri vi hanno fatto ricorso quasi 500 volte e inoltre in 30 casi i controlli hanno riguardato direttamente l'Italia". "La Francia - ha ricordato ancora Meloni - mantiene controlli alla frontiera con noi da oltre 10 anni e quindi è difficile sostenere che l'Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri è una colpa quando riguarda l'Italia". "L'Italia non può versare di più e ricevere meno" La proposta della Presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse, che continuano a penalizzare la nostra Nazione. Non possiamo accettare che l'Italia versi di più al bilancio europeo e, allo stesso tempo riceva di meno. è una semplice questione di equità". "Più sicurezza non significa meno ospedali" "Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo", ha proseguito Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Tanto più - ha aggiunto - se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina".
10:54
AGI - "Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Tanto più - ha aggiunto - se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina". "Ricordo che la maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo", ha proseguito Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Tanto più - ha aggiunto - se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano - in piena pandemia - un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina". "Molto rischiosa l'intesa di Trump sul gas russo" Poi il focus sul presidente Usa: "Dobbiamo considerare anche l'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E' una scelta che considero molto rischiosa", ha osservato Meloni. Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l'esigenza di contenere i prezzi dell'energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari. Una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle citta' ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria: sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani. "Difendere i confini non è una colpa" "L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri e una colpa quando riguarda l'Italia". Poi il caso Spagna: "L'Italia ha deciso di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna sulla base di una valutazione di sicurezza. Considero abbastanza surreali le polemiche che ne sono seguite, soprattutto da parte di alcuni partiti di opposizione, evidentemente più attenti a difendere il governo spagnolo che la sicurezza ai confini italiani", ha dichiarato la premier. "Surreali le polemiche con la Spagna" "Ricordo - ha aggiunto - che il codice Schengen prevede espressamente la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli e alle frontiere interne per esigenze di ordine pubblico e di sicurezza. Si tratta di uno strumento utilizzato regolarmente dal 2026 a oggi, gli Stati membri vi hanno fatto ricorso quasi 500 volte e inoltre in 30 casi i controlli hanno riguardato direttamente l'Italia". "La Francia - ha ricordato ancora Meloni - mantiene controlli alla frontiera con noi da oltre 10 anni e quindi è difficile sostenere che l'Italia non abbia il diritto di utilizzare uno strumento che nei suoi confronti è stato utilizzato decine di volte. L'Italia ha gli stessi doveri e gli stessi diritti degli altri Stati membri. Non accettiamo che difendere i confini sia un diritto per gli altri è una colpa quando riguarda l'Italia". "L'Italia non può versare di più e ricevere meno" La proposta della Presidenza irlandese mantiene sostanzialmente invariati i criteri di ripartizione delle risorse, che continuano a penalizzare la nostra Nazione. Non possiamo accettare che l'Italia versi di più al bilancio europeo e, allo stesso tempo riceva di meno. è una semplice questione di equità". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell'aula del Senato, nel corso delle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo di domani e dopodomani.
12:00
Martedì 13 ottobre, alle ore 14, la Commissione Giustizia della Camera svolge l'audizione di rappresentanti dell'Unione delle Camere Penali italiane (UCPI), dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), nell'ambito dell'esame del disegno di legge di conversione del decreto 29 settembre 2026, n. 168, recante "Misure urgenti in materia di giustizia, di funzionalità del Ministero dell'Interno e di impianti di interesse strategico nazionale". Mercoledì 14, ore 14 Roberta Pieri, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Aldo Policastro, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Napoli, e Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli ore 14.30 rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Gli appuntamenti vengono trasmessi in diretta webtv.
12:00
Martedì 13 ottobre, alle ore 14, la Commissione Giustizia della Camera svolge l'audizione di rappresentanti dell’Unione delle Camere Penali italiane (UCPI), dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto 29 settembre 2026, n. 168, recante “Misure urgenti in materia di giustizia, di funzionalità del Ministero dell’Interno e di impianti di interesse strategico nazionale”. Mercoledì 14, ore 14 Roberta Pieri, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Aldo Policastro, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, e Patrizia Imperato, procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli ore 14.30 rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM).
06:40
AGI – Saranno molti gli argomenti che saranno trattati al Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, dal caro energia alla difesa delle imprese del Vecchio continente, dalla guerra in Ucraina alla sicurezza e al controllo dei flussi migratori. Mercoledì la premier Giorgia Meloni farà delle comunicazioni alle Camere e il centrodestra sta preparando una risoluzione di cui l’AGI ha potuto visionare una bozza. I passaggi più importanti Ecco i passaggi più importanti, a partire dal contrasto al caro prezzi per l’energia. Caro energia "Il presidente del Consiglio, come da ultimo ribadito nella sua lettera al presidente Ursula von der Leyen, ritiene come condizione di prioritaria urgenza a protezione della nostra industria un intervento decisivo sui prezzi dell'energia unitamente al contenimento dell'inflazione per la tutela dei nostri cittadini". È quanto si legge nella premessa della bozza di risoluzione. "A questo riguardo e in vista del Consiglio Europeo, il presidente del Consiglio ha promosso insieme al primo ministro della Repubblica ceca un documento congiunto in tema di interventi urgenti per alleviare la pressione dei costi energetici su famiglie e imprese", si ricorda. La maggioranza - si legge ancora nel testo visionato dall'AGI - punta ad impegnare il governo "a confermare la competitività europea come priorità, in quanto strumento al servizio delle nostre industrie ed eccellenze produttive, a beneficio dei nostri consumatori e dello status dell'Unione Europea di attore economico globale in grado di competere sulla scena internazionale; a lavorare con gli Stati membri e le Istituzioni europee per l'adozione di misure finalizzate a contenere già nell'immediato i prezzi dell'energia; anche attraverso un sistema Ets più bilanciato, che possa accompagnare la traiettoria della decarbonizzazione, tutelando però settori fondamentali per le economie europee, in particolare quelli energivori, quali la ceramica e l'automotive". "Tali interventi - si legge nella bozza della risoluzione - saranno fondamentali per scongiurare una perdita strutturale di capacità industriale, investimenti e competitività del sistema produttivo europee e si pongono in linea con il sostegno dell'Italia all'azione coordinata in ambito G7 sulle scorte di gasolio e con il rilancio da parte italiana della proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo". La maggioranza inoltre mira a impegnare l'esecutivo "a ribadire che un'azione decisa sui prezzi dell'energia è una questione strategica di protezione delle nostre imprese ed è volta a scongiurare una perdita strutturale di capacità industriale, investimenti e competitività del sistema produttivo europeo". E "a proseguire l'impegno negoziale nelle sedi europee per promuovere una semplificazione del quadro normativo europeo affinché diventi più snello ed efficace e si riducano gli oneri burocratici e amministrativi eccessivi derivanti dalla legislazione europea". Guerra in Ucraina Nella bozza si legge ancora, riguardo alla questione ucraina: "I Capi di Stato e di Governo torneranno a fare il punto sugli sviluppi relativi alla guerra in Ucraina". La discussione verterà su varie priorità "quali la preparazione all'inverno, il sostegno finanziario, gli sforzi di pace attualmente in corso, la pressione sulla Russia per un cessato il fuoco completo, incondizionato e immediato" e la guerra ibrida dopo l'incidente di Lipsia. Per questo motivo nella bozza di risoluzione che il centrodestra sta preparando in vista delle comunicazioni alle Camere della premier Giorgia Meloni di mercoledì si legge che la maggioranza impegna il governo "a garantire la continuità del sostegno multidimensionale alle istituzioni e alla popolazione ucraina, anche in vista dell'inverno, e a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto della sovranità e dell'indipendenza dell'Ucraina, in coordinamento con i partner più stretti e promuovendo un ruolo attivo dell'Unione europea nel processo di pace e nella definizione della futura architettura di sicurezza continentale". Inoltre nella bozza visionata dall'AGI si punta a promuovere al prossimo Consiglio Ue "una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l'Ucraina, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell'insieme degli Stati membri nella convinzione che nessuna decisione sulla sicurezza europea possa essere assunta senza l'Europa". Infine la maggioranza chiederà all'esecutivo - si legge nella bozza - di "non far venir meno la pressione sulla Russia che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa". Quadro finanziario 2028-2034 I lavori del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre "si concentreranno" anche "sul negoziato per il quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Il Consiglio Europeo esaminerà una nuova proposta di scatola negoziale finalizzata dalla Presidenza di turno irlandese anche a seguito degli incontri bilaterali intercorsi con gli Stati membri. Per l'Italia, un adeguato finanziamento delle politiche tradizionali del bilancio europeo resta un elemento imprescindibile del negoziato". Così in un passaggio della bozza di risoluzione che il centrodestra sta preparando in vista delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni previste per mercoledì. "In questo contesto si inserisce l'azione del presidente del Consiglio sui vari tavoli negoziali. Tale azione viene svolta in sinergia con il gruppo 'Amici della Coesione', di cui l'Italia fa parte, e - si rileva - ha trovato espressione nella dichiarazione dello scorso maggio e, più recentemente, nella lettera indirizzata da 17 Stati membri Ue alla presidenza irlandese di turno su impulso italiano e rumeno". "Il Consiglio Europeo di ottobre costituirà, dunque, un passaggio importante del negoziato - si sottolinea - per il prossimo ciclo di bilancio, prima della riunione del Consiglio Europeo di dicembre e del Consiglio Europeo straordinario che il Presidente del Consiglio Europeo intende convocare a novembre". "La maggioranza - si legge nella bozza - impegna il governo a tenere la giusta pressione sulle istituzioni europee affinché siano concretamente attuate misure efficaci a protezione dell'industria europea e a sostegno della competitività, a partire dal pieno funzionamento del mercato interno con la rapida realizzazione delle proposte relative al regolamento per l'accelerazione industriale (Industrial Accelerator Act, Iaa) e al quadro europeo di diritto societario riguardante il 28 regime (EU inc.); a lavorare per un accordo equilibrato sul prossimo bilancio europeo in termini di risorse, chiavi allocative, cessazione dei rebates, e sistema di entrate, ivi inclusa una riflessione sulle modalità di rimborso dei prestiti Ngeu; l'obiettivo resta quello di finalizzare un bilancio che investa sulle nuove priorità senza che questo avvenga a scapito delle politiche tradizionali che promuovono la convergenza tra gli Stati membri e, quindi, tra le diverse regioni europee, rafforzano il mercato unico e sostengono le aree rurali, quelle meno sviluppate e scarsamente popolate; la tutela della politica di coesione, della Politica agricola comune e della politica comune della pesca restano per l'Italia una priorità irrinunciabile non negoziabile al ribasso". Regolamentazione dei flussi migratori Come si legtge ancora nella bozza, la maggioranza impegna il governo a "proseguire nella riduzione dei flussi migratori irregolari, avendo come priorità la protezione delle frontiere esterne e il rafforzamento della cooperazione con i principali paesi di origine e transito; in questo senso, a proseguire l'azione sui diversi tavoli negoziali affinché l'Unione raggiunga ulteriori progressi concreti nell'attuazione di soluzioni innovative e, in generale, nello sviluppo della dimensione esterna della politica migratoria europea". Sicurezza europea In materia di difesa e sicurezza europea, il Consiglio Europeo del 15 e 16 ottobre, "richiamando le proprie conclusioni di marzo e giugno 2026 esaminerà la prima relazione annuale dell'Agenzia Europea per la Difesa (EDA) sulla prontezza della difesa. L'incidente in Lituania, che ha visto il dispiegamento dei nostri Eurofighter dell'Aeronautica Militare a fianco degli alleati dell'Europa orientale, nel quadro della missione Nato "Baltic Air Policing" conferma il ruolo di assoluto primo piano dell'Italia nella dimensione europea in materia di difesa e sicurezza; questa deve porsi in piena complementarità con la Nato tenendo conto delle minacce che emergono da tutte le direzioni strategiche e non deve pregiudicare il carattere specifico delle politiche sovrane di tutti gli Stati membri, in piena conformità con i Trattati". Allargamento dell'UE "Il Consiglio Europeo affronterà infine l'allargamento, su due piani: da un lato, i progressi nel percorso di adesione dei candidati; dall'altro, le riforme interne dell'Unione, necessarie non soltanto a garantire il successo del processo, ma anche a preservare e rafforzare la capacità dell'UE di agire in maniera efficace, nell'interesse dei cittadini e delle imprese europee e a sostegno della crescita, della competitività e della prosperità dell'Unione", si legge ancora. La maggioranza impegnerà mercoledì l'esecutivo "a ribadire in sede europea che il processo di allargamento resta un percorso fondamentale verso la piena partecipazione al progetto europeo per tutti i Paesi candidati, e ciò attraverso un sistema basato sul merito; in particolare, a valorizzare i progressi del Montenegro in vista della finalizzazione del processo di adesione entro il 2028 e mantenere un impulso analogo per tutti i Balcani occidentali".
15:37
“Con il via libera definitivo del Consiglio dell’Ue alle nuove norme per i rimpatri gli Stati avranno a disposizione strumenti più efficaci per rendere effettivo il rientro degli immigrati irregolari che non hanno diritto a restare nell’Ue, in particolar modo quelli che rappresentano un rischio per la sicurezza. Il regolamento apre anche agli hub per […] L'articolo Migranti: sì ad hub in Paesi terzi, Ue adotta linea italiana proviene da FDI.
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri – PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni – AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello – Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti – AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti – LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi – NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami – FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba – IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa – FI-PPE). Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso – M5S).
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa - FI-PPE). Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso - M5S).
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso - M5S). Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa - FI-PPE).
12:00
Si svolge oggi, mercoledì 30 settembre, alle 15, il question time trasmesso dalla Rai in diretta televisiva dall’Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, risponde a una interrogazione sulle iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi Flegrei (Caso – M5S). Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, risponde a interrogazioni sulle iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri – PD-IDP); sull'organico degli agenti di polizia (Benzoni – AZ-PER-RE); sulle iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello – Misto-FNV-F); sulle iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti – AVS); sul contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti – LEGA); sulle ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi – NM(N-C-U-I)M-CP); sul contrasto alla devianza minorile e sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami – FDI). Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, risponde a interrogazioni sui tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba – IV-CR); sulla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Costa – FI-PPE).
12:00
Alle ore 15 ha avuto luogo lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, trasmesse in diretta televisiva, sui seguenti argomenti: iniziative per una strategia strutturale in relazione alla crisi bradisismica dei Campi flegrei (Caso - M5S); iniziative volte a innalzare il livello di protezione delle caselle di posta elettronica certificata del Ministero dell'interno, alla luce della recente vicenda che ha coinvolto la società Revolut (Mauri - PD-IDP); elementi e iniziative in merito all'organico degli agenti di polizia (Benzoni - AZ-PER-RE); iniziative per la tutela della sicurezza e dell'ordine pubblico, alla luce di recenti episodi di criminalità (Ziello - MISTO-FNV-F); iniziative volte a prevenire e contrastare la radicalizzazione dei giovani sulle piattaforme digitali (Piccolotti - AVS); elementi e iniziative in materia di contrasto all'immigrazione irregolare (Barabotti - LEGA); ulteriori iniziative in materia di flussi migratori irregolari, con particolare riferimento ai rimpatri di cittadini extracomunitari (Lupi - NM(N-C-U-I)M-CP); intendimenti in ordine al contrasto alla devianza minorile e alla prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata giovanile (Bignami - FDI); tempi di adozione del decreto interministeriale concernente le borse di studio per i tirocini formativi dei laureati in giurisprudenza presso gli uffici giudiziari (Del Barba - IV-CR); elementi e iniziative di competenza in relazione alla vicenda delle intercettazioni di colloqui tra detenuti e difensori avvenute presso la casa circondariale "Capanne" di Perugia (Enrico Costa - FI-PPE). Per il Governo sono intervenuti: il Ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci; il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi; il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
21:12
AGI - Energia e bollette, immigrazione, caso Regeni, rapporti con gli Stati Uniti. Sono i temi toccati dalla premier Giorgia Meloni a Praga, nelle dichiarazioni alla stampa con il primo ministro ceco Andrej Babis e rispondendo alle domande dei cronisti. "Abbiamo lavorato ad un pacchetto comune" sul tema dell'energia e dell'Ets, ha detto Meloni: Italia e Repubblica Ceca "lavorano insieme per scongiurare il rischio che l'Europa non sia in grado di incidere" sulla competitività. "Una convergenza c'è anche sul piano del bilancio Ue e sulle politiche di coesione e sull'agricoltura", ha affermato la premier, "ci siamo trovati d'accordo anche sul tema dell'immigrazione". Sugli Ets - ha spiegato la premier - "abbiamo messo nero su bianco alcune proposte, che crediamo possano affrontare efficacemente questo tema, chiedendo in particolare di proteggere i settori piu' esposti alla concorrenza internazionale intervenendo sui meccanismi di distribuzione delle quote Ets, limitare la trasmissione dei costi di carbonio ai prezzi dell'elettricità, rafforzare la trasparenza e il monitoraggio del mercato delle quote Ets e rinviare l'entrata in vigore di Ets2 che rischia, ovviamente, di impattare anch'esso in modo negativo su un sistema che invece oggi ha bisogno soprattutto di essere liberato. Sono proposte concrete, attuabili e proposte di buon senso che intendiamo portare al prossimo Consiglio Europeo e speriamo di poter condividere con gli altri colleghi, sperando - ha concluso - di poter costruire delle convergenze ampie". Meloni alle imprese: "Tutti gli attori diano una mano" Sull'energia Meloni è tornata anche sul fronte interno: "Mi corre l'obbligo di segnalare che l'impegno del governo agli attori" sul tema dell'energia "è quello di un appello per aiutare le famiglie italiane. Sono stata molto contenta dell'adesione sull'iniziativa del carburante di Eni, Ip e Q8. Oggi il tema si allarga alle bollette. Io spero che gli attori possano dare una mano e fare il proprio meglio. Ringrazio quelli che stanno facendo uno sforzo". La presidente del Consiglio ha sottolineato "la fase particolarmente complessa nella quale le crisi internazionali, che anche noi non abbiamo prodotto, incidono in maniera assolutamente significativa sui bilanci familiari". Meloni ha allargato poi il discorso dal tema dei carburanti a quello delle bollette. "Spero che gli attori sceglieranno di dare una mano rispondendo a un appello a fare del loro meglio, compatibilmente con quello che si può fare, in un momento di difficoltà. E quindi sono soddisfatta e penso che sia particolarmente importante. Ringrazio tutti quelli che stanno cercando di fare uno sforzo", ha detto la premier. Immigrazione e hub nei Paesi terzi Sull'immigrazione, la premier ha spiegato: "Non possiamo risolvere il problema dell'immigrazione scaricandolo sul Paese più vicino, abbiamo lavorato sulla dimensione esterna, un passo futuro della cooperazione penso possa essere quello di utilizzare al massimo le nuove regole, passando per gli hub nei paesi terzi". Il caso Regeni Sul caso Regeni, Meloni ha sostenuto che "chiudere canali con l'Egitto rischia di allontanarci dall'obiettivo" della ricerca della verità. "Siamo assolutamente determinati - ha detto - a cercare la verità su questa vicenda. La sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo. Posso dire che in questa ricerca di verità e di giustizia noi abbiamo sempre utilizzato tutti i canali a disposizione, politici e diplomatici". "Ho un po' il dubbio che chiudendo quei canali noi ci avviciniamo ai nostri obiettivi piuttosto che allontanarci da quegli obiettivi", ha concluso. Voglio ovviamente ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla loro richiesta, ovviamente che è anche la nostra, di verità e di giustizia", ha premesso la premier ricordando che lo Stato italiano "è parte civile nel processo. E quindi - ha aggiunto - anche noi siamo assolutamente determinati a cercare la verita' su questa vicenda". Poi ha sottolineato che "la sentenza non è ancora passata in giudicato e quindi tutto quanto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo". Il legame con gli Stati Uniti Quanto ai rapporti con Washington, "è molto importante mantenere il legame solido con gli Usa, siamo molto più forti se siamo uniti come Occidente. La solidità dei rapporti tra Italia e Usa non può essere scalfita dall'attualità", ha detto Meloni. Il ricordo di David Sassoli La premier ha ricordato anche David Sassoli: "Da oggi un edificio del Parlamento europeo a Bruxelles porta il nome di David Sassoli. E' il giusto riconoscimento alla memoria di un italiano che ha servito con onore le istituzioni europee e ha creduto profondamente nella democrazia". "Sassoli aveva idee e posizioni politiche diverse dalle mie, ma questo non mi ha mai impedito - aggiunge la presidente del Consiglio - di apprezzarne la serietà, la capacita' e la lealtà. Un uomo di valore e un politico di alto livello, che ricorderemo a lungo".
16:12
Atene annuncia la partecipazione al progetto già avviato da Germania, Austria, Paesi Bassi e Danimarca. Il Paese destinato a ospitare la struttura per i rimpatri fuori dai confini Ue sarebbe già stato scelto. In lizza Ruanda e Uganda
08:56
Lo studio della lingua – criterio centrale nel provvedimento oggi in cdm – e i corsi di formazione professionale per i richiedenti asilo erano tra i servizi obbligatori che lo Stato offriva ai richiedenti asilo. Nel 2018 furono aboliti con il primo decreto sicurezza in cui furono tagliati i costi dell’accoglienza
15:53
Il partito della neosindaca di Berlino ha fatto discutere per le posizioni sulla Striscia e ha vinto puntando sull’esproprio degli appartamenti delle multinazionali del mattone
10:24
La sfida su immigrazione e sicurezza, il leader di Futuro Nazionale, a differenza della premier, è più libero da vincoli e più radicale nel posizionamento
08:59
AGI -"Mi sta a cuore" il destino del centrosinistra ma mi ricandiderò per il Campidoglio bis. Roberto Gualtieri scioglie le riserve sul suo futuro politico, confermando la volontà di proseguire la sua esperienza amministrativa alla guida della Capitale per un secondo mandato Roberto Gualtieri e la ricandidatura a Sindaco di Roma Il Sindaco di Roma, memebro del Pd, dopo aver incontrato il primo cittadino di New York Zohran Mamdani in occasione dell'Urban 20 Mayors Summit 2026, chiarisce in un'intervista a La Repubblica di non essere per ora interessato al ruolo di federatore del centrosinistra: "Faccio il sindaco di Roma e intendo ricandidarmi. Naturalmente mi sta a cuore che il centrosinistra si presenti alle prossime elezioni con una proposi forte e credibile e sono fiducioso che accadrà. Ma il punto - conclude Gualtieri - non è soltanto la leadership: sono soprattutto programma e visione del Paese". L'integrazione attraverso istruzione e lavoro E in merito alla misura proposta dalla premier Meloni, per fissare un tetto agli studenti stranieri in classe, il primo cittadino della Capitale sembra non avere dubbi: "Scuola e lavoro sono i più potenti strumenti di integrazione. Quando le politiche non riducono l'immigrazione ma aumentano la clandestinità, si creano anche problemi di sicurezza. Dobbiamo superare l'impianto datato della Bossi-Fini e investire nell'integrazione attraverso istruzione e lavoro" ha spiegato GualtierI. L'Urban 20 Mayors Summit 2026 La sfida migratoria e dell'integrazione sono stati tra i temi affrontati in occasione dell'Urban 20 Mayors Summit 2026 che ha visto la partecipazione del Sindaco di Roma con i primi cittadini delle principali città dei Paesi del G20 al tavolo di confronto sulle priorità delle grandi aree urbane.
01:00
Parla l’unico accusato di associazione a delinquere nell’inchiesta della procura di Ravenna: avrebbe ostacolato i trasferimenti dei migranti
01:00
La ministra del Lavoro spagnola e vicepresidente del governo Sánchez annuncia:”Mi candido alla guida dell’Oil per affrontare la crisi delle istituzioni multilaterali e portare finalmente una donna al suo vertice”
22:13
La docente di Centocelle aveva raccontato l'aggressione e ribadito le sue idee sui migranti. Su Facebook piovono critiche e attacchi personali, ma il profilo sparisce
20:06
AGI - A due giorni dall'appuntamento sul 'pratone' di Pontida, Matteo Salvini rilancia sull'unità del partito e insiste: "No a beghe del passato. La Lega vince se è unita". Quindi chiude ai "partiti nei partiti", in quello che appare come un no a un'associazione interna che porti avanti le istanze più 'nordiste' del Carroccio e su cui il cosiddetto 'fronte dei governatori' ha 'battuto' negli ultimi mesi. Nel frattempo, la macchina organizzativa del tradizionale raduno leghista è ancora 'work in progress' e non filtrano informazioni dettagliate sulla scaletta degli interventi dal palco di domenica, anche se il discorso di Salvini dovrebbe avere come 'focus' l'immigrazione e quello che, nel partito, viene definito come "il rischio dell'islamizzazione". In ogni caso, fanno sapere da Via Bellerio, "sarà una Pontida identitaria, italiana e di battaglia". Non previsti ospiti stranieri, ma è definito "probabile" un video-messaggio da parte del leader spagnolo di Vox, Santiago Abascal. "Il 'fronte' sono decine di migliaia di volontari della Lega, i 540 sindaci che oggi sono in ufficio, da nord a sud, e i governatori eccezionali che abbiamo, a nord e anche al sud", risponde il segretario della Lega a 'Mattino Cinque', a chi gli chiede se avesse dei "messaggi" della vigilia da mandare ai presidenti di Regione del Nord. "Io raccolgo tutti gli stimoli, tutti i suggerimenti, lavoro per ampliare e coinvolgere, però abbiamo delle sfide internazionali talmente importanti, che riguardano il lavoro l'economia, la sicurezza, l'Islam, l'Intelligenza artificiale, che non possiamo pensare di avere partiti nei partiti", osserva Salvini. Che incalza: "Non possiamo perdere tempo su beghe politiche o alchimie, abbiamo un mondo che sta andando in una certa direzione e la Lega deve essere protagonista del futuro, non del passato, ho la tessera dal 1990, ero sul Monviso, sul Po, a Venezia... bisogna guardare avanti e stare uniti". Il ricordo di Umberto Bossi e le reazioni dei governatori Il leader, insomma, serra i ranghi in vista del rito di Pontida, l'appuntamento leghista per eccellenza che affonda le radici al 20 maggio del 1990. Una tradizione nata su impulso del fondatore Umberto Bossi, scomparso quest'anno e che domani pomeriggio (nella data in cui avrebbe compiuto 85 anni), su iniziativa del co-fondatore della Lega Giuseppe Leoni, sarà ricordato con la posa di una pianta di ulivo nel parco di via Leonardo da Vinci della cittadina bergamasca, poi con l'intonazione del canto del 'Va Pensiero' e infine con una messa nell'abbazia di San Giacomo. Alla commemorazione parteciperà anche una delegazione della Lega Giovani come annunciato dal coordinatore della 'giovanile' Luca Toccalini, che a Pontida nominerà tre suoi vice. Dopo l'incontro di ieri a Milano tra Salvini e i governatori - che si è concluso con una nota congiunta da cui è emersa "la volontà comune di rafforzare la Lega, valorizzando ancora di più il ruolo degli amministratori e dei territori" - a intervenire sono anche gli stessi presidenti di Regione leghisti. A Pontida "ci sarò e porterò con intensità i temi legati alle necessità che stiamo affrontando in questo territorio", dice Alberto Stefani, riferito al Veneto. Dalla stessa regione, Luca Zaia conferma la partecipazione e sottolinea: "Pontida non è la festa di Zaia o di qualcun altro, è la festa del popolo della Lega ed è giusto che gli attori protagonisti siano i nostri militanti sostenitori e i tanti simpatizzanti perché è la loro festa". Attilio Fontana smentisce che sia in atto "una guerra interna" e il presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti invita a ripartire dall'autonomia. Il vicesegretario della Lega, Claudio Durigon, allontana le voci di una sostituzione del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, sottolineando che il segretario della Lega Lombarda "resta", perché "fa bene il suo lavoro". L'attesa per il discorso sul 'pratone' Sale l'attesa, quindi, per il 'pratone'. Con il momento 'clou' previsto per domenica, quando a tirare le fila sarà Salvini. Il segretario, a quanto filtra, si concentrerà su immigrazione e "islamizzazione". E in questo senso, viene spiegato, è significativo lo slogan di questa edizione, ovvero 'Non passa lo straniero'. Atteso anche un passaggio sulle banche. Non previsti ospiti stranieri, ma - dopo la crisi dei migranti a Ceuta - è probabile un video messaggio da parte del leader della destra spagnola di Vox, Abascal.
01:00
Intervista al professore di Sciences Po, che prova a trarre una lezione dalle elezioni svedesi. Tra proposte sociali, questioni identitarie e immigrazione, spiega come la sinistra può sconfiggere i sovranisti
01:00
Prima premier donna del Paese nel 2021, ha rivoluzionato la posizione del partito sul dossier immigrazione avvicinandosi alla collega Mette Frederiksen
13:38
AGI - Il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha ribadito la propria contrarietà alla regola del partito più forte nei rapporti con il Partito Democratico. Intervenendo alla festa de Il Fatto Quotidiano, in corso in Versilia, Conte ha spiegato che il Nazareno avrebbe indicato come criterio preferenziale quello del partito più grande e più votato. La critica alla regola del partito più votato "Il Partito democratico, il Nazareno - ha spiegato Conte - ha chiarito che per loro vale la regola del partito più forte, del partito più grande che prende più voti come regola preferenziale. Voi ci conoscete un poco, noi siamo in politica per fare delle battaglie e non per portare acqua preventivamente al mulino di qualcuno. Allora abbiamo detto: questo non è possibile perché non rientra nelle nostre caratteristiche e non ci dà nessuna garanzia. Nessuna questione personale con Elly Schlein Il leader pentastellato ha precisato che la posizione espressa non riguarda personalmente Elly Schlein, che "aspira legittimamente a essere candidata", ma "noi non possiamo preventivamente metterci nelle mani di un'altra forza politica, che sia il Pd o qualsiasi altra forza". Il tema dell'egemonia politica Per il presidente del M5S, "la regola del partito più forte è una regola egemonica e non è una categoria politica per quanto ci riguarda per fare le nostre battaglie". "Allora ho detto: facciamo come alle Regionali", dove "non abbiamo fatto primarie ma certo non è mai successo che la regola fosse che il Pd esprimeva il candidato in modo pregiudiziale. Ci siamo messi sempre insieme e abbiamo valutato chi fosse il candidato più competitivo, abbiamo fatto una valutazione complessiva sulla base delle circostanze concrete e abbiamo scelto, senza farci del male realmente, chi fosse il candidato più competitivo. Quest'altra proposta è stata respinta dal Pd e a quel punto noi entriamo nel campo del Pd con le primarie", ha aggiunto Conte. Quindi, ha concluso, "non continuate a dire che il Movimento vuole assolutamente le primarie e che Conte vuole tornare a Palazzo Chigi. Se avessi voluto, sarei potuto restare con un Conte ter, c'erano tutte le condizioni, ma erano collegate a un ricatto e non ho voluto". "Ruolo centrale a Renzi? Follia" "Mi sembra una follia sentire qualcuno che dice che Renzi dovrebbe avere un ruolo centrale nella formazione di centro" visto che "ha una capacità espansiva molto modesta: dal 2019 a oggi Italia Viva ha un consenso attorno al 2%", ha osservato ancora il leader M5s. "Essere unitari non significa dare centralità a chi ha il 2%, unitari significa espandere il consenso", ha aggiunto. "Sono assolutamente d'accordo che ci dovrà essere un programma scritto, firmato nero su bianco con l'inchiostro e controfirmato, però non ci prendiamo in giro, abbiamo visto come funzionava certa politica. Dobbiamo creare un progetto serio e fare una legge seria sul conflitto di interessi e introdurre dei paletti di prevenzione per evitare che qualche forza abbia una golden share, che abbia un potere ricattatorio sugli obiettivi strategici da raggiungere", ha precisato ancora Conte. Messaggio per Giorgia Meloni "Giorgia Meloni, ma non ti vergogni, davanti a una spesa alimentare aumentata del 30%, il carburante che ha superato 2 euro al litro e davanti a 6 milioni di italiani in povertà assoluta e a un calo della produzione industriale, a rivolgere tutte le attenzioni del Parlamento sulla legge elettorale per perpetuare la tua poltrona?". Sull'immigrazione, infine, "Meloni ha accumulato solo fallimenti con 326mila sbarchi in 4 anni, un record" e "centri in Albania praticamente vuoti".
12:21
Bufera per le parole del leader dell’Afd in Sassonia-Anhalt, che si prepara alle consultazioni di domani i rossobruni per formare un governo. Si teme il progetto di una sorta di Ice regionale
14:19
AGI - "Penso che la democrazia vada rispettata, non è una questione di mondo valoriale ma anche di rapporti con l'Europa". Giorgia Meloni commenta così, per la prima volta, il successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt. La premier conversa con i cronisti a margine dell’inaugurazione della seconda edizione di Risò, il festival internazionale del riso. Per la presidente del Consiglio, non bisogna fare "alcun parallelismo con l'Italia, perché in Germania c'è un governo di Grosse Koalition che mette insieme partiti di centrodestra e di centrosinistra”. Meloni: "Afd? In Italia c'è un governo che dà risposte" “Sono soluzioni che, poste le difficoltà a dare una linea chiara su materie importanti per i cittadini, poi producono anche la crescita di questo genere di movimenti. Non è il caso italiano, in Italia c'è un governo di centrodestra, di destra" che dà risposte "anche sul tema dell'immigrazione su cui l'AfD si è affermata". La replica alle opposizioni sulla legge elettorale Tornando alla politica italiana la premier rimarca la posizione del governo sulla riforma della legge elettorale e sulle preferenze replicando alla critiche delle opposizioni. "Per quello che riguarda il centrosinistra mi pare poco credibile che ci si dica che non è abbastanza, per esempio sulle preferenze, quando le preferenze mancano in questa nazione per l'elezione del Parlamento da oltre 30 anni e quando, non più di un mese fa, la sinistra festeggiava con lo champagne in Aula per aver affossato l'emendamento che le reintroduceva. Quindi il tema qui è chi ha consentito che ci fosse la scelta del parlamentare, le preferenze nella legge elettorale e chi invece non lo ha fatto". "Mettere in sicurezza l'Italia sul piano energetico" Per quanto riguardo le politiche in materie di energia “c'è una opposizione che ci dice no su qualsiasi cosa, che annuncia le barricate su qualsiasi cosa, ma io penso che poi dobbiamo occuparci di mettere in sicurezza la nazione sul piano energetico e che questo si faccia con un mix energetico e, ovviamente, nel contesto geopolitico così complesso l'energia che noi possiamo produrre dobbiamo cercare di produrla, quindi tanto per quanto riguarda il nucleare che per quanto riguarda l'accelerazione che abbiamo consentito ieri di dare concessioni sull'estrazione degli idrocarburi. Quello che stiamo cercando di fare è difendere l'autonomia di questa nazione". Un provvedimento più selettivo sul caro carburanti Meloni rivendica poi il provvedimento varato ieri dal Consiglio dei ministri che proroga di una settimana lo sconto sul diesel. Sulle accise "abbiamo prorogato per qualche giorno" il taglio ma "stiamo lavorando su un provvedimento che vorremmo più" orientato "verso i consumatori che hanno maggiormente bisogno però vorremmo anche un provvedimento facile, immediato per i cittadini, che non crei confusione. E questa è la parte più difficile ma sono ottimista che i primi della settimana prossima o comunque massimo durante la settimana prossima arriveremo con il provvedimento". "Il futuro di Mps riguarda il mercato" Infine con un breve accenno sul risiko bancario italiano, la premier precisa: "Il futuro di Mps è una questione che riguarda il mercato, il governo attualmente non ha un ruolo. Sul futuro posso dire poco, sul passato posso dire tanto. Quando noi siamo arrivati al governo Mps era un problema, oggi è oggettivamente un gioiello che infatti è oggetto di molto interesse".
01:00
Tra i fondatori del partito di estrema destra, spiega in questa intervista esclusiva a “Repubblica” cosa il partito possa fare una volta al governo della Sassonia-Anhal. “Abbiamo chiesto la revoca dei contributi statali alle chiese: vogliamo che servano la fede e non la politica”
22:45
AGI - Di strada c'è da farne, eccome. Al di la' dello sfoggio di ottimismo che li porta a guardare già a Palazzo Chigi, "dal giorno dopo si cambia", i leader di Pd, M5s e Avs sembrano consapevoli di avere davanti almeno un altro tornante in salita. "Abbiamo grandissime chance di vincere", dice Conte, purché il centrosinistra sappia farsi carico delle "preoccupazioni delle persone sul tema della sicurezza e della gestione dei flussi di migranti", sottolinea ancora. "Dopo vent'anni abbiamo la grande opportunità di far vincere di nuovo una alleanza progressista", prova a suonare la carica Schlein. "Sbrigamose", dice in romano Angelo Bonelli, seguito da Fratoianni: "Ora mobilitiamo i cittadini sui temi del programma". Eppure, come direbbe un profondo conoscitore delle dinamiche del centrosinistra, "la mucca è nel corridoio" (copyright Pierluigi Bersani). Il tema leadership e primarie E la mucca si chiama leadership. Ovvero, come scegliere il candidato premier. Schlein sembra volere lasciare la porta aperta al sistema del chi ha un voto in più: "Dobbiamo fare di tutto per non fare passare questa legge elettorale, poi valuteremo se fare un accordo a chi prende un voto in più o se fare le primarie". Gli alleati rossoverdi sono tutt'altro entusiasti del dibattito. Nicola Fratoianni mette in agenda il programma. Nient'altro. E suggerisce una data per cominciare il lavoro: il 20 settembre, subito dopo la fine di Nova, il percorso di ascolto e di raccolta delle idee della base del M5s. "Dal giorno dopo si parte", fa sapere. "Non si parte da zero", ripete Schlein citando il salario minimo, le politiche per la crescita e l'industria. A questo Bonelli aggiunge l'annuncio di una proposta comune sull'energia, "perché in quattro anni Meloni e il suo governo non hanno fatto nulla", chiosa la dem. E Fratoianni aggiunge il capitolo esteri: "Il giorno dopo la vittoria si cambia e si riconosce lo Stato di Palestina", che poi e' quanto prevede la prima risoluzione comune dei tre partiti, firmata ormai due anni e mezzo fa. Le divergenze su Kiev Il nodo rimane, pero', l'Ucraina: "Oggi dopo alcuni anni, abbiamo accumulato tanti morti e tante distruzioni", premette Conte: "E' questo il modo migliore per difendere la popolazione ucraina? Resto convinto che il negoziato sia il modo migliore. Nella fase iniziale abbiamo votato anche degli aiuti militari, per evitare una asimmetria che portasse a una guerra lampo e a una invasione totale dell'Ucraina. Ma in quella risoluzione c'era l'impegno a imprimere una svolta negoziale. Nella svolta negoziale possiamo tutti riconoscerci", scommette il leader M5s. L'assenza dei centristi La foto dal palco di Avs fotografa un perimetro che, per il momento, non mostra segnali di allargamento: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Quattro leader per tre sigle: M5s, Pd e Avs. Mancano i centristi. Non c'è nemmeno Riccardo Magi, pur presente alla prima foto di gruppo, due anni fa. D'altra parte, le ultime ore parlano ancora di diffidenze e veri e propri sospetti che corrono sull'asse M5s-Italia Viva. I retroscena, smentiti dagli interessati, parlano di una 'manovra' di Conte e Onorato per tenere fuori dal perimetro dell'alleanza il leader Iv. Conte smentisce, ma conferma le riserve che ancora nutre nei confronti dell'ex rottamatore (che a sentire Conte, tanto 'ex' non è). "Non lavoro contro nessuno, ma mi preoccupo, per esserci passato direttamente, che questo progetto sia solido, coerente, non solo vincente, ma ci dia la possibilità di cambiare il paese. Per fare le cose seriamente serve almeno una legislatura", spiega Conte dal palco: "La garanzia che non ci siano compagni di viaggio che per ragioni opportunistiche pensino di scartare per interessi personali è un tema che deve riguardare tutti", aggiunge il leader del M5s. I punti in comune A domanda diretta la segretaria Pd è ecumenica e parla di alleanza costituzionale. "Io credo non ci sia migliore programma che attuare la costituzione antifascista articolo per articolo. Sarebbe sbagliato fare il perimetro sigla per sigla, nome per nome". Poi, incalzata anche dalla platea della Citta' dell'altra Economia, ribadisce il suo mantra: "Siamo testardamente unitari" perché "l'unita' non ce la ordina il medico, ce la chiedono i nostri elettori". In chiusura, poi, Schlein prova a sdrammatizzare con una citazione musicale: "Le cose che abbiamo in comune sono 4.850", dice attingendo da una canzone di Daniele Silvestri: "Inutile dividerci su quelle tre su cui non abbiamo ancora una posizione comune".
20:10
AGI - "Il prossimo Consiglio europeo deve tornare ad affrontare i temi dei costi dell'energia e deve farlo con più coraggio e completezza". Lo ha detto la presidente del Consiglio Meloni dopo aver ricevuto a palazzo Chigi il primo ministro belga De Wever. "È chiaramente sotto gli occhi di tutti l'impatto fortissimo - ha spiegato la premier - che la situazione internazionale, in particolare a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti, sul costo dei fertilizzanti, sul costo delle materie prime, e quanto tutto questo stia pesando sui nostri cittadini, sulle nostre imprese". "Siamo per questo d'accordo col primo ministro De Wever - ha osservato la presidente del Consiglio - che il prossimo Consiglio Europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitività, i temi del costo dell'energia, che debba farlo anche con più coraggio e con maggiore concretezza. Lavoreremo insieme anche su questo punto". "Voi sapete che insieme" al Belgio "animiamo un tavolo di Stati membri 'like-minded', cioè che hanno le stesse posizioni in materia di competitività, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, e quindi siamo d'accordo sulla necessita' di convocare questo tavolo prima del prossimo Consiglio Europeo", ha osservato ancora Meloni. Il tema migranti e Schengen La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro belga, Bart De Wever, nel colloquio tenutosi a Palazzo Chigi hanno parlato anche del tema dell'immigrazione. Dal punto di vista dei flussi migratori - ha spiegato la premier nelle dichiarazioni alla stampa - "abbiamo avuto un'estate molto movimentata che chiama in causa la capacità europea di rispondere alle crisi su questa materia. Io rimango fermamente convinta che sia possibile preservare lo spazio Schengen nel migliore dei modi solo se si difendono i confini esterni dell'Ue, solo se tutti gli stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti e all'immigrazione clandestina di massa". "Prossimo bilancio sia all'altezza delle nuove sfide" Riguardo alla questione "del prossimo quadro finanziario pluriennale e quindi il bilancio dell'Unione europea, il negoziato sta entrando nel vivo, rimaniamo convinti che si debba arrivare a un risultato all'altezza delle nuove sfide che è chiamata ad affrontare". "Riteniamo che Coesione e Pac siano la precondizione per poter rafforzare la competitività in Europa", ha osservato.
18:14
AGI - "Il prossimo Consiglio europeo deve tornare ad affrontare i temi dei costi dell'energia e deve farlo con più coraggio e completezza". Lo ha detto la presidente del Consiglio Meloni dopo aver ricevuto a palazzo Chigi il primo ministro belga De Wever. "È chiaramente sotto gli occhi di tutti l'impatto fortissimo - ha spiegato la premier - che la situazione internazionale, in particolare a Hormuz, sta avendo sul costo dei carburanti, sul costo dei fertilizzanti, sul costo delle materie prime, e quanto tutto questo stia pesando sui nostri cittadini, sulle nostre imprese". "Siamo per questo d'accordo col primo ministro De Wever - ha osservato la presidente del Consiglio - che il prossimo Consiglio Europeo debba tornare ad affrontare i temi della competitivita', i temi del costo dell'energia, che debba farlo anche con piu' coraggio e con maggiore concretezza. Lavoreremo insieme anche su questo punto". "Voi sapete che insieme" al Belgio "animiamo un tavolo di Stati membri 'like-minded', cioe' che hanno le stesse posizioni in materia di competitivita', insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, e quindi siamo d'accordo sulla necessita' di convocare questo tavolo prima del prossimo Consiglio Europeo", ha osservato ancora Meloni. Il tema migranti e Schenghen La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro belga, Bart De Wever, nel colloquio tenutosi a Palazzo Chigi hanno parlato anche del tema dell'immigrazione. Dal punto di vista dei flussi migratori - ha spiegato la premier nelle dichiarazioni alla stampa - "abbiamo avuto un'estate molto movimentata che chiama in causa la capacità europea di rispondere alle crisi su questa materia. Io rimango fermamente convinta che sia possibile preservare lo spazio Schengen nel migliore dei modi solo se si difendono i confini esterni dell'Ue, solo se tutti gli stati membri continuano a fare la loro parte nella lotta ai trafficanti e all'immigrazione clandestina di massa". "Prossimo bilancio sia all'altezza delle nuove sfide" Riguardo alla questione "del prossimo quadro finanziario pluriennale e quindi il bilancio dell'Unione europea, il negoziato sta entrando nel vivo, rimaniamo convinti che si debba arrivare a un risultato all'altezza delle nuove sfide che è chiamata ad affrontare". "Riteniamo che Coesione e Pac siano la precondizione per poter rafforzare la competitività in Europa", ha osservato.
09:49
Alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt l’ultradestra ha ottenuto il 43,8% dei voti contro il 17,2% della Cdu. Secondo un’indagine Infratest Dimap, in cima ai motivi che hanno spinto gli elettori a scegliere il partito di Ulrich Siegmund ci sono sicurezza interna (24%) e immigrazione (18%)
01:00
Il politologo tedesco-americano: “La Germania pensava di essere immune a causa della sua storia. Non è così. La politica troppo centrista di Merkel, la crisi del modello economico e i milioni di migranti hanno aperto praterie a destra”
01:00
Preoccupazione della premier per le ricadute sui migranti. Il capo della Farnesina parla di “pessima notizia”. Vannacci: cambia la Ue
01:00
Preoccupazione della premier per le ricadute sui migranti. Il capo della Farnesina parla di “pessima notizia”. Vannacci: cambia la Ue
01:00
Il leader del Rassemblement national: “Vogliamo rendere la Francia uno dei paesi meno attrattivi per l’immigrazione
13:13
AGI - "Con l'ingresso dell'Austria nell'Unione Europea, in quello stesso 1995 che coincise con l'entrata in vigore di Schengen, si aprì una fase nuova di spazio comune, di dialogo, di promozione dei diritti, di cultura condivisa che trae beneficio dalle diversità e ne fa leva di progresso. La scelta di partecipare insieme alla costruzione dell'Unione Europea - comunità di valori - sancisce in modo netto il rifiuto delle ideologie totalitarie che avevano tristemente segnato la storia del Novecento. In questa prospettiva, come già auspicava lo stesso De Gasperi, i confini, da storici ostacoli naturali o artificiali, sono divenuti punti di incontro tra terre e popoli desiderosi di vivere in armonia e prosperare assieme". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Merano nel corso delle celebrazioni dell'ottantesimo anniversario dell'Accordo di Parigi che portò all'autonomia del Trentino Alto Adige. "La Repubblica Italiana, fin dal suo sorgere, ha ritenuto che valorizzare le specificità delle comunità collocate alle frontiere fosse un arricchimento dei valori di convivenza della nostra civiltà. Condizione che l'Unione Europea ha saputo far crescere ulteriormente, dando sempre maggiore spessore alla nostra comune cultura". Il modello Alto Adige e la vittoria della diplomazia "Come abbiamo già avuto modo di ricordare, assieme al Presidente Van der Bellen, proprio qui a Merano nove anni fa, quella efficace soluzione individuata trovò il riconoscimento di una piena e conclusiva composizione della vertenza in sede Onu. Superata l'odiosa pulizia etnica attuata con le opzioni, nel nuovo cammino non sono mancate - ne siamo tutti consapevoli - difficoltà, incomprensioni, se non diffidenze, superate grazie all'intento di costruire una storia comune". Ha proseguito il Capo dello Stato durante le celebrazioni dell'ottantesimo anniversario dell'Accordo di Parigi che portò all'autonomia del Trentino Alto Adige. "Si è trattato della vittoria della diplomazia sulle contrapposizioni, dei valori democratici sulla forza, della prevalenza di quanti, società civili, forze politiche antinaziste e antifasciste, si adoperarono tenacemente fin dall'inizio per una soluzione pacifica e costruttiva. Desidero ricordare con riconoscenza l'azione di Silvius Magnago e Alcide Berloffa. Il modello derivante da quel metodo, internazionalmente apprezzato, di soluzione delle controversie e di protezione delle minoranze etniche e linguistiche, fa oggi dell'Alto Adige/Südtirol un esempio di convivenza e di integrazione", ha aggiunto il presidente Mattarella. La tutela delle minoranze e la Costituzione "Le due giovani Repubbliche - rinata con l'indipendenza quella austriaca e istituita dal referendum quella italiana - vollero con saggezza, invece, affermare, con l'accordo, un principio opposto. Principio ribadito nella Costituzione Italiana: non si è "allogeni", stranieri, a casa propria. Sono diritti scolpiti all'art.3 della nostra Carta: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso delle celebrazioni a Merano sugli 80 anni dell'accordo di Parigi che portò all'autonomia del Trentino Alto Adige. A Mattarella conferito il 'grand'ordine di merito della Provincia autonoma di Bolzano" Al presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato conferito il 'grand'ordine di merito della Provincia autonoma di Bolzano", la più alta onorificenza dell'Alto Adige, dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher. Il momento solenne e toccante è stato vissuto al Kursaal di Merano in occasione delle celebrazioni per l'80esimo anniversario dell'Accordo di Parigi tra Italia e Austria. Kompatscher ha affermato, "il presidente Mattarella è strettamente legato all'Alto Adige che conosce come pochi politici in Italia" precisando che "Mattarella è stato uno dei principali sostenitori dell'Autonomia" oltre a ricordare il suo passato da ministro della Pubblica Istruzione e ministro della Difesa nonché essere stato eletto in Parlamento, nel 2001, dalla circoscrizione Trentino Alto Adige. "Grazie di tutto Signor Presidente", ha concluso Kompatscher. Il momento del conferimento è giunto dopo il brano del compositore austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, l'overture e coro 'Che del ciel, che degli Dei' da La clemenza di Tito suonato dall'Orchestra Haydn. Il discorso del presidente austriaco Van der Bellen "La collaborazione tra Vienna e Roma è amichevole e produttiva come mai. L'Alto Adige è una parte d'Europa che unisce e che non divide". Lo ha detto il presidente austriaco Alexander Van der Bellen nel corso del suo intervento al Kursaal di Merano durante le celebrazioni per gli 80 anni dall'Accordo di Parigi. "La collaborazione tra Vienna e Roma non è stata sempre stata semplice, ma è diventata europea - ha aggiunto il presidente della Repubblica d'Austria -. Ora, 80 anni dopo la firma dell'accordo, gli altoatesini vivono in benessere e con una propria identità. Sono stati gli altoatesini a costruire nei decenni la pacifica convivenza scegliendo la via del buonsenso, ponendo quello che unisce sopra quello che divide". Van der Bellen davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al presidente provinciale Arno Kompatscher, ha concluso dicendo, "l'autonomia è semplicemente una pietra miliare, l'Alto Adige è simbolo dell'Europa unita e chi mette in discussione le organizzazioni internazionali dovrebbe studiare la storia altoatesina". La cerimonia di Merano si è conclusa con due brani, 'Hand in Hand' di Giorgio Moroder e l'inno europeo suonato dall'Orchestra Haydn.
01:00
Il fact-checking del discorso della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Bari
21:14
AGI - "Ho la coscienza a posto e non intendo mollare ". Giorgia Meloni celebra a Bari il record del suo governo, diventato il più longevo nella storia della Repubblica italiana, e rivendica la stabilità dell’esecutivo davanti alla platea di Fratelli d’Italia nella convinzione che "le pagine più belle sono ancora da scrivere". “Mi regalate un’emozione immensa con questa piazza”, ha detto la premier aprendo il suo intervento alla festa del partito, prima di entrare nel merito dei risultati raggiunti e delle prossime sfide del governo. Il presidente del Consiglio rivendica quindi il valore politico della stabilità raggiunta dall’esecutivo, ma senza trasformare il primato di durata in un giudizio automatico sull’operato del governo. “Il governo più stabile non è per forza quello più capace, ma è quello che ha avuto più tempo per essere giudizio, e quel giudizio arriva da voi con questo entusiasmo e quello di milioni di italiani che ci chiedono di non mollare e di andare avanti”. Nel suo intervento Meloni torna quindi sul tema della stabilità, presentata come uno dei principali risultati politici dell’esecutivo. “A loro dico: mettetevi comodi, la stabilità non è stata un peso, ma uno scudo, grazie alla stabilità abbiamo protetto questa nazione”, afferma rivolgendosi alla sinistra. “In anni così una nazione senza una guida, senza visione, senza coraggio, senza idee chiare avrebbe pagato un prezzo altissimo: non il governo, i cittadini l’avrebbero pagato. La stabilità per l’Italia non è stata un vezzo, la stabilità è stata uno scudo”, aggiunge la premier, ricordando quindi i risultati ottenuti dal governo, dal Pnrr — “abbiamo dato una lezione in Europa” — al piano casa, fino ai dati sull’occupazione e ai salari. “Grazie alla stabilità - ha sostenuto - l’Italia ha smesso di essere il caso da sorvegliare in Europa, perché voi lo sapete, c’è stato un lungo tempo in cui la nostra nazione è stata considerata un po’ la malata d’Europa, no? Eravamo quelli che cambiavano governo prima di aver finito qualsiasi cosa. Ogni volta che ci presentavamo a un tavolo internazionale la faccia dei nostri interlocutori tradiva sempre la stessa domanda: e questo mo’ quanto dura?”. Meloni traccia infine una linea politica più netta sul terreno sociale: “Vogliamo essere il governo di chi lavora e di chi si impegna, il governo dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo agli altri”. Sul piano economico, Meloni lega la stabilità del governo alla maggiore fiducia dei mercati e alla riduzione del costo del debito. “Grazie alla stabilità noi abbiamo potuto proteggere questa nazione, abbiamo protetto i risparmi degli italiani quando tanti, diciamoci la verità, speravano nella tempesta finanziaria per mandare a casa questo Governo e invece oggi gli investitori considerano l'Italia una nazione più sicura di altre che un tempo ci davano lezioni”, sottolinea la presidente del Consiglio. La premier cita quindi l’andamento dello spread: “Vi ricordate lo spread, questo numero che la sinistra usava sempre contro i governi di centrodestra, bene - ha aggiunto Meloni - quando ci siamo insediati era 233 punti oggi è stabilmente sotto gli ottanta: significa miliardi di interessi risparmiati sul debito, significa soldi che non vanno ai mercati ma rimangono agli italiani”. Meloni: "Siamo a posto con la coscienza" Meloni insiste quindi sulle difficoltà incontrate dall’esecutivo e sul lavoro ancora da fare. “Siamo a posto con la nostra coscienza, ce la stiamo mettendo tutta. Ci vuole una montagna di coraggio. Non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”, afferma la premier, riconoscendo che “su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano”. La presidente del Consiglio rivendica però la volontà politica del governo: “Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti, ma quello che stiamo cercando di fare non è facile: scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni, convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci. Non è facile, richiede tempo, pazienza e una montagna di coraggio. Ci sono stati giorni che mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato e non intendo farlo adesso. Alla nostra classe dirigente voglio dire: dobbiamo fare di più e meglio”. Il consenso più alto e il senso di responsabilità Meloni rivendica anche la tenuta politica della maggioranza e il sostegno raccolto dal governo nel corso della legislatura. “Abbiamo il consenso più alto del primo giorno di governo”, questo risultato “non sarebbe stato possibile senza il contributo di tutti i leader e i parlamentari del centrodestra”. “Non siamo insieme contro qualcuno ma per affermare le nostre idee”, afferma la premier, “abbiamo ancora la lista di quello che dobbiamo fare”. La presidente del Consiglio chiarisce però di non considerare l’appuntamento di Bari una semplice celebrazione del primato di durata dell’esecutivo. “Non sono venuta Bari per festeggiare, ho il peso della responsabilità. Sono qui per ripercorrere dov'era la nazione il 22 ottobre del 2022 e dov'è adesso perché in democrazia bisogna rendere conto” delle promesse fatte agli italiani, “la stabilità è la prima grande riforma regalata alla nazione”, sottolinea, “quando l'Italia siede al tavolo la nostra nazione viene presa molto sul serio, può dire di no, indicare la rotta”. E ancora: "Le battaglie che l'Italia perdeva oggi le vince, sono conquiste che vogliamo lanciare agli italiani indipendentemente da chi vincerà le elezioni". Il dossier energetico e la Zes Nel discorso trova spazio anche il tema dell’energia, con Meloni che rivendica la scelta di riaprire il dossier del nucleare e annuncia l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi. “Abbiamo rotto il tabù del nucleare”, spiega, per poi aggiungere: “Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari. Non ha senso andare a comprare” il petrolio “in Qatar, se lo possiamo estrarre” per esempio in Basilicata. La premier passa quindi al tema della competitività delle imprese e della semplificazione amministrativa, indicando nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno (Zes) un modello da estendere al resto del Paese. “Non abbiamo protetto le nostre imprese dai dazi Usa per lasciarli in balia della burocrazia italiana. Lo abbiamo dimostrato al Sud con la Zes: oggi un imprenditore non aspetta anni e implora un timbro, ma ha un solo sportello. Vogliamo applicare un meccanismo come questo su tutto il territorio nazionale”. Meloni rivendica poi il cambio di posizione dell’opposizione: “Sono contenta - ha aggiunto - che il Pd prima diceva che era un carrozzone, e ora dice che vuole estendere la Zes, quindi sono contenta perché voteranno con noi...”. La questione dell'Ex Ilva Nel passaggio dedicato alla Puglia, Meloni affronta anche il dossier dell’ex Ilva, definendolo “la più complessa delle questioni”, anche per la contrapposizione tra chi ne chiede la chiusura e chi punta invece a salvaguardare produzione, occupazione e indotto. “Non possiamo non pensare all'ex Ilva, la più complessa delle questioni, anche perché vede sul territorio tanto chi vorrebbe la sua chiusura, quanto chi vorrebbe salvaguardare la produzione, l'occupazione, il valore dell'indotto”, afferma la premier. Meloni richiama poi gli interventi messi in campo dal governo e assicura che il confronto con il territorio proseguirà. “Non devo ricordare, perché - ha aggiunto - è nota a tutti, la situazione che abbiamo trovato, e gli sforzi che abbiamo fatto per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, e quello che continueremo a fare, confrontandoci con le realtà locali, con i sindacati, con le associazioni datoriali. Il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica, ma anche preservare un patrimonio industriale che è importante per la Puglia e per la nazione intera”. Sanità, liste d'attesa e natalità Sul palco Meloni affronta anche il tema della sanità e delle liste d’attesa, respingendo le accuse rivolte al governo. “Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d'attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5, 6 anni fa ma nessuno se ne era occupato. La sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio”, afferma. La presidente del Consiglio rivendica in particolare l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle prestazioni: “Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione. Tutti quelli che ci fanno la morale a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”. Meloni affronta poi il tema della natalità e del calo demografico, rivendicando le misure messe in campo dal governo a sostegno delle famiglie. “Non vogliamo rassegnarci all'idea che l'Italia, l'Europa e l'intero Occidente siano impotenti di fronte al declino demografico”, afferma la presidente del Consiglio. La premier cita quindi i congedi parentali: “Prima per stare con tuo figlio dovevi rinunciare al 70% dello stipendio, oggi per tre mesi prendi l'80%”, oltre "al bonus mamme da 60 euro al mese, al contributo di 1.000 euro per ogni nuovo nato e all’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee fino a 90 mila euro". Immigrazione e integrazione Sul fronte dell’immigrazione, Meloni rivendica il cambio di orientamento avvenuto a livello europeo. “Ci hanno detto che le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà politica europea. Oggi quelle posizioni sono legge europea e quindi sono la civiltà politica europea. Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto. Ecco cosa significa contare in Europa, ecco cosa significa far contare la destra”, afferma la presidente del Consiglio. Meloni si sofferma poi sul tema dell’integrazione, ribadendo il rispetto per tutte le religioni ma rivendicando l’applicazione delle stesse regole su tutto il territorio nazionale. “Rispettiamo ogni religione ma non esiste che ci sia un pezzo di questa nazione in cui valgono altre regole, strade in cui una ragazza debba chiedere il permesso di studiare, come vestirsi, chi amare: la libertà delle donne non è negoziabile. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai doveri di trasparenza e controllo e non esiste tolleranza per la propaganda fondamentalista e per chi forma cellule jihadiste”, afferma la presidente del Consiglio. “Non faremo passi indietro”. Giustizia e femminicidi La premier passa poi al tema della giustizia e del sovraffollamento carcerario, escludendo il ricorso a provvedimenti di clemenza. “Stiamo costruendo nuove carceri perché vogliamo garantire certezza della pena. Non risolveremo mai il sovraffollamento con indulti e amnistie”, sottolinea. Meloni dedica poi un passaggio al tema della violenza contro le donne, richiamando l’ultimo caso di femminicidio. “L'orrore che ha strappato ieri la vita a Lorena ci stringe il cuore e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste. E combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno significa riconoscere che nel femminicidio c'è un aggravante, si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella civiltà europea e cristiana non è previsto”, afferma la presidente del Consiglio. Poi torna ad attaccare l'opposizione: "Sono ottanta anni che la sinistra usa l'antifascismo come arma di distrazione di massa per avere il potere". Poi uno sguardo al futuro che suona come un rilancio del suo impegno in politica. "Continuo a credere che le pagine più belle devono essere ancora scritte. Se siamo arrivati fin qui, significa che possiamo ancora andare avanti", ha detto la premier. "Il nostro traguardo - ha aggiunto - non è mai stato diventare il governo più longevo della storia della Repubblica, il nostro traguardo è sempre stato molto più ambizioso. "Il nostro traguardo è un'Italia nella quale chi ha un'idea possa realizzarle, un'Italia nella quale chi lavora possa permettersi una casa, costruire una famiglia, guardare al futuro con fiducia, un'Italia nella quale nessuno sia costretto ad andarsene per diventare quello che sogna di essere, una nazione nella quale, ovunque si trovi, ogni italiano sia fiero di dire a voce alta da dove viene, un'Italia nella quale chi è partito possa trovare 1000 ragioni per tornare". "Il nostro traguardo è un'Italia che non chiede più il permesso a nessuno". Infine: "Lo so che 4 anni non bastano, ma so che non intendo arrendermi e non intendo accontentarmi semplicemente perché questa nazione lo merita e finché io avrò l'onore e la possibilità di farlo continuerò a combattere, a scommettere e a rilanciare anche quando sarà difficile, perché lo sarà". La conclusione dell'intervento “È un onore per me servire” gli italiani, ha detto Meloni terminando il suo intervento a Bari, alla festa di Fratelli d’Italia per il primato di durata raggiunto dal governo. A chiudere il comizio sono state poi le note di “A mano a mano” di Rino Gaetano.
20:37
AGI - Giorgia Meloni celebra a Bari il record del suo governo, diventato il più longevo nella storia della Repubblica italiana, e rivendica la stabilità dell’esecutivo davanti alla platea di Fratelli d’Italia. “Mi regalate un’emozione immensa con questa piazza”, ha detto la premier aprendo il suo intervento alla festa del partito, prima di entrare nel merito dei risultati raggiunti e delle prossime sfide del governo. Il presidente del Consiglio rivendica quindi il valore politico della stabilità raggiunta dall’esecutivo, ma senza trasformare il primato di durata in un giudizio automatico sull’operato del governo. “Il governo più stabile non è per forza quello più capace, ma è quello che ha avuto più tempo per essere giudizio, e quel giudizio arriva da voi con questo entusiasmo e quello di milioni di italiani che ci chiedono di non mollare e di andare avanti”. Nel suo intervento Meloni torna quindi sul tema della stabilità, presentata come uno dei principali risultati politici dell’esecutivo. “A loro dico: mettetevi comodi, la stabilità non è stata un peso, ma uno scudo, grazie alla stabilità abbiamo protetto questa nazione”, afferma rivolgendosi alla sinistra. “In anni così una nazione senza una guida, senza visione, senza coraggio, senza idee chiare avrebbe pagato un prezzo altissimo: non il governo, i cittadini l’avrebbero pagato. La stabilità per l’Italia non è stata un vezzo, la stabilità è stata uno scudo”, aggiunge la premier, ricordando quindi i risultati ottenuti dal governo, dal Pnrr — “abbiamo dato una lezione in Europa” — al piano casa, fino ai dati sull’occupazione e ai salari. “Grazie alla stabilità - ha sostenuto - l’Italia ha smesso di essere il caso da sorvegliare in Europa, perché voi lo sapete, c’è stato un lungo tempo in cui la nostra nazione è stata considerata un po’ la malata d’Europa, no? Eravamo quelli che cambiavano governo prima di aver finito qualsiasi cosa. Ogni volta che ci presentavamo a un tavolo internazionale la faccia dei nostri interlocutori tradiva sempre la stessa domanda: e questo mo’ quanto dura?”. Meloni traccia infine una linea politica più netta sul terreno sociale: “Vogliamo essere il governo di chi lavora e di chi si impegna, il governo dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo agli altri”. Sul piano economico, Meloni lega la stabilità del governo alla maggiore fiducia dei mercati e alla riduzione del costo del debito. “Grazie alla stabilità noi abbiamo potuto proteggere questa nazione, abbiamo protetto i risparmi degli italiani quando tanti, diciamoci la verità, speravano nella tempesta finanziaria per mandare a casa questo Governo e invece oggi gli investitori considerano l'Italia una nazione più sicura di altre che un tempo ci davano lezioni”, sottolinea la presidente del Consiglio. La premier cita quindi l’andamento dello spread: “Vi ricordate lo spread, questo numero che la sinistra usava sempre contro i governi di centrodestra, bene - ha aggiunto Meloni - quando ci siamo insediati era 233 punti oggi è stabilmente sotto gli ottanta: significa miliardi di interessi risparmiati sul debito, significa soldi che non vanno ai mercati ma rimangono agli italiani”. Meloni: "Siamo a posto con la coscienza" Meloni insiste quindi sulle difficoltà incontrate dall’esecutivo e sul lavoro ancora da fare. “Siamo a posto con la nostra coscienza, ce la stiamo mettendo tutta. Ci vuole una montagna di coraggio. Non ho mai mollato e non intendo farlo adesso”, afferma la premier, riconoscendo che “su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano”. La presidente del Consiglio rivendica però la volontà politica del governo: “Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti, ma quello che stiamo cercando di fare non è facile: scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni, convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci. Non è facile, richiede tempo, pazienza e una montagna di coraggio. Ci sono stati giorni che mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato e non intendo farlo adesso. Alla nostra classe dirigente voglio dire: dobbiamo fare di più e meglio”. Il consenso più alto e il senso di responsabilità Meloni rivendica anche la tenuta politica della maggioranza e il sostegno raccolto dal governo nel corso della legislatura. “Abbiamo il consenso più alto del primo giorno di governo”, questo risultato “non sarebbe stato possibile senza il contributo di tutti i leader e i parlamentari del centrodestra”. “Non siamo insieme contro qualcuno ma per affermare le nostre idee”, afferma la premier, “abbiamo ancora la lista di quello che dobbiamo fare”. La presidente del Consiglio chiarisce però di non considerare l’appuntamento di Bari una semplice celebrazione del primato di durata dell’esecutivo. “Non sono venuta Bari per festeggiare, ho il peso della responsabilità. Sono qui per ripercorrere dov'era la nazione il 22 ottobre del 2022 e dov'è adesso perché in democrazia bisogna rendere conto” delle promesse fatte agli italiani, “la stabilità è la prima grande riforma regalata alla nazione”, sottolinea, “quando l'Italia siede al tavolo la nostra nazione viene presa molto sul serio, può dire di no, indicare la rotta”. E ancora: "Le battaglie che l'Italia perdeva oggi le vince, sono conquiste che vogliamo lanciare agli italiani indipendentemente da chi vincerà le elezioni". Il dossier energetico e la Zes Nel discorso trova spazio anche il tema dell’energia, con Meloni che rivendica la scelta di riaprire il dossier del nucleare e annuncia l’intenzione di aumentare la produzione nazionale di idrocarburi. “Abbiamo rotto il tabù del nucleare”, spiega, per poi aggiungere: “Intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari. Non ha senso andare a comprare” il petrolio “in Qatar, se lo possiamo estrarre” per esempio in Basilicata. La premier passa quindi al tema della competitività delle imprese e della semplificazione amministrativa, indicando nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno (Zes) un modello da estendere al resto del Paese. “Non abbiamo protetto le nostre imprese dai dazi Usa per lasciarli in balia della burocrazia italiana. Lo abbiamo dimostrato al Sud con la Zes: oggi un imprenditore non aspetta anni e implora un timbro, ma ha un solo sportello. Vogliamo applicare un meccanismo come questo su tutto il territorio nazionale”. Meloni rivendica poi il cambio di posizione dell’opposizione: “Sono contenta - ha aggiunto - che il Pd prima diceva che era un carrozzone, e ora dice che vuole estendere la Zes, quindi sono contenta perché voteranno con noi...”. La questione dell'Ex Ilva Nel passaggio dedicato alla Puglia, Meloni affronta anche il dossier dell’ex Ilva, definendolo “la più complessa delle questioni”, anche per la contrapposizione tra chi ne chiede la chiusura e chi punta invece a salvaguardare produzione, occupazione e indotto. “Non possiamo non pensare all'ex Ilva, la più complessa delle questioni, anche perché vede sul territorio tanto chi vorrebbe la sua chiusura, quanto chi vorrebbe salvaguardare la produzione, l'occupazione, il valore dell'indotto”, afferma la premier. Meloni richiama poi gli interventi messi in campo dal governo e assicura che il confronto con il territorio proseguirà. “Non devo ricordare, perché - ha aggiunto - è nota a tutti, la situazione che abbiamo trovato, e gli sforzi che abbiamo fatto per garantire la prosecuzione delle attività anche con molte risorse che sono state investite, e quello che continueremo a fare, confrontandoci con le realtà locali, con i sindacati, con le associazioni datoriali. Il nostro obiettivo è tutelare la salute pubblica, ma anche preservare un patrimonio industriale che è importante per la Puglia e per la nazione intera”. Sanità, liste d'attesa e natalità Sul palco Meloni affronta anche il tema della sanità e delle liste d’attesa, respingendo le accuse rivolte al governo. “Abbiamo lavorato sulla sanità, nonostante le tante bugie che raccontano. Le liste d'attesa sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano 5, 6 anni fa ma nessuno se ne era occupato. La sinistra le ha lasciate a noi. E noi ci siamo chiesti come si potesse fare meglio”, afferma. La presidente del Consiglio rivendica in particolare l’introduzione di un sistema di monitoraggio delle prestazioni: “Non esisteva in Italia uno strumento che dicesse quante persone stessero aspettando, e dove. Siamo partiti dal monitoraggio, territorio per territorio, prestazione per prestazione. Tutti quelli che ci fanno la morale a questo non avevano pensato. Su 10 prestazioni 8 sono erogate nei tempi previsti e 2 no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire”. Meloni affronta poi il tema della natalità e del calo demografico, rivendicando le misure messe in campo dal governo a sostegno delle famiglie. “Non vogliamo rassegnarci all'idea che l'Italia, l'Europa e l'intero Occidente siano impotenti di fronte al declino demografico”, afferma la presidente del Consiglio. La premier cita quindi i congedi parentali: “Prima per stare con tuo figlio dovevi rinunciare al 70% dello stipendio, oggi per tre mesi prendi l'80%”, oltre "al bonus mamme da 60 euro al mese, al contributo di 1.000 euro per ogni nuovo nato e all’esclusione della prima casa dal calcolo dell’Isee fino a 90 mila euro". Immigrazione e integrazione Sul fronte dell’immigrazione, Meloni rivendica il cambio di orientamento avvenuto a livello europeo. “Ci hanno detto che le nostre posizioni erano impresentabili, fuori dalla civiltà politica europea. Oggi quelle posizioni sono legge europea e quindi sono la civiltà politica europea. Ci hanno chiamato estremisti per anni e poi hanno copiato tutto. Ecco cosa significa contare in Europa, ecco cosa significa far contare la destra”, afferma la presidente del Consiglio. Meloni si sofferma poi sul tema dell’integrazione, ribadendo il rispetto per tutte le religioni ma rivendicando l’applicazione delle stesse regole su tutto il territorio nazionale. “Rispettiamo ogni religione ma non esiste che ci sia un pezzo di questa nazione in cui valgono altre regole, strade in cui una ragazza debba chiedere il permesso di studiare, come vestirsi, chi amare: la libertà delle donne non è negoziabile. Non esistono luoghi di culto che si sottraggono ai doveri di trasparenza e controllo e non esiste tolleranza per la propaganda fondamentalista e per chi forma cellule jihadiste”, afferma la presidente del Consiglio. “Non faremo passi indietro”. Giustizia e femminicidi La premier passa poi al tema della giustizia e del sovraffollamento carcerario, escludendo il ricorso a provvedimenti di clemenza. “Stiamo costruendo nuove carceri perché vogliamo garantire certezza della pena. Non risolveremo mai il sovraffollamento con indulti e amnistie”, sottolinea. Meloni dedica poi un passaggio al tema della violenza contro le donne, richiamando l’ultimo caso di femminicidio. “L'orrore che ha strappato ieri la vita a Lorena ci stringe il cuore e ci ricorda che il femminicidio esiste, eccome se esiste. E combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno significa riconoscere che nel femminicidio c'è un aggravante, si uccide una donna perché ha osato essere libera e questo nella civiltà europea e cristiana non è previsto”, afferma la presidente del Consiglio. Poi torna ad attaccare l'opposizione: "Sono ottanta anni che la sinistra usa l'antifascismo come arma di distrazione di massa per avere il potere". La conclusione dell'intervento “È un onore per me servire” gli italiani, ha detto Meloni terminando il suo intervento a Bari, alla festa di Fratelli d’Italia per il primato di durata raggiunto dal governo. A chiudere il comizio sono state poi le note di “A mano a mano” di Rino Gaetano.
19:42
AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il record del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022 Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986. Stabilità e frizioni Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'". Meloni e Tajani Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani". Sicurezza e giustizia Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo. Ddl sicurezza Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano. Reddito di cittadinanza e fisco Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%. Atlantismo Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario. Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana". Braccio di ferro È di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato. La premier su X, "avanti con i piedi per terra e uno sguardo al futuro" "Oggi il nostro Governo diventa il più longevo in carica nella storia della Repubblica Italiana - comincia così un lungo post su X della premier che questa sera celebrerà a Bari il traguardo dei quattro anni a Palazzo Chigi -. È un fatto che accolgo con gratitudine e un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da ostentare, ma la condizione che permette a una Nazione di pianificare, decidere, onorare gli impegni e comandare rispetto. In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, gestire le finanze pubbliche con serietà e restituire all'Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo benissimo quante cose restano ancora da fare. Questa stabilità non è il valore di una singola persona. È il risultato di una coalizione unita, che ha governato per quattro anni con una visione condivisa e che ha scelto di restare unita non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l'Italia". "Non credo sia una coincidenza che, da oggi, i tre governi più longevi nella storia repubblicana siano tutti governi di centro-destra - ha osservato Meloni -. La stabilità si costruisce quando un'alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l'unico motivo per restare uniti è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato la loro fiducia. Un trust che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontato. L'anno prossimo torneremo davanti ai cittadini con ciò che abbiamo fatto, con ciò che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E ancora una volta spetterà a loro decidere se meritiamo di continuare questo percorso. Nel frattempo, il lavoro continua. E questa sera ci vedremo a Bari, insieme alla grande comunità dei Fratelli d'Italia. Sarà l'occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che ci aspetta ancora. Avanti, con i piedi a terra e lo sguardo rivolto al futuro", ha concluso la premier.
08:31
AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il record del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022 Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986. Stabilità e frizioni Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'". Meloni e Tajani Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani". Sicurezza e giustizia Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo. Ddl sicurezza Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano. Reddito di cittadinanza e fisco Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%. Atlantismo Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario. Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana". Braccio di ferro E' di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato. La premier su X, "avanti con i piedi per terra e uno sguardo al futuro" "Oggi il nostro Governo diventa il più longevo in carica nella storia della Repubblica Italiana - comincia così un lungo post su X della premier che questa sera celebrerà a Bari il traguardo dei quattro anni a Palazzo Chigi -. È un fatto che accolgo con gratitudine e un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da ostentare, ma la condizione che permette a una Nazione di pianificare, decidere, onorare gli impegni e comandare rispetto. In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l'occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, gestire le finanze pubbliche con serietà e restituire all'Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo benissimo quante cose restano ancora da fare. Questa stabilità non è il valore di una singola persona. È il risultato di una coalizione unita, che ha governato per quattro anni con una visione condivisa e che ha scelto di restare unita non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l'Italia". "Non credo sia una coincidenza che, da oggi, i tre governi più longevi nella storia repubblicana siano tutti governi di centro-destra - ha osservato Meloni -. La stabilità si costruisce quando un'alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l'unico motivo per restare uniti è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato la loro fiducia. Un trust che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontato. L'anno prossimo torneremo davanti ai cittadini con ciò che abbiamo fatto, con ciò che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E ancora una volta spetterà a loro decidere se meritiamo di continuare questo percorso. Nel frattempo, il lavoro continua. E questa sera ci vedremo a Bari, insieme alla grande comunità dei Fratelli d'Italia. Sarà l'occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che ci aspetta ancora. Avanti, con i piedi a terra e lo sguardo rivolto al futuro", ha concluso la premier.
07:28
AGI - Circa 300 i provvedimenti approvati (di cui quasi 140 i decreti legge che hanno ottenuto il via libera finale o ancora da licenziare). Molte le fiducie votate: sono oltre 140 quelle poste dal governo tra Camera e Senato, con una frequenza di poco meno di tre al mese (il 90% sono state poste proprio sui decreti). Sono i macro-numeri della XIX legislatura, avviata il 13 ottobre del 2022 e a un soffio dal compiere il quarto compleanno. Data che è stata di poco anticipata da un altro compleanno: venerdì 4 settembre, il governo Meloni ha toccato quota 1.413 giorni, aggiudicandosi il record di esecutivo più longevo della storia della Repubblica, dal 1948 a oggi. L'attività parlamentare tra decreti e sicurezza Numeri che si incrociano con quelli del Parlamento: luogo in cui approdano i disegni di legge, i decreti, i Trattati, dove si svolgono le comunicazioni della premier e dei singoli ministri, le informative. La maggior parte dei provvedimenti all'attenzione di Camera e Senato sono stati di iniziativa governativa, tra decreti e disegni di legge, poche invece le proposte di legge di iniziativa parlamentare e ancor meno quelle che hanno definitivamente visto la luce (soprattutto quelle presentate dalle opposizioni). In questi quasi 4 anni di legislatura il Parlamento ha esaminato alcune riforme, altre sono ancora all'esame di uno dei due rami. Giustizia, sicurezza, immigrazione, fisco-economia e guerre sono le tematiche su cui si è maggiormente concentrata l'attività parlamentare, anche alla luce delle varie crisi internazionali e delle loro inevitabili ripercussioni sull'attività legislativa (ad esempio i diversi decreti varati per fronteggiare il caro carburanti e il caro energia). Ma è soprattutto il fronte sicurezza ad averla fatta da padrone: tra i primi provvedimenti approvati figurano il decreto Rave e i primi decreti Sicurezza, i decreti Caivano contro le baby gang, il decreto Cutro contro gli scafisti, le norme contro le occupazioni abusive e l'inasprimento di diverse norme nonché la creazione di nuove tipologie di reato (dai blocchi stradali alla "resistenza passiva", alla la legge sulla maternità surrogata come reato universale, per citarne alcuni). Lo stato delle riforme istituzionali Quanto alle riforme, il loro iter è stato in alcuni casi velocissimo, in altri molto più articolato e, infine, alcune sono destinate a non vedere mai la luce. È il caso del premierato, provvedimento inserito nel programma di governo ma dal percorso travagliato, fino a essere 'congelato' in commissione alla Camera dopo essere stato licenziato dal Senato il 18 giugno del 2024. Rapido invece l'iter della riforma sulla separazione delle carriere, poi bocciata dal referendum, svoltosi il 22 e 23 marzo scorsi. Tra le riforme figura anche l'Autonomia differenziata. Sulla legge è poi intervenuta la sentenza della Corte costituzionale del 2024 che ha dichiarato la incostituzionalità di alcune disposizioni. In seguito, il governo ha trasmesso, al Senato, un disegno di legge recante una delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni e, a entrambe le Camere, gli schemi di intese preliminari tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per il trasferimento di funzioni in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica: entrambi i rami, prima della pausa estiva, hanno approvato gli atti di indirizzo relativi agli schemi anzidetti. È di questi ultimi mesi la riforma della legge elettorale, approvata in prima lettura alla Camera e ora all'esame del Senato, dove sarà modificata (forse anche con l'inserimento del ballottaggio) per poi tornare a Montecitorio per l'ok definitivo (nelle previsioni della maggioranza prima dell'avvio della sessione di Bilancio). Fisco, economia, immigrazione e tutele sociali Copioso il carnet di interventi sul Fisco: si va dalla riforma fiscale che introduce una modifica strutturale delle imposte basata sulla semplificazione e la riforma dell'Irpef, con la progressiva riduzione del carico fiscale alle modifiche degli scaglioni di reddito, ridotti da 4 a 3. Poi il taglio del cuneo fiscale (viene reso strutturale il taglio contributivo a favore dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi) e la Flat tax estesa per i lavoratori autonomi e le partite Iva. Infine il superamento del Reddito di cittadinanza, sostituito dall'Assegno di Inclusione (AdI) per i nuclei fragili e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl) per i soggetti occupabili. Da annoverare tra i provvedimenti anche il Piano Mattei, una strategia di cooperazione e partenariato energetico e di sviluppo con i Paesi del continente africano e i vari provvedimenti di revisione e attuazione del Pnrr. Infine il fronte immigrazione: dai decreti migranti al ddl immigrazione con la stretta sui ricongiungimenti, l'Accordo Italia-Albania e in ultimo il decreto di attuazione del Patto Ue. Non sono mancati i provvedimenti approvati in maniera trasversale e unanime dal Parlamento: come la Legge Roccella-Piantedosi che introduce un forte inasprimento delle misure di prevenzione per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica e l'introduzione del reato di Femminicidio, approvato in via definitiva il 25 novembre 2025. È invece ancora fermo al Senato, dopo l'ok unanime della Camera, il provvedimento sulla violenza sessuale sul consenso libero e attuale, ma in corso di modifiche a Palazzo Madama, dopo che l'intesa siglata direttamente dalla premier Meloni e dalla leader Pd Schlein ha iniziato a scricchiolare.
07:08
AGI - Una brochure di 29 pagine dal titolo "Il governo più stabile, l'Italia più forte. 4 anni di impegno per la nazione". Realizzata da Fratelli d'Italia per la grande festa organizzata a Bari dal partito per celebrare il primo posto raggiunto dal governo Meloni nella classifica di longevità degli esecutivi nella storia della Repubblica, elenca, capitolo per capitolo, i risultati ottenuti da Meloni e dai suoi ministri dal loro insediamento fino a oggi. I dati sull'occupazione e il sostegno alle famiglie La prima slide riguarda l'occupazione che viene definita da "record". Si legge: "Oltre 1 milione di occupati in più da quando è in carica il Governo Meloni (24,3 milioni di luglio 2026 rispetto ai 23,2 milioni di novembre 2022) con il tasso di occupazione che tocca il picco storico del 63,2%. Parallelamente, la disoccupazione generale crolla al 5,8% (2 punti in meno rispetto al 7,8% di fine 2022) e quella giovanile (15-24 anni) scende ai minimi storici (18,9% quasi 4,5 punti percentuali in meno rispetto a novembre 2022)". Viene poi sottolineato come sia aumentata la stabilità dei rapporti di lavoro con "oltre 1,3 milioni di lavoratori a tempo indeterminato in più e 534.000 precari in meno". Allo stesso modo, si legge, non sono mai state registrate "così tante donne al lavoro in Italia: a luglio 2026 il tasso di occupazione delle donne ha toccato il 54,5% a livello nazionale, contro il 51,6% del novembre 2022". La slide seguente evidenzia come sia cresciuto "il sostegno alle famiglie" con l'incremento dell'indennizzo economico dei congedi parentali, i bonus per le mamme, i congedi straordinari, il bonus nido potenziato, il Piano casa che prevede lo stanziamento di 10 miliardi di euro per oltre 100mila alloggi in 10 anni. Vengono poi ricordati il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati (20 milioni di euro) e il Fondo per il sostegno del caregiver familiare (1,15 milioni di euro per il 2026). Tasse, economia e gestione dei conti pubblici E poi avanti con il capitolo dedicato alle tasse con la riforma dell'Irpef e il taglio del cuneo fiscale: in tutto sono "oltre 21 miliardi immessi direttamente nelle tasche degli italiani", si legge. Le slide successive sono dedicate al rinnovo dei contratti nella P.A., al calo dello spread fra Btp e Bund tedeschi "a meno di 80 punti base oggi", al taglio degli sprechi, alla tenuta dei conti pubblici, alla ripresa degli investimenti stranieri in Italia. Immigrazione, sanità, scuola e riforme Seguono le slide sulla riduzione "dell'80%" degli sbarchi di migranti irregolari in Italia, sull'aumento dei rimpatri, sul Piano Mattei, "nuovo modello di cooperazione con l'Africa", sulla sicurezza, sulla lotta alla criminalità. E poi il "record di fondi alla Sanità", le misure prese per la tutela delle donne, il "nuovo slancio" dato al patrimonio culturale, l'intelligenza artificiale, il turismo, la sicurezza energetica, la "rivoluzione del merito nella scuola e nell'università" e le riforme "storiche" e le risorse "record" per lo sport.
06:30
AGI - Il governo Meloni è da oggi il più longevo della storia della Repubblica e batte il 'record' del Berlusconi II che raggiunse il traguardo di 1.412 giorni di vita, dall'11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni nasce il 22 ottobre 2022 Entrato in carica il 22 ottobre 2022, quello attuale è il sessantottesimo esecutivo da quando è nata la Repubblica ed è anche il primo guidato da una donna. Lo scorso 2 maggio, dopo 1.288 giorni, il governo aveva superato il Berlusconi IV che ne durò 1.287, dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011, aggiudicandosi il secondo posto in classifica. L'esecutivo di centrosinistra più longevo risulta essere quello di Matteo Renzi, al quinto posto, con 1.024 giorni in carica. Meglio di Renzi, ma nella Prima Repubblica, fece Bettino Craxi che con il suo primo governo restò a Palazzo Chigi per ben 1.093 giorni, precisamente dal 4 agosto 1983 al primo agosto 1986. Stabilità e frizioni Meloni ha più volte rivendicato, negli ultimi due anni, di aver restituito all'Italia "una stabilità politica rara", fondamentale per i rapporti con i governi degli altri Paesi. Non sono tuttavia mancati alcuni momenti di frizione anche tra gli alleati, a cominciare dallo scontro con Silvio Berlusconi proprio nei giorni in cui si stava formando la squadra dell'esecutivo. A una foto rubata di un appunto del 'Cav' al Senato in cui Meloni era definita "supponente, prepotente, arrogante e offensiva", la leader di FdI rispose senza esitazioni: "Mi pare che tra quegli appunti mancasse un punto e cioè 'non ricattabile'". Meloni e Tajani Più distesi nel corso della legislatura i rapporti con gli 'azzurri', ora guidati da Antonio Tajani, anche se, per stare a giorni più vicini a noi, a luglio, alla Camera, la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, nell'ambito della riforma elettorale, firmato da FdI, Noi moderati e Udc, ha riacceso la 'competition' nel centrodestra. "Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione", ha commentato Meloni a caldo, sui social, aggiungendo che "ha vinto di nuovo la palude" e parlando di "un'occasione persa per gli italiani". Sicurezza e giustizia Altro passaggio saliente, la sconfitta al referendum sulla riforma della Giustizia, un campanello di allarme per tutta la coalizione, seguito dallo scossone del passo indietro chiesto alla ministra Daniela Santanché. Sicurezza e contrasto dell'immigrazione illegale sono stati i cavalli di battaglia del governo sin dal suo insediamento. Il primo decreto legge, varato pochi giorni dopo il giuramento, ha interessato i rave party e la disciplina dell'ergastolo ostativo. Ddl sicurezza Meloni e la sua squadra hanno poi affrontato la questione più specifica della criminalità giovanile, dell'abbandono scolastico e delle periferie con il cosiddetto decreto Caivano, nel settembre 2023. Una risposta mirata al fenomeno delle baby gang è il ddl sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a metà luglio e ora all'esame del Parlamento. I centri in Albania per i migranti irregolari sono stati al centro dell'attenzione mediatica e della lotta politica con le opposizioni e Meloni ha più volte difeso questa decisione sottolineando che ora anche l'Europa segue il modello italiano. Reddito di cittadinanza e fisco Il governo ha inoltre eliminato il reddito di cittadinanza e ridotto la portata del superbonus edilizio. Sul fronte fiscale l'esecutivo ha "messo a terra" la riforma dell'Irpef rendendo strutturale la riduzione delle aliquote d'imposta da quattro a tre, con il taglio della seconda dal 35% al 33%. Atlantismo Nei rapporti internazionali la linea è rimasta quella dell'atlantismo con la premier che si è personalmente spesa per far sì che l'Italia fosse un "ponte" tra l'Europa e gli Stati Uniti al fine di salvaguardare l'unità dell'Occidente. E da subito Meloni si è schierata con l'Ucraina, mantenendo poi questa linea. La presidente del Consiglio ha avuto un buon rapporto con Joe Biden e anche con l'attuale Presidente Usa, Donald Trump, anche se l'attacco all'Iran da parte di Washington ha cambiato lo scenario. Trump ha espresso a più riprese irritazione e delusione lamentando un mancato appoggio di Roma all'operazione militare, in particolare con l'accusa di non aver fornito le basi aeree. Una fotografia dei due leader sorridenti nel corso di una conversazione, scattata al G7 di Evian, sembrava aver messo fine al 'gelo' ma poco dopo Trump riferì che Meloni lo aveva "implorato" per fare quella foto. Anche qui, una reazione netta dalla premier: "Io e l'Italia non imploriamo mai" rispose sui social, garantendo che l'Italia è una "nazione sovrana". Braccio di ferro E' di queste settimane il braccio di ferro con la Spagna, con la decisione di sospendere l'accordo di Schengen per l'arrivo di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta. Quanto invece alla Francia, pur senza una vera e propria convergenza politica tra Meloni e Macron, in particolare sul dossier immigrazione, le relazioni fra Roma e Parigi sono proseguite all'insegna del buon vicinato.
05:00
È il protagonista del film di Gianni Amelio “Nessun dolore”, nel ruolo di un libraio la cui vita viene stravolta dall’incontro con un bimbo migrante
04:51
AGI - Circa 300 i provvedimenti approvati (di cui quasi 140 i decreti legge che hanno ottenuto il via libera finale o ancora da licenziare). Molte le fiducie votate: sono oltre 140 quelle poste dal governo tra Camera e Senato, con una frequenza di poco meno di tre al mese (il 90% sono state poste proprio sui decreti). Sono i macro-numeri della XIX legislatura, avviata il 13 ottobre del 2022 e a un soffio dal compiere il quarto compleanno. Data che è stata di poco anticipata da un altro compleanno: venerdì 4 settembre, il governo Meloni ha toccato quota 1.413 giorni, aggiudicandosi il record di esecutivo più longevo della storia della Repubblica, dal 1948 a oggi. L'attività parlamentare tra decreti e sicurezza Numeri che si incrociano con quelli del Parlamento: luogo in cui approdano i disegni di legge, i decreti, i Trattati, dove si svolgono le comunicazioni della premier e dei singoli ministri, le informative. La maggior parte dei provvedimenti all'attenzione di Camera e Senato sono stati di iniziativa governativa, tra decreti e disegni di legge, poche invece le proposte di legge di iniziativa parlamentare e ancor meno quelle che hanno definitivamente visto la luce (soprattutto quelle presentate dalle opposizioni). In questi quasi 4 anni di legislatura il Parlamento ha esaminato alcune riforme, altre sono ancora all'esame di uno dei due rami. Giustizia, sicurezza, immigrazione, fisco-economia e guerre sono le tematiche su cui si è maggiormente concentrata l'attività parlamentare, anche alla luce delle varie crisi internazionali e delle loro inevitabili ripercussioni sull'attività legislativa (ad esempio i diversi decreti varati per fronteggiare il caro carburanti e il caro energia). Ma è soprattutto il fronte sicurezza ad averla fatta da padrone: tra i primi provvedimenti approvati figurano il decreto Rave e i primi decreti Sicurezza, i decreti Caivano contro le baby gang, il decreto Cutro contro gli scafisti, le norme contro le occupazioni abusive e l'inasprimento di diverse norme nonché la creazione di nuove tipologie di reato (dai blocchi stradali alla "resistenza passiva", alla la legge sulla maternità surrogata come reato universale, per citarne alcuni). Lo stato delle riforme istituzionali Quanto alle riforme, il loro iter è stato in alcuni casi velocissimo, in altri molto più articolato e, infine, alcune sono destinate a non vedere mai la luce. È il caso del premierato, provvedimento inserito nel programma di governo ma dal percorso travagliato, fino a essere 'congelato' in commissione alla Camera dopo essere stato licenziato dal Senato il 18 giugno del 2024. Rapido invece l'iter della riforma sulla separazione delle carriere, poi bocciata dal referendum, svoltosi il 22 e 23 marzo scorsi. Tra le riforme figura anche l'Autonomia differenziata. Sulla legge è poi intervenuta la sentenza della Corte costituzionale del 2024 che ha dichiarato la incostituzionalità di alcune disposizioni. In seguito, il governo ha trasmesso, al Senato, un disegno di legge recante una delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni e, a entrambe le Camere, gli schemi di intese preliminari tra il governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per il trasferimento di funzioni in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e il coordinamento della finanza pubblica: entrambi i rami, prima della pausa estiva, hanno approvato gli atti di indirizzo relativi agli schemi anzidetti. È di questi ultimi mesi la riforma della legge elettorale, approvata in prima lettura alla Camera e ora all'esame del Senato, dove sarà modificata (forse anche con l'inserimento del ballottaggio) per poi tornare a Montecitorio per l'ok definitivo (nelle previsioni della maggioranza prima dell'avvio della sessione di Bilancio). Fisco, economia, immigrazione e tutele sociali Copioso il carnet di interventi sul Fisco: si va dalla riforma fiscale che introduce una modifica strutturale delle imposte basata sulla semplificazione e la riforma dell'Irpef, con la progressiva riduzione del carico fiscale alle modifiche degli scaglioni di reddito, ridotti da 4 a 3. Poi il taglio del cuneo fiscale (viene reso strutturale il taglio contributivo a favore dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi) e la Flat tax estesa per i lavoratori autonomi e le partite Iva. Infine il superamento del Reddito di cittadinanza, sostituito dall'Assegno di Inclusione (AdI) per i nuclei fragili e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl) per i soggetti occupabili. Da annoverare tra i provvedimenti anche il Piano Mattei, una strategia di cooperazione e partenariato energetico e di sviluppo con i Paesi del continente africano e i vari provvedimenti di revisione e attuazione del Pnrr. Infine il fronte immigrazione: dai decreti migranti al ddl immigrazione con la stretta sui ricongiungimenti, l'Accordo Italia-Albania e in ultimo il decreto di attuazione del Patto Ue. Non sono mancati i provvedimenti approvati in maniera trasversale e unanime dal Parlamento: come la Legge Roccella-Piantedosi che introduce un forte inasprimento delle misure di prevenzione per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica e l'introduzione del reato di Femminicidio, approvato in via definitiva il 25 novembre 2025. È invece ancora fermo al Senato, dopo l'ok unanime della Camera, il provvedimento sulla violenza sessuale sul consenso libero e attuale, ma in corso di modifiche a Palazzo Madama, dopo che l'intesa siglata direttamente dalla premier Meloni e dalla leader Pd Schlein ha iniziato a scricchiolare.
03:42
AGI - Una brochure di 29 pagine dal titolo "Il governo più stabile, l'Italia più forte. 4 anni di impegno per la nazione". Realizzata da Fratelli d'Italia per la grande festa organizzata a Bari dal partito per celebrare il primo posto raggiunto dal governo Meloni nella classifica di longevità degli esecutivi nella storia della Repubblica, elenca, capitolo per capitolo, i risultati ottenuti da Meloni e dai suoi ministri dal loro insediamento fino a oggi. I dati sull'occupazione e il sostegno alle famiglie La prima slide riguarda l'occupazione che viene definita da "record". Si legge: "Oltre 1 milione di occupati in più da quando è in carica il Governo Meloni (24,3 milioni di luglio 2026 rispetto ai 23,2 milioni di novembre 2022) con il tasso di occupazione che tocca il picco storico del 63,2%. Parallelamente, la disoccupazione generale crolla al 5,8% (2 punti in meno rispetto al 7,8% di fine 2022) e quella giovanile (15-24 anni) scende ai minimi storici (18,9% quasi 4,5 punti percentuali in meno rispetto a novembre 2022)". Viene poi sottolineato come sia aumentata la stabilità dei rapporti di lavoro con "oltre 1,3 milioni di lavoratori a tempo indeterminato in più e 534.000 precari in meno". Allo stesso modo, si legge, non sono mai state registrate "così tante donne al lavoro in Italia: a luglio 2026 il tasso di occupazione delle donne ha toccato il 54,5% a livello nazionale, contro il 51,6% del novembre 2022". La slide seguente evidenzia come sia cresciuto "il sostegno alle famiglie" con l'incremento dell'indennizzo economico dei congedi parentali, i bonus per le mamme, i congedi straordinari, il bonus nido potenziato, il Piano casa che prevede lo stanziamento di 10 miliardi di euro per oltre 100mila alloggi in 10 anni. Vengono poi ricordati il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati (20 milioni di euro) e il Fondo per il sostegno del caregiver familiare (1,15 milioni di euro per il 2026). Tasse, economia e gestione dei conti pubblici E poi avanti con il capitolo dedicato alle tasse con la riforma dell'Irpef e il taglio del cuneo fiscale: in tutto sono "oltre 21 miliardi immessi direttamente nelle tasche degli italiani", si legge. Le slide successive sono dedicate al rinnovo dei contratti nella P.A., al calo dello spread fra Btp e Bund tedeschi "a meno di 80 punti base oggi", al taglio degli sprechi, alla tenuta dei conti pubblici, alla ripresa degli investimenti stranieri in Italia. Immigrazione, sanità, scuola e riforme Seguono le slide sulla riduzione "dell'80%" degli sbarchi di migranti irregolari in Italia, sull'aumento dei rimpatri, sul Piano Mattei, "nuovo modello di cooperazione con l'Africa", sulla sicurezza, sulla lotta alla criminalità. E poi il "record di fondi alla Sanità", le misure prese per la tutela delle donne, il "nuovo slancio" dato al patrimonio culturale, l'intelligenza artificiale, il turismo, la sicurezza energetica, la "rivoluzione del merito nella scuola e nell'università" e le riforme "storiche" e le risorse "record" per lo sport.
11:44
Padre, madre e figli notati a terra davanti alla questura di Piacenza, approdati nel nostro Paese prima del 12 giugno (data dell’entrata in vigore delle nuove norme europee), passati all’estero e ora rimandati indietro
11:44
Padre, madre e figli notati a terra davanti alla questura di Piacenza, approdati nel nostro Paese prima del 12 giugno (data dell’entrata in vigore delle nuove norme europee)
01:00
Le nuove frontiere della disinformazione: far crescere e finanziare i creator con spot e follower. Il monitoraggio di Agcom
01:00
Domani l’esecutivo raggiunge il record di longevità. Quattro anni sull’ottovolante che invece la premier intende festeggiare con tutti gli onori. Assenti (solo collegati) i due vice, alla kermesse in Puglia
12:00
Nell’ambito delle iniziative per il 160 anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, una delegazione di dieci senatori della Dieta giapponese è stata ricevuta oggi a Montecitorio dal presidente della sezione bilaterale di amicizia Italia-Giappone dell’Unione interparlamentare, Eugenio Zoffili, insieme al deputato Graziano Pizzimenti, componente del gruppo. Presente l’Ambasciatrice del Giappone in Italia, Hikariko Ono. Tra i temi al centro: il rafforzamento delle relazioni tra i rispettivi Paesi, il contesto internazionale, lo scambio di buone pratiche su temi specifici come la sicurezza e l'immigrazione, la promozione turistica, la prevenzione dei rischi legati alle calamità naturali, la partecipazione dei cittadini alla vita politica, la lotta al traffico di droga. "Un’importante occasione per potenziare il partenariato strategico che unisce i nostri Paesi. Credo nel valore della diplomazia parlamentare e nei rapporti umani e di amicizia: unendo l’impegno di Parlamenti, Governi e rappresentanze diplomatiche possiamo affrontare insieme le sfide globali in un tempo che chiede di restare uniti di fronte a minacce comuni. L’Indo-Pacifico è un’area strategica per la pace e la sicurezza internazionali", ha dichiarato Zoffili, anche vicepresidente dell'Assemblea Parlamentare OSCE. Zoffili ha ricordato anche i recenti accordi, tra i due Paesi, nei settori della cultura, a favore di giovani e lavoratori, della difesa, la collaborazione in corso per la tutela dei lavoratori giapponesi in Italia e la partecipazione all’inaugurazione del Padiglione Italia all' Expo di Osaka del 2025. La delegazione ha visitato la Camera e la mostra “1946: nasce la Repubblica. L’Assemblea Costituente a Montecitorio”, che riapre al pubblico lunedì prossimo, su prenotazione a questo link.
12:00
Nell'ambito delle iniziative per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, una delegazione di dieci senatori della Dieta giapponese è stata ricevuta oggi a Montecitorio dal presidente della sezione bilaterale di amicizia Italia-Giappone dell'Unione interparlamentare, Eugenio Zoffili, insieme al deputato Graziano Pizzimenti, componente del gruppo. Presente l'Ambasciatrice del Giappone in Italia, Hikariko Ono. Tra i temi al centro: il rafforzamento delle relazioni tra i rispettivi Paesi, il contesto internazionale, lo scambio di buone pratiche su temi specifici come la sicurezza e l'immigrazione, la promozione turistica, la prevenzione dei rischi legati alle calamità naturali, la partecipazione dei cittadini alla vita politica, la lotta al traffico di droga. "Un'importante occasione per potenziare il partenariato strategico che unisce i nostri Paesi. Credo nel valore della diplomazia parlamentare e nei rapporti umani e di amicizia: unendo l'impegno di Parlamenti, Governi e rappresentanze diplomatiche possiamo affrontare insieme le sfide globali in un tempo che chiede di restare uniti di fronte a minacce comuni. L'Indo-Pacifico è un'area strategica per la pace e la sicurezza internazionali", ha dichiarato Zoffili, anche vicepresidente dell'Assemblea Parlamentare OSCE. Zoffili ha ricordato anche i recenti accordi, tra i due Paesi, nei settori della cultura, a favore di giovani e lavoratori, della difesa, la collaborazione in corso per la tutela dei lavoratori giapponesi in Italia e la partecipazione all'inaugurazione del Padiglione Italia all' Expo di Osaka del 2025. La delegazione ha visitato la Camera e la mostra "1946: nasce la Repubblica. L'Assemblea Costituente a Montecitorio", che riapre al pubblico lunedì prossimo, su prenotazione a questo link: https://eventi.camera.it/eventionline/?openCalendar=true
13:17
AGI - Schengen, l'Italia ha deciso di prorogare fino al 15 settembre i controlli alle frontiere aree e marittime con la Spagna che erano stati introdotti il primo agosto, a causa della crisi migratoria nell'exclave spagnola in Marocco di Ceuta. Lo ha annunciato il Viminale spiegando che il provvedimento è in corso di notifica alla Commissione europea e che le valutazioni alla base del provvedimento sono state comunicate dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, al collega spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, "nel corso di un costruttivo confronto telefonico". La nota del Viminale, stop Schengen con Madrid per altri 15 giorni "La decisione - informa il Viminale - è stata assunta, in linea con l'analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all'Unione Europea, affinché in quell'area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione. Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga sono state comunicate dal ministro dell'interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico". Piantedosi: "Proroga necessaria" La proroga da parte dell'Italia della sospensione del trattato di Schengen era "necessaria. Una decisione motivata dal fatto che c'è un'analisi fatta da specialisti che si riuniscono nel comitato di analisi della sicurezza delle frontiere". Lo dice a Napoli, a margine di una commemorazione, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "L'abbiamo limitata a 15 giorni perché, se da una parte l'analisi fatta dagli specialisti indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d'altra parte sicuramente è apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo insieme all'Unione Europea per creare il giusto superamento della situazione che si è creata". Superamento della situazione, in cui "noi confidiamo e siamo anche disponibili a ogni forma di collaborazione con la Spagna, con l'Unione Europea", aggiunge il ministro. "Quindi una decisione che peraltro si fonda su una misura che come avete visto non è stata particolarmente invasiva, pervasiva e ha consentito la normalità dei transiti tra cittadini europei e quindi andremo avanti", conclude. Le richieste della Spagna La Spagna aveva già chiesto a Roma senza successo di revocare le restrizioni e ha risposto introducendo a sua volta dall'8 agosto controlli per i viaggiatori provenienti dall'Italia, una misura che resterà in vigore fino al 7 settembre. Venerdì scorso il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, ha nuovamente accusato Roma di "mancanza di solidarietà" e di aver utilizzato la crisi migratoria per ottenere un vantaggio politico. Intanto il premier, Pedro Sanchez, Pedro Sanchez, ha scagionato il Marocco e ha accusato "un'internazionale dell'ultradestra" di aver orchestrato una campagna di disinformazione che ha portato all'assalto di decine di migliaia di migranti a Ceuta a fine luglio. Sanchez ha anche denunciato Russia e Israele di aver amplificato la disinformazione. Spagna proroga controlli Schengen dall'Italia di 15 giorni Il governo spagnolo ha deciso di prorogare per altri 15 giorni i controlli di frontiera sui passeggeri provenienti dall'Italia, in risposta all'analoga misura adottata da Roma nei confronti dei viaggiatori in arrivo dalla Spagna. I controlli riguarderanno le persone che entrano nel territorio spagnolo dall'Italia "via mare o via aerea", hanno riferito fonti del ministero dell'Interno. La misura restera' in vigore fino al 21 settembre.
13:16
Dopo le discusse vacanze estive nel pieno della crisi, il presidente del governo spagnolo rilascia un’intervista a tutto tondo: dal Marocco scagionato alla futura visita del re Felipe; dalle prossime elezioni alla sua candidatura. Ma intanto nell’exclave la tensione è altissima: scontri tra migranti, la polizia spara in aria
13:16
Dopo le discusse vacanze estive, il presidente del governo spagnolo rilascia un’intervista a tutto tondo: dal Marocco scagionato alla futura visita del re Felipe; dalle prossime elezioni ai processi in famiglia. Ma nell’exclave la tensione è ancora altissima: scontri tra migranti, la polizia spara in aria. E gli 007: “Probabili nuove azioni”
11:44
AGI - È in corso di notifica la nota con cui il governo sta comunicando alla Ue la proroga, per ulteriori 15 giorni, dei controlli alle frontiere aree e marittime con la Spagna. La nota del Viminale, stop Schengen con Madrid per altri 15 giorni "La decisione - informa il Viminale - è stata assunta, in linea con l'analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all'Unione Europea, affinché in quell'area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione. Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga sono state comunicate dal ministro dell'interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico".
11:13
Scadeva oggi scadeva la misura dopo la crisi dei migranti a Ceuta
11:13
Scadeva oggi scadeva la misura presa dopo la crisi dei migranti a Ceuta
11:13
Scadeva oggi la misura presa dopo la crisi dei migranti a Ceuta. Piantedosi: “Spero sia l’ultima sospensione”. Il governo adotta la stessa misura per chi arriva dall’Italia
11:13
Scadeva oggi la misura presa dopo la crisi dei migranti a Ceuta. Piantedosi: “Spero sia l’ultima sospensione”. Anche la Spagna proroga di due settimane
11:13
Scadeva oggi la misura presa dopo la crisi dei migranti a Ceuta. Piantedosi: “Spero sia l’ultima sospensione”. Anche la Spagna proroga di due settimane
14:19
L’ong tedesca è alla sua prima missione con due navi nel Mediterraneo. L’ultima, una barca a vela di lusso convertita in imbarcazione umanitaria, soccorre due barchini
01:00
La flotta umanitaria difende i tedeschi di Sea Watch dopo la multa e il fermo della nave: “Esiste il diritto al soccorso. Minacce e violenze dalla guardia costiera libica”
01:00
La portavoce della ong: “Nell’ultimo anno soggetti libici in mare, legittimati dal governo italiano, ci hanno sparato contro”
10:48
Le organizzazioni contro la strategia del Viminale. L’allarme di Sos Mediterranee: “Presenza sempre più pericolosa di attori libici nel Mediterraneo”. Tajani: “I migranti sbarcati con navi di ong tedesche sono da considerare sbarcati in Germania”
01:00
La messa del presidente della Cei Zuppi: “In mare tutte le vite vanno salvate, volgare e stupida la polarizzazione sull’accoglienza”
14:48
AGI - "Elly Schlein parla di “boomerang” e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla". E' l'incipit del post su Facebook di Giorgia Meloni che chiarisce alcuni concetti: "Schengen e il Patto su Migrazione e Asilo sono due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti “Dublinanti”.Le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati". Le richieste respinte dall'Italia "Riguardo alla situazione precedente a queste modifiche - spiega la premier -, questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80 mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. Ed è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano. Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori". La priorità sull'immigrazione illegale Per la presidente del Consiglio "la priorità per l’Italia resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa. E noi continueremo a lavorare per ridurre drasticamente gli arrivi irregolari: attraverso il rafforzamento delle frontiere esterne europee, la cooperazione con i Paesi di origine e transito, il contrasto ai trafficanti e una politica dei rimpatri più efficace. È questa la strada che il Governo continuerà a seguire".
13:14
AGI - "È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con Donald Trump, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e sulla cultura 'woke'" ma "le cose sono andate diversamente". Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un'intervista al New Yok Times. Meloni precisa che non si sente con il presidente americano "da diverse settimane". "Non mi piace l'idea di un'Italia sottomessa, un'Italia che si considera inferiore alle altre", aggiunge la premier. Meloni: "Conversazione dopo la pausa estiva? Vedremo" "Beh, vedremo": così Meloni nell'intervista ha risposto alla domanda se lei e Trump si parleranno dopo la pausa estiva. "Continuo a ritenere che l'unità dell'Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali", sottolinea poi Meloni. La parte scomoda della storia "Credo che ciò che mi ha portato fin qui» — nel suo ufficio a Palazzo Chigi — sia stato il coraggio di schierarmi dalla parte scomoda della storia", ha affermato Meloni. "Di scegliere di andare controcorrente".
17:51
AGI - Il generale Roberto Vannacci torna a scagliarsi contro l'onorevole Laura Boldrini sul tema dei migranti. E lo fa con una nuova pagina del dizionario illustrato generato dall'IA, pubblicato sul suo profilo Instagram e usato per attaccare gli avversari politici sui social. Il 'dizionario vannacciano' Qui la Boldrini è stata associata alla definizione del 'Cavallo di Troia': "Persona ritenuta strumento per favorire l'invasione di 'harraga' con l'obbiettivo di modificare gli equilibri sociali e culturali della Nazione", si legge nell'immagine. Nel 'dizionario vannacciano' sono stati inclusi anche Carlo Calenda (definito con la parola 'Ossessione': "Colui che ha sempre in bocca Vannacci quando parla per essere Rilevante"), Giuseppe Conte (associato all'Inganno: "Quando i Conti non tornano"), Matteo Renzi (secondo Vannacci sinonimo di 'Invidia': "Quando vorresti essere al suo posto per fare l'ago della bilancia...ma resti un ago nel pagliaio"), Elly Schlein (definita 'Incomprensibile': "Si fa fatica a capire quello che dice") e il giornalista Matteo Pucciarelli, a suo dire ideatore dell'omonimo 'Metodo Pucciarelli': "Fenomeno per cui la critica a Vannacci e al suo libro ne aumenta la notorietà, il consenso e il successo".
20:36
È stata trasmessa in diretta streaming sulla webtv della Camera dei Deputati
02:26
AGI - Dalla riforma della legge elettorale al nuovo disegno di legge sulla sicurezza, approvato a metà luglio dal governo, senza dimenticare le norme sui carburanti, i migranti e l'ex Ilva: sono tante le sfide che si presenteranno alla maggioranza di governo e all'esecutivo a partire da settembre, dopo la pausa estiva. Nei primi giorni del mese i riflettori saranno certamente puntati sulle commissioni del Senato che esamineranno la legge elettorale. Gli emendamenti devono essere presentati entro il primo settembre. L'esame dell'aula di Palazzo Madama, poi, dovrebbe iniziare il 9 settembre e il voto finale è previsto entro il 15 dello stesso mese. L'obiettivo è di arrivare alla terza lettura alla Camera, e quindi chiudere la questione, entro la fine di settembre. I nodi della legge elettorale Il principale nodo ancora da sciogliere, all'interno del centrodestra, riguarda la questione delle preferenze: "Non e' che non vogliamo le preferenze ma e' inutile gridare tanto per gridare. Per esserci, serve che abbiamo i voti e quindi serve un emendamento che sia di mediazione", ha detto ieri il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo all'iniziativa di FdI 'Bar Italia', a Ragalna, nel Catanese. A ogni modo, ha chiarito La Russa, "entro ottobre la risposta" sulla legge elettorale "arriverà: o la chiudiamo o non la chiudiamo, ma una risposta arriverà". Non si esclude che, al fine di evitare sorprese, dopo il voto al Senato non si decida di ricorrere alla fiducia nell'ultimo passaggio a Montecitorio. Il ddl sicurezza Alla Camera, infatti, la maggioranza è già andata sotto sulle preferenze ed è opinione diffusa che un altro eventuale voto negativo non potrebbe non avere effetti sulla coalizione di governo. Un altro provvedimento da approvare sarà il nuovo ddl sicurezza, che contiene norme per contrastare quei fenomeni di violenza di gruppo che stanno coinvolgendo sempre più spesso anche i minorenni. Il testo prevede anche che chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non potrà più chiedere un risarcimento in sede civile, indipendentemente dalle eventuali responsabilità penali di chi si è difeso da un'aggressione, da un furto o da una rapina. Gli altri dossier del governo L'alleggerimento delle tasse, il rafforzamento del potere d'acquisto e una occupazione sempre più stabile sono altri temi che governo e maggioranza dovranno continuare ad affrontare. La premier Giorgia Meloni, che in questi giorni si sta riposando in Puglia, tra il mare di Polignano e la quiete della Valle d'Itria, insieme con la figlia Ginevra, come ha fatto negli ultimi anni, sarà venerdì prossimo, 21 agosto, a Taranto per l'apertura dei Giochi del Mediterraneo, appuntamento al quale sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 4 settembre Meloni sarà poi a Bari per festeggiare il record di longevità del governo, accompagnata da ministri e parlamentari. A fine mese si recherà invece a New York per partecipare all'assemblea generale delle Nazioni Unite.
18:23
“Per noi sicurezza e immigrazione devono camminare di pari passo. Il governo Meloni ha affrontato il problema dell’immigrazione senza l’ipocrisia di una certa parte politica, che si riempie la bocca di accoglienza, ma poi si dimentica del destino di queste persone una volta sbarcate sulla banchina di un porto. Noi vogliamo un Paese sicuro, i […] L'articolo Migranti: grazie a governo Meloni Lampedusa non più “Ceuta italiana” proviene da FDI.
07:41
AGI - "L'economia italiana sta tenendo bene. E i dati dei primi due trimestri 2026 sono incoraggianti, con una crescita dell'1% rispetto ad aprile-giugno 2025 e una progressione acquisita per il 2026 dello 0,8%. Sono dati superiori alle previsioni e in linea con quelli dell'Eurozona". Lo afferma il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un'intervista a tutto campo al quotidiano Milano Finanza. "Un altro fattore confortante - prosegue la premier - è quello dell'incremento del Pil pro capite, che rispecchia l'effettiva ricchezza dei cittadini" e che - sottolinea - è cresciuto, rispetto al 2022, di quasi 4.500 euro". Meloni ribadisce che "la stabilità che questo governo ha permesso all'Italia di affrontare con maggiore sicurezza quella che è la più difficile congiuntura degli ultimi decenni". A confermarlo l'andamento dello spread: "Quando ci siamo insediati - rammenta la premier - i titoli di Stato erano a un passo dall'essere declassati a livello 'spazzatura' e lo spread era a 240 punti, tre volte più alto dei valori attuali. Oggi il quadro è molto diverso". Buongiorno. Un breve estratto della mia intervista di oggi a Milano Finanza • I mercati riconoscono all’Italia una stabilità di governo che si tramuta in stabilità finanziaria. Perché questa situazione non si è tramutata in crescita economica? ✍ La stabilità che questo… pic.twitter.com/vPLa1nVO2A — Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) August 14, 2026 La posizione dell'Italia su Shengen e migranti "Già oggi la stragrande maggioranza delle Nazioni europee condivide la posizione che l'Italia ha espresso in questi giorni. Cioè, che la priorità dell'Europa sia proteggere le frontiere esterne dall'immigrazione incontrollata, escludere ogni rischio di sicurezza e terrorismo, difendere la libertà di circolazione che è alla base del sistema Schengen". Lo ribadisce Meloni nell'intervista. "La crisi scoppiata a Ceuta, e la possibile nuova ondata prevista dalle stesse autorità spagnole per il 15 agosto, ci impongono la massima attenzione e la necessità di continuare ad adottare tutte le misure necessarie". Dopo aver dimostrato all'Europa che su questo tema "l'approccio può cambiare, "il governo italiano - conclude Meloni - continuerà a lavorare affinché i risultati raggiunti finora si possano consolidare e si possa fare di più e meglio. Percorrendo, ad esempio, la strada aperta dal Regolamento rimpatri sugli hub nei Paesi terzi, come su altre soluzioni innovative al di fuori dell'Europa". Meloni su Unicredit e risiko bancario "Mi auguro che Unicredit possa continuare ad avere s solidi radici italiane e che tra l'istituto di credito e le autorità tedesche possa instaurarsi un dialogo collaborativo". Così invece Meloni in merito all'operazione Unicredit-Commerzbank, l'offerta pubblica di scambio lanciata dalla banca italiana sull'istituto tedesco che ha animato per mesi il dibattito politico e finanziario tra Roma e Berlino. Nell'intervista c'è spazio anche per Mps. "Oggi, la banca più antica d'Italia e del mondo, fortemente radicata sul territorio, è tornata in salute ed è diventata il pezzo pregiato su cui si concentrano le attenzioni. Mi auguro che dalle dinamiche di mercato possa emergere un sistema ancor più solido e concorrenziale, capace di produrre benefici per famiglie e imprese. E che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità". L'uscita dell'Italia dalla procedura d'infrazione Meloni ha sottolineato poi l'importanza di raggiungere uno degli obiettivi che il governo si è posto. "Quando questo governo si è insediato il rapporto deficit/pil era all'8,1%. Oggi quel rapporto è sceso al 3,1%, quindi ben cinque punti in meno. È un risultato che in molti ritenevano impossibile, ma che abbiamo raggiunto in meno di quattro anni, superando anche le nostre più ottimistiche previsioni. E ci siamo riusciti senza tagliare, ma anzi aumentando, le spese fondamentali. Come quelle per la sanità, il welfare e i contratti pubblici. Uscire dalla procedura d'infrazione è un obiettivo alla nostra portata". "Inutile dire che - ribadisce la premier -avremmo potuto già raggiungerlo, se non avessimo dovuto fare i conti col peso del Superbonus". Le risorse per l'energia "Cercheremo di utilizzare al meglio le risorse aggiuntive ora disponibili sul fronte energia - parliamo di 14 miliardi di euro in più nel prossimo biennio - per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese, ma più in generale di tutti gli italiani", assicura Meloni. Alla domanda su come il governo intende utilizzare la flessibilità di bilancio concessa da Bruxelles, "la Commissione Europea - sottolinea - ha già definito gli ambiti di spesa ammissibili e, in questo quadro, il governo identificherà quelle che ritiene più utili ed efficaci, per abbassare i costi a carico dei cittadini, delle aziende ma anche della pubblica amministrazione".
12:00
Il Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione è stato convocato giovedì 13 agosto nell'Aula del terzo piano di Palazzo San Macuto, per l'audizione del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. L'appuntamento è stato trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare della Camera, anche nella traduzione della lingua dei segni.
12:00
Il Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione è convocato giovedì 13 agosto, alle ore 14.30, nell'Aula del terzo piano di Palazzo San Macuto, per l'audizione del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sul ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. L'appuntamento viene trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare della Camera, anche nella traduzione della lingua dei segni.
13:14
AGI - "Siamo unite dal nostro desiderio di difendere l'Europa. Non accettiamo un'immigrazione incontrollata verso l'Europa, e abbiamo promosso una politica migratoria rigorosa, sia nelle nostre Nazioni sia in Europa". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno postato una loro foto su Instagram con una dichiarazione congiunta. "Siamo unite nel nostro desiderio di proteggere i nostri Paesi e l'Europa", hanno ribadito in un altro passaggio del messaggio. Le due premier, che attualmente sono le uniche donne in Europa a guidare i loro rispettivi Paesi, hanno rimarcato di voler "condividere alcune riflessioni sul futuro dell'Europa, sulla sicurezza dei suoi cittadini e sulla necessità di difendere i nostri valori e il nostro modo di vivere", come ha scritto poi Meloni stessa anche su Facebook. "Siamo consapevoli che molti potrebbero interrogarsi sulla nostra collaborazione", ha ammesso la premier italiana, riferendosi alla diversa estrazione politica della collega danese, con cui "certamente non siamo d'accordo su tutto. Ma siamo unite dal nostro desiderio di difendere l'Europa". Meloni: "Ci aspettiamo rispetto da chi arriva in Europa" Meloni ha poi aggiunto: "Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell'Europa. Ci stiamo lavorando con impegno. Ma questo non basta. Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa. Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell'Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell'Europa la propria casa, rispetti i nostri valori e non cerchi di imporci modelli di vita che non condividiamo. Riteniamo che questa sia la strada giusta per proteggere l'Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione". Le due premier hanno sottolineato che "non accettiamo un'immigrazione incontrollata verso l'Europa. Nessuno può negare gli impatti negativi dell'immigrazione illegale sulle nostre società: aumento dei tassi di criminalità, crescente pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini", per poi sottolineare che "è particolarmente grave quando migranti illegali, privi del diritto di rimanere nelle nostre Nazioni, commettono crimini violenti, trafficano droga o si rendono responsabili di violenze sessuali". I cittadini europei, hanno sostenuto, "si aspettano azioni concrete dai propri rappresentanti politici. Per troppo tempo, soprattutto le persone comuni hanno pagato un prezzo troppo alto a causa di un'immigrazione incontrollata. È nostro dovere continuare a impegnarci con determinazione per offrire risposte concrete ai cittadini, specialmente i più esposti, e garantire maggiore sicurezza e tutela per le nostre comunità". La soluzione contro l'immigrazione clandestina Per gestire l'immigrazione clandestina "bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell'Europa. Ci stiamo lavorando con impegno" hanno fatto sapere le due premier. "Ma questo non basta. Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa. Infine, Meloni e Frederiksen hanno concluso il post su Instagram con queste parole: "Riteniamo che questa sia la strada giusta per proteggere l'Europa e i nostri valori comuni. E crediamo che milioni di europei condividano questa convinzione."
Il Radar Score non è un sondaggio e non esprime un giudizio politico. È un indicatore proprietario di intensità informativa calcolato sul dataset monitorato: considera volume dei contenuti, numero di fonti distinte e accelerazione rispetto alle 24 ore precedenti.